La Ford Mustang GT, specialmente nella sua iconica colorazione verde, evoca immagini di potenza, stile e storia del cinema. Dalle strade di San Francisco nel film "Bullitt" fino alle moderne reinterpretazioni, la Mustang GT verde è un simbolo intramontabile dell'auto americana.

L'Eredità Cinematografica di "Bullitt"

L'inseguimento automobilistico nel film "Bullitt" del 1968 ha rivoluzionato il modo in cui le scene d'azione venivano rappresentate sul grande schermo. La Ford Mustang GT guidata dal tenente Frank Bullitt, interpretato da Steve McQueen, è diventata una leggenda. Uno degli esemplari utilizzati nel film è stato messo all'asta da Mecum, con una stima di vendita che potrebbe raggiungere i 5 milioni di dollari, rendendola la Mustang più costosa della storia.

Per le riprese, la Ford fornì alla Warner Bros. due Mustang GT verde Highlands. Un esperto modificò le auto, potenziando i freni, le sospensioni (per affrontare i sali-scendi di San Francisco) e il motore V8, un 6.4 litri da 330 CV abbinato a un cambio manuale a 4 marce. L'auto venduta all'asta è quella guidata più a lungo nel film, riconoscibile per i cerchi e la mascherina più scuri e per l'assenza delle luci di retromarcia, una modifica richiesta da McQueen per rendere l'auto più aggressiva.

La Storia di un'Auto Scomparsa e Ritrovata

Dopo le riprese, una delle due Mustang GT fu acquistata da Robert Ross, un dipendente della Warner Bros., che la vendette nel 1970 al detective Frank Marranca. Quest'ultimo la cedette nel 1974 a Robert Kiernan per 6.000 dollari. Kiernan la guidò fino al 1980, quando la parcheggiò in garage a causa della rottura della frizione, dopo aver percorso oltre 100.000 chilometri.

La Mustang rimase ferma fino al 2001, quando Kiernan iniziò un restauro, interrotto a causa di una malattia. Oggi, la Mustang appartiene al figlio Sean, che ha eseguito lavori per renderla utilizzabile su strada, preservandone la patina originale.

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La Mustang di "Bullitt" ha una storia incredibile, soprattutto considerando l'era digitale in cui tutto è tracciabile. Per il film, la casa di produzione di McQueen acquistò due Mustang verdi direttamente dalla Ford, personalizzate dallo stesso McQueen, che rimosse i fregi di serie, annerì il tappo della benzina, rinforzò gli ammortizzatori e montò ruote Torq Thrust. Una delle due auto fu dotata di una gabbia di tubi per le scene più pericolose.

Dopo le riprese, la Mustang più danneggiata finì in un deposito di rottami, mentre l'altra fu acquistata da un dipendente della Warner Bros. e poi rivenduta nel 1971 al detective Frank Marranca, il quale conservò la lettera della Ford che certificava che la Mustang era stata acquistata per "Bullitt".

Nel 1974, Bob Kiernan lesse un annuncio su "Road & Track" che vendeva la "Mustang guidata da McQueen in Bullitt", con tanto di documentazione. Kiernan chiamò subito Marranca, che gli spiegò che aveva bisogno di una station wagon per la famiglia. Kiernan, che aveva sempre desiderato una Fastback del '68, acquistò l'auto per 3.500 dollari.

Nel 1977, Kiernan ricevette una lettera da Steve McQueen stesso, che chiedeva di riavere la sua Mustang nelle condizioni originali del film, definendola "una cosa personale". McQueen voleva riappropriarsi di un pezzo del suo mito, ma Kiernan rifiutò.

Da quel momento, la Mustang rimase nascosta per decenni. La moglie di Kiernan la usò per anni per andare a scuola e al supermercato, finché smise perché "beveva un po' troppo" (la Mustang, non lei).

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Nel 2014, Robert Kiernan rivelò che la Mustang verde esisteva ancora. Poco prima, aveva restaurato il motore, forse presagendo che dopo la sua morte avrebbe garantito il benessere della sua famiglia. Nel 2017, l'altra Mustang di "Bullitt" fu ritrovata in un deposito di rottami messicano.

Sean Kiernan ha partecipato all'asta Mecum con la sua famiglia per salutare la "Bullitt". Ha dichiarato che la vendita avrebbe assicurato un futuro alla sua famiglia e che la rivelazione dell'esistenza dell'auto ha permesso di condividere la sua storia con il mondo. Il prezzo di partenza dell'asta era lo stesso di quello di acquisto nel 1974, 3.500 dollari, ma è stato moltiplicato per oltre mille volte.

L'ex proprietario spera che la Mustang venga preservata nelle sue condizioni attuali, senza un restauro che snaturerebbe un vero e proprio bene culturale, un pezzo della storia di Hollywood e dell'auto americana. L'auspicio è che possa essere mostrata agli appassionati.

Ford Mustang Bullitt: Un Omaggio Moderno

A cinquant'anni dall'uscita di "Bullitt", Ford ha rilanciato il mito con un'edizione limitata presentata al Salone di Detroit (NAIAS 2018) alla presenza di Molly McQueen, nipote di Steve McQueen.

La Ford Bullitt Limited Edition è stata lanciata sul mercato italiano in soli 68 esemplari nel colore Dark Highland Green, con dettagli cromati e pinze rosse per i freni Brembo. La dotazione di serie includeva SYNC3, cerchi Unique 19", dettagli esterni cromati, interni personalizzati (pomello del cambio e badge), sedili sportivi Recaro e antifurto.

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La nuova Mustang Bullitt monta un motore otto cilindri modificato, derivato dalla Ford Mustang GT con Performance Package. Il 5.0 litri aspirato è stato portato a 475 CV e 570 Nm di coppia massima, grazie anche a uno scarico sportivo valvolare con terminali color Black NitroPlate. Questo sistema offre alla nuova Mustang Bullitt il classico sound dei V8 americani degli anni '60.

Oltre alla meccanica, anche l'estetica si ispira alla fastback del 1968. La nuova Mustang Bullitt è disponibile con carrozzeria Dark Highland Green e cerchi a cinque razze, come il modello originale. A richiesta, è disponibile anche la verniciatura Shadow Black.

Di serie, la nuova Mustang Bullitt offre cerchi in lega da 19" e un quadro strumenti digitale da 12" abbinato al sistema di infotainment. A richiesta, sono disponibili l'assetto attivo MagneRide, i sedili sportivi Recaro rivestiti in pelle e l'Electronics Package.

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