In un periodo di celebrazioni per il gruppo Stellantis, con Alfa Romeo che festeggia il suo 115° anniversario e Lancia Ypsilon entrata negli "anta", anche la Fiat Uno Turbo i.e. raggiunge un traguardo importante, soffiando idealmente su 40 candeline. Lanciata nel 1985, la "tutto pepe" torinese ha segnato un'epoca, diventando un'icona tra le piccole sportive. Ripercorriamo la storia e le caratteristiche di questo modello che ha fatto sognare un'intera generazione.
La Nascita di un Mito: Fiat Uno Turbo i.e. Prima Serie
La Fiat Uno, presentata originariamente nel 1983 a Cape Canaveral, si è rapidamente affermata come un'auto di successo, subendo nel corso degli anni diverse evoluzioni. Ma è con l'introduzione della versione Turbo i.e. nel 1985 che Fiat ha creato un vero e proprio fenomeno, una risposta italiana alle "piccole bombe" tedesche e francesi che spopolavano in quegli anni.
Roberto Giolito, Head of Stellantis Heritage, ricorda la Uno Turbo i.e. come "molto più di una piccola sportiva: era un sogno a portata di mano, un simbolo di libertà per un’intera generazione cresciuta con il cuore che batteva al ritmo del turbo. Aveva grinta, carattere e quel suono inconfondibile che ti faceva voltare al suo passaggio. Era un’auto che parlava ai giovani, ma lo faceva con un linguaggio adulto, fatto di tecnica e innovazioni."
Motore e Prestazioni: Un Cuore Pieno di Energia
La prima serie della Fiat Uno Turbo i.e. era equipaggiata con un motore da 1.301 cc con iniezione elettronica Bosch, accensione digitale Magneti Marelli, turbocompressore IHI VL2 raffreddato ad acqua e un intercooler aria/aria. Questo propulsore sviluppava una potenza di 105 CV e una coppia di 147 Nm, valori notevoli per l'epoca.
Grazie a un peso contenuto di soli 845 kg e al cambio a 5 marce derivato dalla Ritmo 105 TC, la Uno Turbo i.e. offriva prestazioni entusiasmanti: accelerazione da 0 a 100 km/h in 8,3 secondi e una velocità massima di 200 km/h. La prima Uno Turbo i.e. venne presentata nell’aprile del 1985, quando il modello, a poco più di due anni dall’inizio della produzione, aveva appena tagliato il traguardo del primo milione di esemplari venduti.
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Gli ingegneri piemontesi non si limitarono a prendere un monoblocco esistente e ad adattarlo per la sovralimentazione, ma ne disegnarono uno inedito. La base di partenza era il 4 cilindri 1116 cc della Fiat 128, ma la corsa venne allungata utilizzando le misure del 1498 cc montato sulla Lancia Delta 1.5 LX. Gli iniettori sono elettromagnetici e autoraffreddanti, mentre l’accensione elettronica digitale Marelli Microplex è dotata di un sensore che, in caso di necessità, interviene sull’anticipo, ritardando l’accensione ed evitando fenomeni di detonazione. La turbina IHI VL2 arriva dal Giappone e ha una pressione massima di 0,55 bar, ma ci sono anche l’intercooler e due centraline differenti: una per l’iniezione elettronica e una per l’accensione. Il risultato sono 1.301 cc di cattiveria pura, con una potenza massima di 105 CV (più del doppio del modello base!) a 5.750 giri e una coppia di 147 Nm a 3.200 giri.
Telaio e Carrozzeria: Dettagli che Fanno la Differenza
Per gestire al meglio la potenza, il telaio della Uno Turbo i.e. era stato irrigidito con una barra antirollio, e l'assetto era specifico per questo modello. L'impianto frenante era composto da dischi autoventilanti anteriori da 240 mm e pieni posteriori da 227 mm. Dal 1987 si poteva avere come optional il sistema Antiskid, una specie di ABS semplificato che agiva solo sulle ruote anteriori.
Esteticamente, la Uno Turbo i.e. si distingueva per diversi elementi caratteristici:
- Paraurti specifici con fendinebbia integrati e prese d'aria per il raffreddamento dell'intercooler e dell'olio. Nella parte alta del portellone, realizzato in vetroresina per contenere il peso, era integrato un piccolo spoiler.
- Minigonne laterali e passaruota della Uno SX.
- Cerchi in lega diamantati da 13" con pneumatici ribassati 175/60 e coprimozzi con lo scorpione Abarth.
- Scarico cromato dalla forma schiacciata.
All'interno, l'abitacolo presentava un'atmosfera sportiva grazie a velluto nero, moquette rossa e volante a quattro razze, oltre a un orologio digitale a cristalli liquidi rossi. La strumentazione analogica Veglia-Borletti - o digitale firmata Nippon-Seiki - era completa e ricca di informazioni, con tachimetro, contagiri e indicatori per il livello del carburante, le temperature di acqua e olio e le pressioni di olio e turbo. Una chicca era il check panel, un display che indicava lo stato di porte, luci, raffreddamento e lubrificazione.
Molto completa la strumentazione di bordo, disponibile a richiesta anche in una modernissima e versione digitale a cristalli liquidi: con un colpo d’occhio, il pilota poteva controllare i giri del motore, la pressione e la temperatura dell’olio e naturalmente la pressione del turbo.
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Aggiornamenti e Restyling: Un'Evoluzione Costante
Nel 1986, la Fiat Uno Turbo i.e. ricevette un primo aggiornamento, con l'introduzione di colorazioni inedite, mascherina e specchietti in tinta con la carrozzeria, strisce adesive "Turbo i.e." lungo le fiancate e un cruscotto digitale verde più leggibile. Con il model year 1988, entrò in catalogo l'Antiskid, un sistema antibloccaggio per le ruote anteriori progettato da AP Lockheed.
Fiat Uno Turbo i.e. Seconda Serie: Un Nuovo Capitolo
Nel 1990, la Fiat Uno Turbo i.e. si rinnovò profondamente con la seconda serie, caratterizzata da un look più maturo e moderno, ispirato alla Fiat Tipo.
Motore e Prestazioni: Ancora Più Grinta
Il motore crebbe di cilindrata, passando a 1.372 cc, e la turbina divenne una Garrett T2. Grazie a queste modifiche, la potenza salì a 116 CV e l'accelerazione da 0 a 100 km/h migliorò, scendendo a 7,7 secondi. La velocità massima raggiungeva i 205 km/h ma a impressionare era l’accelerazione da fermo: solo 7,7 secondi per il classico 0-100 km/h. La pressione di sovralimentazione era salita da 0,55 a 0,8 bar, grazie al nuovo turbocompressore Garrett che sostituiva il precedente IHI.
Estetica e Interni: Sobrietà e Sportività
A livello estetico, la seconda serie si distingueva per i fascioni con un filetto rosso, uno spoiler integrato e cerchi di nuovo disegno a quattro razze. Alcuni comandi furono rivisti e i sedili adottarono un rivestimento a quadretti neri e grigi, mentre il volante Momo sfoggiava la corona in pelle.
La Racing invece, con quella scritta rossa sul passaruota anteriore, evocava subito emozioni forti. ricca dotazione di serie- Nel 1991 la Racing era la versione più dotata della Fiat Uno Turbo i.e. MK2, in quanto annoverava, tra i vari accessori di serie, i lavafari, i vetri elettrici, il tetto apribile e la chiusura centralizzata con telecomando. Un anno dopo questi elementi tornarono a pagamento anche sulla Racing, mentre a partire dal 1993 ci fu la possibilità di avere l'Abs, il quale offrì una soluzione tecnica più affidabile del precedente Antiskid.
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Anche gli interni della Uno Turbo i.e. seconda serie apparivano diversi, e come per la carrozzeria, offrivano una sportività più matura, meno urlata. Infatti, la plancia perse i satelliti intorno alla strumentazione e divenne più lineare. confortevole e sportiva- Nel contesto interno, la seconda generazione della Fiat Uno Turbo i.e. guadagnò un nuovo volante in pelle e una tappezzeria dei sedili differente.
Varianti e Allestimenti: Per Tutti i Gusti
Tra le varianti realizzate, spiccavano la versione catalizzata Euro 1 (con 112 CV) e la grintosa Racing, riconoscibile per alcuni elementi in tinta, la scritta in corsivo e la dotazione full optional, che includeva tetto apribile, chiusura con telecomando, lavafari, alzacristalli elettrici e vernice metallizzata.
Impressioni di Guida: Un'Auto per Appassionati
Alla guida, la Uno Turbo i.e. seconda serie si rivelava più educata e confortevole rispetto al modello precedente, pur mantenendo un'anima sportiva. La manovrabilità del cambio era migliorata, ma la vettura rimaneva piuttosto spavalda nell'erogare la potenza, mettendo in difficoltà l'avantreno nelle accelerazioni più decise.
poca elettronica, guida genuina- Ricordiamo che l'elettronica di oggi non era contemplata, per cui sulla Uno Turbo I.E. anche seconda serie, bisogna gestire le reazioni solamente attraverso l'uso sapiente dell'acceleratore e dello sterzo. Inoltre, sull'esemplare del test l'Abs non era presente, per cui c'è anche questo particolare a cui prestare attenzione, per evitare bloccaggi che in situazioni di emergenza tendono ad allungare la frenata.
Uno Turbo i.e. Oggi: Un'Auto da Collezione
La produzione della Fiat Uno è terminata nel 1995, ma il suo ricordo è rimasto vivo nella memoria degli appassionati. La Uno Turbo i.e., in particolare, è diventata un'auto da collezione, ricercata per il suo carisma, le sue prestazioni e il suo significato storico.
Le quotazioni degli esemplari conservati originali possono superare i 20.000 euro. Prima di staccare l'assegno per una Fiat Uno Turbo i.e. MK2, su suggerimento di Maurizio, vi consigliamo di prestare attenzione ad alcuni dettagli come le scritte sulla mascherina e nella zona del portellone posteriore, ai fari posteriori, differenti da quelli delle altre Uno dell'epoca, e ai duomi anteriori e posteriori. Ci sono poi altri elementi che vanno tenuti d'occhio, come quelli che caratterizzano il paraurti, quali le modanature rosse e i paraspruzzi. Bisogna poi considerare che le scritte Racing sono pressoché introvabili. Per gli interni, invece, è importante verificare l'usura del volante, dei sedili e del pomello del cambio che, insieme al che il volante stesso, sono difficili da reperire, anche lo stato del cielo va guardato con attenzione.
La ricerca dei ricambi su un'auto d'epoca è difficile ed insidiosa, ma sulla Uno Turbo i.e. MK2 anche in rete le proposte non mancano. Infatti, si trovano cerchi a 250 euro, fendinebbia a 140 euro e, se si è fortunati, persino dei paraurti in buono stato per 350 euro. Il volante ha un costo simile, sempre intorno ai 350 euro. Addentrandosi nei vari siti specializzati abbiamo trovato anche un motore privo di testata per 380 euro, un portellone da riverniciare e senza scritte da 150 euro, e la coppia conica proposta allo stesso costo, oltre ad una pompa dell'acqua nuova originale per 80 euro. La tappezzeria però, così come il pomello del cambio e le scritte Racing, sono merce rara.
Il 1.4 passava così a circa 180 CV, spendendo relativamente poco. Poi c’era il secondo step, dove la turbina era quella della Croma turbo i.e. (sempre KKK ma K24) e si installavano i pistoni stampati, arrivando a vedere i 200 CV. Così queste Uno Turbo diventavano dei piccoli mostri, contribuendo a creare un’aura di pericolosità intorno alla piccola Fiat. In realtà la Uno Turbo i.e. Oggi la Uno Turbo i.e. Quindi se pensate di comprarne una, valutatela per bene con l’aiuto di un meccanico di cui vi fidate.
Un Mito da Rivivere
Oggi, c'è chi sogna di far rivivere il mito della Fiat Uno Turbo i.e., restaurando modelli originali e riportandoli in pista. Un'iniziativa che mira a preservare un pezzo di storia dell'automobilismo italiano e a tramandare la passione per un'auto che ha saputo conquistare il cuore di un'intera generazione.
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