La serie 80 Fiat, in particolare il modello 466, rappresenta un'icona nel panorama dei trattori agricoli. Questo articolo esplora in dettaglio le caratteristiche tecniche, le opzioni disponibili e l'evoluzione di questa serie nel corso degli anni.
Il Fiat 466: Un Esempio di Versatilità
Il Fiat 466, come il resto della serie 80, si distingueva per il suo cofano dal design squadrato, apribile lateralmente e ribaltabile in avanti. Questa caratteristica facilitava l'accesso al motore per la manutenzione.
Motore e Prestazioni
Il cuore del Fiat 466 era un motore diesel a 4 tempi, serie 8035.02, con iniezione diretta e 3 cilindri. La cilindrata era di 2.592 centimetri cubi, capace di erogare una potenza di 54 cavalli (39,7 kilowatt) a 2.600 giri/min. Il regime di coppia massima si raggiungeva a 1.400 giri/min, garantendo una buona capacità di lavoro anche a bassi regimi.
Trasmissione e Velocità
La trasmissione standard del Fiat 466 prevedeva un cambio a 12 marce. Tuttavia, era disponibile come optional un riduttore supplementare che portava il numero di marce avanti a 20 e quelle in retromarcia a 8. Con questa configurazione, la velocità minima in prima marcia lenta ridotta era di soli 0,3 chilometri orari, ideale per lavori che richiedevano precisione e controllo. La velocità massima, con pneumatici 14.9/13-28, era di 31,3 chilometri orari, simile alla versione base. L'inserimento del riduttore richiedeva l'arresto del trattore e l'azionamento di una leva posta a sinistra del posto di guida.
Un ulteriore optional era l'inversore, che permetteva di avere 12 marce in avanti e 12 in retromarcia. Anche in questo caso, per invertire il senso di marcia era necessario fermare il trattore e agire sulla leva dedicata.
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Sollevatore e Presa di Forza
Il Fiat 466 era equipaggiato con un sollevatore posteriore di 1° o 2° categoria, con una portata di 2.300 chilogrammi alle rotule dei bracci inferiori. La presa di forza (PTO) era disponibile nella velocità standard di 540 giri/min, ma era possibile optare per una versione a doppia velocità, 540 e 1000 giri/min. Queste velocità si ottenevano rispettivamente con il motore a 2.200 e 2.380 giri/min. La PTO poteva essere comandata direttamente dal motore o sincronizzata con il cambio. In quest'ultimo caso, il terminale scanalato compiva 8,2 giri con presa a 540 giri/min oppure 14,1 giri con presa a 1.000 giri/min per un giro delle ruote posteriori.
Versatilità e Impiego
Nonostante la sua potenza, che oggi lo collocherebbe tra i trattori di piccole dimensioni, il Fiat 466 era progettato per affrontare una vasta gamma di operazioni agricole, dalla semina alla fienagione fino alla preparazione del terreno. La sua versatilità lo rendeva adatto a diverse tipologie di aziende agricole.
Zavorratura
Il Fiat 466 offriva diverse opzioni per la zavorratura, un aspetto importante per migliorare la trazione e la stabilità del trattore. Era possibile equipaggiarlo con un pacchetto di zavorre anteriori composto da 6 o 10 piastre di ghisa da 33 chilogrammi ciascuna. Con l'aggiunta del supporto da 80 chilogrammi, il peso totale delle zavorre anteriori poteva raggiungere i 278 o 410 chilogrammi.
Posto di Guida e Comfort
Il Fiat 466 era disponibile con telaio di protezione e tettuccio parasole in tela plastificata. Il posto di guida era essenziale ma funzionale, con una disposizione razionale dei comandi e delle leve. L'operatore poteva scegliere tra il sedile normale di serie e il sedile de luxe a richiesta, più confortevole e avvolgente. Entrambi i sedili erano regolabili e molleggiati, per garantire un buon livello di comfort durante le lunghe ore di lavoro. L'assenza di una cabina chiusa permetteva di godere appieno del caratteristico suono del motore a tre cilindri FIAT.
Evoluzione della Serie 66
La serie 66, a cui appartiene il Fiat 466, ha subito diverse evoluzioni nel corso degli anni.
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- Dal 1981 al 1983: La serie 66 è stata commercializzata con il marchio FIAT Trattori.
- Successivamente: La serie è stata aggiornata e rinominata Serie 66 Fiatagri.
- Anni '90: Con l'acquisizione di Ford-New Holland, la serie 66 è passata sotto l'egida del nuovo marchio. Inizialmente, i trattori hanno mantenuto il classico colore terracotta, per poi adottare il blu New Holland.
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