Le note celestiali del V10 della Lexus LFA raccontano la storia di un'auto straordinariamente raffinata, ma che, a livello commerciale, si è rivelata un progetto complesso. All’alba degli anni 2000, un gruppo di ingegneri e collaudatori della Toyota ha lanciato l’idea di una supercar a marchio Lexus, un'iniziativa mai esplorata prima dalla casa giapponese. Il progetto ha incontrato una forte resistenza a causa degli elevati costi e della certezza che sarebbe stato in perdita, ma Akio Toyoda, nipote del fondatore, ha dato il via libera.
Genesi di un Mito: Dalla Visione alla Realtà
Nel 2001 sono stati presentati i primi risultati e nel 2002 la Lexus LFA ha ottenuto il definitivo via libera. Sarebbe stata un’auto diversa da tutte quelle che Toyota aveva mai creato prima e avrebbe richiesto lo sviluppo di processi e strutture nuovi. Nel 2003 è stato pronto il primo prototipo, ma solo nel 2004 sono iniziati i test in pista al Nürburgring, scelto come campo di prova principale. Nel 2005, la prima concept car ha debuttato a Detroit con grande scalpore. Il telaio in alluminio e il motore a 10 cilindri hanno incantato il pubblico, ma si era ancora lontani da un prodotto pronto a garantire l’affidabilità che ci si aspetta da una Toyota.
Il Cuore Pulsante: Un V10 da 560 CV Sviluppato con Yamaha
Lo sviluppo dell’infrastruttura della Lexus LFA ha incontrato non pochi ostacoli a causa del peso in rapporto alle prestazioni, causando forti ritardi. A complicare le cose ha contribuito lo sviluppo del motore V10 in collaborazione con la Yamaha. Al momento del lancio, il dieci cilindri giapponese forniva 560 CV, il più potente mai montato su un’auto del gruppo Toyota, ma restava il problema dell’affidabilità. Per ovviare al problema del peso, nel 2007 è stata confermata la produzione in serie con un telaio in fibra di carbonio (con sottotelai anteriore e posteriore in alluminio) e pannelli di carrozzeria dello stesso materiale.
Morizo e l'Anima Racing
Toyoda, appassionato di corse, ha deciso di sviluppare il potenziale sportivo della LFA con il team Gazoo Racing, il reparto corse della Toyota, che ha investito una buona parte del capitale necessario alla messa a punto finale dell’auto. Nelle competizioni, per non attirare l’attenzione sul progetto, Toyoda ha corso con il soprannome di Morizo. L'auto è esordita sotto forma di prototipo anche alla 24 Ore del Nürburgring nel 2009, ma senza ottenere i risultati attesi.
Produzione Limitata e Personalizzazione Totale
Al Salone di Tokyo del 2009, quasi dieci anni dopo l’inizio della progettazione, è stata presentata la versione definitiva della Lexus LFA. La produzione è stata limitata a 500 unità, ognuna confezionata a mano e senza alcun componente in comune con altri modelli Toyota. La personalizzazione di ogni vettura era pressoché totale, con il risultato che non esisteva una LFA uguale all’altra. Il prezzo era di 375.000 dollari, una cifra elevata, ma non sufficiente per rientrare dell’investimento.
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Design e Aerodinamica: Un'Evoluzione Stilistica
La Sport Concept segna un'evoluzione nel linguaggio stilistico di Lexus. Questa coupé è schiacciata a terra, grazie a un assetto ribassato e a un cofano allungato. Di profilo, si notano i grandi cerchi in lega e la linea del tetto che scende in modo da trasmettere dinamicità. L'anteriore mette in mostra i fari a LED a forma di L, integrati nelle prese d’aria, e i parafanghi scolpiti.
Produzione Artigianale e Esclusività
La produzione in serie è partita nel dicembre 2009, con un ritmo di appena 20 esemplari al mese assemblati artigianalmente dall’LFA Works, una task force con base nell’impianto di Motomachi a Toyota City. In tutto, sono stati prodotti solo 500 esemplari di LFA fino al 2012, di cui 50 in allestimento Nürburgring (10 cv in più, ala fissa, -10 mm d’assetto). In Italia, al momento, ne è stata venduta una.
Prezzo e Confronti: Un Oggetto da Collezione
Il prezzo della LFA era decisamente fuori dagli schemi: 375.000 euro. Con tale cifra, si poteva acquistare una McLaren MP4-12C in carbonio e avanzare 175.000 euro da lasciare in acconto alla Lamborghini per una Aventador. Tuttavia, la LFA è la preda ideale dei collezionisti, disposti a pagare una cifra elevata per entrare in possesso di un oggetto unico.
Anacronismo e Fascino: Una Macchina del Tempo
Il fascino della LFA risiede anche nel fatto che è una vettura anacronistica, una sorta di macchina del tempo che ha vissuto gli ultimi dieci anni di storia della Toyota. La LFA sfoggia soluzioni fuori dall’attuale contesto temporale: monta un dieci cilindri a V di 72° aspirato capace di urlare a 9000 giri, quando tutti gli altri stanno orientandosi su cilindrate e frazionamenti ridotti, iniezione diretta e turbocompressori per essere eco-compatibili. Questo perché quando la LFA fu pensata, stava iniziando l’avventura di Toyota in Formula 1 negli anni in cui i motori erano dei V10.
Cambio: Un Punto Debole
Il rovescio della medaglia di questo anacronismo si ritrova in alcune soluzioni, come il cambio: un robotizzato a sei marce che per velocità e logica di funzionamento poteva essere accettabile cinque anni prima, ma oggi risulta fuori luogo.
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Emozioni Contrastanti: Un'Esperienza Unica
Ragionando sulla Lexus LFA, emergono pensieri contrastanti. Le riflessioni sulle sue incongruenze e su un parto così travagliato vanno a scontrarsi con i brividi che si provano udendo il sound divino del V10, assaporando la bontà dell’handling e ammirando l’attenzione quasi feticistica ad ogni più piccolo dettaglio tecnico o stilistico.
Caratteristiche Aerodinamiche: La Versione Più "Spinta"
L'importante modifica aerodinamica ha permesso di creare un nuovo assetto, liberando completamente lo scivolo posteriore, che lavora in abbinamento all'alettone fisso. In definitiva, questa potrebbe essere la LFA più aggressiva e sportiva di sempre tra quelle targabili per l'utilizzo stradale, probabilmente destinata alla produzione in serie limitatissima nel 2013.
Il V10: Un Capolavoro di Ingegneria
Il pezzo migliore del repertorio della Lexus LFA è il suo V10 quasi da corsa, un vero capolavoro di ingegneria. A inizio 2000 è iniziato lo sviluppo del progetto siglato TXS, terminato tre anni dopo e testato al Nürburgring. Nel 2005 è apparso il primo prototipo ufficiale, ma l’idea dei progettisti era quella di avere una monoscocca in fibra di carbonio. Nel 2010, finalmente, la Lexus LFA ha ricevuto il semaforo verde.
Design Esterno: Un'Astronave dal Futuro
Il prototipo iniziale era grazioso, ma la LFA definitiva pare un’astronave arrivata dal futuro, un mix tra proporzioni tradizionali e superfici tormentate, sfoghi ovunque e dettagli magistrali come la presa d’aria a “onda” sul finestrino posteriore o i tre cannoni di scarico disposti a forma di triangolo.
Prestazioni: Da 0 a 100 km/h in 3,7 Secondi
Un 4.8 V10 aspirato da 560 CV è sufficiente per portare i 1.580 kg a vuoto della LFA da 0 a 100 km/h in 3,7 secondi e fino alla velocità massima di 325 km/h.
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Motore: Verso i 9.000 Giri e Oltre
Il dieci cilindri Lexus ha una cilindrata di 4.805 cc e un angolo di 72° tra le bancate. Il sistema di fasatura variabile permette al 90% della coppia di essere disponibile già a 3.700 giri. I pistoni sono forgiati dall’alluminio, le bielle sono in titanio, così come le valvole, mentre la lubrificazione è a carter secco, come nelle auto da corsa.
Sound: Un Urlo di Rabbia
Il V10 Lexus respira da due grossi filtri che incanalano l’aria in dieci corpi farfallati, uno per cilindro, e i gas di scarico vengono sputati fuori dal triplo terminale di scarico in titanio. Il V10 sviluppato con la Yamaha vanta uno dei sound più viscerali e incredibili della storia, una sorta di profondo lamento ai medi che diventa quasi un urlo di rabbia con il graduale avvicinarsi della lancetta alla zona rossa del contagiri.
Reattività: Tempo Zero
La Lexus avrà anche impiegato un decennio a partorire la LFA, ma il risultato è valso ogni singolo giorno d’attesa. Il contagiri è digitale, perché in folle passa da 0 a 9.000 giri in sei decimi di secondo.
Toyota e Lexus alla 24 Ore del Nürburgring
Il gruppo Toyota partecipa alla 24 Ore del Nürburgring con il team Toyota GAZOO Racing. La partecipazione diretta dei propri dipendenti a gare endurance come la Nordschleife del Nürburgring aiuta la Toyota Motor Corporation (TMC) nella realizzazione di veicoli sempre più innovativi.
Trionfo del Team GAZOO Racing alla 24 Ore del Nürburgring 2012
Le sportive Toyota sono “obbligate” a ben figurare lungo le tortuose curve del Nürburgring. Oltre alla Lexus LFA, GAZOO Racing ha iscritto anche due unità Toyota GT86 con assetto da corsa. Durante le gare endurance VLN del Nürburgring, i veicoli hanno fatto registrare ottime prestazioni, con una vittoria di categoria e un secondo posto per la Lexus LFA GAZOO Racing e con i due podi ottenuti dalle GT86.
Produzione Limitata e Artigianale
Solo 500 esemplari, tutti rigorosamente numerati, costruiti praticamente a mano in un apposito atelier da un ristretto team di ingegneri e tecnici specializzati. Questo è il biglietto da visita della Lexus LFA, una coupé sportiva di altissime prestazioni che segna l'ingresso della Casa giapponese nel campo delle supercar.
Esperienza di Guida
Salire non è semplice, ma una volta infilatisi al posto guida, ci si trova subito a proprio agio. Davanti agli occhi solo uno schermo buio, che s'illumina e prende vita quando si gira la chiave. Ed ecco il contagiri con fondo scala a quota 10.000 e linea rossa a 9.000. Una leggera pressione sul tasto start sul volante e il dieci cilindri va in moto con un vero e proprio urlo.
Assetto da Pista e V10 Malleabile
Su strada, il V10 è più malleabile di quanto ci si possa aspettare, è molto elastico e quasi dolce a basso regime. L'assetto, invece, è senza compromessi, rigido, molto frenato, insomma da pista. Attorno ai 6.000 s'incominciano a percepire le qualità corsaiole del dieci cilindri. La coppia massima è a 6.800 giri, ed è da li in poi che si deve stare per gustare appieno la LFA.
Cambio da Migliorare
La Lexus LFA va guidata con attenzione. Lo sterzo è molto rapido, preciso e progressivo pur con qualche reazione visto l'assetto e i pneumatici da 20 pollici. Quanto ai freni, che dire, fantastici! I quattro dischi carboceramici non si spaventano davanti a nulla, il pedale è aggressivo, come deve essere su di un'auto come questa, e "bello consistente". Soltanto il cambio non è all'altezza della situazione. Quando si va piano è lento e non sempre puntuale, ma diventa fin troppo brusco, e non altrettanto veloce, quando si tira di brutto.
Lexus LFA in Assetto Corsa: Aggiornamenti e Test al Nürburgring
Per quale motivo il prototipo di un'auto uscita di produzione da quasi sei anni è stato portato al Nürburgring? Osservando con attenzione le camuffature concentrate nella zona dei passaruota della coupé, si possono notare degli inediti allargamenti per la carrozzeria: le modifiche alle fiancate, probabilmente, nascondono un aumento delle carreggiate. Ciò potrebbe far pensare alla presenza di un nuovo telaio o di un assetto pesantemente modificato.
Test Pneumatici con Yuji Tachikawa
Durante i collaudi, al volante della sportiva era presente Yuji Tachikawa, attualmente impegnato nel campionato Super GT con una delle Lexus RC F ufficiali. L'esperto pilota giapponese potrebbe essere stato scelto per collaudare dei nuovi pneumatici più che l'auto stessa. Sul prototipo si possono notare due treni diversi di gomme, uno stradale, marchiato Michelin e uno destinato unicamente all'utilizzo in pista.
Lexus LFA in Assetto Corsa su Assetto Corsa
La Lexus LFA è disponibile nel videogioco Assetto Corsa, offrendo ai giocatori la possibilità di sperimentare virtualmente la potenza e la maneggevolezza di questa iconica supercar giapponese. L'inclusione della LFA in Assetto Corsa permette agli appassionati di godere del suono unico del suo motore V10 e di mettere alla prova le proprie abilità di guida su alcuni dei circuiti più famosi del mondo.
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