La Ford Escort RS Cosworth rappresenta un'icona nel mondo dei rally e delle auto sportive, un modello che ha saputo conquistare il cuore degli appassionati grazie alle sue prestazioni, al suo design distintivo e alla sua storia ricca di successi. La sua eredità continua a vivere, alimentando la passione per le auto ad alte prestazioni e la competizione sportiva.

Le Origini: Dalla Escort alla RS

La storia della Ford Escort è quella di un'auto che ha segnato più di trent'anni di storia commerciale e sportiva della Casa dell'ovale blu, in particolare nel mondo dei rally. La Ford Escort ha permesso alla casa automobilistica di aggiudicarsi il titolo nel Campionato Internazionale Rally, anticipando la titolazione iridata, nelle prime due edizioni del 1968-1969, per poi ripetersi vincendo il titolo mondiale marche nel 1979 e il titolo mondiale piloti nello stesso anno con Björn Waldegård e nel 1981 con Ari Vatanen.

L'opzione sportiva della nuova Escort è stata portata avanti dall'omonimo reparto di Boreham, con Henry Taylor che ha convinto il management Ford ad equipaggiare la vettura con il motore 1.6 bialbero e altre parti meccaniche della Cortina. Nell'inverno del 1967, dopo un lungo lavoro sul prototipo, è iniziata la costruzione delle prime 25 Ford Escort 1.6 TC (Twin Cam, ovvero doppio albero a camme). Nella versione stradale, il motore 1560 cc sviluppava 115 CV, che nella versione rally salivano a 140 CV a 8.000 giri/min.

Il debutto è avvenuto al Rally dei Fiori (Sanremo), con la vettura affidata a Ove Andersson e John Davenport, che hanno chiuso con un ottimo terzo posto. Dopo un "aggiustamento" delle sospensioni posteriori, è arrivata la prima vittoria assoluta al Circuito d'Irlanda, firmata da Roger Clark. Nel 1969, l'Escort 1.6 TC, con il motore ulteriormente potenziato, ha raddoppiato il titolo costruttori.

Nel 1970, l'idea della World Cup Londra-Mexico, una maratona di oltre 25.000 km, ha visto Hannu Mikkola vincere con la Ford Escort, siglata GT ed equipaggiata con un motore 1850 cc. In Africa Orientale, Ford ha utilizzato per la prima volta il collegamento radio tra le vetture e un aereo.

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Nel frattempo, è apparsa l'Escort RS, con l'adozione del motore BDA bialbero 16 valvole, disponibile nelle cilindrate 1.6 e 1.8 litri. Omologata in Gruppo 2 nel 1971, ha dovuto attendere ancora un anno per essere "assunta" dalla squadra ufficiale. Nel 1972, l'RS, sviluppata a dovere, ha cominciato a vincere, tra cui il Safari, i rallies di Scozia, Galles, Manx, il Giro del Belgio e l'Honk Kong Rally.

Nel 1973-1974, abbinata a un cambio ZF a cinque marce e freni a disco sulle quattro ruote, l'RS ha allungato la sua striscia vincente. Al Rally di Scozia del 1973, la top ten è stata monopolizzata da dieci RS. Ora è tempo di MKII, la nuova Escort caratterizzata da una linea con forme più squadrate, di cui è subito approntata la versione RS1800. Come da tradizione, la prima vittoria mondiale è arrivata al RAC Rally, dove la nuova MkII ha piazzato una tripletta.

L'1 aprile 1977, la Ford Escort RS 1800 MkII è stata omologata in Gruppo 4, perché ha rispettato la norma dei quattrocento esemplari costruiti in ventiquattro mesi. In questa prima stagione, la nuova Gruppo 4 di Boreham ha vinto quattro round mondiali su undici in calendario: il Safari e l'Acropoli con Bijörn Waldegård, il 1000 Laghi con Kyösti Hämäläinen e il RAC con Waldegård.

Negli anni '80, con il progetto RS 1700T, si è partiti dall'Escort, con il motore anteriore 1,78 litri BDT sovralimentato e trazione anteriore.

La Nascita della RS Cosworth

Nei primi anni '90, la Ford Escort RS Cosworth ha superato di slancio le altre compatte sportive, guadagnandosi il soprannome di "Cossie la selvaggia". L’idea alla base del progetto della Escort RS Cosworth era molto semplice: vincere il Campionato del Mondo Rally.

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Tra i principali punti di forza della Ford Escort RS Cosworth, il motore Cosworth “YBT” dotato di un turbocompressore che si prestava bene alle elaborazioni sportive. Nella configurazione standard il 2 litri aveva una cilindrata di 1.993 cc ed erogava 224 CV.

I pannelli della carrozzeria, invece erano gli stessi della Ford Escort RS di serie. Questa operazione si rese necessaria in quanto il pianale della normale Ford Escort era stato progettato inizialmente solo per la trazione anteriore. Poco dopo venne presentata una versione a 4 ruote motrici, la RS2000 4X4. La trazione integrale permanente prevedeva una ripartizione anteriore/posteriore 34/66%. Il cambio manuale a cinque marce venne irrobustito per far fronte alla coppia maggiore.

Le 2.500 unità iniziali erano dotate di un turbocompressore ibrido Garrett T3/T04B Hybrid (noto come T34) e di un intercooler aria/acqua. Questi modelli manifestavano un significativo “turbo lag” dovuto alla grande inierzia della turbina fino a 3.500 giri/min. L’erogazione violenta della Escort RS Cosworth ricordava le potentissime auto da rally del Gruppo B con il tipico “ingresso” selvaggio del turbo. I primi esemplari prevedevano anche un sistema di iniezione ad acqua, posto al di sotto del sedile posteriore. Questo in realtà non era funzionante sui modelli stradali, venne utilizzato solo per dimostrare la presenza del dispositivo del modello da corsa agli ispettori della FIA.

La produzione della carrozzeria e l’assemblaggio delle vetture venne affidata alla storica carrozzieria Karmann presso lo stabilimento di Rheine, in Germania. All’interno spiccavano i sedili sportivi Recaro, di serie. Come la precedente Ford Sierra Cosworth, anche la Escort venne soprannominata "Cossie" dagli appassionati.

Evoluzioni e Varianti

Le prime Ford Escort RS Cosworth includevano soluzioni che avrebbero reso più efficace l’auto da competizione, ma non brillavano nell’uso stradale. Infatti, soddisfatte le regole FIA, Ford cercò di rendere l'auto più gestibile anche in condizioni di guida quotidiane. La seconda generazione venne introdotta alla fine del 1994 e venne subito dotata di un turbocompressore Garrett T25: un'unità più piccola che riduceva il ritardo del turbo e ne migliorava la fruibilità nell’uso normale. Le prestazioni rimasero sostanzialmente simili. I 224 CV del 2 litri venivano erogati a 6.250 giri/min, mentre la coppia massima era di 304 Nm, disponibile a 3500 giri/min. Solo la velocità massima era inferiore: 232 km/h o 237 km/h rinunciando al grande alettone posteriore. Lo 0-100 km/h richiedeva 5,7 s. La spinta del turbocompressore Garrett AiResearch “T3/T04B” era di 0,8 bar che salivano a 1,0-1,1 bar di overboost. Il peso dell'auto era di 1.275 kg o 1.310 kg nella versione Lux.

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La nuova variante stradale era disponibile in tre allestimenti: Motorsport/Roadsport, Standard e Lux. La maggior parte delle “Motorsport” erano verniciate in color Diamond White, si trattava dei modelli pensati per le elaborazioni di team privati e non erano previsti alzacristalli elettrici, radio, tettuccio apribile, chiusura centralizzata e fari fendinebbia. Per gli interni, solo rivestimenti in tessuto. Le Standard e Lux potevano montare degli optional e considerato l'uso stradale, includevano in partenza l'impianto elettrico completo. A queste si aggiunsero diverse edizioni limitate che celebravano i risultati sportivi o alcuni piloti, tra queste ricordiamo la Monte Carlo Edition, Miki Biasion Edition, Acropolis Edition, Martini Edition. Ci furono poi serie speciali realizzate tra alcuni sponsor e le concessionarie, come la “Arrows”.

Successi Sportivi e Presenza Iconica

La Escort RS Cosworth non raggiunse l'obiettivo di vincere il Campionato del Mondo Rally, ma ottenne otto importanti vittorie tra il 1993 e il 1996 come vettura di gruppo A, e altri due in veste di World Rally Car nel 1997-98. La Escort RS Cosworth fece anche un'incursione in Formula Uno, come Safety Car, utilizzata durante due Gran Premi nella stagione 1992.

La Escort RS Cosworth da rally venne sviluppata dal Ford Works Rally Team durante la stagione 1991-92. Prima della sua omologazione, la Escort RS fece due apparizioni: nel campionato spagnolo, con José Maria Bardolet e nel Rally di Scozia del 1992 guidata da Malcolm Wilson. Con la fine della stagione 1992, si concluse lo sviluppo della Sierra Cosworth e i piloti del team: Francois Delecour e Miki Biasion si concentrarono sulla preparazione della nuova Ford Escort per le competizioni.

Il Rally di Montecarlo del 1993 fece da cornice al debutto agonistico della Ford Escort Cosworth: Delecour prese il comando con Biasion secondo. Al Rally di Portogallo: Delecour condusse la gara e vinse l'evento, con Biasion secondo. Delecour vinse in Corsica e Biasion in Grecia: i due piloti dominarono la prima parte del campionato piloti, con l’Ovale blu in testa nel titolo costruttori.

Sull’onda dell’entusiasmo per la vittoria di Delecour al Rally di Montecarlo, il pilota e la squadra erano in lizza per il Campionato del Mondo del 1994. Miki Biasion non andò oltre il 3° posto in Portogallo e dalla fine del ’94 non gareggiò più nel Mondiale. In assenza di Delecour la seconda Ford Escort venne guidata da vari piloti temporanei, tra cui Ari Vatanen, Bruno Thiry e Franco Cunico.

La stagione sportiva 1995 venne abbreviata a otto eventi con un'assistenza molto più limitata rispetto alle stagioni precedenti. Delecour ottenne il secondo posto a Montecarlo, replicando anche al Rally di Corsica.

Fallito il rilancio con la RAS, Ford riportò il suo team di rally all'interno dell'azienda per la stagione 1996. Carlos Sainz si aggiudicò il terzo posto nel campionato piloti, con una vittoria in Indonesia e il secondo posto in Svezia e in Italia.

Durante le stagioni 1997 e 1998, la Ford RS Escort Cosworth ottenne due vittorie con Carlos Sainz. La Ford Escort Cosworth concluse la sua avventura nel WRC con un doppio podio al Rally di Gran Bretagna 1998 firmato Ari Vatanen e Juha Kankkunen. Al di fuori del Campionato del Mondo, la Escort Cosworth ebbe un grande successo nei campionati europei, dove fece incetta di titoli. Nel 1994 il pilota belga Patrick Snijers vinse il Campionato Europeo Rally alla guida di una vettura preparata da RAS Sport.

La Ford Escort Cosworth è stata molto apprezzata anche nel Gruppo N: i componenti per la messa a punto erano facilmente reperibili consentirono a molti privati di gareggiare ad un costo relativamente basso. Tutto ciò contribuì alla consacrazione di questo modello nel motorsport, ma soprattutto di ritagliarsi un posto speciale nel cuore degli appassionati di tutto il mondo.

L'Eredità RS: Oltre la Cosworth

La sigla RS (Rallye Sport) ha una storia lunga e gloriosa in Ford, che affonda le sue radici negli anni '60. Prima della Escort RS Cosworth, altri modelli hanno contribuito a creare il mito RS, tra cui:

  • Ford Escort RS1600 Mk1 (1970): La prima, vera, Ford RS, equipaggiata con un motore Cosworth 4 cilindri 1.6 16V da 120 cv.
  • Ford Capri RS2600 (1970): La prima Ford stradale a iniezione, mossa da un V6 2.6 da 150 cv.
  • Ford Escort RS2000 Mk1 (1973): Una via di mezzo tra la RS1600 e la più "pacifica" Mexico, con un motore 4 cilindri 2.0 8V da 100 cv.
  • Ford Escort RS Turbo Mk3 (1984): La prima Ford "europea" dotata di sovralimentazione mediante turbocompressore, con un motore 1.6 8V turbo da 132 cv.
  • Ford RS200 (1986): La più RS di tutte le RS, destinata a competere nei rally in Gruppo B, con un motore 4 cilindri 1.8 16V turbo Ford/Cosworth da 250 cv.
  • Ford Sierra RS Cosworth (1986): Un mito a quattro ruote, la prima Ford a fregiarsi ufficialmente del nome Cosworth, con un motore 4 cilindri 2.0 16V turbo da 204 cv.
  • Ford Sierra RS500 Cosworth (1987): Un mostro, prodotto in soli 500 esemplari omologati per le gare Turismo, con un motore 4 cilindri 2.0 turbo 16V bialbero da 224 cv.
  • Ford Escort RS2000 Mk5 (1991): Una parziale delusione, sottovalutata dal pubblico a causa della trazione anteriore e di un'estetica poco coinvolgente, con un motore 2.0 aspirato da 150 cv.
  • Ford Focus RS (2002): Dopo l'uscita di produzione di Escort RS 2000 ed Escort RS Cosworth, la Focus è stata equipaggiata con un motore 2.0 Duratec turbo da 212 cv.
  • Ford Focus RS Mk2 (2009): Una trazione anteriore da oltre 300 cv, con un motore 5 cilindri 2.5 turbo 20V benzina da 305 cv.

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