Il tema dei veicoli a basso impatto ambientale e del consumo energetico riveste un'importanza cruciale nel contesto attuale, caratterizzato da una crescente consapevolezza delle problematiche legate all'inquinamento atmosferico e alla necessità di ridurre le emissioni di gas serra. Questo articolo si propone di fornire una panoramica completa sull'argomento, analizzando le normative vigenti, i criteri di valutazione, le tecnologie disponibili e le strategie per promuovere una mobilità più sostenibile.

Quadro Normativo e Definizioni

In Italia, il D.Lgs. definisce i "veicoli puliti" come veicoli di categoria M1, M2, N con emissione massima di anidride carbonica allo scarico (espresse in CO2) ed emissioni di inquinanti in condizioni reali di guida inferiori alla percentuale riportata in Tabella 2 pubblicata su G.U.

Il D.Lgs. stabilisce che le Amministrazioni/Enti aggiudicatori, per i contratti di servizio pubblico aventi per oggetto prestazione di servizi di trasporto passeggeri su strada che superano soglia di Art. 5 del Reg. contratti di servizio definiti in Tabella 1 pubblicata su G.U. 284/21, debbano applicare le norme del Lgs. Contratti pubblici. Tali contratti debbono rispettare obiettivi minimi di appalto riportati in Tabella 3 pubblicata su G.U. 284/21 per veicoli leggeri/pesanti puliti, espressi in termini di percentuale minima di veicoli puliti rispetto al numero complessivo di veicoli adibiti al trasporto su strada acquistati (o oggetto di leasing o di locazione o di vendita a rate) oggetto di contratti aggiudicati fino al 31/12/2025 e nel periodo 1/1/2026 - 31/12/2030.

A partire dal 2022, le Amministrazioni/Enti aggiudicatori debbono inviare entro il 31 Gennaio al MITE i dati relativi al numero totale di veicoli oggetto di ogni contratto aggiudicato entro il 31 Dicembre precedente, specificando:

  • numero di veicoli, rispetto al totale, qualificabili come veicoli leggeri o veicoli pesanti puliti;
  • numero di veicoli, rispetto al totale, qualificabili come veicoli pesanti ad emissioni 0.

Entro il 2/8/2022, l'Italia avrebbe dovuto informare la Commissione UE circa le misure adottate ai fini di attuazione del D.Lgs. Entro il 18/4/2026 (poi ogni 3 anni) dovrà inviare alla Commissione UE una relazione sull'attuazione del D.Lgs.

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Incentivi per l'Acquisto di Veicoli a Basso Impatto

Il D.P.C.M. prevede incentivi per l'acquisto di veicoli di categoria M1 di classe non inferiore a EURO 6, differenziati in base alle emissioni di CO2 e alla contestuale rottamazione di un veicolo più inquinante:

  • Fino a 5.000 € (5.000 € se contestualmente rottamato veicolo di classe inferiore a EURO 5) per acquisto di nuovo veicolo di categoria M1 di classe non inferiore a EURO 6 con emissione di CO2 compresa tra 0 e 20 g/km.
  • Fino a 4.000 € (4.000 € se contestualmente rottamato veicolo di classe inferiore a EURO 5) per acquisto di nuovo veicolo di categoria M1 di classe non inferiore a EURO 6 con emissione di CO2 compresa tra 21 e 60 g/km.
  • Fino a 3.000 € se contestualmente rottamato veicolo di classe inferiore a EURO 5 per acquisto di nuovo veicolo di categoria M1 di classe non inferiore a EURO 6 con emissione di CO2 compresa tra 61 e 135 g/km.

Sono previsti anche contributi per l'acquisto di veicoli commerciali di categoria N1 e N2:

  • Fino a 4.000 € per acquisto di veicolo commerciale di categoria N1 fino a 1,5 t. (6.000 € se compreso tra 1,5 e 3,5 t.)
  • Fino a 12.000 € per veicolo commerciale di categoria N2 da 3,5 a 7 t.

I contributi di cui alle lettere a) e b) sono concessi anche a persone giuridiche se i veicoli acquistati sono impiegati in car sharing con finalità commerciali e se tale destinazione nonché proprietà siano mantenute dal beneficiario per almeno 24 mesi (12 mesi nel caso di persone fisiche).

Le risorse stanziate per il 2023 e il 2024 sono le seguenti:

  • 2023:
    • 230.000.000 € per contributi di cui alla lettera a)
    • 235.000.000 € per contributi di cui alla lettera b)
    • 150.000.000 € per contributi di cui alla lettera c)
    • 5.000.000 € per contributi di cui alla lettera d)
    • 15.000.000 € per contributi di cui alla lettera e)
    • 10.000.000 € per contributi di cui alla lettera f)
  • 2024:
    • 245.000.000 € per contributi di cui alla lettera a)
    • 245.000.000 € per contributi di cui alla lettera b)
    • 100.000.000 € per contributi di cui alla lettera c)
    • 5.000.000 € per contributi di cui alla lettera d)
    • 15.000.000 € per contributi di cui alla lettera e)
    • 20.000.000 € per contributi di cui alla lettera f)

Esclusioni e Obblighi Aggiuntivi

Sono esclusi dall'ambito di applicazione delle disposizioni i contratti per l'acquisto di veicoli soggetti ad omologazione facoltativa.

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L'art. 4 del D.lgs. pone a carico di amministrazioni, enti ed operatori l'obbligo di prendere in considerazione, al momento dell'acquisizione di veicoli adibiti al trasporto su strada, anche degli ulteriori impatti ambientali, come definiti dal D.M. del Ministro dell'Ambiente dell'11 aprile 2008 n. 135 (Piano d’azione per la sostenibilità ambientale dei consumi nel settore della pubblica amministrazione).

L’art. richiede che tali impatti siano trasformati in valore monetario.

Green NCAP: Valutazione dell'Impatto Ambientale Reale

Green NCAP è un ente indipendente che valuta l'efficienza energetica dei veicoli, aiutando i consumatori nella scelta di auto più ecologiche e a basso impatto ambientale. L'edizione più recente dei test Green NCAP ha introdotto il CLA (Life Cycle Assessment - Valutazione del Ciclo di Vita) nella valutazione complessiva. Questo significa che i test ora considerano non solo le emissioni dirette del veicolo, ma l'intero impatto ambientale legato all'estrazione delle materie prime, alla produzione del veicolo e della batteria, alla distribuzione, al consumo energetico durante l'uso, alla manutenzione ordinaria e all'impatto dello smaltimento a fine vita.

La valutazione finale mantiene il giudizio complessivo in stelle (da zero a cinque) e un punteggio percentuale basato su tre grandi categorie:

  • Clean Air (Aria Pulita): Misura le emissioni inquinanti del veicolo.
  • Energy Efficiency (Efficienza Energetica): Valuta il consumo di energia del veicolo in diverse condizioni.
  • Greenhouse Gas (Gas Serra): Calcola le emissioni di gas serra del veicolo.

I dati utilizzati per la valutazione derivano da test rigorosi in laboratorio e su strada in condizioni reali. Per garantire un confronto omogeneo, l'analisi ipotizza un ciclo di vita standard di 16 anni e un chilometraggio totale di 240.000 km. Le misurazioni dell'efficienza e del consumo considerano specificamente le condizioni climatiche calde e fredde, fattore cruciale dato che le performance e la capacità delle batterie elettriche possono ridursi significativamente con le basse temperature invernali.

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I Modelli Più Sostenibili Secondo Green NCAP

Nel 2025, solo tre BEV (Battery Electric Vehicle) hanno ottenuto il massimo punteggio di 5 stelle da Green NCAP: Mini Cooper E, Fiat 600e e Citroën E-C3.

Ecco la classifica generale dei 12 modelli analizzati:

ModelloValutazione TotalePunteggio MedioAria Pulita (su 10)Efficienza (su 10)Motore
MINI Cooper E97%9.49.710.0Elettrico
FIAT 600e96%9.69.510.0Elettrico
Citroën E-C391%9.38.110.0Elettrico
Volvo EX3089%9.28.29.5Elettrico
Mercedes-EQ EQE 350+70%7.85.87.6Elettrico
Hyundai i2060%6.76.84.7Ibrido
BMW Serie 159%7.76.14.0Ibrido
Renault Rafale57%7.16.23.9Ibrido
Kia EV956%7.64.05.4Elettrico
VW Passat (2024)55%7.85.53.4Ibrido
MAZDA CX-3044%7.04.41.8Benzina
MAZDA CX-8034%6.63.30.4Diesel

Le valutazioni sopra il 90% (MINI, FIAT, Citroën) indicano un'eccellente performance ambientale. L'analisi posiziona la Mini Cooper E e la Fiat 600e ai vertici della classifica, con punteggi medi del 97% e 96% rispettivamente. Il loro successo deriva, in parte, dall'uso di batterie relativamente compatte (40,7 kWh per la Mini, 54 kWh per la Fiat). Questa scelta strategica non solo mitiga le emissioni in fase di produzione, ma contribuisce anche a ridurre il peso del veicolo, ottimizzando l'efficienza di guida e contenendo l'usura di pneumatici e freni.

Nei test di consumo in condizioni di calore, la Mini ha registrato 15,0 kWh/100 km, superando di poco la Fiat che si è attestata a 15,5 kWh/100 km. Tuttavia, le differenze di autonomia diventano evidenti con il freddo: la Mini passa da 268 km (clima caldo) a 184 km (freddo), mentre la Fiat è più resistente, coprendo rispettivamente 340 km e 225 km. A completare il podio a cinque stelle c'è la Citroën E-C3 con il 91%.

Oltre i Veicoli Elettrici: Alternative e Strategie

Oltre ai veicoli elettrici, esistono altre opzioni per ridurre l'impatto ambientale dei trasporti:

  • Veicoli ibridi: Combinano un motore a combustione interna con un motore elettrico, offrendo un buon compromesso tra efficienza e autonomia.
  • Veicoli a gas (metano o GPL): Rappresentano un'alternativa ai veicoli diesel o benzina, con emissioni generalmente inferiori.
  • Car sharing: Condividere l'auto con altre persone riduce il numero di veicoli in circolazione e l'impatto ambientale complessivo.
  • Mobilità alternativa: Scegliere di spostarsi a piedi, in bicicletta, con i mezzi pubblici o in treno contribuisce a ridurre le emissioni e a migliorare la qualità dell'aria.

L'Etichetta Energetica dell'UE

Per aiutare i consumatori a scegliere l'auto più eco-compatibile, l'Unione Europea ha introdotto l'etichetta energetica, che contiene le emissioni dei veicoli a motore. Il venditore è tenuto ad indicare per ciascuna auto le emissioni di CO2, l'efficienza energetica su una scala colorata che va da G (efficienza energetica bassa) a A+++ (efficienza energetica alta) e il consumo di carburante in litri per 100 km. Anche l'emissione di CO2 viene inserita su una scala colorata: un valore nella zona verde della scala indica una bassa emissione, al contrario nella zona rossa indica un'alta emissione. Questa valutazione avviene in base al peso del veicolo.

Il Contesto Europeo e gli Obiettivi di Decarbonizzazione

Come sottolineato nelle conclusioni del Consiglio europeo del 23 e 24 ottobre 2014, l'Unione si è impegnata a creare un sistema dell'energia sicuro, competitivo e decarbonizzato. La comunicazione della Commissione del 22 gennaio 2014 dal titolo «Quadro per le politiche dell'energia e del clima per il periodo dal 2020 al 2030» stabilisce impegni ambiziosi per l'Unione mirati a ridurre ulteriormente le emissioni di gas a effetto serra almeno del 40% entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990, ad aumentare la quota di energia da fonti rinnovabili almeno del 27%, a raggiungere un risparmio energetico almeno del 27% e a migliorare la sicurezza energetica, la competitività e la sostenibilità dell'Unione. Da allora, la direttiva (UE) 2018/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio stabilisce una quota pari almeno al 32% di energia da fonti rinnovabili del consumo finale lordo di energia dell'Unione nel 2030 e la direttiva (UE) 2018/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio stabilisce un nuovo obiettivo di efficienza energetica per l'Unione per il 2030 pari almeno al 32,5%.

Nella comunicazione del 20 luglio 2016 dal titolo «Strategia europea per una mobilità a basse emissioni» la Commissione ha annunciato che per rispettare gli impegni presi dall'Unione nel corso della 21a conferenza delle parti della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, tenutasi nel 2015 a Parigi, sarà necessario accelerare la decarbonizzazione del settore dei trasporti e instradare saldamente, entro la metà del secolo, le emissioni di gas a effetto serra e di inquinanti causate dai trasporti su un percorso di avvicinamento allo zero. Occorre inoltre ridurre drasticamente e senza indugi le emissioni di inquinanti atmosferici dannosi per la salute umana e l'ambiente causate dai trasporti. Tale obiettivo può essere conseguito attraverso una serie di iniziative strategiche, tra cui misure che promuovano un trasferimento modale verso il trasporto pubblico e l'uso degli appalti pubblici per promuovere i veicoli puliti.

Nella comunicazione del 31 maggio 2017 dal titolo «L'Europa in movimento: un'agenda per una transizione socialmente equa verso una mobilità pulita, competitiva e interconnessa per tutti» la Commissione sottolinea che l'aumento della produzione e diffusione nell'Unione di veicoli puliti, di un'infrastruttura per i combustibili alternativi e di nuovi servizi per la mobilità che sfruttano la digitalizzazione e l'automazione nell'Unione offrono diversi vantaggi ai cittadini dell'Unione, agli Stati membri e all'industria. Tali vantaggi comprendono soluzioni di mobilità fluida e più sicura e una minore esposizione a emissioni inquinanti nocive. Inoltre, come dichiarato nel discorso sullo stato dell'Unione del 13 settembre 2017, uno degli obiettivi principali per l'Unione è diventare leader mondiale in materia di decarbonizzazione.

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