Il settore automobilistico europeo, e in particolare quello tedesco, sta affrontando un periodo di profonda trasformazione e incertezza. La transizione verso l'elettrico, spinta da normative sempre più stringenti, si scontra con la resistenza di una parte significativa dei consumatori, ancora scettici riguardo ai veicoli "green". Questa situazione sta mettendo a dura prova i produttori, costringendoli a rivedere le proprie strategie e a prendere decisioni difficili.
La Crisi dei Colossi Automobilistici Tedeschi
Le case automobilistiche europee continuano a faticare in un mercato sempre più imprevedibile a causa della transizione all’elettrico, che però non prosegue nel migliore dei modi. I più colpiti sembrano essere i produttori tedeschi, un tempo pilastri dell'economia nazionale. Volkswagen, ad esempio, ha recentemente annunciato il taglio di 30.000 dipendenti in Germania entro il 2030, oltre alla chiusura di alcuni stabilimenti. Anche costruttori premium come Mercedes-Benz stanno registrando una flessione in diversi mercati, evidenziando una crisi che non risparmia alcun segmento del settore.
Così come Volkswagen, anche Mercedes ha pianificato la riduzione di 30.000 posti di lavoro entro il 2027. L’obiettivo è quello di risparmiare cinque miliardi di euro e, per riuscirci, sembra essere disposta a tutto.
Incentivi all'esodo: Buonuscite fino a 500.000 Euro
Per raggiungere gli obiettivi di riduzione dei costi, Mercedes-Benz sta offrendo incentivi significativi ai dipendenti che scelgono di lasciare l'azienda volontariamente. Secondo quanto riportato da Handelsblatt, i bonus arrivano a cifre enormi a seconda della qualifica del lavoratore e del grado di anzianità. Ad esempio, un caposquadra di 55 anni con uno stipendio lordo di circa 9.000 euro al mese e con 30 anni di anzianità, viene offerta una buonuscita di 500.000 euro. Un dipendente di 45 anni con anzianità di 20 anni in Mercedes e con uno stipendio lordo mensile di circa 7.500 euro potrebbe portarsi a casa ben 300.000 euro. Un trentenne con stipendio lordo di 6.000 euro, invece, potrebbe avere una buonuscita di 100.000 euro. Insomma, parliamo di cifre molto interessanti, anche se per operai con stipendi e anzianità più bassi questo significa cifre più ridotte.
Il Peso Socio-Economico dell'Automobile in Germania
È difficile sopravvalutare il peso socio-economico dell’auto in Germania. L’industria dà lavoro a oltre 770 mila persone nel Paese e vale circa il 5% del prodotto interno lordo del Paese. Le vendite di vetture e componenti per veicoli made in Germany valgono oltre il 17% delle esportazioni tedesche nel mondo, con la Cina come prima destinazione. L’auto è però diventata nel tempo anche un elemento fondamentale dell’identità nazionale tedesca, l’orgoglio industriale della Germania.
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Fattori Geopolitici e Svolta Elettrica in Cina
Il problema è che probabilmente neanche i soldi pubblici basterebbero a evitare un ridimensionamento dell’auto teutonica. La sua competitività industriale ha poggiato a lungo su due pilastri. Il primo: la disponibilità di energia a basso prezzo garantita dalle forniture di gas russo che controbilanciava l’elevato costo del lavoro. Il secondo: la globalizzazione che consentiva ai colossi tedeschi di esportare due terzi delle auto prodotte in Germania, compensando la debolezza del mercato domestico.
Le sanzioni al gas russo e la seguente crisi energetica hanno fatto schizzare le bollette dell’energia nelle fabbriche tedesche, rendendo la loro produzione meno competitiva sui mercati internazionali.
In Cina è infatti in atto ormai da tempo una svolta verso l’elettrificazione. Bmw, Volkswagen, Mercedes e gli altri costruttori occidentali se ne sono accorti troppo tardi e hanno perso il treno dell’innovazione. Contemporaneamente, il governo di Pechino ha avviato un piano di generosi sussidi all’elettrico (fra l’altro, rallentando la concessione di targhe per i veicoli a benzina e diesel) che, benché sulla carta neutri, hanno finito nei fatti per favorire i costruttori domestici. Risultato: in due anni la quota di mercato dei costruttori stranieri sul totale delle immatricolazioni cinesi è scesa dal 53 al 33%, a tutto vantaggio di Byd, Saic, Dongfeng e gli altri costruttori cinesi.
Sovraccapacità Produttiva e Urgenza di Cambiare
La ritirata in Cina ha scoperto i piedi di argilla dei giganti tedeschi. L’anno scorso gli stabilimenti tedeschi hanno prodotto 4,1 milioni di veicoli rispetto a una capacità produttiva complessiva di 6,2 milioni. Questo significa che le fabbriche stanno in media lavorando un terzo in meno di quanto potrebbero.
Il problema è che la crisi non sembra temporanea, ma strutturale: rispetto al periodo pre-pandemia in Europa mancano 2 milioni di immatricolazioni che per Volkswagen significano 500 mila vendite in meno all’anno. «Abbiamo ancora uno, al massimo due anni, per ribaltare la situazione - ha avvertito il direttore finanziario, Arno Antlitz, con inusuale sincerità -. Il tempo sta per scadere, bisogna fare qualcosa e in fretta.
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L'impatto sull'industria della componentistica
La crisi dell’automotive ha ripercussioni negative anche sull’industria della componentistica. In Italia, si prevede una contrazione dell’occupazione per un’impresa della componentistica su tre.
La risposta di Mercedes-Benz: Efficienza e Riciclo
Di fronte a queste sfide, Mercedes-Benz sta adottando diverse strategie per rimanere competitiva e affrontare la transizione verso l'elettrico. Oltre alla riduzione dei costi, l'azienda sta investendo in nuove tecnologie e soluzioni sostenibili.
Un esempio significativo è l'apertura, nel 2024, della prima fabbrica europea di riciclo batterie con processo integrato meccanico-idrometallurgico a Kuppenheim, nel sud della Germania. Mercedes-Benz Werk Kuppenheim: Erste Batterie-Recyclingfabrik Europas mit integriertem mechanisch-hydrometallurgischem Verfahren im süddeutschen Kuppenheim eröffnet. Ola Källenius, Vorstandsvorsitzender der Mercedes-Benz Group AG, Olaf Scholz, Bundeskanzler der Bundesrepublik Deutschland, Thekla Walker MdL, Ministerin für Umwelt, Klima und Energiewirtschaft Baden-Württemberg. Questa fabbrica mira a massimizzare il riciclo dei sistemi di batterie automobilistiche.
Il processo idrometallurgico si concentra sulla cosiddetta "massa nera", estraendo individualmente metalli preziosi come cobalto, manganese, nichel e litio, nonché il minerale grafite, attraverso un processo chimico a più fasi. Mercedes-Benz Batterie-Recyclingfabrik Kuppenheim: Das hydrometallurgische Verfahren widmet sich der sogenannten schwarze Masse. In einem mehrstufigen chemischen Prozess werden die wertvollen Metalle Kobalt, Mangan, Nickel und Lithium sowie das Mineral Graphit einzeln extrahiert.
Inoltre, la fabbrica di Kuppenheim è dotata di un sistema fotovoltaico sul tetto dell'edificio di 7.000 metri quadrati, con una potenza di picco di oltre 350 kilowatt. Mercedes-Benz Batterie-Recyclingfabrik Kuppenheim: Die Dachfläche des 7000 qm großen Gebäudes ist mit einer Photovoltaikanlagen ausgestattet, die über eine Leistung von mehr als 350 Kilowattpeak verfügt.
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