La Subaru, casa automobilistica giapponese con il distintivo logo raffigurante le Pleiadi, rappresenta un connubio unico di storia, innovazione e passione per l'ingegneria automobilistica. Dalle sue origini nel secondo dopoguerra fino alle moderne vetture elettriche, Subaru ha saputo mantenere una forte identità, distinguendosi per soluzioni tecniche innovative e un'attenzione particolare alla sicurezza e all'affidabilità.
Le Origini e l'Eredità di Fuji Heavy Industries
La storia di Subaru affonda le sue radici nel secondo dopoguerra, precisamente nel 1953, quando la Fuji Heavy Industries (FHI) decise di convogliare parte delle proprie risorse nella produzione di automobili. La Subaru Corporation nasce con il preciso scopo di concentrare gli sforzi sulla produzione di auto: è il 1953. Il primo modello che stimola Kenji Jita, all’epoca CEO di Fuji Heavy Industries, a trovare un nome alla creazione è la P-1. Subaru è la parola giapponese per l’ammasso stellare delle Pleiadi che sono anche raffigurate nel logo della compagnia. Le Pleiadi, note anche come “Le sette sorelle”, conglobano sette stelle principali dell’ammasso visibili a occhio nudo. Le stelle del marchio Subaru sono solo sei (una grande e cinque piccole), e rappresentano le cinque aziende che dopo la seconda guerra mondiale si unirono per formare un’unica grande compagnia.
Nel 1954, la Fuji Heavy Industries annunciò il suo prototipo di auto chiamato P-1, poi rinominato Subaru 1500. Questo veicolo forniva eccellente comfort e stabilità di guida, ma la produzione fu sospesa. Nel 1958, venne proposta sul mercato la Subaru 360, prima vettura della Casa nipponica, rivolta ad un target più popolare, secondo la linea del ministero dei trasporti.
L'Innovazione Tecnica: Motore Boxer e Trazione Integrale Symmetrical AWD
Il primo modello, la Subaru 1000, introdusse nel 1965 il motore boxer, diventato da allora un tratto distintivo del brand. Motore boxer che è rimasto fiore all’occhiello della produzione per molti anni: dal 2008 ne è stata creata una variante a gasolio, oggi sparita dai listini, mentre più di recente il boxer si è ibridizzato con un sistema mild hybrid. L'unione tra il motore boxer e la trazione Symmetrical AWD garantisce prestazioni affidabili in ogni condizione.
Oltre al motore boxer, Subaru è celebre per il sistema di trazione integrale Symmetrical AWD, garanzia di presa delle ruote anche su fango e neve. Introdotto sui modelli Subaru dal 1988, prevedeva una centralina elettronica in grado di variare la coppia applicata alle ruote posteriori dinamicamente in base alle condizioni di guida. Essendo un sistema attivo, ripartiva la coppia in base agli input derivanti dalle condizioni di guida. Subaru rappresenta una scelta ideale per chi cerca un’auto solida, sicura e in grado di affrontare qualsiasi terreno.
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Subaru Tecnica International (STI) e il Successo nel Motorsport
Negli anni Ottanta Subaru consolidò la sua identità sportiva con la nascita della divisione Subaru Tecnica International (STI), destinata allo sviluppo di vetture ad alte prestazioni e da competizione. La fondazione nel 1980 della Subaru Tecnica International (STI) stimola la voglia di vincere nel campionato del mondo rally, così chiamato dal 1993. Fu in quegli anni che l’Impreza divenne protagonista del mondiale rally, conquistando titoli iridati con Colin McRae, Richard Burns e Petter Solberg. Tre titoli mondiali (Colin McRae 1995, Richard Burns 2001 e Petter Solberg 2003) sono stati l’apice della presenza di Subaru nel motorsport e in particolare nel mondo dai rally, mondo abbandonato senza rimpianti nel 2008 quando le sirene della crisi economica mondiale iniziarono a suonare.
L'Evoluzione Verso la Sicurezza e l'Affidabilità
Con il passare del tempo Subaru ha spostato il proprio focus sulla sicurezza e sull’affidabilità, introducendo tecnologie come il sistema EyeSight per l’assistenza alla guida. Da allora Subaru si è concentrata sulla produzione di veicoli mettendo al centro sicurezza e capacità fuoristradistiche. I piani di Subaru sono chiari: elettrificare totalmente tutta la gamma entro il 2035, sintomo che l’evoluzione della storia di Subaru sarà elettrica.
La Gamma Attuale: Un Equilibrio tra Tradizione e Modernità
La gamma Subaru attuale mantiene il legame con la tradizione, pur rinnovandosi in chiave moderna. I modelli di Subaru oggi in gamma sono cinque e si differenziano tra l’unica berlina rimasta in gamma, la Impreza di quinta generazione, in vendita in Italia dal 2017, e la gamma a ruote alte della Casa delle Pleiadi, così composta: la XV, il crossover nonché versione alta della Impreza (con un’altezza libera dal suolo di 22 centimetri, da vero fuoristrada), la Forester, la Outback e l’ultima new entry, la Solterra.
Impreza: La Berlina Compatta
La Impreza, arrivata alla quinta generazione, è l’unica berlina rimasta in listino, apprezzata per la trazione integrale e la solidità costruttiva.
Forester: Il SUV Robusto e Spazioso
La Forester resta uno dei modelli più iconici del marchio: SUV robusto e spazioso, mantiene il DNA off-road che ha sempre contraddistinto il modello, garantito dal sistema Symmetrical AWD. La Forester è il SUV Subaru per eccezione: nata come vero e proprio veicolo fuoristrada, sorte toccata anche alla concorrente Nissan X-Trail, oggi è un veicolo di 4,64 metri piuttosto spazioso e ben capace sui fondi sconnessi. Qui la trazione integrale è ancora meccanica e assicurata dal sistema Symmetrical AWD, garanzia di presa delle ruote anche su fango e neve.
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Outback: Il Comfort di una Station Wagon, la Versatilità di un SUV
Ancora più grande è la Outback, via di mezzo tra una station wagon e un SUV, che unisce comfort da viaggio e versatilità. Infine la Outback, la più grande tra i modelli di Subaru oggi in commercio in Italia. Lunga 4,87 metri, non è sbagliato definirla un ibrido tra una station wagon e un SUV. Molto spazioso il bagagliaio (560 litri), monta un assettato motore da 2,5 litri alimentato a benzina che, seppur fresco di sistema mild hybrid, presta il fianco a frequenti soste alla pompa di servizio anche e soprattutto grazie alla trazione integrale permanente.
XV: Il Crossover Agile
La XV, il crossover nonché versione alta della Impreza (con un’altezza libera dal suolo di 22 centimetri, da vero fuoristrada)
Solterra: L'Elettrica del Futuro
Partendo da quest’ultima, si tratta di un SUV nato sulla piattaforma Toyota (la bZ4X sopra citata è la copia con loghi diversi della Subaru Solterra) e conta sulla trazione integrale grazie all’interazione dei due motori elettrici per una potenza totale di 218 CV.
Subaru nel Mercato: Prezzi e Posizionamento
Subaru si posiziona nel mercato con un’offerta competitiva per contenuti e dotazioni di serie.
- La Impreza parte da circa 24.100 euro, mentre la variante mild hybrid da 150 CV supera i 34.000 euro. La Subaru Impreza mild hybrid parte da 34.100 euro e ha 150 CV.
- Salendo di categoria troviamo la Forester, proposta a partire da 39.950 euro e disponibile in vari allestimenti, fino al più completo Premium. La Forester parte da 39.950 euro e si distingue in quattro allestimenti, dove il più ricco è il Premium.
- La Outback è la station wagon rialzata di casa Subaru, con un listino che parte da 45.200 euro.
La XV, tre centimetri più lunga della Impreza e rialzata di nove centimetri rispetto a quest’ultima, parte da 26.500 euro ma, come per l’Impreza, il motore ibrido sotto il cofano fa alzare il prezzo di quasi 10.000 euro (35.200 euro).
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Il Mercato dell'Usato: Un Affare per gli Appassionati
Il mercato dell’usato Subaru in Italia è vivace, grazie alla buona reputazione del marchio e alla resistenza delle sue vetture.
- Le Impreza delle prime generazioni, soprattutto in versione WRX STI, hanno raggiunto lo status di auto da collezione e possono arrivare a superare i 100.000 euro. Una Subaru Impreza WRX STI può superare i 100.000 euro o comunque essere compresa in un range tra i 50.000 e i 100.000 euro.
- Chi cerca un SUV può trovare molte occasioni di Forester usate, con le prime generazioni reperibili anche a meno di 2.000 euro, mentre le più recenti mantengono valori più elevati.
- Anche la XV si trova facilmente sul mercato dell’usato, con prezzi competitivi intorno ai 10.000-12.000 euro per i modelli con una decina d’anni di vita. Non si può dire lo stesso per un veicolo come la XV, dato che si trovano esemplari con una decina d’anni a prezzi davvero molto competitivi, talvolta sotto i 10.000 euro.
La Subaru Alcyone SVX: Un'Icona di Stile e Innovazione
Tra le vetture più rappresentative prodotte dalla Subaru troviamo: la Subaru Sambar (1961), la Subaru 1000 (1966), la Subaru Domingo (1983). Negli anni '90 l'azienda ampliò la propria gamma di prodotti producendo una vettura sportiva di lusso, la SVX, e la piccola utilitaria Vivo, mentre nel 1995 venne presentata la Subaru Outback ed un anno più tardi la Forester, una berlina station wagon dal carattere sportivo.
La Subaru Alcyone SVX portò al debutto il sei cilindri boxer indicato con la sigla “EG33” da 3.3 litri: una pietra miliare per Subaru, che l’ha perfezionato per quasi vent’anni: fino all'introduzione del motore 3.6 litri “EZ36” presentato nel 2008 con la Subaru Tribeca. L’unità era dotata di doppio albero a camme in testa e quattro valvole per cilindro, con un rapporto di compressione aumentato (10,1:1), capace di erogare 231 CV a 5.400 giri/min e 309 Nm di coppia a 4.400 giri/min.
La SVX è stata offerta esclusivamente con cambio automatico, in quanto all’epoca Subaru non disponeva di una trasmissione manuale in grado di gestire la potenza e la coppia del motore EG33. Due i sistemi di trazione integrale previsti: ACT-4 e VTD. Il primo sistema è stato introdotto sui modelli Subaru dal 1988 e prevedeva una centralina elettronica in grado di variare la coppia applicata alle ruote posteriori dinamicamente in base alle condizioni di guida. Essendo un sistema attivo, ripartiva la coppia in base agli input derivanti dalle condizioni di guida. Il secondo sistema, più avanzato, chiamato VTD Variable Torque Distribution, distribuzione della coppia variabile) era disponibile per Giappone, Regno Unito, regione del Benelux, Svezia, Australia, Spagna, Austria e Brasile e aggiungeva un differenziale centrale planetario in grado di variare il rapporto di ripartizione della coppia da 36/64 al 50/50.
La SVX era considerata un’auto di prestigio, pertanto già nell’allestimento d'ingresso “L” (simile al “LSi” americano) era equipaggiata adeguatamente per concorrere in un segmento popolato da vetture blasonate. Tra il 1991 e il 1992, la versione giapponese "SVX L" poteva essere equipaggiata con le quattro ruote sterzanti: un’ulteriore indizio sul grande impegno profuso da Subaru per elevare la Alcyone ai vertici del della categoria. Si stima ne siano state realizzate poco meno di 2.000 unità, un terzo dell’intera produzione destinata al Giappone. Per chi desiderava di più, era disponibile l’allestimento sportivo S4, con il motore da 247 CV.
Tutto questo però non bastò a far decollare le vendite della SVX: la meccanica seppur raffinatissima risentì dei problemi al cambio, risolti solamente negli ultimi due anni del ciclo produttivo. Gli Stati Uniti assorbirono 14.257 vetture su un totale di 24.379 unità complessive. Qui, al fine di abbassare il prezzo d’attacco, tra il 1994 e il 1995 venne proposta anche una versione con la sola trazione anteriore (codice telaio CVX) ma non ebbe molto seguito. In Europa ne furono vendute circa 2.500, mentre le vendite in Giappone si assestarono sulle 6.000 unità. Negli anni 90, con la fine della “Bubble Economy” vennero meno le condizioni affinché un coupé di lusso come la Subaru Alcyone SVX potesse far breccia sul mercato locale. L’astro nascente. Il nome Alcyone omaggiava la stella più luminosa della costellazione delle Pleiadi, inserita nel logo della Casa. Tra il 1991 al 1992, Subaru studiò anche la Amadeus: un prototipo che prefigurava una shooting brake su base SVX. Lo stile della SVX era d’impronta europea, con la linea opera di Giorgetto Giugiaro. La peculiarità del modello stava nella vetratura, con i finestrini di ispirazione aeronautica. Nella vista laterale spiccava la particolare conformazione del padiglione con la divisione del vetro Canopy per circa due terzi della superficie e il taglio parallelo alla curva superiore del telaio della porta. Le volumetrie della SVX sintetizzavano un attento studio in galleria del vento e, non a caso, la coupé raggiungeva un eccellente coefficiente di resistenza aerodinamica Cx pari a 0,29. Una pietra miliare. La Subaru Alcyone SVX portò al debutto il sei cilindri boxer indicato con la sigla “EG33” da 3.3 litri: una pietra miliare per Subaru, che l’ha perfezionato per quasi vent’anni: fino all'introduzione del motore 3.6 litri “EZ36” presentato nel 2008 con la Subaru Tribeca. L’unità era dotata di doppio albero a camme in testa e quattro valvole per cilindro, con un rapporto di compressione aumentato (10,1:1), capace di erogare 231 CV a 5.400 giri/min e 309 Nm di coppia a 4.400 giri/min. Largo all’efficienza. Per sottolineare l’efficienza del modello, la pubblicità giapponese (con Alison Krauss come testimonial) faceva leva sulle 500 miglia di autonomia con un pieno, pari a circa 805 km, a fronte di un serbatoio da 70 litri. Le trasmissioni. La SVX è stata offerta esclusivamente con cambio automatico, in quanto all’epoca Subaru non disponeva di una trasmissione manuale in grado di gestire la potenza e la coppia del motore EG33. Due i sistemi di trazione integrale previsti: ACT-4 e VTD. Il primo sistema è stato introdotto sui modelli Subaru dal 1988 e prevedeva una centralina elettronica in grado di variare la coppia applicata alle ruote posteriori dinamicamente in base alle condizioni di guida. Essendo un sistema attivo, ripartiva la coppia in base agli input derivanti dalle condizioni di guida. Il secondo sistema, più avanzato, chiamato VTD Variable Torque Distribution, distribuzione della coppia variabile) era disponibile per Giappone, Regno Unito, regione del Benelux, Svezia, Australia, Spagna, Austria e Brasile e aggiungeva un differenziale centrale planetario in grado di variare il rapporto di ripartizione della coppia da 36/64 al 50/50. Le dotazioni. La SVX era considerata un’auto di prestigio, pertanto già nell’allestimento d'ingresso “L” (simile al “LSi” americano) era equipaggiata adeguatamente per concorrere in un segmento popolato da vetture blasonate. Tra il 1991 e il 1992, la versione giapponese "SVX L" poteva essere equipaggiata con le quattro ruote sterzanti: un’ulteriore indizio sul grande impegno profuso da Subaru per elevare la Alcyone ai vertici del della categoria. Si stima ne siano state realizzate poco meno di 2.000 unità, un terzo dell’intera produzione destinata al Giappone. Per chi desiderava di più, era disponibile l’allestimento sportivo S4, con il motore da 247 CV. Successo mancato. Tutto questo però non bastò a far decollare le vendite della SVX: la meccanica seppur raffinatissima risentì dei problemi al cambio, risolti solamente negli ultimi due anni del ciclo produttivo. Gli Stati Uniti assorbirono 14.257 vetture su un totale di 24.379 unità complessive. Qui, al fine di abbassare il prezzo d’attacco, tra il 1994 e il 1995 venne proposta anche una versione con la sola trazione anteriore (codice telaio CVX) ma non ebbe molto seguito. In Europa ne furono vendute circa 2.500, mentre le vendite in Giappone si assestarono sulle 6.000 unità. Negli anni 90, con la fine della “Bubble Economy” vennero meno le condizioni affinché un coupé di lusso come la Subaru Alcyone SVX potesse far breccia sul mercato locale.
Brand Concorrenti
I brand concorrenti di Subaru sono i giapponesi Mitsubishi, Honda, Toyota e Suzuki. Con la prima e l’ultima Subaru vanta una grande tradizione nello sviluppo di sistemi 4x4, mentre con Toyota Subaru è sia concorrente sia alleata visto che la partnership formale che lega le due case ha visto l’arrivo della prima elettrica su un progetto condiviso per condividere le risorse e contenere i costi di sviluppo.
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