La Fiat Croma, un'auto come tante, è entrata nella storia italiana in modo indelebile, legata per sempre a uno degli eventi più dolorosi e significativi del nostro paese: la strage di Capaci. Tre Fiat Croma, in particolare, sono diventate tristemente famose, simboli di un attentato che ha segnato una ferita profonda nella coscienza nazionale.
Le Tre Croma di Capaci: Un Corteo Funesto
Il 23 maggio 1992, un corteo di tre Fiat Croma blindate percorreva l'autostrada A29, diretto da Punta Raisi a Palermo. Queste vetture non erano semplici automobili, ma scudi mobili, deputate a proteggere il giudice Giovanni Falcone, simbolo della lotta alla mafia, e la sua scorta. Due delle Croma, una marrone e una azzurra, appartenevano alla Polizia di Stato e trasportavano gli agenti di scorta. La terza, una Croma bianca, era assegnata al Tribunale di Palermo e utilizzata da Falcone stesso. Quest'ultima viaggiava al centro del corteo, tra le altre due, in una posizione che si rivelerà tragicamente fatale.
Esattamente trent'anni fa, 500 kg di tritolo hanno trasformato quelle tre vetture in relitti fumanti, marchiando a fuoco la loro immagine nella memoria collettiva italiana. Ma quale è stato il destino di queste auto dopo la strage? Cosa è successo a quei simboli di dolore e sacrificio?
La Croma "QSV15": Martire Sacrificale
La Croma marrone, nome in codice "QSV15" (Quarto Savona Quindici), era la prima auto del corteo. A bordo, gli agenti Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani, che persero la vita nell'esplosione. La QSV15 fu l'unica delle tre Croma a essere sbalzata fuori dalla sede stradale, ritrovata a 62 metri dal cratere, con il tachimetro bloccato a 160 km/h e il contagiri a 60. Un'immagine terribile, che testimonia la violenza inaudita dell'attentato.
Dopo la strage, ciò che restava della QSV15 fu trasferito alla scuola della polizia di stato di Peschiera del Garda. Successivamente, la teca contenente i resti della vettura è tornata a Capaci, nel "giardino Quarto Savona Quindici", un memoriale di 6 mila metri quadrati realizzato dall'Anas con il contributo della Regione Sicilia. La QSV15 è diventata un monito permanente contro la mafia, un simbolo del sacrificio degli agenti di scorta.
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La Croma Bianca di Falcone: Un Testimone Silenzioso
La Croma bianca, targata Roma 0F4837, era l'auto su cui viaggiavano Giovanni Falcone e sua moglie Francesca Morvillo. Dopo la strage, la vettura è rimasta per circa un decennio nella disponibilità della corte d'appello di Palermo. Nel 2002, è stata ceduta al Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, che ne ha curato il restauro conservativo.
Dal 18 maggio 2012, la Croma bianca è esposta a Roma presso la piazza d'armi della Scuola di formazione della polizia penitenziaria, intitolata allo stesso Falcone, in una teca di vetro appositamente progettata. La vettura è un testimone silenzioso della tragedia, un ricordo tangibile del coraggio e dell'integrità di Giovanni Falcone.
La Croma Azzurra: I Sopravvissuti
La Croma azzurra, targata PA 889982, era l'auto di coda del corteo. A bordo, gli agenti Paolo Capuzza, Gaspare Cervello e Angelo Corbo, che riportarono gravi ferite, ma sopravvissero alla strage. La loro testimonianza è fondamentale per ricostruire i momenti precedenti e successivi all'attentato, per comprendere la dinamica dell'esplosione e per onorare la memoria delle vittime.
Il Ricordo e il Significato
Le tre Fiat Croma di Capaci sono diventate molto più di semplici automobili. Sono simboli di un'epoca tragica, di una lotta senza quartiere contro la mafia, del sacrificio di uomini e donne che hanno dato la vita per difendere la legalità e la giustizia.
La memoria di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani vive attraverso queste vetture, attraverso i luoghi della memoria, attraverso le iniziative delle associazioni che si battono per la legalità e la giustizia.
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"Quarto Savona Quindici": Un Nome, Una Storia
"Quarto Savona Quindici" è la sigla in codice radio della Croma marrone, l'auto della scorta. Questo nome è diventato anche il nome di un'associazione, fondata da Tina Montinaro, vedova del capo-scorta Antonio Montinaro. L'associazione "Quarto Savona Quindici" si impegna a promuovere la cultura della legalità, a diffondere la memoria della strage di Capaci e a sostenere le vittime della mafia.
L'associazione organizza iniziative in tutta Italia, portando la teca con i resti della Croma marrone nelle scuole, nelle piazze, nei luoghi di aggregazione, per sensibilizzare i giovani e per ricordare a tutti che la lotta alla mafia è un impegno costante, che riguarda tutti noi.
Un Giardino della Memoria
Nei pressi del luogo della strage, a Isola delle Femmine, è stato realizzato un giardino della memoria, un luogo dove sono stati piantati alberi di ulivo dedicati a ogni vittima di mafia. Questo giardino è un simbolo di rinascita, un luogo dove la memoria del passato si unisce alla speranza per il futuro.
Ogni anno, il 23 maggio, in questo giardino si celebra una cerimonia in ricordo delle vittime della strage di Capaci, alla presenza delle istituzioni, dei rappresentanti del mondo dell'associazionismo, dei cittadini e soprattutto delle scuole.
Le Auto della Strage Oggi: Monumenti alla Memoria
Le auto della strage di Capaci sono diventate monumenti alla memoria, simboli di un impegno civile che non deve mai venire meno. La Croma marrone, esposta nel "giardino Quarto Savona Quindici", e la Croma bianca, custodita presso la Scuola di formazione della polizia penitenziaria di Roma, sono testimonianze tangibili di un passato doloroso, ma anche un monito per il futuro.
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Queste vetture ci ricordano il sacrificio di chi ha dato la vita per difendere la legalità e la giustizia, ci invitano a non dimenticare, a non abbassare la guardia, a continuare a lottare contro la mafia e contro tutte le forme di criminalità.
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