Introduzione
La Lancia, fondata nel 1906 da Vincenzo Lancia con Claudio Fogolin, è uno dei marchi automobilistici italiani più antichi e prestigiosi. Sebbene oggi sia nota principalmente per la Ypsilon, la sua storia è ricca di modelli iconici, innovazioni tecniche e successi sia su strada che nelle competizioni. Meno noto è il suo contributo al settore dei veicoli commerciali, un aspetto importante della sua storia industriale. Questo articolo ripercorre la storia dei veicoli commerciali Lancia, dai primi modelli militari agli autocarri che hanno contribuito alla ripresa economica italiana del dopoguerra, fino alla loro scomparsa dal mercato.
Le Origini: La Divisione Veicoli Industriali e il Contesto Bellico
La Divisione Lancia Veicoli Industriali nacque nel 1912, quando Vincenzo Lancia comprese la possibilità di ampliare la produzione anche al settore degli autocarri. Tuttavia, la produzione iniziale fu modesta a causa delle dimensioni ridotte dell'officina. Con lo scoppio della Prima Guerra Mondiale, Lancia fu convertita all'economia di guerra, diventando uno stabilimento ausiliario. Durante questo periodo, la produzione si concentrò sul modello 1Z, un autocarro con motore da 5.000 cc, quattro cilindri e 70 CV, impiegato anche in Africa durante la Guerra di Libia. Lancia introdusse anche l'1.Z.M., dotato di un motore quattro cilindri da 4.942 cm3. La rapida ed efficiente riconversione della produzione industriale Lancia in occasione del primo conflitto bellico dimostrò la sua capacità di adattamento e la sua importanza strategica per l'esercito italiano.
Gli Anni '20: I Primi Autocarri Civili
Conclusa la Prima Guerra Mondiale, Lancia Veicoli Industriali dovette affrontare la riconversione alla produzione civile. Nel 1921, avviò la produzione di autocarri per uso civile, con i modelli Trijota e Tetrajota, entrambi equipaggiati con un motore quattro cilindri da 70 CV a 2.200 giri/min. Mentre il Trijota fu carrozzato principalmente come autocarro, il Tetrajota venne utilizzato principalmente come autobus. In totale, furono prodotti 585 autocarri fino al 1924. Nel 1924, Lancia Veicoli Industriali lanciò il Lancia Pentajota, un gigante della strada in grado di competere con i mezzi americani in termini di portata. Il Pentajota, equipaggiato con il propulsore da 70 CV, raggiungeva una velocità massima di 65 km/h. Il modello successivo, il Lancia Esajota, rimase un esperimento prodotto in soli tredici esemplari; nel 1928, fu la volta del Lancia Eptajota, che riportò gli autocarri Lancia sul mercato, con circa duemila ordini fino al 1934, grazie alla sua comodità e potenza.
Gli Anni '30 e '40: Innovazione e Motorizzazioni Diesel
Negli anni '30, Lancia continuò a innovare nel settore dei veicoli commerciali. L'Omicron, successore dell'Eptajota, rappresentò un grande passo avanti, grazie al suo motore sei cilindri in linea di 7.069 cm3, capace di erogare 92 CV a 1.600 giri/min. La sua proverbiale indistruttibilità ne decretò il successo, con alcuni veicoli che superarono i due milioni di chilometri. Lancia acquisì la licenza di fabbricazione del motore Diesel Junkers, dando vita al Lancia Ro, prodotto anche in versione militare come Ro-Ro, con motore tre cilindri Junkers da 4.771 cm3, e 3 Ro, equipaggiato con un motore a cinque cilindri da 6.871 cm3. Durante il secondo conflitto bellico anche i mezzi Lancia saranno utilizzati dalle Forze Armate italiane ed anche l’Ardea in versione ambulanza.
Il Dopoguerra e gli Anni '50 e '60: Esatau ed Esagamma
Nel dopoguerra, Lancia Veicoli Industriali affrontò nuovamente la riconversione. Nel 1955, l'azienda fu acquistata da Italcementi, continuando la produzione dei propri mezzi. I simboli di questo periodo furono il Lancia Esatau e il Lancia Esagamma. La storia dell'Esatau 864 può essere divisa in due fasi. La prima, iniziata nel 1949, vide l'autocarro Lancia con una posizione di guida arretrata, guadagnandosi il soprannome di "musone". La seconda fase iniziò nel 1952, quando Lancia installò a bordo dell'Esatau un motore a sogliola, che consentiva di avanzare la posizione di guida. Questo camion Lancia fu prodotto in diverse versioni, alcune delle quali adibite al trasporto persone come autobus. L'Esagamma, progettato per una massa a pieno carico fino a 19 tonnellate, fu lanciato nel 1962, presentandosi come un veicolo assolutamente innovativo, capace di competere con molti concorrenti. La differenza visiva tra Esagamma E ed Esadelta C stava nella mascherina anteriore che contava 17 stecche verticali nell' Esagamma e 15 nell' Esadelta.
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La Fine di un'Era: L'Acquisizione da Parte di Fiat e la Scomparsa
La storia dell'Esagamma segnò anche la fine della produzione di camion Lancia. Nel 1969, l'azienda torinese fu acquisita da Fiat Veicoli Industriali, che ritenne non vantaggioso proseguire la produzione di mezzi pesanti Lancia, considerati troppo costosi. Dopo la fusione con Fiat e la successiva nascita di IVECO, i camion Lancia scomparvero progressivamente dal mercato e dalle strade italiane.
Lancia Oggi: Un Marchio Rilevante
Oggi, Lancia è un marchio controllato da FCA, parte della galassia Fiat Chrysler Automobiles. Sebbene la sua gamma sia limitata, la Lancia continua a rappresentare un simbolo di eleganza e stile italiano. La nuova Lancia Ypsilon 2024 raccoglie l’eredità di intere generazioni di piccole che hanno fatto la storia della casa torinese, con un design che richiama il passato ma guarda al futuro. La nuova Lancia Ypsilon è una piccola cinque porte che mantiene l’eleganza delle precedenti generazioni, ma con dimensioni maggiori rispetto al passato: basata sulla stessa piattaforma delle “cugine” Peugeot 208 e Opel Corsa, è lunga 408 cm (24 in più di prima). A fine maggio arriverà nelle concessionarie la super accessoriata edizione limitata Lancia Ypsilon Cassina: solo elettrica (con 156 CV e un’autonomia “ufficiale” di 403 km) e già ordinabile online a un prezzo indicativo di 40.000 euro, sarà costruita in 1906 esemplari, in omaggio all’anno di fondazione del marchio. Entro al fine dell’anno debutteranno gli altri allestimenti e le versioni mosse da un 1.2 mild hybrid con 101 o 136 CV e il cambio a doppia frizione.
Il Futuro di Lancia: Innovazione e Stile
Luca Napolitano, CEO di Lancia, in un dialogo con Jean-Pierre Ploué, Stellantis Chief Design Officer e Head of Lancia Design, ha ripercorso la storia attraverso le auto iconiche del brand: dalla Lancia Aurelia che ha introdotto il concetto di Gran Turismo alla Thema Ferrari con interni in pelle e cruscotto in radica. Sono state descritte alcune innovazioni e derivazioni dal design industriale come l’apertura ad armadio delle portiere con il caratteristico suono clack come garanzia di qualità: portiere costruite senza il montante centrale, brevettate a partire dagli anni Trenta o anche spiegato come la Lancia Aprilia sia il frutto dell’idea di applicare l’aerodinamica su una vettura compatta di serie. Si è parlato di artigianalità e cura dei dettagli che hanno contraddistinto ogni modello Lancia, linee depurate dal superfluo per non disturbare la perfezione del design. «Lancia non è estetica fine a se stessa, Lancia è design - ha dichiarato Jean-Pierre Ploué -, è lo “stile italiano” che è un connubio unico di eleganza classica, creatività e passione. Lancia è stata capace di creare automobili dal design ricercato, ma mai legato a un puro vezzo creativo». Rimuovere gli eccessi fino a trovare la bellezza nella purezza delle forme e dei contenuti, questa è la mission stilistica del brand per il futuro che recepisce la lezione di stile del passato. La bellezza come tema senza tempo, innovare nello stile…questa è la Lancia di domani. Possiamo notare come l’ultima versione della Nuova Lancia Ypsilon sia sintesi dei benchmark di ieri, ad iniziare dal colore Blu Elegante e ricca di innovazioni stilistiche come la Nuova Calandra frontale…il nuovo sorriso di Lancia, essenziale e dinamico.
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