La Madonna della Mercede, conosciuta anche come Nostra Signora della Mercede o de la Merced, è uno dei titoli con cui Maria, madre di Gesù, viene invocata nella tradizione cattolica. Il 24 settembre è il giorno in cui la Chiesa Cattolica celebra la sua festa liturgica, un’occasione per onorare la sua figura e riflettere sui valori di misericordia, redenzione e liberazione che essa incarna.

Origine e Significato del Nome "Mercede"

Il termine "Mercede" deriva dallo spagnolo "Merced" (plurale Mercedes), a sua volta originato dal latino "merces", che significa prezzo, ricompensa, inteso come ricompensa gratuita, grazia. Questo nome evoca l'idea di un dono gratuito, di una grazia divina elargita senza merito, sottolineando l'aspetto di misericordia e redenzione associato alla figura di Maria. Pur essendo tanti i titoli attribuiti alla Madre di Dio, uno tra i più importanti è senza dubbio quello di Nostra Signora della Mercede.

L'Apparizione a San Pietro Nolasco e la Fondazione dell'Ordine Mercedario

La storia della Madonna della Mercede è strettamente legata alla fondazione dell'Ordine Mercedario da parte di San Pietro Nolasco. Si racconta che il 1º agosto del 1218, festa di San Pietro in Vincoli, Pietro Nolasco (1189-1256) ebbe una visione della Santissima Vergine, la quale si presentò come la Mercede (Misericordia) e lo esortò a fondare un Ordine religioso avente come fine principale quello di riscattare i cristiani finiti in schiavitù sotto i musulmani o i pagani.

Dopo averne parlato con il giovane re d’Aragona, Giacomo I e con il vescovo di Barcellona, Berenguer, il 10 agosto 1218, Pietro Nolasco costituì ufficialmente il nuovo ‘Ordine Religioso Redentore’, nella cattedrale di Santa Croce di Barcellona, prendendo la Regola di S. Agostino. In quel memorabile giorno il re Giacomo I ‘il Conquistatore’ (1208-1276) regnante dal 1213, donò all’Ordine l’Ospedale di S. Eulalia. L’Ordine fu approvato da papa Gregorio IX il 17 gennaio 1235, in seguito i componenti furono anche sacerdoti e non più solo laici come agli inizi, a cui si aggiunsero la Confraternita e il Terz’Ordine della Mercede.

Bisogna ricordare che in quel periodo storico, tutta la Penisola Iberica era attraversata e dominata dai musulmani e dai pirati saraceni che navigavano sulle coste del Mediterraneo, rapinando le persone e portandole come prigionieri e schiavi nel Nordafrica. Pietro Nolasco, con il suo patrimonio, insieme a Raimondo di Peňafort (1175-1275) divenuto poi santo, con l’aiuto del vescovo dal 1212 al 1241, della città catalana, Berenguer de Palou II riscattò molti schiavi cristiani.

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L’Ordine dei Mercedari, fondato nel 1218, ebbe approvate le sue costituzioni nel 1272, con il titolo di "Ordine della Vergine della Mercede per la Redenzione dei cristiani ridotti in schiavitù di Santa Eulalia di Barcellona". Innumerevoli furono i religiosi che incontrarono la morte anche atroce, nell’espletare queste missioni redentrici; si calcola che con questo sistema siano stati liberati circa 52.000 schiavi cristiani nei primi 130 anni della costituzione dell’Ordine Religioso. Caratteristica eroica dei Mercedari durante le redenzioni, era quella di proporsi di esser fatti prigionieri al posto di uno schiavo.

Nel 1265 con s. Maria di Cervellon si aggregò il ramo femminile delle Monache Mercedarie, a cui seguirono in tempi più moderni altre Congregazioni religiose femminili della stessa spiritualità della Mercede.

Diffusione del Culto

Fondato nel 1218, si hanno testimonianze del suo nome da medaglie del secolo XIII. La devozione alla Madonna della Mercede si diffuse presto in Catalogna e Sardegna, poi in tutta la Spagna, e infine in Francia e in Italia. Con la scoperta dell’America il culto vi si diffuse largamente. I Mercedari furono presenti come cappellani con Cristoforo Colombo, quando fu scoperto il Continente Americano; il primo convento fu fondato nel 1514 a Santo Domingo.

L’Ordine Religioso Redentore come si è detto era sotto la protezione della Madonna che ne fu l’ispiratrice; nel 1272 i redattori delle Costituzioni stabilirono che l’Ordine assumesse la denominazione di “S. Maria della Mercede”. La Chiesa ha voluto valorizzare questo titolo prettamente mariano, stabilendo un ricordo particolare nella liturgia il 24 settembre. La commemorazione dell’apparizione della Vergine della Mercede a san Pietro Nolasco si celebra il 10 agosto.

Iconografia

La Madonna della Mercede è generalmente rappresentata stante, talvolta con il bambino Gesù in braccio, con tunica, scapolare e mantello bianchi (l’abito dei mercedari). L’iconografia rappresenta spesso Santa Maria della Mercede con il Bambino Gesù in braccio, vestita con la tunica, lo scapolare e il mantello bianchi dell’Ordine.

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La Madonna della Mercede è quasi sempre rappresentata con Gesù Bambino in braccio. Indossa la tunica in cui campeggia lo stemma di colore rosso che richiama quello aragonese, scapolare e mantello, essi sono bianchi come l’abito dei Mercedari.

La Madonna della Mercede a Palermo

I Mercedari arrivarono in Sicilia nel 1463. Trovarono emblematica ospitalità nella vecchia Chiesa Normanna di S. Anna, in quella parte della Città, oltre il Papireto, che gli arabi assegnarono agli “schiavoni”, le loro terribili truppe dalmate, note per le loro scorrerie contro i cristiani. Qui i Padri Mercedari nel 1482, abbandonata la chiesa di S. Anna per i contrasti insorti con la Confraternita di S. Anna delle ricamatrici, frinzara e passamanara, costruirono sulla parte sopraelevata della piazza Capo una nuova chiesa dedicandola alla Madonna della Mercede, di cui avevano già cominciato a diffondere il culto.

Nel 1590 i fedeli fondarono La compagnia di S. Maria la Mercè i cui capitoli furono registrati in atto pubblico il 1° giugno del 1683. Nel 1622 I mercedari si divisero anche in Sicilia in calzati e scalzi. Questi, votati a modi di vita più penitenti, dopo aver peregrinato di chiesa in chiesa riuscirono, nel 1635, a costruirsene una con annesso convento nella zona dei Cartari. Qui il 16 giugno del 1694 si costituì la Confraternita di Maria SS della Mercede detta del mercoledì, che nel 1790 commissionano a Girolamo Bagnasco una statua della Madonna. Per spirito di rivalità La Compagnia della Mercede al Capo commissionò nel 1813 al Bagnasco una statua della Madonna, raccomandandosi che fosse molto più bella di quella già eseguita.

Così descrive la statua di Girolamo Bagnasco il Dott. Gaspare Palermo: La Vergine è rappresentata in posizione eretta su una nube nell’atteggiamento di Colei che incede con passo elegante e solenne con la gamba destra lievemente flessa. Il corpo è avvolto nell’abito mercedario che forma pieghe avvolgenti che ricordano le statue d’età classica. Una leggera brezza sembra soffiare dal lato destro creando un insieme di incomparabile movimento nelle candide vesti e nel velo che, dopo il restauro ( del prof. Gaetano Correnti che riportò la statua nelle cromie originali), è risultato di colore verde chiaro. Il piede sinistro poggia sulla luna: testimonianza della fortezza di Maria sulla mutevolezza dell’animo umano da sempre paragonato al satellite lunare. Nella nube ci sono tre serafini (ed è impresa non facile giudicare quale sia il più realistico) che sembrano inneggiare a Maria. Il volto sereno, bellissimo, con gli occhi che guardano l’orizzonte quasi a voler dire: “Io sono l’unione tra il cielo e la terra”; le labbra dischiuse che lasciano intravedere i denti; le gote rosee; il naso dal profilo classico. Sulla spalla destra una ciocca di capelli che sembra essere sfuggita alle forcine. Nella mano destra porge superbamente l’abitino mercedario e un mazzolino di fiori. Nel braccio sinistro porta e mostra il Suo Divin Figlio Bambino, realisticamente somigliante alla Madre e bello come Lei, avvolto solo da un perizoma. La Confraternita alla fine del XIX secolo acquistò la statua lignea di S. Dott.

Nel 1866, soppressi gli Ordini religiosi, furono distrutti conventi e la chiesa di S. Anna. La chiesa della Mercede fu salvata dalla ferma opposizione dei Confrati e dei Capioti, che nel 1882, acquisita finalmente la chiesa, vi riportarono la statua della Madonna custodita a S. Marco. Altri momenti forti sono: “a vulata i l’ancili”, con due bambini vestiti da angioletti che sospesi a delle corde si incontrano sulla testa della Madonna recitando poesie e lanciando petali di fiori, e “a scinnuta ra Maronna”, ideata dal Confrate Leonardo Cicala nel 1925. La statua vien fatta scendere lungo la stretta scalinata che collega la parte sopraelevata della piazza con il sottostante piano stradale.

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Celebrazioni e Devozione

La festa liturgica della Beata Vergine Maria della Mercede è celebrata con grande devozione, specialmente in Spagna e in America Latina. La Madonna della Mercede è spesso raffigurata con un manto bianco e uno scapolare, simboli della sua protezione e intercessione. Le celebrazioni in onore della Beata Vergine Maria della Mercede includono messe solenni, processioni e momenti di preghiera. In molte comunità, la festa è un’occasione per riflettere sulla misericordia e sulla liberazione spirituale. La Beata Vergine Maria della Mercede rappresenta un simbolo di speranza e liberazione per i cristiani di tutto il mondo.

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