L'incendio di un'auto è un evento che, purtroppo, si verifica con una frequenza allarmante sulle nostre strade. Quante auto prendono fuoco ogni giorno? Una, due, dieci? In realtà, il numero è molto più alto, superando i 50 veicoli al giorno. Le cause di questi incendi sono spesso riconducibili a problematiche ricorrenti, come evidenziato dai comunicati di viabilità che segnalano frequentemente blocchi del traffico a causa di veicoli in fiamme.

Incidenza degli Incendi di Autoveicoli in Italia

Consultando le statistiche dei Vigili del Fuoco, si scopre che ogni giorno si verificano circa 50 incendi di veicoli, con un totale annuo che oscilla tra i 15.000 e i 25.000 casi. Un numero considerevole che desta preoccupazione.

Analizzando i dati dal 2004 al 2015, si osserva una diminuzione significativa dei veicoli distrutti da incendi fino al 2014, con un calo di oltre 10.000 unità. Tuttavia, a partire dal 2015, questa tendenza si è invertita, superando i 25.000 veicoli nel corso dell'ultimo anno.

Cause degli Incendi di Autoveicoli

Le vetture possono prendere fuoco essenzialmente per tre ragioni principali:

  1. Incidenti stradali: Gli urti possono danneggiare i sistemi di alimentazione e i componenti elettrici, innescando incendi.
  2. Atti vandalici: Gesti dolosi possono provocare l'innesco di fiamme all'interno o in prossimità del veicolo.
  3. Cause spontanee (difetti interni): Questa categoria è la più preoccupante, poiché l'incendio si sviluppa improvvisamente e senza preavviso, spesso a causa di guasti meccanici o elettrici.

Quest'ultima causa è quella che desta maggiore preoccupazione perché sconosciuta, improvvisa e non prevedibile per l’automobilista.

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L'Evoluzione dei Sistemi di Alimentazione e il Rischio di Incendio

Nei primi anni Novanta, l'introduzione dell'iniezione elettronica in sostituzione del carburatore ha portato a nuove problematiche. Sebbene il carburatore fosse incline a ritorni di fiamma e perdite di benzina, l'iniezione elettronica si è rivelata un potenziale rischio di incendio in caso di incidenti frontali o tamponamenti.

I motori trasversali, con il condotto della benzina in pressione diretto agli iniettori, potevano trasformarsi in un pericoloso "sandwich" contro la parete del cruscotto in caso di urto. La rottura del condotto, con la benzina spruzzata a 3-4 bar (o valori superiori), poteva inondare il vano motore, anche a motore spento, a causa della pompa elettrica sempre sotto tensione. La rottura del bulbo di una lampadina durante l'impatto poteva fornire l'innesco necessario per i vapori di benzina.

Per ovviare a questo problema, è stato proposto e introdotto un interruttore inerziale, capace di interrompere l'alimentazione della pompa elettrica in caso di forte decelerazione. Attualmente, questa interruzione è gestita elettronicamente tramite i sensori di decelerazione utilizzati per l'airbag, contribuendo alla diminuzione degli incendi fino al 2014.

Indagine dei Vigili del Fuoco e Statistiche Mancanti

Un'indagine dei Vigili del Fuoco intitolata "Indicazioni per l'attività di indagine relativa ad incendi di autoveicoli" (2016) analizza le cause probabili degli incendi, ma non fornisce informazioni statistiche dettagliate sulle tre categorie principali (incidenti, atti vandalici, cause spontanee).

Nelle vetture moderne, la presenza di circuiti alimentati dalla batteria anche a motore spento (apertura porte, vetri elettrici, motorino di avviamento, specchietti laterali, sedili riscaldati, scatola dei fusibili) rappresenta una potenziale fonte di cortocircuiti.

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Il documento dei Vigili del Fuoco considera anche le fonti elettriche esterne utilizzate per la ricarica della batteria o per alimentare riscaldatori di bordo, ma non offre statistiche sugli incendi che si sviluppano a veicolo fermo, a seguito di incidenti o durante la marcia.

È disponibile un modulo che dovrebbe essere compilato dalle squadre di soccorso per raccogliere dati su marca, modello e anno di costruzione del veicolo coinvolto nell'incendio, ma purtroppo non è stato utilizzato per creare statistiche utili a identificare modelli particolarmente soggetti a incendi.

Interrogativi sull'Aumento delle Vendite di Veicoli a GPL, Ibridi e Metano

L'aumento delle vendite di auto a GPL, che rappresentano oltre il 6% del mercato, solleva interrogativi sul loro coinvolgimento nell'incremento degli incendi, sia durante la marcia che a seguito di incidenti. Allo stesso modo, le vetture ibride, con il loro pacco batterie ad alta tensione, potrebbero presentare ulteriori rischi di cortocircuito in caso di incidente. Anche la sicurezza delle auto a metano, con serbatoi a pressioni superiori a 200 bar, è oggetto di discussione, così come la manutenzione degli impianti di riduzione della pressione nei veicoli a gas.

Impegno dei Vigili del Fuoco per la Raccolta Dati

L'ing. Carlo Metelli, direttore del Centro Operativo nazionale dei Vigili del Fuoco, si è impegnato a raccogliere e catalogare i dati relativi agli incendi, suddividendoli nelle tre categorie principali (incendi spontanei, a seguito di incidente, a veicolo fermo), e a fornirli a automoto.it.

Prevenzione Incendi per Attività di Autorimesse

La sicurezza antincendio di un'autorimessa richiede una valutazione accurata del rischio incendio ed esplosione, tenendo conto della tipologia di veicoli presenti (dimensioni, alimentazione). Il "Codice di prevenzione incendi" (D.M. 3 agosto 2015) fornisce indicazioni specifiche per il parcheggio di veicoli alimentati con combustibili alternativi (elettrici, GPL, GNC, idrogeno).

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Un documento Inail, realizzato in collaborazione con il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco e il Consiglio Nazionale degli Ingegneri, evidenzia come la presenza di veicoli alimentati con combustibili alternativi influenzi la valutazione del rischio e l'attribuzione dei livelli di prestazione delle misure antincendio.

Ogni autovettura, indipendentemente dall'alimentazione, costituisce un fattore di incendio. Le auto elettriche presentano ulteriori rischi legati alle tensioni elettriche elevate e alla complessità delle batterie. In caso di sospetto di danni alla batteria, è necessario isolare immediatamente l'auto elettrica e, in caso di sosta prolungata, scollegare la batteria. Le batterie agli ioni di litio (LIB) richiedono procedure di intervento più complesse rispetto alle auto con combustibili tradizionali.

Il GPL, in caso di fuoriuscita, può stratificarsi a pavimento e causare incendi o esplosioni in autorimesse interrate. Il metano (GNC) tende invece a salire verso l'alto, riducendo il rischio di accumulo in basso. Le auto a idrogeno presentano rischi simili alle auto elettriche, con l'aggiunta dei pericoli derivanti dalle bombole di idrogeno.

La presenza di veicoli elettrici, GPL, GNC e idrogeno richiede una valutazione del rischio più approfondita, considerando pericoli aggiuntivi come tensioni elettriche elevate, batterie agli ioni di litio, fuoriuscite di gas e bombole ad alta pressione.

Le misure di prevenzione e protezione aggiuntive includono il controllo periodico dell'autorimessa, la verifica della manutenzione delle auto e l'obbligo di scollegare la batteria degli EV in caso di soste prolungate. Il responsabile dell'attività deve gestire l'attivazione dei servizi di soccorso pubblico, tenendo conto delle difficoltà operative legate agli incendi di auto elettriche e a idrogeno.

La presenza di auto elettriche e di wallbox, nonché di veicoli alimentati con combustibili diversi, aggrava il rischio di incendio. La produzione di acido fluoridrico (HF) durante la combustione delle batterie agli ioni di litio degli EV aumenta la tossicità dei fumi.

Prevenzione Incendi nelle Officine Meccaniche

La prevenzione incendi nelle officine meccaniche è essenziale per la sicurezza dei lavoratori, la protezione delle attrezzature e il rispetto delle normative. Le officine meccaniche presentano rischi legati all'uso di sostanze infiammabili, macchinari elettrici e processi di saldatura.

Le attività di autofficina e carrozzeria sono soggette alle norme di prevenzione incendi (D.P.R. 151/2011) se superano i 300 m2 di superficie coperta. Le misure antincendio da applicare sono quelle riportate nel Codice di Prevenzione Incendi.

Il quadro normativo include il Codice di prevenzione incendi, il D.M. 30/11/1983 (termini e definizioni), il D.M. 3/09/2021 (criteri generali di progettazione) e il D.Lgs. 81/2008 (disposizioni generali per la prevenzione degli incendi).

Le attività di riparazione e sostituzione pneumatici sono soggette alle procedure di prevenzione incendi se il deposito di pneumatici supera i 10.000 kg (punto 43 dell'allegato I al D.P.R. 151/2011) o se vengono svolte anche riparazioni meccaniche o di carrozzeria (punto 53 dell'allegato I al D.P.R. 151/2011).

La documentazione tecnica di prevenzione incendi comprende una relazione tecnica (individuazione dei pericoli, valutazione dei rischi, misure di prevenzione e protezione) e gli elaborati grafici.

FAQ Prevenzione Incendi Officina Meccanica

  • Perché la prevenzione incendi è fondamentale nelle officine meccaniche? A causa della presenza di sostanze infiammabili, macchinari elettrici e processi di lavorazione rischiosi.
  • Quali sono i principali fattori di rischio di incendio in un’officina meccanica? Oli lubrificanti, solventi, carburanti, macchinari elettrici, processi di saldatura, accumulo di polveri combustibili, stoccaggio inadeguato di materiali infiammabili.
  • Quali misure di prevenzione e protezione devono essere adottate? Prevenzione: ventilazione, manutenzione impianti elettrici, stoccaggio sicuro. Protezione: rilevazione incendi, estintori, sistemi di spegnimento automatico, formazione del personale.
  • Quali documenti tecnici sono richiesti per la prevenzione incendi? Relazione tecnica, elaborati grafici, valutazione del rischio incendio.

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