La Mercedes-Benz SL "Pagoda", appartenente alla serie W113, rappresenta un'icona intramontabile nella storia dell'automobilismo. Prodotta dal 1963 al 1971, questa roadster ha saputo conquistare il cuore degli appassionati grazie al suo design elegante, alle prestazioni raffinate e al comfort di guida. Questo articolo ripercorre la storia di questo modello leggendario, analizzandone le caratteristiche tecniche, le evoluzioni nel tempo e le peculiarità del restauro, per celebrare un'auto che continua a far sognare gli amanti delle auto d'epoca.

La Dinastia SL: Un'Eredità di Lusso e Sportività

La storia della Pagoda si inserisce in una tradizione di eccellenza firmata Mercedes-Benz, iniziata con la mitica 300 SL "Gullwing" del 1954. La 190 SL, lanciata nel 1955, fu il primo modello commerciale della serie, una spider affascinante che riscosse un grande successo. Tuttavia, alla fine degli anni '50, si sentì l'esigenza di un'auto più moderna e performante, capace di competere con le nuove tendenze del mercato.

La Nascita della Pagoda: Un Progetto Innovativo

All'inizio degli anni '60, i vertici di Daimler-Benz diedero il via al progetto di una nuova spider, con l'obiettivo di superare i limiti della 190 SL in termini di prestazioni e design. Le richieste principali erano:

  • Prestazioni superiori: La 190 SL era considerata un po' "fiacca", quindi si puntò a un motore più potente.
  • Design innovativo: Si voleva abbandonare le linee tondeggianti e barocche della 190 SL per un design più moderno e accattivante.
  • Comfort e spazio: L'abitacolo doveva essere spazioso e confortevole, degno di una vettura di lusso.
  • Economia di scala: Si raccomandò di utilizzare al massimo materiali e componenti già disponibili per altri modelli Mercedes-Benz.

Il Design: Un'Opera d'Arte Firmata Paul Bracq

Il design della carrozzeria fu affidato al team guidato da Paul Bracq, un maestro dello stile automobilistico. Bracq propose inizialmente delle linee molto innovative, considerate eccessive dai vertici aziendali. Un attento lavoro di revisione permise di ammorbidire l'impatto delle nuove linee, senza snaturare l'impianto stilistico originario.

La Pagoda ereditò dalla berlina "Heckflosse" (W111) l'andamento verticale dei fari anteriori e quello orizzontale dei fanali posteriori. Il muso a "prua" richiamava le Mercedes-Benz da competizione degli anni '50. La fiancata era slanciata e caratterizzata da un'originale "sproporzione" tra la carrozzeria bassa e il padiglione alto.

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L'elemento distintivo della Pagoda era il tetto rigido, dalla forma concava verso il centro. Questa soluzione, oltre a migliorare l'aerodinamica, garantiva una buona abitabilità interna. Proprio questa caratteristica valse alla W113 il soprannome di "Pagoda", per la somiglianza con i templi orientali.

All'interno, la strumentazione era completa e ben visibile, mentre le finiture in pelle e legno conferivano un'atmosfera lussuosa.

Le Motorizzazioni: Un'Evoluzione Continua

La Pagoda fu prodotta in tre versioni, ognuna con un motore diverso:

  • 230 SL (1963-1967): Equipaggiata con un motore a sei cilindri in linea da 2306 cc, capace di erogare 150 CV.
  • 250 SL (1967-1968): Montava un motore a sei cilindri in linea da 2496 cc, sempre da 150 CV, ma con una maggiore coppia.
  • 280 SL (1968-1971): Adottava un motore a sei cilindri in linea da 2778 cc, con una potenza di 170 CV.

Tutte le versioni erano dotate di trazione posteriore e cambio manuale a quattro marce (optional l'automatico). Le prestazioni erano brillanti, con una velocità massima di circa 200 km/h.

La 230 SL (1963-1967)

La 230 SL serie R113 si presentò subito come una vettura completa ed equilibrata. Elegante, brillante, sportiva e rifinita con grande cura, era una granturismo capace di soddisfare sia la clientela sportiva che chi desiderava un'auto confortevole per i lunghi viaggi. La vettura era dotata di un corpo vettura a deformazione programmata, che garantiva un elevato livello di sicurezza in caso di incidente.

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Inizialmente proposta solo in versione roadster con capote in tela, dal 1966 fu affiancata dalle varianti coupé (con solo tetto rigido asportabile e due strapuntini posteriori) e roadster-coupé (con entrambe le soluzioni).

A livello meccanico, la 230 SL non presentava novità particolari: il motore tipo M127 II era un classico sei cilindri in linea montato in posizione anteriore longitudinale e abbinato a una trazione posteriore mediante una trasmissione meccanica a quattro rapporti. Alimentato a iniezione, erogava una buona potenza, 150 cavalli, scaricata a terra attraverso un inedito ponte posteriore a semiassi oscillanti, e sufficiente a spingere la vettura alla soglia dei 200 km/h. Col tempo, a richiesta, la vettura poteva essere ordinata anche con cambio automatico, sempre a 4 rapporti, oppure, a partire dal settembre del 1965, in versione manuale a 5 marce.

La 250 SL (1967-1968)

Visto il doppio ruolo di sostituta sia della 190 che della 300 SL, già a partire dal dicembre del 1966 la 230 SL venne aggiornata con una meccanica maggiorata (2496cc) che le vale il nome di 250 SL. Il nuovo motore M129 III a 7 supporti di banco in realtà non alza di molto l’asticella delle prestazioni: i cavalli restano gli stessi (150) e pure la velocità massima non si sposta di un capello (200 km/h); quella che ne beneficia maggiormente è l’erogazione, con una maggiore coppia e una migliore elasticità di marcia, e con uno scatto sullo 0-100 km/h che scende da 11,1 a 10 secondi netti. Da segnalare poi l’introduzione dei freni a disco anche al retrotreno. La 250SL resta a listino per appena un anno e un mese, passando alla storia come la “Pagoda” più rara: soli 5.196 esemplari.

La 280 SL (1968-1971)

Già dal gennaio del 1968 venne sostituita nei listini dalla 280SL, spinta dal nuovo motore 130.983 da 2778 cc e 170 cv di potenza. Seguendo lo stesso criterio dell’aggiornamento precedente, anche questa volta a beneficiare dell’incremento di cilindrata non sono le prestazioni assolute (la velocità massima resta per l’ennesima volta invariata) quanto l’erogazione, grazie a una coppia più piena, che abbassa lo spunto necessario a raggiungere i 100 all’ora a soli nove secondi. Dal gennaio 1967 al marzo 1971, furono prodotte 23.885 Mercedes-Benz 280 SL, più della metà sono state vendute negli Stati Uniti.

La Pagoda negli Stati Uniti

I modelli per il nordamerica presentano una serie di piccole differenze. Quella più evidente sono i fari di tipo "sealed beam" richiesti negli Stati Uniti invece dei tipici fari Bosch a sviluppo verticale. Altre differenze includono i rostri sui paraurti cromati, i catarifrangenti (in seguito luci) laterali d’ingombro, il rapporto al ponte più corto che consentiva un'accelerazione più rapida ma diminuiva la velocità massima raggiungibile. La funzione di “luce di parcheggio” su un solo lato, tipica delle vetture tedesche, era eliminata. I motori 280 SL per il mercato statunitense richiesero modifiche per il controllo delle emissioni: la fasatura delle valvole venne resa "più morbida", ridotto il rapporto di compressione e modificata la pompa di iniezione. La potenza, così, scendeva da 170 CV a 160 CV. Gli optional USA più diffusi: cambio automatico a 4 rapporti, pneumatici a fascia bianca, entrambi presenti sull’esemplare in questo lotto e l’aria condizionata.

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Il Restauro: Un Atto d'Amore

Il restauro di una Mercedes-Benz Pagoda è un'operazione complessa e delicata, che richiede competenze specifiche e una profonda conoscenza del modello. Spesso, si tratta di un vero e proprio atto d'amore, volto a riportare in vita un'auto che ha fatto la storia.

Fasi del Restauro

Le fasi principali del restauro di una Pagoda sono:

  1. Valutazione: Analisi dello stato di conservazione dell'auto, per individuare gli interventi necessari.
  2. Smontaggio: Smontaggio completo della vettura, per poter intervenire su ogni singolo componente.
  3. Carrozzeria: Riparazione o sostituzione delle parti danneggiate, verniciatura e lucidatura.
  4. Meccanica: Revisione o sostituzione del motore, del cambio, delle sospensioni e dell'impianto frenante.
  5. Interni: Rifacimento della tappezzeria, restauro dei legni e ripristino della strumentazione.
  6. Rimontaggio: Rimontaggio accurato di tutti i componenti, nel rispetto delle specifiche originali.

Ricambi e Documentazione

Un aspetto fondamentale del restauro è la ricerca dei ricambi originali, spesso difficili da reperire. In questo senso, è importante rivolgersi a specialisti del settore, in grado di fornire ricambi di qualità e documentazione tecnica. TecnIng, ad esempio, dedica una parte importante del suo impegno al mondo Mercedes-Benz Oldtimer, producendo e commercializzando ricambi per i modelli SL Oldtimer, tra cui la Pagoda.

Reverse Engineering e Prototipazione Rapida

Ove sia necessario ricostruire parti meccaniche di cui non siano più disponibili i progetti originari, TecnIng è in grado, partendo dal modello fisico, di ricavarne la geometria tramite tecniche reverse engineering, ovvero di digitalizzazione tridimensionale ottenendone un modello matematico al CAD. Il passo naturalmente successivo alla progettazione è la protipazione, realizzando in tempi ridotti un prototipo 3D in un’ampia gamma di materiali, indipendentemente da forma e complicazione geometrica, utilizzando le tecniche di prototipazione rapida (RP).

La Pagoda Oggi: Un Investimento Sicuro

Oggi, la Mercedes-Benz Pagoda è un'auto molto ricercata dai collezionisti di tutto il mondo. Le quotazioni variano a seconda delle condizioni, dell'originalità e della storia dell'auto. Un esemplare in perfette condizioni può superare i 120.000 euro.

La Pagoda non è solo un'auto d'epoca, ma un vero e proprio investimento, destinato a rivalutarsi nel tempo. Il suo fascino intramontabile, la sua eleganza senza tempo e la sua storia gloriosa la rendono un'icona dell'automobilismo, capace di emozionare anche le nuove generazioni.

La Pagoda Elettrica: Un Omaggio al Passato con uno Sguardo al Futuro

L’azienda britannica Ionic Cars propone una soluzione innovativa per i collezionisti: la trasformazione della Pagoda in un'auto elettrica. Questo intervento, pur mantenendo l'aspetto originale della vettura, consente di superare il problema delle emissioni inquinanti e di rendere la Pagoda adatta alle esigenze della mobilità moderna.

La Pagoda nel Cinema

La Mercedes-Benz SL ha avuto un ruolo da co protagonista sul piccolo e grande schermo: chi non avrebbe voluto viaggiare capelli al vento di fronte all’Oceano Pacifico, come Richard Gere in American Gigolo!?

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