Introduzione
La Chiesa della Mercede a Messina, originariamente dedicata all'Immacolata Concezione Madre di Dio, rappresenta un importante sito storico e religioso nella città. Questo articolo esplora la sua storia, le sue caratteristiche artistiche e architettoniche, offrendo una panoramica completa di questo affascinante luogo di culto.
Origini e Fondazione
Le radici della Chiesa della Mercede risalgono al XVII secolo, precisamente al 1614, quando il barone di Cattolica affidò a fra' Miguel delle Piaghe, un noto predicatore dell'epoca, la costruzione di una chiesa. Inizialmente conosciuta come chiesa dell'Immacolata Concezione della Madre di Dio, la sua edificazione fu segnata da vicissitudini familiari e finanziarie.
Interruzione e Ripresa dei Lavori
Dopo la morte del barone Blasco Isfar et Corilles nel 1615, i lavori di costruzione subirono un brusco arresto. Don Vincenzo Del Bosco, marito della figlia ed erede Giovanna Isfar et Corilles, si oppose all'impegno finanziario assunto dal suocero, rifiutandosi di versare la somma annuale di 500 ducati promessa a fra' Miguel. Questo portò a una lunga disputa legale e a un blocco dei lavori.
Il Ruolo di Giovanna Isfar et Corilles
Nonostante l'iniziale opposizione di don Vincenzo Del Bosco, la principessa Giovanna Isfar et Corilles, erede del ducato, onorò in seguito la promessa fatta dal padre, donando ai frati scalzi quanto promesso. Questo permise di riprendere i lavori e di completare la costruzione della chiesa tra il 1630 e il 1636. La chiesa fu quindi dedicata a Maria Santissima della Mercede.
Architettura e Struttura
La Chiesa della Mercede presenta un'architettura semplice e modesta, con una superficie di soli 156 metri quadrati, escluso il campanile. Nonostante le sue dimensioni contenute, la chiesa conserva un fascino particolare, testimone di un passato ricco di storia e devozione.
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Opere d'Arte e Cimeli
All'interno della chiesa si possono ammirare diverse opere d'arte e cimeli di valore storico e religioso.
L'Antica Immagine della Madonna della Pietà
Uno dei cimeli più preziosi è l'antica immagine della Madonna della Pietà di Piè di Grotta. Questa raffigurazione della Madonna col figlio morto tra le braccia, dinanzi alla grotta del suo sepolcro, testimonia l'antica devozione popolare e l'importanza del culto mariano nella comunità locale.
L'Immagine dell'Apparizione della Madonna
I religiosi Mercedari arricchirono la chiesa con una bellissima immagine raffigurante l'apparizione della Madonna a San Pietro Nolasco e a San Raimondo di Pennafort, fondatori dell'Ordine dei Mercedari per la redenzione degli schiavi. Questa immagine sottolinea il legame della chiesa con l'ordine religioso e la sua missione di carità e redenzione.
La Statua della Madonna della Mercede
La chiesa era dotata anche di una statua della Madonna della Mercede, che veniva portata in processione per la città nella mattinata di Pasqua. Durante la processione, la statua veniva fatta incontrare in piazza Duomo con la statua del Figlio Risorto, in un tripudio di festa e devozione popolare.
La Confraternita e la Cura della Chiesa
Ancora oggi, la Chiesa della Mercede è affidata a una Confraternita che la custodisce e la mantiene con cura e decoro. La Confraternita svolge un ruolo importante nella conservazione del patrimonio storico e religioso della chiesa, promuovendo la devozione e organizzando eventi e celebrazioni.
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Chiesa di Santa Maria della Mercede e San Valentino
Situata nel cuore di Messina, la Chiesa di Santa Maria della Mercede e San Valentino è una storica chiesa confraternale che merita di essere visitata. Fondata nel XVIII secolo, questa chiesa rappresenta un esempio affascinante di stile barocco. All’interno, la chiesa ospita diverse opere d’arte, tra cui affreschi e statue che raccontano storie religiose e storiche. Da non perdere è il pregiato altare maggiore, dedicato a Santa Maria, che riflette la maestria degli artigiani locali. La Chiesa di Santa Maria della Mercede e San Valentino è anche il centro delle celebrazioni per le feste patronali, in particolare il 14 febbraio, giorno dedicato al santo.
Francesco Isfar et Corilles
La salma di Francesco Isfar et Corilles fu tumulata nella Chiesa dedicata alla Madonna della Mercede. Francesco, dopo aver ricevuto l’investitura della baronia, si era trasferito a Salerno, la città dove trovò la morte in circostanze misteriose.
Blasco Isfar et Corilles
Blasco aveva continuato ad amministrare il paese e ricevette il 27 marzo del 1615 da Filippo III il titolo di duca e l’elevazione della baronia di Cattolica a ducato, dietro pagamento della somma di 12.000 ducati. Nel settembre del 1615 il duca Blasco Isfar et Corilles morì a 65 anni e fu sepolto a Palermo nel Pantheon di San Domenico, in un sarcofago che si trova al centro della parete destra. Il sarcofago, in prezioso marmo nero, fu fatto erigere dalla figlia Giovanna per seppellirvi degnamente entrambi i genitori. Ai lati del sarcofago, sorretto da due leoni, sono incisi gli stemmi di famiglia Isfar, Corilles e Del Bosco.
Giovanna Isfar et Corilles e Don Vincenzo Del Bosco
Il primo ottobre del 1616 il titolo di duchessa fu ereditato da Giovanna Isfar et Corilles, la quale si era sposata nel 1609 con Don Vincenzo Del Bosco, Duca di Misilmeri, primo Conte di Vicari, Barone di Prizzi e Palazzo Adriano, Straticoto di Messina, Cavaliere del Toson D’oro, Pretore di Palermo (1652-1654) e uno dei dodici Pari del Regno. La principessa Giovanna abitava a Palermo nel palazzo Bosco di proprietà del marito. Per un lungo periodo soggiornò a Cattolica nella casa baronale (odierna Biblioteca Comunale) e trovò in don Vincenzo Ingraudo, primo parroco, facente funzioni d’arciprete, originario di Montallegro, un validissimo sostegno. Dal 1616 al 1630 furono ultimate o costruite ben cinque chiese: Madonna della Pietà, Madonna delle Grazie, Sant’Antonio Abate, Sant’Isidoro e Maria Santissima della Mercede (dedicata all’Immacolata Concezione Madre di Dio).
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