Dacia Maraini, figura di spicco nel panorama letterario italiano, è nota per la sua versatilità e il suo impegno sociale. Autrice di romanzi, racconti, opere teatrali, poesie e saggi tradotti in oltre venti paesi, Maraini ha saputo affrontare tematiche complesse con uno stile narrativo unico e coinvolgente. La sua esperienza personale, segnata dall'internamento in un campo di concentramento in Giappone durante la Seconda Guerra Mondiale, ha profondamente influenzato la sua visione del mondo e la sua produzione letteraria. La madre, Topazia, era pittrice e apparteneva a un’antica famiglia siciliana; il padre, Fosco Maraini, era un etnologo che, vinta una borsa di studio, nel 1938 trasferisce la famiglia in Giappone per portare avanti uno studio sugli Hainu, una popolazione in via di estinzione stanziata nell’Hokkaido. Ma nel 1943 il governo giapponese, in base al patto d'alleanza cha ha stipulato con Italia e Germania, chiede ai coniugi Maraini di firmare l’adesione alla Repubblica di Salò, e poiché i due rifiutano, vengono internati insieme alle tre figlie in un campo di concentramento a Tokyo, dove patirono la fame.

Tra le sue opere si distingue "Storie di Cani per una Bambina", un testo che, pur rivolgendosi apparentemente a un pubblico infantile, affronta temi profondi e universali legati alla condizione umana, all'amore, all'abbandono e alla resilienza.

Genesi e Struttura dell'Opera

Il libro nasce da una richiesta specifica: Flavia chiede a Dacia Maraini di raccontarle delle storie di cani. Verosimilmente, le chiede delle favole della buonanotte, come tutti i bambini, ma la scrittrice non vi è propensa e, inizialmente, si mostra indisposta. "Cara Flavia, mi hai chiesto di raccontarti delle storie di cani. Lì per lì ti ho risposto che non ne so e che poi, se anche ne sapessi, sarebbero tutte uguali."

Questa premessa introduce il lettore a un'opera che si discosta dalle tradizionali storie per bambini, proponendo invece una serie di brevi racconti che esplorano la vita "da cani" in tutte le sue sfaccettature. Ciò che la Maraini racconta non sono storie della vita dei cani, bensì storie di vite da cani, in cui i cani sono solo il pretesto. Così, 15 anni di vita sono condensati in alcuni episodi di un paio di pagine. E poi, a dirla tutta, c’è anche il cavallo del circo Orfei e la coppia di lontre ammazzate brutalmente… Una vita “da cani”?

Tematiche Principali e Simbolismo

"Storie di Cani per una Bambina" non è semplicemente una raccolta di aneddoti sugli amici a quattro zampe. L'autrice utilizza la figura del cane come metafora per esplorare la condizione umana, mettendo in luce le difficoltà, le ingiustizie e le sofferenze che spesso caratterizzano l'esistenza.

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  • L'Abbandono e la Solitudine: Molte delle storie narrate ruotano attorno al tema dell'abbandono, con cani lasciati a sé stessi, dimenticati o maltrattati. Queste storie toccano le corde emotive del lettore, invitandolo a riflettere sulla responsabilità che abbiamo nei confronti degli animali e, più in generale, verso gli esseri più vulnerabili. Un cane abbandonato in un cassonetto.
  • L'Amore Incondizionato e la Lealtà: Nonostante le difficoltà, i cani protagonisti delle storie di Maraini dimostrano un amore incondizionato e una lealtà incrollabile verso i propri padroni. Cani contegnosi e cani arresi all'amore per l'uomo. Questo amore puro e disinteressato rappresenta un valore fondamentale, capace di superare ogni ostacolo e di dare un senso alla vita. Ve ne racconto una : c’era un notaio che aveva una cagnolina di nome Bigiù che si lisciava il pelo con la lingua come i gatti. Un giorno mentre passeggiavano,lui si senti’ male per strada, la cagnolina si mise sopra il padrone a fare la guardia al suo corpo. Quando arrivò l’ambulanza l’infermiere prese il corpo del signore e la cagnolina gli diede un morso e l’infermiere scaraventa il cane al muro. Bigiù la porta via con sé .
  • La Resilienza e la Speranza: Anche nelle situazioni più difficili, i cani protagonisti delle storie di Maraini non si arrendono, ma continuano a lottare per la propria sopravvivenza e per trovare un po' di felicità. Questa resilienza rappresenta un messaggio di speranza per il lettore, invitandolo a non perdere mai la fiducia nel futuro, anche quando tutto sembra perduto.
  • La Critica Sociale: Attraverso le storie dei cani, Maraini offre una critica implicita alla società contemporanea, mettendo in luce le disuguaglianze, l'indifferenza e la mancanza di rispetto verso gli animali e verso l'ambiente. La presenza di altri animali, come un dolce vecchio cavallo da circo, una coppia di lontre braccate da un cacciatore, un grande uccello misterioso che una notte bussa alla finestra di un albergo, amplia ulteriormente lo spettro tematico, invitando a una riflessione più ampia sul rapporto tra uomo e natura.

Stile Narrativo e Destinatari

Lo stile narrativo di Dacia Maraini in "Storie di Cani per una Bambina" è semplice e diretto, ma al tempo stesso ricco di sfumature emotive. L'autrice utilizza un linguaggio accessibile anche ai bambini, ma non rinuncia a un'analisi profonda dei personaggi e delle situazioni.

Il libro si rivolge a un pubblico ampio e variegato, dai bambini che amano gli animali agli adulti che desiderano riflettere su temi importanti come l'amore, la perdita e la resilienza. Per una bambina, per tutti i bambini che cercano amici. Tuttavia, è importante sottolineare che non si tratta di un libro di puro svago, ma di un'opera che invita alla riflessione e alla consapevolezza. Attenzione, non è un libro di 'svago', pieno di fiabe con simpatici animaletti.

Esempi di Storie e Loro Significato

Tra le storie più significative presenti nel libro, si possono citare:

  • Il cane che adora i gelati: Questa storia, apparentemente leggera e divertente, nasconde una riflessione sulla capacità di trovare la felicità nelle piccole cose, anche quando la vita ci riserva delle difficoltà. Un cane che adora i gelati.
  • Il cane abbandonato in un cassonetto: Questa storia, cruda e commovente, mette in luce la crudeltà dell'abbandono e la sofferenza che ne consegue.
  • La storia di Bigiù: Questo racconto narra di una cagnolina di nome Bigiù che si lisciava il pelo con la lingua come i gatti. Un giorno mentre passeggiavano,lui si senti’ male per strada, la cagnolina si mise sopra il padrone a fare la guardia al suo corpo. Quando arrivò l’ambulanza l’infermiere prese il corpo del signore e la cagnolina gli diede un morso e l’infermiere scaraventa il cane al muro. Bigiù la porta via con sé .

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