La storia della Fiat, una delle case automobilistiche più importanti d'Italia, è un racconto di innovazione, sfide e trasformazioni che si intreccia profondamente con la storia del paese stesso. Fondata nel lontano 1899, la Fiat ha attraversato epoche diverse, superando crisi economiche, conflitti bellici e cambiamenti sociali, per diventare un colosso industriale di portata globale. Questo articolo ripercorre le tappe fondamentali di questa straordinaria avventura, dalle origini torinesi all'acquisizione di marchi prestigiosi come Chrysler, fino alle strategie più recenti del gruppo Stellantis.

La Nascita di un Mito: Dalla Società Anonima Fabbrica Italiana di Automobili a Torino

L'11 luglio 1899, a Palazzo Bricherasio a Torino, nasceva la "Società Anonima Fabbrica Italiana di Automobili - Torino", destinata a lasciare un segno indelebile nella storia dell'industria automobilistica. L'idea di fondare questa società era venuta a Emanuele Cacherano di Bricherasio e Cesare Goria Gatti, già fondatori dell'ACI Automobile Club d'Italia, che avevano precedentemente costituito e finanziato la "Accomandita Ceirano & C.".

Davanti al Cav. Dott. Ernesto Torretta, Notaio Patrimoniale della Real Casa, i soci versarono un capitale di 800.000 lire. Tra i fondatori, oltre a Cacherano di Bricherasio e Goria Gatti, figuravano Alfonso Ferrero de Gubernatis Ventimiglia, Carlo Biscaretti di Ruffia, Lodovico Scarfiotto e Giovanni Agnelli. Quest'ultimo, diventato poi proprietario dell'azienda torinese e capostipite di una dinastia, si aggiunse in un secondo momento al progetto. Il primo presidente fu Ludovico Scarfiotti.

La prima vettura costruita dalla FIAT fu il modello "3½ HP", copia della "Welleyes" e prodotta in soli otto esemplari nel corso del 1899.

I Primi Anni del Novecento: Innovazione e Crescita

I primi anni del Novecento furono caratterizzati da una rapida crescita e da una forte spinta all'innovazione. Nel 1900, la produzione avvenne con l'utilizzo di 150 operai nello stabilimento in Corso Dante a Torino. Da lì uscirono 24 autoveicoli modello Fiat 3/12hp, di cui una curiosità era la mancanza della retromarcia.

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Nel 1902, la Fiat ottenne la sua prima affermazione nelle competizioni automobilistiche, quando Vincenzo Lancia si aggiudicò una gara locale piemontese, la Torino Sassi-Superga. Nello stesso periodo, la Fiat iniziò a diversificare la sua produzione, estendendola ai veicoli commerciali, ai tram, agli autocarri e ai motori marini.

Nel 1908, la società fondò la Fiat Automobile Co. negli Stati Uniti e, nel 1909, costruì uno stabilimento a Poughkeepsie. Nel frattempo, il numero di dipendenti raggiunse le 2.500 unità nel 1906. Nel 1908, fu messa in produzione la Fiat 1 Fiacre, la prima autovettura destinata al servizio taxi, esportata in numerose città come Parigi, Londra e New York.

La Prima Guerra Mondiale e gli Anni Venti: La Catena di Montaggio e il Lingotto

Poco prima dello scoppio della Prima Guerra Mondiale, la Fiat rinnovò completamente la gamma di autovetture in produzione con la presentazione dei modelli 1, 2, 3, 4, 5 e 6, caratterizzati dalla presenza dei primi esempi di batteria e di trasmissione a cardano. Durante il conflitto, la produzione civile fu quasi completamente convertita ad uso bellico, e il modello Fiat 501 fu assemblato soprattutto per il Regio Esercito.

Dopo la visita del Senatore Agnelli agli stabilimenti della Ford, fondata da Henry Ford nel 1903 negli USA, divenne evidente che l'unica via percorribile era quella di operare in serie, attraverso la catena di montaggio. Le prime manifestazioni del nuovo metodo di costruzione furono evidenti dopo l'inaugurazione del Lingotto, un modernissimo stabilimento di 153.000 m2, disposto su cinque piani e con una pista di prova sul tetto per i nuovi modelli. La FIAT iniziò la costruzione del famoso stabilimento produttivo denominato Lingotto nel 1916 e lo fece entrare in funzione nel 1923.

I modelli in produzione negli anni Venti spaziavano dall'utilitaria Fiat 509 alla lussuosa berlina Fiat 529, equipaggiata con freni su tutte le quattro ruote e volante regolabile.

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Gli Anni Trenta e la Seconda Guerra Mondiale: Autarchia e Mirafiori

Il decennio antecedente lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale fu caratterizzato dalla politica autarchica voluta da Mussolini, che impedì uno sviluppo all'estero dell'azienda, ma che contribuì all'espansione sul mercato interno. In questo periodo debuttò la Fiat 508 Balilla, presentata nel 1932, che segnò un nuovo record di produzione per la Fiat con oltre 110.000 esemplari.

Nel 1937 iniziò la costruzione dello stabilimento di Mirafiori, inaugurato due anni dopo. Un modello da ricordare è la Fiat 6 cilindri 1500, lanciata alla fine del 1935, che si distingueva per una linea aerodinamica. Questa nuova linea fu estesa (in formato ridotto) alla Topolino nel 1936 e alla Fiat Nuova Balilla 1100, la prima Fiat a fregiarsi del titolo di 1100, immessa sul mercato nel giugno 1937.

La Seconda Guerra Mondiale portò a una drastica riduzione della produzione di autovetture, con una conversione delle linee alla costruzione di veicoli commerciali richiesti dalla macchina bellica.

Il Dopoguerra e il Boom Economico: La Motorizzazione di Massa

La fine del conflitto mondiale lasciò un cumulo di macerie degli impianti industriali e si sommò, per l'azienda, alla morte del suo co-fondatore. Solo nel 1948, grazie agli aiuti stanziati dal Piano Marshall, terminarono i lavori di ricostruzione degli stabilimenti e riprese in pieno la produzione di autovetture.

Nel 1948, nacque la 500 B, che si differenziava dalla precedente soprattutto per una modifica al sistema di distribuzione del motore, che passava dalle valvole laterali alle più moderne valvole in testa. Nello stesso periodo, uscì la 500 B "Giardiniera", la prima "station wagon" italiana prodotta in serie.

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Nel 1950, fu presentata la Fiat 1400, il primo modello con carrozzeria portante e impianto di riscaldamento di serie. Negli anni successivi, vennero presentati veicoli "inusuali" nella produzione dell'azienda, come la Fiat Campagnola nel 1951 e la Fiat 8V nel 1952.

Il 1955 fu caratterizzato dal pensionamento della 500 C e dalla presentazione della Fiat 600, il primo modello che diede veramente inizio alla motorizzazione di massa degli italiani, seguita nel 1956 dalla Fiat 600 Multipla, la prima "monovolume" italiana. Nel 1957 nacque la Nuova 500.

Gli Anni Sessanta e Settanta: Espansione e Diversificazione

Nel 1966, Gianni Agnelli divenne presidente della FIAT. I primi anni della sua gestione furono caratterizzati da nuovi modelli e da una crescente diversificazione delle attività del gruppo. Nel 1964, fu messa in produzione la Fiat 850, nella sua versione berlina e nelle versioni coupé e spyder.

Nel 1967, l'azienda torinese conquistò il premio Auto dell'Anno con la 124, onorificenza conquistata anche dalla 128 nel 1969. Oltre alla Fiat Dino, realizzata in collaborazione con Ferrari, la gamma vide modelli dall'importante cilindrata come la 130 spinta dai V6 2.8 e 3.2 litri.

Nel 1968, venne acquisito il marchio Autobianchi, mentre nel 1969 fu acquistato il 100% di Lancia e Ferrari entrò a far parte del gruppo torinese. Nel 1971, fu presentata la 127, che raggiunse uno straordinario successo e si aggiudicò l'anno successivo il premio "Auto dell'Anno". Entrò nel Gruppo la Abarth, lo storico brand di vetture sportive.

La crisi energetica iniziata nel 1973 segnò un profondo rallentamento delle vendite e la lenta scomparsa dei modelli più potenti.

Gli Anni Ottanta e Novanta: Crisi e Ristrutturazione

Nel 1974, arrivò la Fiat 131 come sostituta della 124, in uno dei periodi più complessi della storia di Fiat. Nel settembre del 1980 venne annunciata la cassa integrazione per 24.000 dipendenti, seguita dall'annuncio di quasi 15.000 licenziamenti, decisione che portò allo sciopero generale e al blocco dei cancelli di Mirafiori.

Nel settembre del 1980, un gruppo di impiegati (i cosiddetti colletti bianchi) iniziò a manifestare per le vie di Torino creando la storica "marcia dei quarantamila". La Fiat ritirò i licenziamenti ma mantenne la cassa integrazione a zero ore per i ventiduemila operai.

Alla fine degli anni Settanta, venne creata Fiat Auto, dove furono raggruppati i marchi Fiat, Lancia, Autobianchi e Abarth. Nel 1986 entrò nel gruppo anche Alfa Romeo. Tra i modelli iconici di questo decennio si ricordano la Fiat Panda, la Uno, la Croma e la Y10.

Negli anni Novanta arrivarono altri modelli fondamentali per le casse di Fiat, come la Punto, premiata anche come Auto dell'Anno. Nel 1993 entrò nel gruppo anche Maserati.

Gli Anni Duemila: La Crisi e l'Arrivo di Marchionne

Il nuovo millennio vide un continuo calo per il marchio torinese, arrivando al punto più basso nel 2004, dopo la morte di Gianni Agnelli nel 2003 e la scomparsa di suo fratello Umberto (diventato presidente) l'anno successivo. Tra il 2002 e il 2004, vennero cambiati quattro amministratori delegati, con perdite di oltre 6 miliardi di euro.

Nel 2004, John Elkann, nipote dell'Avvocato, individuò in Sergio Marchionne il nuovo amministratore delegato in grado di salvare l'azienda di famiglia. Marchionne, manager italiano ma cresciuto in Canada, cambiò lo spirito e il modus operandi del gruppo italiano.

La prima vittoria di Marchionne arrivò dall'accordo del 2005 con General Motors. Grazie a questa iniezione di liquidità, nacque la 500, presentata il 4 luglio 2007, modello che fece ripartire il marchio.

L'Acquisizione di Chrysler e la Nascita di FCA

Il secondo colpo di genio di Marchionne fu l'intuizione di entrare in possesso di Chrysler, storico marchio americano in profonda crisi. Nel 2009, nacque la nuova Chrysler, di cui Fiat possedeva il 20%. Nel 2010, dopo un'assenza di 27 anni, il marchio Fiat ritornò in Nord America con la presentazione della nuova 500 al Salone dell'Auto di Los Angeles.

Nel 2014, il Gruppo Fiat portò la sua partecipazione in Chrysler Group al 100%. A ottobre, le due società si unirono per formare Fiat Chrysler Automobiles (FCA), e la nuova società venne quotata sulla Borsa di New York e sulla Borsa di Milano.

L'Era Stellantis: Un Nuovo Capitolo

Nel 2018, FCA era un'azienda a zero debito con una liquidità di 456 milioni di euro. Dopo la scomparsa di Sergio Marchionne, al suo posto arrivò Mike Manley.

Oggi, la Fiat fa parte del gruppo Stellantis, nato dalla fusione tra Fiat Chrysler Automobiles e PSA. Stellantis controlla, oltre alla Fiat, marchi come Abarth, Alfa Romeo, Chrysler, Citroën, Dodge, DS Automobiles, Jeep, Lancia, Maserati, Opel, Peugeot, Ram Trucks e Vauxhall.

Tuttavia, Stellantis sta spostando sempre di più le produzioni di Fiat all'estero. La Topolino è realizzata nello stabilimento della PSA di Kenitra, in Marocco, mentre la nuova 600 ibrida ed elettrica è assemblata a Tychy, in Polonia. La Tipo è prodotta in Turchia, mentre il Doblò è costruito tra Spagna e Portogallo. Il van E-Ulysse è realizzato nello stabilimento Stellantis di Hordain, in Francia.

Nonostante ciò, Stellantis ha disposto un investimento iniziale del valore di 40 milioni di euro per creare a Mirafiori il Battery Technology Center, il primo centro mondiale della multinazionale per i test sulle batterie per i veicoli elettrici di tutta Europa.

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