La BMW Serie 1, una compatta premium che ha saputo conquistare il mercato europeo, si rinnova con un modello che segna un'evoluzione significativa rispetto alle generazioni precedenti. In questo articolo, analizzeremo a fondo le caratteristiche della nuova Serie 1, esaminando il design esterno e interno, le motorizzazioni disponibili, la tecnologia di bordo, i sistemi di assistenza alla guida (ADAS) e, infine, i prezzi.
Un po' di storia: la Serie 1 e le sue rivali
Prima di addentrarci nei dettagli della nuova Serie 1, è utile contestualizzarla nel panorama delle compatte premium. Audi è stata la prima a entrare in questo segmento con l'A3 8L, lanciata nel 1996. A ruota ha seguito Mercedes-Benz, che nel 1997 ha presentato la Classe A. BMW ha scelto una strada diversa, proponendo una carrozzeria inedita in sostituzione della Serie 3 Compact, prodotta dal 1994.
BMW Serie 1 F70: Più che un Restyling, un'Evoluzione
La nuova BMW Serie 1, identificata internamente con il codice F70, rappresenta un'evoluzione significativa rispetto alla precedente F40. Sebbene BMW la consideri una nuova generazione, si tratta sostanzialmente di un LCI (Life Cycle Impulse), ovvero un restyling di metà carriera. Tuttavia, le modifiche apportate sono così estese da farla percepire quasi come un modello completamente nuovo.
La F70 si basa sulla piattaforma a trazione anteriore della precedente F40, dalla quale riprende layout meccanico, proporzioni e caratteristiche principali. A cambiare è il frontale, ora più aggressivo e pensato per migliorare uno dei tratti meno riusciti della terza generazione della compatta bavarese, ma anche l’abitacolo. All’interno la nuova Serie 1 F70 riprende un layout portato al debutto dalla X1 di terza generazione, la U11, con doppio schermo a sbalzo e l’assenza del comodo iDrive al centro del tunnel. Queste novità, unite ad una gamma motori ora elettrificata dall’adozione di motori Mild Hybrid benzina e Diesel, si vanno ad unire con una qualità costruttiva migliorata, una cura maggiore verso l’insonorizzazione e un’impostazione di guida più matura e premium per questa “terza generazione e mezza”.
Nonostante quest’anima più mondana, però, la comunicazione BMW pubblicizza la Serie 1 F70 come “la Serie 1 più sportiva di sempre”.
Leggi anche: Quattroruote Analizza la BMW Serie 3
Design: un Frontale Più Aggressivo e un Look più Moderno
Il design della Serie 1 2025 introduce un look più moderno e affilato. Il frontale vede la griglia a doppio rene, ora più larga. I fari ora sono più sottili, rialzati e contraddistinti da una firma luminosa diversa. Al posteriore si rinnova la firma a LED, mentre le varianti M Sport accentuano la sportività insita di questo modello. Belli la doppia coppia di scarichi della M135.
Fuori, infatti, la Serie 1 F70 cambia tanto davanti con il nuovo muso che ha tentato di correggere i difetti della precedente Serie 1; ora il paraurti è più pronunciato, la parte che decresce verso il basso e che ingloba il logo BMW ha un andamento meno repentino e questo aiuta ad allungare il percepito. 4 centimetri in più non è un dato proprio da restyling, ma le proporzioni visive rimangono quelle. Il doppio rene che caratterizza le calandre, piene o chiuse, di tutte le ultime BMW, ora è più largo. Se dietro la firma luminosa è sempre studiata per allargare l’impronta su strada, grazie al suo sviluppo in larghezza, davanti i gruppi ottici sono più sottili e parallelamente allungati. Un dettaglio che può incuriosire è riservato al badge che individua la motorizzazione. Si trova sul posteriore e, riprendendo lo stilema della Serie 5, il primo numero nonchè sigla del modello è più grande rispetto alle altre due cifre. Niente scarichi a vista, M135 a parte, per le altre Serie 1.
Vediamo, nel dettaglio, le dimensioni della BMW Serie 1, nonché la più piccola BMW oggi in vendita con i suoi 4,36 metri di lunghezza. Pensate che tra la F40 (2019) e la F70 (2024) ballano 4 centimetri. Curiosamente, la prima BMW Serie 1 E87 del 2004 è lunga 4,24 metri. In vent’anni, la lunghezza della segmento C bavarese è cresciuta di 12 centimetri.
Lateralmente, le novità rispetto alla precedente generazione sono concentrate nella nuova modanatura che richiama il Gomito di Hoffmeister dietro il finestrino posteriore, “simulato” sulla Serie 1 da questa finitura che ora ospita il numero 1 a ricordare, ovviamente, il modello. Il muso più allungato aiuta a mitigare le proporzioni poco sportive della F40, dove il cofano anteriore inclinato continua a renderla meno filante e meno “BMW” rispetto sia alle prime due Serie 1 che alle berline dell’Elica.
In coda, invece, il bel posteriore della F40 è stato conservato e modificato, con dei fari rivisti nella forma e nella firma luminosa, con uno sviluppo orizzontale che sfocia in dettagli rivolti verso il basso. Cambia anche il logo della motorizzazione, che come sulla nuova Serie 5 ha il primo numero, la sigla del modello, più grande delle due cifre successive riferite alla motorizzazione. Se dell’assenza della “i” per le versioni a benzina abbiamo parlato, la Serie 1 è anche la prima BMW che rinuncia quasi totalmente agli scarichi a vista. Solo la M135, infatti, ha i tubi di scarico in vista, mentre per tutte le altre non ci sono, né veri né, per fortuna, finti.
Leggi anche: Tutto sulla BMW Serie 1
Interni: Tecnologia e Spazio Rivisitati
La più grande rivisitazione non riguarda gli esterni quanto gli interni. Nuovo e rivoluzionario è il Curved Display, per un totale che supera i 20 pollici. Eliminati quasi totalmente i comandi fisici. I materiali sono più curati, con rivestimenti sostenibili disponibili già nei primi allestimenti. Inoltre, l’abitabilità è migliorata, offrendo più spazio a bordo e un bagagliaio più sfruttabile rispetto alla generazione precedente.
Gli interni della BMW Serie 1 2025 segnano la maggior differenza con la vettura lanciata nel 2019, che come lei si è già improntata alla marcata digitalizzazione seguendo i trend del mercato. La posizione di guida, prima ancora degli schermi, è la prima a cambiare: ora è più alta, molto diversa da quella delle Serie 1 RWD la cui produzione è stata sospesa nel 2018. Il vantaggio è maggior spazio per la seconda fila, quasi a sottolineare che la nuova hatchback bavarese si rivolge anche alle famiglie, avendo aumentato la vivibilità interna. I sedili M, belli alla vista, tolgono un poco di spazio per le ginocchia. Anche la visibilità è cambiata, ed essendo i finestrini ridotti di superficie sembra quasi obbligata l’adozione della telecamera a 360° utile per le manovre. Il bagagliaio varia tra 300 e 380 litri in base alla motorizzazione, con le ibride che perdono in abitabilità. Dalla BMW X1 e dalla Serie 2 Active Tourer derivano anche i due schermi confluiti nello stesso “Curved Display”. La corona del volante è molto spessa ma non toglie visibilità al quadro strumenti, sempre integrato nel grosso display. Niente più comando a rotella dell’iDrive che ha reso molto più fruibili i sistemi di infotainment delle BMW più o meno recenti. OS9 per BMW significa ultima generazione dell’operativo, ma tante icone, piccole e confuse, non aiutano nell’utilizzo quotidiano dello schermo centrale. Molto fluido e veloce, d’altro canto, il sistema.
Salendo a bordo, gli interni della BMW Serie 1 F70 conferma alcune caratteristiche della F40 aggiungendo modernità e tecnologia di livello superiore. La posizione di guida resta leggermente alta, più distesa di altre rivali ma meno sportiva rispetto alle Serie 1 a trazione posteriore che l’hanno preceduta, mentre i finestrini piuttosto piccoli rendono necessaria l’adozione delle (ottime) telecamere a 360 gradi. Nonostante l’adozione della trazione anteriore e della piattaforma UKL, lo spazio sul divano posteriore delle nuove Serie 1 “tutto avanti” è buono e migliore rispetto alle precedenti con la trazione posteriore, ma comunque non è un’automobile che fa della generosità interna una delle sue caratteristiche peculiari. Scegliendo i sedili sportivi M, molto belli e comodi ma anche parecchio voluminosi in spessore, lo spazio per i passeggeri posteriori si riduce di poco. Il bagagliaio, invece, rimane invariato rispetto alla F40, andando a rimarcare quanto sia stretta la parentela tra le due generazioni. Nello specifico, le versioni completamente termiche la cubatura è fissata a 380 litri dichiarati, che scendono di ben 80 litri per le versioni con sistema Mild Hybrid a 48 V, per un totale di 300 litri. La batteria del sistema ibrido, infatti, è posizionata sotto il divano, andando a sottrarre spazio al comodo doppiofondo.
Per il resto, gli interni della nuova Serie 1 2024 spiccano anche per una qualità costruttiva ancora superiore rispetto al passato, per un’eccellente insonorizzazione e, soprattutto, per l’adozione di un layout di schermi e comandi del tutto simili alla BMW X1 U11, dalla quale riprende l’impostazione e la tecnologia. Il primo, ora di serie su tutte le versioni, ha una grafica più moderna e leggermente più personalizzabile, anche se è ancora piuttosto “ingessato” nella visuale rispetto a sistemi più configurabili. Il secondo, invece, rinuncia come sulle altre nuove BMW su base UKL alla comoda rotella centrale dell’iDrive e ai tasti fisici per il clima sotto il display. Sebbene il sistema operativo iDrive OS9 sia molto completo, piuttosto veloce e dalla grafica pulita e di qualità, l’assenza del rotore centrale rende l’utilizzo dei comandi piuttosto complesso in marcia, con icone piccole e tanti sottomenù tra cui scorrere.
Tecnologia: iDrive 9 e ADAS all'Avanguardia
Il sistema infotainment si basa sull’ultima versione del BMW iDrive 9, dotato di aggiornamenti over-the-air, interfaccia più intuitiva, comandi vocali migliorati e integrazione wireless con Apple CarPlay e Android Auto. Bene la suite di ADAS.
Leggi anche: Tutto sulla BMW Serie 2
Come si guida la BMW Serie 1: quattro motori, per i più sportivi c’è la M135La BMW Serie 1 propone, come anticipato, fino a quattro motorizzazioni individuate da sigle diverse. Per quanto riguarda i motori termici, senza componente ibrida seppur leggera con il modulo a 48V. Il cambio automatico a doppia frizione a 7 rapporti è sempre di serie, cosicché la gamma vede l’entry level “116” aprire le danze con il 1.5 tre cilindri turbo da 122 CV, motore che bada più al sodo che alle velleità sportive. Subito affiancato dal 120, la versione Mild Hybrid che grazie al motore elettrico aggiuntivo raggiunge i 170 CV. La 123 xDrive è a sua volta la proposta BMW elettrificata con il 2.0, al posto del 1.5, con i suoi 218 CV. I cilindri, infatti, da tre salgono a quattro. Tutto un altro discorso la M135: non è una vera e propria M, ma la base è sempre il 2.0 turbo portato alla considerevole potenza di 300 CV: qui non cambia solo la potenza perché assetto, freni e trazione (integrale) sono dedicati. Tra le Diesel due opzioni: la 118 non è ibrida e propone il 2.0 da 150 CV annoverato di consumi che possono avvicinarsi ai 22 km/l. Poderosa la coppia di 360 Nm. La 120d aggiunge solo 13 CV grazie al modulo ibrido, dove quest’ultimo aiuta a contenere ulteriormente i consumi. Niente trazione integrale per le motorizzazioni Diesel.
Con il restyling, poi, troviamo anche l’introduzione di funzionalità molto utili, come il parcheggio automatico comandabile tramite l’app BMW sul proprio smartphone, e altre meno funzionali, come l’interfaccia che permette di giocare a diversi giochi, tra cui Uno. A parte le funzionalità più particolari, comunque, il livello tecnologico della nuova Serie 1 ha ormai superato le principali rivali in quanto a completezza e velocità di esecuzione del sistema. Peccato solo per l’ergonomia, che in un quadro così tech si è un po’ persa sull’altare di un look quanto più possibile “minimale”.
Motorizzazioni: Ampia Scelta tra Benzina, Diesel e Mild Hybrid
Ora la gamma di motori offre opzioni sia a benzina sia Diesel, in entrambi i casi affiancati da versioni ibride (Mild Hybrid 48V). La sportiva M135 xDrive, rivale dell’Audi S3 e della AMG 35, ha 300 CV e viene spinta dal 2.0 turbobenzina, accelerando da 0 a 100 km/h in 4,9 secondi per 250 km/h di velocità massima. Attenzione, niente più i a indicare le motorizzazioni benzina, così da evitare equivoci con le BMW elettriche contraddistinte dalla stessa lettera.
Come possiamo vedere, le motorizzazioni a listino sono sei, quattro a benzina e due Diesel. Per la prima volta nella storia recente di BMW, le varianti a benzina perdono la storica “i” abbinata alla sigla a tre cifre della motorizzazione. La Casa di Monaco ha deciso per questo taglio con il suo passato per non confondere i nuovi clienti le “i” a benzina con le varie elettriche della Casa, caratterizzate dalla stessa lettera i ad anticipare il nome del modello, ad esempio i5. La gamma è quindi formata dalla versione base, dalla intermedia MSport e dalla top di gamma MSport Pro, che ho provato in accoppiata con il motore 120d.
Prima di vedere come si guida la nuova BMW Serie 1 F70, è bene dare uno sguardo alla meccanica. Non è la prima volta che BMW modifica pesantemente le vetture durante la loro carriera, una pratica che la Casa dell’Elica adotta ogni 4 anni dal lancio di un modello e che, per la Serie 1, è coinciso per la prima volta con cambio “ufficiale” di generazione. Siamo quindi di fronte ad una base meccanica con motore anteriore longitudinale e trazione anteriore o integrale sulle versioni xDrive, che per il restyling viene semplificata e adotta un primo livello di elettrificazione. Rispetto alla X1, però, non ha versioni Plug-In Hybrid o elettriche, preferendo una gamma quasi completamente termica, con due motori a benzina “puri”, due benzina Mild Hybrid e due Diesel, uno 100% termico e uno Mild Hybrid, tutti accoppiati col cambio automatico doppia frizione a 7 marce. La gamma è aperta dalla 116, spinta dal 1.5 tre cilindri turbo B38 da 122 CV, affiancata dalla più potente 120, che al 1.5 turbo aggiunge un motore elettrico per una potenza di sistema di 170 CV. Al top, invece, c’è la M135 xDrive, dove il 2.0 turbo arriva a 300 CV (6 CV meno della precedente M135i) e vengono adottati freni, assetto e trazione integrale dedicati.
Particolare, infine, la scelta per i motori Diesel. Sotto il cofano, infatti, il motore termico è del tutto identico alla 118d, con singolo turbo e 150 CV. A quest’ultimo, però, si aggiunge un sistema Mild Hybrid con un motore elettrico da 20 CV posizionato all’interno del cambio automatico, che porta la potenza a 163 CV e 400 Nm di coppia. Curiosamente, numeri alla mano la nuova 120d F70 ha la stessa potenza della prima 120d, la E87 del 2004, ed è più bassa di 27 CV rispetto alla F40 del passato. L’accelerazione 0-100 km/h, di conseguenza, è più bassa, coperta in 7,9 secondi, mentre la velocità massima si ferma a 222 km/h (la stessa della 118d).
Motorizzazioni Disponibili nel Dettaglio:
- 116 1.5 Benzina 122 CV: Dotata di un motore turbo benzina a tre cilindri da 1.5 litri, questa versione eroga 122 CV e garantisce buone prestazioni, con consumi medi che si attestano intorno ai 5,9-6,1 l/100 km.
- 120 1.5 Benzina mild hybrid 170 CV: Con il motore 1.5 litri a tre cilindri turbo mild hybrid, questa versione offre una potenza di 170 CV, con consumi medi di circa 5,3-5,5 l/100 km.
- 123 xDrive 2.0 Benzina mild hybrid 218 CV: Con il motore 2.0 litri a quattro cilindri turbo mild hybrid, questa versione offre una potenza di 218 CV, con consumi medi di circa 5,9-6,1 l/100 km.
- 120d 2.0 Diesel mild hybrid 163 CV: Equipaggiata con un motore diesel da 2.0 litri, questa versione eroga 163 CV e offre consumi ancora inferiori, da 4,3-4,4 l/100 km grazie alla tecnologia mild hybrid.
- M135i xDrive 2.0 Benzina 300 CV: La versione top di gamma è spinta da un motore turbo a quattro cilindri da 300 CV, con trazione integrale xDrive e un'accelerazione da 0 a 100 km/h in soli 4,9 secondi.
La BMW 120 benzina mild hybrid da 170 CV è una scelta eccellente per chi cerca un equilibrio tra prestazioni, efficienza e costi di gestione contenuti.
ADAS e Sicurezza: un Pacchetto Completo
Nell’analizzare il listino ufficiale, e quindi la dotazione di sistemi di sicurezza, appare chiaro fin da subito che nonostante sia tedesca, tra poco capirete il perché di questa affermazione, la Serie 1 si conferma attenta ai temi della sicurezza attiva per proteggere chi sta a bordo. In optional il Driving Assistant che previene il cambio di corsia involontario, il supporto automatico dei freni in caso di rilevamento ostacoli, avviso dei veicoli che seguono attraverso segnali luminosi. Non meno importanti quelle dotazioni rese obbligatorie dalla legge a partire dall’estate 2024: avviso superamento limiti di velocità (disattivabile), frenata automatica d’emergenza, sistema di mantenimento attivo della corsia, rilevamento pedoni e ostacoli anche in retromarcia e cruise adattivo. Quest’ultimo è ben tarato per non frenare bruscamente e per far decrescere la velocità gradualmente se viene rilevato un veicolo in corsia.
Come previsto dalla normativa in vigore da luglio 2024, anche sulla Serie 1 non mancano i dispositivi di sicurezza obbligatori. Tutti gli ADAS si sono dimostrati ben calibrati e puntuali nell’intervento. Nessuno di questi, lane assist compreso, risultano invadenti o fastidiosi, il che è molto positivo.
Come si guida la nuova Serie 1?
Più lenta e matura che in passato, ma più silenziosa e raffinata: si potrebbe riassumere così in poche parole le sensazioni di guida che mi ha trasmesso la Serie 1 F70 in questo primo contatto. Fin dai primi metri di guida, si capisce come BMW abbia cercato, più che sulla comunicata sportività, di puntare su un’esperienza più confortevole, raffinata e matura. In questo senso, il suono del 2.0 B47 è stato mitigato molto rispetto al passato, riuscendo a non far entrare nell’abitacolo il classico ticchettio, sempre piuttosto avvertibile, del quattro cilindri turbodiesel dell’Elica. Lo sterzo ha un buon peso ed è preciso, ma manca di un pizzico di comunicatività rispetto sia alla F40 che, soprattutto, alle precedenti Serie 1 a trazione posteriore. Proprio nel misto la F70 si perde un po’, risultando facile, stabile e piuttosto competente ma senza quel qualcosa in più presente in passato. Questo rende questa nuova generazione della compatta tedesca ancora più raffinata e ricercata, con grandi doti da stradista, ma meno emozionante e coinvolgente tra le curve.
Nell’utilizzo statale e autostradale, la F70 si rivela un’auto molto competente, con una ottima insonorizzazione, grande stabilità e un cambio non prontissimo, soprattutto in scalata, ma sveglio e predittivo il giusto. Ciò che non mi aspettavo, ma che era pronosticabile dalla scheda tecnica, è stata però la relativa mancanza di grinta della 120d. Fin dalla prima generazione, infatti, la 120d è stata caratterizzata da prestazioni quasi sportive, con potenze arrivate a 190 CV e grande vigore anche alle alte velocità. Trattandosi, in questo caso, di una 118d con un aiutino elettrico, complice anche il peso di ben 1.570 kg in ordine di marcia la 120d è più tranquilla e “seduta” che in passato, e anche il motore ha un’erogazione molto lineare e fluida, ma mai vigorosa.
Per rispondere alla domanda posta in apertura, a mio parere no, la nuova Serie 1 F70 non è la più sportiva di sempre, anzi rompendo con il suo passato: la sportività è principalmente estetica, mentre alla guida la Serie 1 è un’auto piacevole e molto raffinata, ma non più così emozionante. A spiccare sono il comfort, la tecnologia e la sicurezza.
BMW sostiene di aver aumentato la rigidità della struttura della scocca e del collegamento del telaio grazie a una combinazione di cinematica ottimizzata, supporti della barra antirollio altamente precaricati e una nuova tecnologia degli ammortizzatori. L'angolo di sterzata delle ruote anteriori aumenta a sua volta del 20%. Quale che sia la motorizzazione (tutte associate di serie a cambio automatico doppia frizione a 7 rapporti), l'effetto è quello sia di una direzionalità sopraffina (almeno, per la categoria), favorita dai cerchi di misura minima 17 pollici e dal sistema di limitazione dello slittamento delle ruote a controllo elettronico, sia di un compromesso tra comfort, stabilità e agilità degni della tradizione di un modello che, tra le compatte premium, si è sempre distinto come quello più sportiveggiante. Per i più esigenti, c'è sempre il pacchetto opzionale M Sport, con sospensioni adattive M (che abbassano il veicolo fino a 8 mm), lo sterzo sportivo e i cerchi in lega leggera da 18 pollici. Gli optional dinamici definitivi sono i cerchi in lega leggera da 19 pollici e il sistema frenante sportivo M, ma non è di queste cose che vorrei parlare oggi.
Perché scegliere la BMW Serie 1 (e perché no)?
Scegliere la BMW Serie 1 significa in buona sostanza puntare su una compatta premium che si è rinnovata, senza stravolgersi, rispetto alla terza generazione lanciata nel 2019. Il fulcro sono sempre, ma non come in passato, le prestazioni. Rimane la M135 xDrive, sportiva divertente anche se filtrata, ma l’occhio si è spostato verso l’efficienza e verso un assetto più confortevole. L’estetica parla di un muso più aggressivo, meno tozzo rispetto a quello della F40 che è stata la prima Serie 1 a rinunciare per sempre alla trazione posteriore. Bene la presenza dei Mild Hybrid che fanno crescere la cavalleria e, allo stesso tempo, migliorano l’efficienza. All’interno anche le nuove generazioni, questa è un’auto pensata per un pubblico molto meno maturo rispetto alla media del brand tedesco, il Curved Display cattura tutti gli sguardi provocando, al contempo, la perdita della funzionale rotella del sistema iDrive che ha reso popolari le precedenti Serie 1 sia tanti tasti fisici che, tutto sommato, fanno sempre al caso. Pregi e difetti, in parte già evidenziati. I prezzi non sono proprio alla portata di tutti, e la lista optional è piuttosto lunga e capace di alzare il conto finale, come sempre capita con un brand tedesco. La perdita della trazione posteriore ha sicuramente allontanato il pubblico più sportivo, rimasto senza un vero riferimento in questo segmento.
Pro:
- Design rinnovato e più aggressivo: Il frontale ridisegnato e i dettagli estetici moderni conferiscono alla Serie 1 un aspetto più dinamico e accattivante.
- Interni tecnologici e di qualità: Il Curved Display e i materiali di pregio creano un ambiente moderno e confortevole.
- Ampia gamma di motorizzazioni: La disponibilità di motori a benzina, diesel e mild hybrid permette di scegliere la soluzione più adatta alle proprie esigenze.
- Sistemi ADAS all'avanguardia: I sistemi di assistenza alla guida garantiscono un elevato livello di sicurezza e comfort.
Contro:
- Prezzo elevato: La Serie 1 si posiziona nella fascia alta del segmento delle compatte premium, con un prezzo di partenza non accessibile a tutti.
- Ergonomia migliorabile: L'assenza di comandi fisici e la complessità del sistema iDrive possono rendere l'utilizzo di alcune funzioni meno intuitivo.
- Spazio posteriore limitato: L'abitabilità posteriore non è tra le migliori della categoria, soprattutto per i passeggeri più alti.
- Perdita del DNA sportivo: La rinuncia alla trazione posteriore e l'orientamento verso il comfort hanno reso la Serie 1 meno emozionante da guidare rispetto alle generazioni precedenti.
Prezzi: a Partire da 34.900 Euro
Prezzi a partire da 34.900 euro per la 116, turbo benzina 1.5 da 122 CV già con cambio automatico a 7 rapporti.
La BMW Serie 1 è già in vendita con prezzi a partire da 37.400 per la 120 “base” che offre lo stretto necessario, fra cui la frenata automatica attiva anche nelle retromarce e il navigatore. Per 3.490 euro in più la M Sport del test aggiunge la caratterizzaizone estetica sportiva, le levette al volante per il cambio, le ruote di 18” anziché di 17”, i sedili sportivi e parzialmente rivestiti in Alcantara. In ogni caso sono, però, optional la piastra di ricarica senza filo per il telefono (Premium pack, 1.850 euro) e aiuti alla guida come il cruise control adattativo: 850 euro nel pacchetto Driving Assistant Plus.
BMW sostiene di aver aumentato la rigidità della struttura della scocca e del collegamento del telaio grazie a una combinazione di cinematica ottimizzata, supporti della barra antirollio altamente precaricati e una nuova tecnologia degli ammortizzatori. L'angolo di sterzata delle ruote anteriori aumenta a sua volta del 20%. Quale che sia la motorizzazione (tutte associate di serie a cambio automatico doppia frizione a 7 rapporti), l'effetto è quello sia di una direzionalità sopraffina (almeno, per la categoria), favorita dai cerchi di misura minima 17 pollici e dal sistema di limitazione dello slittamento delle ruote a controllo elettronico, sia di un compromesso tra comfort, stabilità e agilità degni della tradizione di un modello che, tra le compatte premium, si è sempre distinto come quello più sportiveggiante. Per i più esigenti, c'è sempre il pacchetto opzionale M Sport, con sospensioni adattive M (che abbassano il veicolo fino a 8 mm), lo sterzo sportivo e i cerchi in lega leggera da 18 pollici. Gli optional dinamici definitivi sono i cerchi in lega leggera da 19 pollici e il sistema frenante sportivo M, ma non è di queste cose che vorrei parlare oggi.
tags: #BMW #Serie #1 #recensioni


