L'alba dell'industria automobilistica italiana, all'inizio del XX secolo, fu caratterizzata da un fervore creativo e imprenditoriale che diede vita a numerose fabbriche di automobili. Molte di queste realtà, purtroppo, ebbero una vita breve, segnata da difficoltà economiche e da un mercato ancora immaturo. Tra queste, spiccano tre fabbriche che, pur con destini diversi, condividono la lettera iniziale del loro nome e il ruolo di "laboratori di creatività automobilistica": Adami Automobili, Ausonia e Alba.
Alba Fabbrica Automobili S.A.: un sogno triestino di breve durata
La storia di Alba inizia a Trieste nel 1906, quando un gruppo di appassionati di auto, tra cui Edmondo Richetti, segretario delle Assicurazioni Generali, ed Ettore Modiano, figlio di Saul, fondatore di un'industria cartotecnica, decide di fondare la "Alba Fabbrica Automobili S.A." (o Alba Automobilwerke Aktiengesellschaft). L'azienda prevede la produzione di due modelli, un 18/24 HP e un 35/40 HP.
Nel 1907, in occasione del Salone di Parigi, viene presentato il modello più potente, l'Alba 35/40, che riscuote un buon successo di critica. Tuttavia, nel 1908 vengono commissionate e realizzate solo nove vetture di questo tipo, un numero insufficiente per sostenere i costi di 150 operai. La fabbrica chiude nel 1908 e viene messa in liquidazione nel 1909, dopo aver operato principalmente nel 1907.
Adami Automobili: un fuoco di paglia fiorentino
Contemporaneamente alla nascita di Alba, in Italia altre fabbriche di auto stavano chiudendo i battenti. Tra queste, la Adami Automobili, fondata a Firenze nel 1899 dall'ingegnere Guido Adami. La società vantava tra i suoi soci nomi illustri dell'automobilismo fiorentino, come Carlo Ginori, Gerino Gerini, Ernesto Corsini, Antonio Civelli, Antonio della Stufa, Piero Strozzi, Camillo Bondi, Ugobaldo Tonietti e Giorgio Fossi.
Adami realizzò un solo modello di automobile, chiamato Rondine, che fu presentato al Salone dell'automobile di Torino del 1902 e ottenne la medaglia d'oro della Presidenza del Salone. Nonostante il successo iniziale, la Adami Automobili chiuse i battenti nel 1906, stesso anno di chiusura di Ausonia.
Leggi anche: Nuovi brand automobilistici italiani
Ausonia: pionieri dell'auto elettrica a Milano
L'anno di fondazione (1899) e quello di chiusura (1906) sono condivisi con la casa automobilistica Ausonia, originariamente chiamata Sive (Società italiana vetture elettriche). Fondata a Milano dall'ingegnere Gino Turinelli, la Sive si specializzò nella produzione di vetture a propulsione elettrica.
Pur essendo una realtà di dimensioni ridotte, la Sive riuscì a mettere in circolazione a Milano, già nel 1901, le prime 4 vetture elettriche a 6 posti per il servizio pubblico. Il primo automezzo prodotto fu un piccolo omnibus da 8 posti per i passeggeri, oltre a due posti esterni per il personale, pensato per collegare i grandi alberghi con le stazioni ferroviarie della città, una sorta di "navetta" ante litteram. Vennero realizzate anche carrozzerie di tipo coupé de ville, con divisione tra passeggeri e guidatore, e di tipo landaulet, a quattro posti coperti e due scoperti, oltre a un più leggero cabriolet, decappottabile, di tipo Victoria.
Dopo l'ingresso nell'azienda madre di Abramo Valsecchi, anche l'Ausonia fu costretta a chiudere i battenti, a causa della scarsa redditività.
La Torino dell'auto: un ecosistema in continua evoluzione
Torino, città storicamente legata all'industria automobilistica, rappresenta un punto di riferimento per il settore in Italia e nel mondo. L'importanza dell'auto per Torino è testimoniata dalla storia, dalla presenza di grandi marchi automobilistici e dal loro contributo all'economia locale.
Nel 1898, a Torino, fu fondata la Ceirano GB & C., che un anno dopo iniziò la produzione di una piccola auto a due posti: la Welleyes. A causa dell'impossibilità di gestire le richieste del mercato, Ceirano cedette il brevetto e gli impianti a Giovanni Agnelli, dando vita al marchio FIAT. Nel 1906 fu fondata anche Lancia da Vincenzo Lancia e Claudio Fogolin, specializzandosi in auto di lusso e contribuendo a rendere l'Italia una forza trainante nel settore automobilistico mondiale.
Leggi anche: SUV Cinesi in Italia
Negli ultimi anni, Torino ha mostrato una grande apertura verso le nuove tecnologie e le opportunità per la mobilità del futuro. Start-up innovative, guidate dall'ambizione di rivoluzionare il settore, stanno emergendo e si stanno affermando in questa vivace città. Torino si conferma all'avanguardia, promuovendo la sostenibilità ambientale e l'innovazione tecnologica.
Smart mobility: la Torino del futuro
Per smart mobility si intende l'uso di tecnologie e soluzioni innovative per migliorare l'efficienza, la sicurezza e la sostenibilità dei sistemi di trasporto e mobilità urbana. Un elemento unificante tra le aziende storiche e le nuove start-up a Torino è la visione di una mobilità sostenibile, intelligente e connessa. La "vecchia scuola" e le startup stanno lavorando per affrontare le sfide del settore automobilistico, come l'inquinamento atmosferico e la congestione del traffico, attraverso l'implementazione di nuovi modelli di mobilità e tecnologie avanzate.
Per raggiungere gli obiettivi prefissati è necessario che le autorità e gli enti locali investano nella ricerca e nell'implementazione di nuove tecnologie e infrastrutture, promuovendo la collaborazione tra il settore pubblico e privato, coinvolgendo aziende, università e centri di ricerca per sviluppare soluzioni innovative e sostenibili.
Car design: l'arte di plasmare il futuro dell'automobile
Il car design è un elemento fondamentale nell'evoluzione dell'automobile, un'arte che combina estetica, funzionalità e innovazione tecnologica. Torino ha dato i natali a numerosi designer di talento che hanno contribuito a plasmare l'aspetto delle auto che guidiamo oggi.
Il Museo dell'Automobile di Torino rende omaggio ai designers, ai creativi, a tutti coloro che hanno lavorato, creato e innovato, spesso nell'ombra, partendo dal foglio bianco e arrivando a plasmare il metallo, interpretando le tendenze del momento o lanciandone di nuove.
Leggi anche: Marche Chiave Auto Premium Italia
Tra i protagonisti del car design, spiccano figure come Guglielmo Diatto, fondatore della Carrozzeria Castagna, considerato il padre del car design per aver inventato il mestiere, il metodo e le tecniche alla GM, e Battista "Pinin" Farina, che dopo l'apprendistato in officina si mise in proprio costruendo leggere carrozzerie metalliche.
L'evoluzione del car design è strettamente legata all'aerodinamica, che diventa un'esigenza sempre più pressante e un'ispirazione per l'arte carrozzeria. Nel secondo dopoguerra, figure come Sergio Scaglietti e Aldo Brovarone lanciano il marchio fra i grandi della carrozzeria, mentre altri designer come Franco Scaglione e Pio Manzù interpretano le esigenze della produzione industriale, creando forme plastiche che trasformano la carrozzeria in una scultura in movimento.
Negli anni successivi, il car design si evolve ulteriormente, con l'affermazione di designer come Giorgetto Giugiaro, Marcello Gandini e Walter de Silva, che contribuiscono a definire lo stile delle auto moderne.
Fuoristrada: un'icona della storia dell'automobile
Il fuoristrada è uno tra i veicoli che più hanno segnato la storia dell'automobile, diventando nel corso degli anni una vera e propria icona. La storia dei veicoli fuoristrada inizia durante la Seconda Guerra Mondiale, quando l'esercito americano utilizzò i primi mezzi a trazione integrale, adatti a ogni tipo di terreno.
Il principale fuoristrada degli anni '40 fu la Jeep Willys, prodotta dalla Willys-Overland, un veicolo multiuso, perfetto per molteplici scopi. Dopo la guerra, la Jeep sbarcò nel mercato privato, definendo una serie di caratteristiche che ne definiscono ancora oggi la carta d'identità: telaio a longheroni, riduttore off-road e blocco interassiale.
L'evoluzione dei veicoli fuoristrada vede un passaggio di testimone tra la Jeep Willys e il successivo Land Cruiser, che nei primi anni '50 diventa il principale veicolo fuoristrada al mondo. Negli anni '70, Range Rover scuote il mercato diventando il primo fuoristrada di lusso della storia, un mezzo che rivoluziona l'idea alla base dei fuoristrada, mantenendone il DNA pur sposandolo con un concetto di comfort e tecnologia.
MG: ritorno al futuro di un marchio leggendario
Con una nuova generazione di auto elettriche e ibride, il marchio MG torna ad affascinare il mercato a quasi cent'anni dalla fondazione. MG (acronimo di Morris Garages) nasce a Oxford nel 1924, come costola della Morris Motors. Grazie all'intraprendenza di Cecil Kimber, MG divenne presto sede di sperimentazione sui veicoli, trasformandosi in una casa automobilistica autonoma, che prese il nome di MG Super Sports.
Nel corso degli anni, MG ha saputo mantener fede alla propria natura, creando auto iconiche, come la MG 4 Seater Special, la 18/80 e la Midget. Negli anni '30, MG entrò nel mondo delle corse automobilistiche, mentre gli anni '50 e '60 furono caratterizzati da vetture sportive dal grande fascino, come MG C, MG A ed MG B.
Oggi, MG si concentra sullo sviluppo di veicoli ibridi ed elettrici, come il modello ZS EV, un SUV completamente elettrico, e il modello EHS Plug-in Hybrid, con un'anima sportiva.
Diatto: un sogno torinese di auto sportive e di lusso
La storia di Diatto inizia nel 1835 con un ingegnere di nome Guglielmo Diatto, che costruiva carrozze a cavalli. Nel 1905, i suoi discendenti Piero e Vittorio comprarono un'automobile marchiata Ceirano e, insoddisfatti, si gettarono nel campo automobilistico, diventando "concessionari" italiani del marchio francese Clément-Bayard, con cui entrarono in società.
La Diatto divenne un successo travolgente, con modelli come la 20A detta anche Torpedo e la Tipo 30. Nel 1932, la Real Casa e il Regno d'Italia non pagano i conti delle ingenti forniture meccaniche e militari, portando la Diatto a cambiare proprietà e a smettere di produrre automobili.
tags: #marchi #automobili #Alba #storia


