La Ford Capri RS Turbo rappresenta un capitolo affascinante nella storia dell'automobile, unendo l'eleganza di una coupé con le prestazioni esaltanti tipiche delle vetture da competizione. L'acronimo RS, che sta per Rallye Sport, evoca un'eredità leggendaria nel mondo del motorsport, un'epopea iniziata negli anni '70 e che continua a entusiasmare gli appassionati ancora oggi.
La nascita del mito RS
Già prima della fine degli anni '60, Ford aveva dimostrato il suo talento nella creazione di auto sportive di successo, come la Cortina Lotus del 1963. Tuttavia, fu la creazione della divisione Advanced Vehicle Operations (AVO) nel 1970 a segnare l'inizio del mito RS. Questa divisione, situata in Gran Bretagna, si dedicò alla trasformazione di modelli Ford in vere e proprie belve da corsa, dando vita a vetture che hanno fatto la storia del motorsport.
Ford Capri: una coupé per i giovani
"La macchina che ti eri sempre promesso!" Questo è lo slogan con cui nel 1969 la Ford lanciò la sua coupè Capri, pensata per i giovani. Motori piccoli, cofano grande. Purtroppo, soprattutto per le versioni più vendute in Italia, quelle di cilindrata 1300 e 1600, il compromesso si trasferiva sul piano della guida, perché i cavalli del piccolo motore, annegato dentro l’enorme vano, non conferivano quelle prestazioni che ci si poteva aspettare. Si potrebbe dunque pensare ad una macchina bidone, una “vorrei ma non posso”, ma in realtà non è così, sia perché esistevano anche motorizzazioni decisamente più adeguate (per lo più mortificate in Italia dall’Iva al 38%), sia soprattutto perché la Capri intercettò magistralmente una precisa esigenza del mercato fino ad allora non soddisfatta, quella della coupè familiare. Il prezzo rappresentava infatti una importante freccia all’arco Ford: nel 1970 in Italia l’ambizione di mettersi al volante dietro il lungo cofano di una Capri 1300 da si placava con 1.275.000 Lire; il V6 in versione top GTXLR da 1.630.000. Per paragonare questi prezzi, la Fulvia coupè 1.3S rally (103 cv) costava 1.850.000, la Giulia Gt 1300 Junior (103 cv) 1.780.000, la 124 Sport Coupè (90cv) 1.680.000. In più, era una Ford, quindi grande affidabilità, qualità costruttiva, assistenza. Ovviamente il dividere gran parte dell’architettura tecnica (tra cui freni e sospensioni) con la Cortina contribuiva a generare delle importanti economie di scala. Al lancio, avvenuto a febbraio 1969 al salone di Bruxelles , considerando le varie cilindrate, erano ben 26 le combinazioni possibili. La Capri veniva assemblata nei due stabilimenti Ford europei: Colonia in Germania e Halewood in Inghilterra.
Ford Capri RS 2600: la prima Ford europea a iniezione
La Capri RS 2600, lanciata nel 1970, rappresentò un'evoluzione ancora più sportiva della 2300GT/RS da 2,3 litri e 125 CV del 1969. Prodotta solo per un anno e venduta esclusivamente in Germania, la Capri RS2600 fu la prima Ford europea a iniezione. La sua carrozzeria alleggerita, il cambio più corto, i freni a disco ventilati e i cerchi in lega dal look grintoso la rendevano una vettura desiderabile per gli appassionati di guida sportiva.
L'evoluzione della Capri: Mk1, Mk2 e Mk3
La storia della Capri può essere suddivisa in tre serie principali: Mk1, Mk2 e Mk3.
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Mk1 (1969-1972): La prima serie è considerata la più bella, la più classica e la più richiesta delle Capri. Il suo design, caratterizzato da linee sfuggenti e allungate, un muso lungo, un abitacolo compatto e una coda raccolta, evoca emozioni, ricordi e il sapore degli anni che furono. Un difetto della Mk1 è il ponte posteriore, costituito da un semplice assale rigido ancorato al telaio tramite balestre e due corti bracci longitudinali, che funziona bene su strade con manto regolare ma va in crisi su strade accidentate. I motori V4, molto tranquilli e con bassa potenza specifica, danno il meglio tra i 1500 e i 4000 giri, rendendo l'elasticità di marcia la loro arma migliore.
Mk2 (1974-1978): La seconda serie introduce un nuovo capitolo nella saga della Capri, con un portellone posteriore, una grande capacità del bagagliaio e la possibilità di abbattere i sedili, rendendo la vettura più comoda e flessibile. La carrozzeria è più tondeggiante e con una maggiore superficie vetrata, ma spariscono gli stilemi tipici della Mk1. Le versioni a 4 cilindri non montano più i vetusti e fascinosi V4 "Cologne" ma i tradizionali 4 cilindri in linea della serie "Kent" nella cubatura 1300 e Pinto nella versione 1600. Rimangono i V6 "Cologne" ed "Essex".
Mk3 (1978-1986): La terza serie può essere considerata un facelift della Mk2, in quanto fondamentalmente mantiene gli stessi lamierati tranne il frontale.
La Capri nelle competizioni
La Ford Capri legò il suo enorme successo commerciale all’attività sportiva professionistica, nella quale si “tuffò” con grande entusiasmo nel periodo a cavallo tra il 1978 e 1983. In quegli anni, il campionato tedesco sport riservato alle vetture di Gruppo 5, il Deutsche Rennsport Meisterschaft, il cui erede attuale è il Deutsche Tourenwagen Masters, era una delle serie più prestigiose d’Europa e riscuoteva grande interesse agonistico e di pubblico. Le famose e indimenticate Silhouettes che parteciparono alla serie teutonica erano suddivise in due categorie: la prima ospitava motori di oltre 2 litri e la seconda motori fino a 2 litri. Tra i maggiori protagonisti del Drm c’era il preparatore polacco Erich Zakowski, titolare della famosa e gloriosa Zakspeed. Le vetture preparate dal sodalizio dominarono la serie inizialmente con le Escort e successivamente con le Capri. Queste ultime riuscirono ad imporsi anche dove a dettar legge erano solitamente le potentissime Porsche 935. Alla fine della stagione 1979, con al volante Heyer, la Capri terminò seconda nella Divisione 2. Nel 1980 a Ludwig, pilota di punta della Zakspeed, il titolo sfuggì per poco: terminò terzo della Divisione 1. A vincere quell’anno fu Hans Heyer sulla Lancia Beta Montecarlo. L’anno successivo la Capri si prese una grande rivincita: si aggiudicò con Ludwig la Divisione 2 e con Winklehock centrò la terza posizione della Divisione 1. La stagione 1982 vide la Capri concludere terza con Niedwiedz, mentre nel 1983 non andò oltre la decima posizione con van Ommen. Nei sei anni in cui ha corso nella serie tedesca, la Capri ha gareggiato con Hans Heyer (tre gare nella Divisione 2 nel 1978, dieci nella Divisione 2 e una nella Divisione 1 nel 1979), Harald Hertl (undici gare nella Divisione 2 nel 1979 e tredici nella Divisione 2 nel 1980), Jochen Dauer (una gara nella Divisione 2 nel 1979), Sigfried Muller (una gara nella Divisione 2 nel 1979), Hans Soldek (una gara nella Divisione 2 nel 1979 e nove nella Divisione 2 nel 1980). Le Capri da corsa avevano in comune con quelle di serie solo il parabrezza, il tetto, il passo, lo schema delle sospensioni. Le cilindrate delle vetture che corsero nelle due categorie erano di 1.745 centimetri cubici turbo per la Divisione 1, equivalenti a 2,5 litri aspirato, e di 1.426 centimetri cubici turbo, equivalenti a un 2 litri per la Divisione 2. La base dei motori era il Ford Dba 4 cilindri, 4 valvole, turbocompresso (pressione pari a 1,4 bar per il motore maggiore, e a 1,5 bar per quello più piccolo). L’iniezione era Kugelfischer e la potenza della vettura arrivava a 510 cavalli per il motore da 1,5 litri e a 580 per quello da 1,8. La struttura delle Capri era costituita da tubi di alluminio, la carrozzeria e quasi tutta in plastica. Il cofano anteriore e le portiere assomigliavano a quelle del modello di serie, mentre la parte inferiore della scocca creava l’effetto suolo e impiegava bandelle flessibili tipo minigonne. Le sospensioni erano in alluminio con molle in titanio. Nell’anteriore, al posto del radiatore, erano montati due intercooler. I radiatori erano incastonati nei parafanghi posteriori. I freni erano quattro dischi da 304 millimetri con pinze a 4 pistoni e ripartitore di frenata. Le ruote posteriori erano di 13 e 14 pollici, pneumatici Goodyear.
Capri Club Italia
In Italia, il punto di riferimento per gli appassionati della Capri è l’attivissimo Capri Club Italia (www.capriclubitalia.it). Stefano Giambruno, proprietario di una 1700 GTXLR e di una Mk3 2300 S del 1981 in corso di reimmatricolazione, è l’appassionato e supercompetente delegato del Presidente Fondatore del club Fiorenzo Tovo. Il club organizza tutti gli anni, dal 1999, un raduno che costituisce l’occasione di incontro per tutti i capristi italiani e spesso anche per i capristi europei. Le prime edizioni si sono tenute e Creazzo, sede storica del club, successivamente le sedi sono state: Bibione, Bardolino, Salsomaggiore Terme.
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La fine di un'era
Dal novembre 1984, la Capri si vendette solo in Inghilterra. I propulsori da 1,6 e da 2 litri vennero associati all’allestimento denominato Laser, con cambio e volante in pelle, mascherina e specchietti retrovisori verniciati, oltre ai finestrini elettrici. Nel 1986, la Ford per celebrare l’uscita dalla produzione di una coupé che ha scritto pagine importantissime della storia dell’auto e delle corse realizzò l’ultima versione limitata: la Capri 280, con differenziale a slittamento limitato, interni Recaro in pelle e cerchi da 15 pollici a sette razze. Il 19 dicembre 1986 dalle catene di montaggio uscì l’ultima Capri. La sua produzione si chiuse con un totale di 1 milione 886 mila 647 esemplari realizzati.
Modelli RS iconici
Nel corso degli anni, diversi modelli RS hanno lasciato un segno indelebile nella storia dell'automobile. Tra questi, spiccano:
- Ford Escort RS 1600 Mk1 (1970): La prima Ford RS con un motore Cosworth, un 4 cilindri 1.6 16V con distribuzione a doppio albero a camme in testa.
- Ford Capri RS 2600 (1970): La prima Ford stradale a iniezione della benzina, mossa da un possente V6 2.6 da 150 cv.
- Ford Escort RS 2000 Mk1 (1973): La prima RS vivibile, mossa da un 4 cilindri 2.0 8V accreditato di 100 cv.
- Ford RS 200 (1986): Sviluppata dal campione del mondo di F1 Jackie Stewart e disegnata dalla carrozzeria Ghia di Torino, è stata considerata per anni la più RS di tutte le RS.
- Ford Sierra RS Cosworth (1986): La prima RS Ford con il nome Cosworth e la prima auto di grande serie a superare la soglia dei 100 cv/litro.
- Ford Sierra RS 500 Cosworth (1987): Solo 500 esemplari per un veicolo derivato dalla RS Cosworth che si può riassumere in una sola parola“mostro”.
- Ford Escort RS Cosworth (1992): Carrozzeria allargata, passaruota maggiorati, paraurti personalizzati, prese d’aria sul cofano e alettone imponente trasformarono la bistratta Escort in una rally replica indimenticabile tutt’ora.
- Ford Focus RS Mk2 (2009): Molto più pacata e meno selvaggia nella livrea rispetto alla Cosworth la Focus RS Mk2 godeva di una trazione anteriore da oltre 300 cv con cambio manuale a 6 rapporti su un 5 cilindri 2.5 turbo 20V benzina da 305 cv.
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