Un percorso inedito tra le vie di Firenze, precisamente tra Viale Gramsci e Viale Matteotti, svela un volto nascosto della città, ricco di fascino e sorprese. Guidati dal Prof. Ezio Godoli, ci immergeremo in un itinerario alla scoperta di ville e studi d'artista dei primi del '900, un'epoca di fermento culturale e architettonico che ha lasciato un'impronta indelebile nel tessuto urbano fiorentino.
Un Itinerario tra Architetture Liberty e Dimore d'Artista
Questo itinerario si snoda tra alcune delle architetture Liberty più significative di Firenze, concentrate tra l'attuale Viale Gramsci e Viale Matteotti. Queste zone, alla fine dell'Ottocento e nei primi anni del Novecento, divennero il fulcro di un'espansione urbana che vide la costruzione di villini destinati ai "nouveau riches" dell'epoca. Ma non solo: il quartiere attrasse anche numerosi artisti fiorentini, tra cui Chini, Tofanari e Vannetti, che scelsero queste vie residenziali intorno ai viali del piano Poggi per stabilire le loro dimore e i loro studi.
Le Tappe Principali dell'Itinerario
L'itinerario prevede diverse tappe, ognuna delle quali offre uno sguardo unico sull'architettura e sull'arte del periodo.
Via Scipione Ammirato: Qui si ergono i due villini contigui, il villino Broggi-Caraceni e il villino Ravazzini, entrambi realizzati dall'architetto Giovanni Michelazzi nel primo decennio del Novecento. Questi edifici Liberty non si distinguono solo per le decorazioni esterne, ma anche per una complessa articolazione spaziale interna. L'impresa di Galileo Chini partecipò alle decorazioni pittoriche e alle ceramiche.
Casa Antonini (via Orcagna): Commissionata da Raffaello Franciolini ad Adolfo Coppedè come casa-laboratorio, questa residenza conserva ancora oggi decorazioni originali, soprattutto nel balcone, nella facciata e nel cancello.
Casa-studio di Galileo Chini: Un esempio di rielaborazione del villino borghese in chiave artistica, progettata dallo stesso Chini insieme a Ugo Giusti.
Casa-studio dello scultore Carnielo (oggi museo galleria): La facciata, probabilmente disegnata dallo stesso artista, si ispira ai motivi della Secessione viennese.
Villino Uzielli: Progettato dall'architetto Paolo Emilio André (genero di Adolfo Coppedè), presenta elementi propri del linguaggio Jugendstil.
Scipione Ammirato: Un Intellettuale Salentino nel Cuore di Firenze
Il percorso è idealmente dedicato a Scipione Ammirato, figura di spicco della cultura del XVI secolo, nato a Lecce nel 1531 e profondamente legato a Firenze. Storiografo, filosofo e politico, Ammirato fu autore di opere fondamentali per la conoscenza della storia fiorentina, tra cui le "Istorie Fiorentine" e "Delle famiglie nobili fiorentine".
La sua figura poliedrica e il suo contributo alla cultura fiorentina sono testimoniati da diversi ritratti realizzati nel corso dei secoli. Uno dei più interessanti, oggetto di riscoperta, è un'incisione in rame realizzata nel 1763 da Francesco Allegrini su disegno di Giuseppe Zocchi, parte di una serie dedicata a "Personaggi illustri della Toscana". Questo ritratto, insieme ad altri, ci permette di ricostruire l'immagine di Ammirato e di apprezzare la sua importanza nel contesto culturale fiorentino.
I Ritratti di Scipione Ammirato: Un Viaggio Iconografico
Nel corso dei secoli, Scipione Ammirato è stato ritratto diverse volte, a testimonianza della sua fama e del suo prestigio. Questi ritratti, realizzati con tecniche diverse (incisione su rame, pittura), offrono uno spaccato interessante sull'evoluzione dell'immagine di Ammirato e sulla sua fortuna iconografica.
Tra i ritratti più significativi, oltre a quello di Allegrini-Zocchi, ricordiamo:
Il ritratto inciso su rame presente nella prima parte delle "Famiglie Nobili Fiorentine" (1615) e nella seconda parte delle "Istorie Fiorentine" (1641), caratterizzato da una cornice circolare e dall'iscrizione con lo stemma nobiliare.
Il ritratto presente negli "Elogi d’huomini letterati" di Lorenzo Crasso (1666), accompagnato da una breve biografia e da componimenti poetici in suo onore.
Il ritratto presente nelle "Vite de’ Letterati Salentini" di Domenico De Angelis (1716) e nella "Vita degli uomini illustri del Regno di Napoli" a cura di Nicola Morello Gervasi.
Confrontando questi ritratti, si può notare come essi abbiano un comune punto di riferimento, una "matrice" figurativa che si ripete nel tempo, pur con alcune variazioni estetiche e coreografiche. Tutti i ritratti raffigurano Ammirato in età avanzata, con una fisionomia e un abbigliamento che lo rendono immediatamente riconoscibile.
Il Ritratto di Allegrini-Zocchi: Una Testimonianza Preziosa
Il ritratto inciso da Francesco Allegrini su disegno di Giuseppe Zocchi nel 1763 riveste un'importanza particolare. L'iscrizione presente nell'incisione rivela che il ritratto fu realizzato su commissione del patrizio fiorentino Luigi Tempi, a partire da un quadro lasciato in eredità dallo stesso Ammirato a uno degli esecutori del suo testamento, Andrea Minerbetti.
Questo dettaglio ci permette di ricostruire la storia del ritratto e di collegarlo direttamente alla figura di Ammirato. Inoltre, l'elogio che accompagna l'incisione, tratto dalla biografia di Ammirato scritta da G.M. Mazzuchelli, offre un'ulteriore testimonianza del valore e dell'importanza dello storiografo salentino.
Scipione Ammirato il Giovane: Un Erede Spirituale
Scipione Ammirato il Giovane, al secolo Cristoforo del Bianco, fu l'erede testamentario dello storiografo leccese. In segno di riconoscenza, Cristoforo del Bianco cambiò il suo nome in Scipione Ammirato il Giovane e si dedicò alla pubblicazione postuma di molte opere del suo predecessore, curandone l'impostazione e il rigore filologico.
Questo gesto testimonia il profondo legame spirituale tra i due Scipioni Ammirato e l'importanza che lo storiografo leccese ebbe per la cultura fiorentina.
Informazioni Utili per Partecipare all'Itinerario
La partecipazione all'itinerario è aperta a tutti gli interessati. L'architetto Ezio Godoli, già professore di Storia dell'architettura contemporanea e della città presso l'Università degli Studi di Firenze, guiderà l'itinerario.
La partecipazione all'itinerario dà diritto al rilascio di 2 CFP per architetti.
La quota di iscrizione è di € 15,00 (IVA inclusa) e comprende, oltre all'itinerario e ai diritti di segreteria, l'audioguida auricolare.
Le iscrizioni all'itinerario chiudono il 20 ottobre 2025 ore 17:00. Eventuali disdette telefoniche non saranno prese in considerazione. Oltre questo termine e a evento già svolto non è previsto rimborso della quota versata.
Qualora l'itinerario non fosse attivato per motivi legati alla disponibilità dei docenti, al mancato raggiungimento del numero minimo di partecipanti o in caso di maltempo, la FAF si riserva di comunicare in qualsiasi momento l’annullamento e/o lo spostamento della data dell'itinerario.
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