La Fiat 600 Abarth rappresenta una pietra miliare nella storia dell'automobilismo italiano, incarnando lo spirito sportivo e l'ingegno di Carlo Abarth. Questo articolo esplora le origini, l'evoluzione e le caratteristiche di questo modello iconico, ripercorrendo le tappe fondamentali che lo hanno reso un simbolo di passione e prestazioni.
Le Origini: Abarth e la sua Filosofia
Fondata nel 1949 dall'ingegner Karl Abarth, l'Abarth si distinse fin da subito per la produzione di marmitte ad alte prestazioni, destinate a un'ampia gamma di vetture, tra cui Fiat, Alfa Romeo, Lancia, Simca e Porsche. Il logo dello Scorpione, segno zodiacale del fondatore, divenne presto un simbolo di eccellenza e sportività, adornando le auto da competizione elaborate dall'azienda.
Abarth, che amava definirsi un creatore di auto "elaborate, non preparate", intuì il potenziale della Fiat 600 come base per una vettura sportiva accessibile a un vasto pubblico di appassionati. La sua filosofia era quella di trasformare piccole auto in bolidi ad alte prestazioni, rendendo le corse automobilistiche un'opportunità concreta anche per chi non disponeva di ingenti risorse economiche.
Nel 1971, la Fiat acquisì l'Abarth, mantenendone il marchio come simbolo delle versioni più sportive dei suoi modelli, inclusi quelli di Autobianchi. Nel 2007, il Gruppo Fiat rilanciò il marchio Abarth, con l'obiettivo di riportare in auge lo spirito sportivo e le prestazioni che lo avevano reso celebre nel passato.
La Fiat 600: Un'Auto per il Popolo
La Fiat 600, prodotta tra il 1955 e il 1970, rappresentò una svolta nel panorama automobilistico italiano, diventando un simbolo del boom economico e della motorizzazione di massa. Presentata al Salone di Ginevra nel 1955, questa compatta berlina a due porte e quattro posti si rivelò ideale per le famiglie che aspiravano a un nuovo benessere e per i giovani che desideravano avvicinarsi al mondo delle corse.
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Le caratteristiche fondamentali della Fiat 600 includevano una struttura autoportante, un motore posteriore a quattro cilindri da 633 cc raffreddato ad aria, capace di sviluppare 21,5 CV, e una velocità massima di oltre 95 km/h. La vettura era lunga 3.215 mm, larga 1.380 mm e alta 1.405 mm, dimensioni contenute che la rendevano agile e maneggevole nel traffico cittadino.
La Fiat 600 fu prodotta anche in Spagna dalla SEAT e in Jugoslavia dalla Zastava, contribuendo alla sua diffusione su larga scala. Le ultime versioni beneficiarono di un motore da 747 cc e furono denominate 600 D - 750.
La "Cassetta di Trasformazione" Abarth: Nascita di un Mito Sportivo
Il grande merito di trasformare la Fiat 600 in un'auto da corsa accessibile va ascritto a Carlo Abarth, che ideò la "cassetta di derivazione", un kit di modifiche che ne migliorava notevolmente le prestazioni. Questo kit, applicato alla Fiat 600, consentiva al motore di guadagnare una potenza di 41,5 cavalli, trasformando la piccola utilitaria in un piccolo bolide.
Il costo della cassetta di derivazione era di 255.000 lire, una cifra considerevole all'epoca, ma comunque inferiore ai costi di preparazione di una sportiva di livello superiore. In questo modo, Abarth democratizzò le corse automobilistiche, rendendo la partecipazione alle competizioni una possibilità concreta anche per chi non aveva grandi possibilità economiche.
La "cassetta di derivazione" comprendeva una serie di componenti speciali, tra cui:
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- Un carburatore doppio corpo Solex C 28 PBJ montato su un apposito alloggiamento in alluminio
- Una coppa olio in alluminio
- Un sistema di aspirazione e scarico dei gas specifici
- Un cruscotto con strumentazione specifica (tachimetro, contachilometri, contagiri, indicatore livello benzina e indicatore temperatura olio)
- Un volante a 3 razze
Oltre alla "cassetta di derivazione", Abarth continuò a sviluppare versioni sempre più performanti della 600, tra cui la 750 Abarth, la 850 TC e la 1000 TC, che portarono la piccola Fiat 600 a livelli di prestazioni incredibili per la sua categoria.
L'Evoluzione della Fiat 600 Abarth: Modelli e Caratteristiche
Nel corso degli anni, la Fiat 600 Abarth subì numerose evoluzioni, dando vita a modelli iconici che si distinsero per le loro prestazioni e il loro design unico. Tra i modelli più celebri, si ricordano:
- Fiat Abarth 750: Questa versione, realizzata elaborando il motore originale della Fiat 600, raggiungeva una cilindrata di 747 cm³ grazie all'aumento dell'alesaggio e della corsa. Le modifiche includevano un albero motore e un albero a camme specifici, valvole maggiorate, un carburatore, un filtro aria, una coppa dell'olio, collettori e una marmitta Abarth. La "cassetta" conteneva anche accessori estetici come la calandra esclusiva, il fregio a rondine, borchie copri ruote con finti gallettoni, stemmi e scritte Abarth, cerchioni autoventilanti e assetto abbassato.
- Abarth 850 TC (Turismo Competizione): Alla fine del 1960, Abarth iniziò a costruire la Abarth 850 TC (Turismo Competizione), la cui versione stradale rimase in produzione fino al 1966. Era caratterizzata da freni anteriori a disco e raggiungeva una velocità di 150 km/h. Le versioni speciali includevano la TC Nürburgring, con un motore da 55 cavalli CUNA a 6500 giri/minuto, e la TC/SS, con un motore da 57 cavalli CUNA a 6500 giri/minuto.
- Fiat Abarth 1000: Nel 1962, la stessa scocca della 600 ricevette un motore da 982 cc monoalbero realizzato da Abarth, dando vita alla Fiat Abarth 1000. Questa versione raggiungeva i 60 CV e i 155 km/h, per poi evolversi nella 1000 Corsa (1963) con 68 CV e 170 km/h e, infine, nel 1964, con 76 CV e 190 km/h. Nel 1970, la vettura fu denominata 1000 TCR (Turismo Competizione Radiale), grazie all'adozione di una nuova testata a valvole radiali, arrivando a sviluppare 112 CV.
L'Influenza della Fiat 600 Abarth nel Motorsport
La Fiat 600 Abarth ebbe un ruolo fondamentale nel motorsport italiano, abbattendo le barriere sociali e offrendo a tanti appassionati l'opportunità di avvicinarsi alle corse automobilistiche senza dover disporre di ingenti risorse economiche. Le versioni elaborate da Abarth si distinsero nelle cronoscalate e nelle gare su pista, rivaleggiando e vincendo contro le più blasonate GT del tempo.
La meccanica semplice e robusta della Fiat 600 la rendeva adatta alle competizioni, dove si giocava il risultato operando sulle varie regolazioni meccaniche. Alberi a camme e collettori sportivi, la scelta dei rapporti del cambio e il differenziale autobloccante erano elementi fondamentali per ottenere prestazioni superiori.
Nonostante alcuni problemi di surriscaldamento, risolti spesso con l'adozione di pulegge più piccole per la ventola di raffreddamento, la Fiat 600 Abarth si dimostrò un'auto competitiva e affidabile, regalando emozioni e successi a numerosi piloti privati.
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La Fiat 600 Abarth Oggi: Un'Auto da Collezione
Oggi, la Fiat 600 Abarth è un'auto da collezione molto ricercata, soprattutto nelle versioni più rare e performanti. Gli esemplari in vendita richiedono esborsi impegnativi, testimoniando il valore storico e la passione che ancora suscita questo modello iconico.
Possedere una Fiat 600 Abarth significa possedere un pezzo di storia dell'automobilismo italiano, un simbolo di ingegno, passione e sportività che continua a emozionare gli appassionati di tutto il mondo.
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