La BMW Serie 3 vanta una carriera straordinaria, iniziata 40 anni fa per sostituire la leggendaria BMW 02. Giunta alla sua sesta generazione, la Serie 3 è stata presentata al Salone Internazionale dell'Automobile (IAA) di Francoforte nel 1975, diventando la vettura di maggior successo della gamma e un bestseller internazionale. La sua storia testimonia i progressi conseguiti da BMW in sportività, efficienza, sicurezza, comfort e connettività, oltre che nello sviluppo del design.

Le Origini e l'Ascesa della BMW Serie 3

Il carattere alla base della BMW Serie 3 è rimasto costante nel tempo, evolvendosi con l'aggiunta di nuove tecnologie. Il design, caratterizzato dai fari circolari gemellati, dal doppio rene BMW, dalle linee dinamiche e dalla parte posteriore potente, ha sempre catturato l'attenzione. Gli interni, con la cabina di guida focalizzata sul guidatore, sono diventati un elemento chiave fin dalla prima generazione.

Le vittorie della BMW Serie 3 hanno contribuito a renderla sinonimo di prestazioni sportive. La prima generazione ha offerto una maneggevolezza sportiva senza precedenti nel suo segmento, impressionando anche per i suoi motori economici. Nel 1977, la Serie 3 è diventata la prima vettura della sua categoria disponibile con motori a sei cilindri. Oggi, la nuova generazione di motori del BMW Group nella BMW Serie 3 è al centro della gamma BMW EfficientDynamics.

Espansione della Gamma e Innovazioni

La gamma di modelli della BMW Serie 3 si è ampliata costantemente dalla sua introduzione. Alla variante a quattro porte della seconda generazione si sono aggiunte la BMW M3, il primo modello Touring e la prima convertibile basata sulla Serie 3. La diversità dei modelli ha permesso a diversi gruppi target di sperimentare il carattere sportivo della BMW Serie 3.

La BMW Serie 3 ha celebrato i suoi 50 anni con una carriera straordinaria, anche nelle competizioni. Fin dal 1976, la BMW Serie 3 ha respirato l'aria delle corse automobilistiche. La BMW 320 ha debuttato nel Campionato Europeo Turismo nel 1975. Nel 1977, il team junior BMW ha partecipato al Campionato Tedesco di Sport Automobilistici (Deutsche Rennsportmeisterschaft), dando inizio a un impegno per la crescita dei giovani piloti.

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La BMW 320 Gruppo 5 era alimentata da un motore a quattro cilindri da 2,0 litri con quattro valvole per cilindro, derivato dalle corse di Formula 2, che sviluppava oltre 300 CV. La BMW 320 è stata progettata per massimizzare la leggerezza e la rigidità torsionale, con alettoni anteriori e posteriori per aumentare la deportanza e ottimizzare la maneggevolezza.

Negli anni successivi, la BMW Serie 3 è stata l'auto da battere nelle corse turismo. Piloti come Hans-Joachim Stuck e Ronnie Peterson hanno dimostrato la loro classe al volante della Serie 3. Harald Ertl ha guidato una versione turbo della BMW 320 alla conquista del titolo di Deutsche Rennsportmeisterschaft nel 1978. Nello stesso anno, BMW ha vinto il campionato mondiale costruttori nella classe 2.0 litri.

Il Successo della BMW M3 nelle Competizioni

La BMW Serie 3 di seconda generazione ha fornito la base per un'auto da turismo dalle straordinarie capacità. La BMW M3, presentata nel 1985, era spinta da un motore a quattro cilindri da 147 kW/200 CV con tecnologia a quattro valvole. La BMW Motorsport GmbH ha sviluppato una vettura da corsa parallelamente alla versione stradale, con un motore che sviluppava circa 300 CV a 8.200 giri/min.

Nel 1987, il primo anno della BMW M3 nelle corse turismo, ha portato una vittoria dopo l'altra, con le vetture ufficiali che si sono aggiudicate i tre titoli principali. Roberto Ravaglia è stato incoronato campione del mondo turismo, Winfried Vogt campione europeo ed Eric van de Poele ha vinto il campionato tedesco. Ravaglia ha poi vinto il campionato europeo nel 1988, il DTM nel 1989 e il campionato turismo nella sua Italia natale nel 1990, diventando il pilota di BMW M3 di maggior successo.

Per cinque anni, la BMW M3 ha regnato sovrana sulla scena internazionale delle vetture turismo, assicurandosi lo status di vettura turismo di maggior successo nella storia.

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La BMW Serie 3 nelle Gare Endurance e nel DTM

La carriera sportiva della BMW Serie 3 di terza generazione è stata costellata di gare in vari paesi e campionati, con vetture che spaziavano dalla BMW Serie 3 Coupé e Berlina con carrozzeria simile a quella di serie a una BMW M3 pesantemente modificata.

Nella 24 Ore del Nürburgring del 1998, una BMW 320d con un motore turbodiesel da oltre 200 CV ha conquistato la vittoria assoluta, la prima volta per un'auto diesel. Una berlina a quattro porte ha fornito nuovamente la base per la versione da corsa della Serie 3, quando la vettura di quarta generazione ha partecipato alle competizioni turismo e endurance. Nel 2005, BMW è stata incoronata campionessa del neonato Campionato Mondiale Turismo grazie alla BMW 320i, con Andy Priaulx che si è aggiudicato la vittoria.

Nel 2009, la generazione successiva della BMW M3 ha gareggiato nell'ALMS, con un motore V8 potenziato a 485 CV. La BMW M3 ha gareggiato anche in Europa, con presenze nelle 24 Ore del Nürburgring, di Le Mans e Spa-Francorchamps.

Il ritorno nel DTM ha prodotto un tris di trionfi e la BMW M4 ha continuato la storia di successi. Esattamente 25 anni dopo la prima vittoria della BMW M3 nelle corse turismo, Bruno Spengler ha riportato la BMW alla vittoria nel DTM nel 2012. La rimonta si è conclusa con un successo su tre fronti per BMW, Team Schnitzer Motorsport e Bruno Spengler: la BMW M3 DTM ha assicurato la vittoria in classifica costruttori, team e piloti.

La BMW M4 GT3 ha aggiunto l'ultimo capitolo a questa lunga storia di successi nel motorsport: Sheldon van der Linde ha vinto il campionato piloti DTM nel 2022. Nel 2023, la BMW M4 GT3 ha trionfato anche alla 24 Ore di Spa-Francorchamps. E il quartetto composto da Augusto Farfus, Jesse Krohn, Raffaele Marciello e Kelvin van der Linde ha vinto la 24 Ore del Nürburgring nel 2025, alla guida della BMW M4 GT3 EVO.

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Le BMW Art Car: Un Tributo Artistico

Un altro aspetto degno di nota della storia agonistica della BMW Serie 3 è stato fornito dal mondo dell'arte. Nel 1977, Roy Lichtenstein ha impresso il suo tocco personale su una BMW 320, aggiungendo il modello numero tre alla BMW Art Car Collection. Nel 1989, Michael Jagamara Nelson e Ken Done hanno aggiunto una BMW M3 ciascuno alla Collezione, e la quarta Art Car basata sulla BMW Serie 3 è stata presentata nel 1992, quando Sandro Chia ha decorato il prototipo di una BMW da corsa turismo.

L'Evoluzione della BMW M: 50 Anni di Passione

BMW M ha celebrato 50 anni di passione, adrenalina e piacere di guidare. La storia di BMW M è iniziata il 24 maggio 1972 con la fondazione di BMW Motorsport GmbH. La BMW 3.0 CSL ha vinto il Campionato Europeo Turismo del 1973. Da allora, BMW M ha percorso molte tappe fondamentali nei campi del motorsport, della tecnologia e del design.

Nei primi anni '70, un nuovo Consiglio di Amministrazione sotto la guida di Eberhard von Kuenheim si era proposto di rafforzare strategicamente l'azienda e di perseguire il suo duraturo successo. Questo implicò la costruzione di un nuovo headquarter e la costituzione di una propria Divisione Sportiva all'interno della stessa BMW.

BMW Motorsport GmbH venne fondata il 1° maggio 1972 per affrontare queste sfide, con Jochen Neerpasch come General Manager. L'azienda si trasferì in una propria sede con officine di preparazione e produzione dei motori, macchine utensili e dinamometri motori nelle vicinanze dello stabilimento BMW di Monaco.

La BMW Motorsport GmbH iniziò la stagione 1973 perfettamente preparata, non solo in termini tecnici, ma anche con piloti in ottima forma. Per la prima volta, un team completo da competizione sfoggiava lo stesso design, costituito da tre strisce di colore, blue, viola e rosso, su fondo bianco.

Le coupé CSL con questi colori erano imbattibili. Hans-Joachim Stuck e Chris Amon portarono a casa il Touring Car Grand Prix al Nürburbring e BMW fu vincitrice assoluta della categoria turismo nella 24 Ore di Le Mans. La BMW 3.0 CSL divenne la touring car di maggiore successo del momento, vincendo il Campionato Europeo sei volte tra il 1973 ed il 1979.

La BMW 3.0 CSL era pionieristica non soltanto per il suo design colorato, ma anche per tutta una serie di significative innovazioni tecniche, tra cui il primo motore BMW con sei cilindri e quattro valvole per cilindro e un sistema prototipo di frenata antibloccaggio.

Verso la fine degli Anni Settanta, BMW Motorsport GmbH si concentrò quasi esclusivamente sulla costruzione di auto da corsa. La nuova BMW 320, entrata nel Gruppo 5, continuò il grande successo della Serie 02. Molti clienti cercavano l'M Power sulle strade normali ed è per questo che nacque la prima Serie 5 "hot" a partire dal 1974: la 530, la 533i e la 535i.

Il progetto successivo era orientato alla produzione della prima auto da competizione costruita da Motorsport GmbH e non derivata da un modello di serie: la BMW M1. Mentre BMW costruiva le componenti tecniche, la Lamborghini era incaricata di fornire la carrozzeria ed il telaio. Tuttavia, i problemi finanziari di Lamborghini portarono a ritardi notevoli. Infine, venne realizzata una nuova filiera produttiva e la costruzione della BMW M1 diventò qualcosa simile ad un puzzle.

Jochen Neerpasch, Managing Director di Motorsport GmbH, si unì a Bernie Ecclestone e a Max Mosley per creare la Serie ProCar come gara d’apertura nella maggiore parte dei Gran Premi europei di Formula 1 durante la stagione 1979/80.

Poiché il requisito minimo di produzione per l’omologazione nel Gruppo 4 della FIA era di 400 unità, la M1 a motore centrale venne costruita anche come modello stradale, facendo il suo debutto sul mercato. Il prezzo della M1 da 277 CV era, nel 1978, di 100 mila marchi; ma la domanda superò di gran lunga l’offerta.

Motivata dal grandissimo successo dell’M1 e dalla sua grande immagine, la Motorsport GmbH decise di costruire un altro modello: partendo dalla Serie 5 normale, gli ingegneri svilupparono e costruirono l’M535i nel 1980, mutuando il sei cilindri due valvole dalla 645CSi con la potenza di 218 CV.

BMW in Formula 1 e il Successo Continuo

Nel 1980, Jochen Neerpasch lasciò la Motorsport GmbH, sostituito da Dieter Stappert. Paul Rosche, responsabile dei motori da gara BMW fin dal 1969, fu nominato Direttore Tecnico. Fu proprio Paul Rosche che divenne il protagonista quando BMW decise, nei primi Anni Ottanta, di dimostrare il suo potenziale anche ai vertici dell’automobilismo sportivo: nell’aprile 1980, BMW annunciò ufficialmente il suo ingresso nella Formula 1, dando agli ingegneri della Motorsport GmbH il via per lo sviluppo del primo motore BMW di Formula 1.

Nel 1983, Nelson Piquet vinse il Campionato Mondiale al volante di una Brabham BMW, solo 630 giorni dopo il debutto del motore BMW di Formula 1. Fino al 1987, con questa fantastica vettura, BMW vinse un totale di 9 Gran Premi.

Nel 1984, la Motorsport GmbH colpì ancora, specialmente tutti gli appassionati di auto sportive ad alte prestazioni: il sei cilindri in linea con quattro valvole originariamente presente sulla M1 fece la sua apparizione sulla M635CSi Coupé e sull’M5. L’M5 in particolare, costruita in Preussenstrasse, divenne presto una leggenda nel mondo dei motori: era un vero “lupo vestito da pecora”, con una potenza di 286 CV che superava per quasi tre volte quella della 518i.

Dopo aver completato le sue attività nella Formula 1, la Motorsport GmbH concentrò tutte le sue energie sulle gare per auto touring. Nel 1986 ciò portò alla nascita della BMW M3, una berlina sportiva compatta a due porte che rappresentava il primo sviluppo parallelo della BMW nella produzione in serie e nello sport motoristico.

Nel 1987, Roberto Ravaglia vinse il Campionato Mondiale Touring Car al volante di una BMW M3. Sviluppando una potenza massima di 195 CV con il suo motore quattro cilindri e 16 valvole, con convertitore catalitico di serie, questa berlina dalle alte prestazioni divenne da quel momento il benchmark nel mondo dello sport motoristico.

Nei successivi cinque anni, l’M3 fu leader incontrastata sulla scena internazionale delle auto touring, portando a casa due Campionati Europei Touring Car, la vittoria nel Campionato Tedesco Touring Car (DTM) per due volte, nonché un gran numero di altri eventi e campionati internazionali, diventando così l’auto touring di maggiore successo.

Oggi BMW M3 arrivata alla sesta generazione, è una berlina sportiva ad alte prestazioni da 510 CV, disponibile per la prima volta sia con trazione posteriore, che con l’innovativa trazione integrale BMW M xDrive, ed è affiancata dalla sorella BMW M4, nelle varianti di carrozzeria Coupè e Cabriolet.

In anteprima, in occasione del “WE ARE M TOUR” ha debuttato in questi giorni l’inedita BMW M3 Touring che combina sportività, carattere deciso e versatilità. Equipaggiata con il medesimo propulsore sei cilindri in linea da 510 CV con tecnologia M TwinPower Turbo, cambio M Steptronic a otto rapporti con Drivelogic e sistema di trazione integrale M xDrive, garanzia di perfetto equilibrio fra prestazioni e comfort, sarà lanciata sul mercato nell’Autunno 2022.

In occasione delle celebrazioni per il suo 50° anniversario, BMW M GmbH ha presentato inoltre un'auto in edizione speciale destinata a diventare una vera icona: la nuova BMW M4 CSL che fonde la più classica passione per le corse con tecnologie all’avanguardia, creando un'esperienza di guida inimitabile. "CSL" è l'acronimo di "Competition, Sport, Lightweight" (Competizione, Sport, Peso Leggero) e si riferisce al ruolo cruciale del design a peso ridotto per il raggiungimento d…

L'Evoluzione Continua della Serie M

Negli anni successivi, la BMW M ha continuato a evolversi, con modelli come la M5 Touring, la Z3 M, la M5 con motore V8 e la M3 di terza generazione. Nel 2004, la M5 e la M6 hanno ricevuto un motore 10 cilindri da 5 litri di cilindrata per 507 CV di potenza e 520 Nm di coppia. Nel 2007, la BMW M3 ha ricevuto il suo primo V8 a 8 cilindri.

Le più recenti realizzazioni della BMW M hanno sfatato diversi tabù: la M5 e la M3 hanno guadagnato la trazione integrale sulle specifiche versioni Competition xDrive, per mettere a terra più agevolmente potenze nell’ordine dei 510 e 625 CV, da poco seguite dalle M8 Competition, mentre in attesa della suv elettrica iX M, la gamma M Performance si è aperta a modelli elettrici come la i4 (M50) e la iX (M60), nel segno dell’attualità tecnica e di una specifica attenzione al tema della sostenibilità sempre caro in casa BMW al pari delle prestazioni dei modelli M.

BMW Group Classic e l'Impegno nel Motorsport Storico

BMW Group Classic estende il proprio impegno: dall'inizio dell'anno il neo costituito reparto di Motorsport offre il proprio supporto alle vetture classiche da corsa dei marchi BMW e Mini. Il campo di lavoro degli specialisti di competizioni varia dalla consulenza relativa a interventi di manutenzione e riparazione fino all'approvvigionamento di pezzi di ricambio e il restauro completo della vettura, assicurando così al cliente la competenza e il sapere del costruttore delle automobili.

Oldtimer Grand Prix, Festival of Speed, Mille Miglia, Le Mans Classic: le competizioni con le automobili d'epoca vivono una fase di boom permanente. Un numero crescente di concorsi affascina e attira sia i partecipanti che il pubblico. E tra i partecipanti vi è sempre almeno un'automobile BMW. Per garantire che queste vetture restino sempre funzionanti, BMW Classic ha costituito nel gennaio del 2001 un reparto di Motorsport. L'obiettivo è di offrire ai classici della competizione lo stesso ampio servizio di assistenza messo a disposizione da BMW Classic per le automobili stradali.

Gli specialisti identificano i loro clienti principali tra i proprietari di macchine da corsa degli anni Sessanta, Settanta e Ottanta. "Chi possiede un'automobile high-performance del genere, la vuole anche guidare", afferma Friedrich Nohl, responsabile del reparto Motorsport di BMW Classic. E lui se ne intende: prima di assumere questa carica, Friedrich Nohl era il responsabile tecnico delle automobili sportive e da turismo della BMW Motorsport.

A seconda della manifestazione, il guidatore sviluppa un'ambizione sportiva che è assolutamente comparabile a quella di un pilota del periodo attivo delle vetture classiche. E come una volta, anche adesso durante la gara, è possibile che qualcosa si guasti o si rompa in conseguenza alle forti sollecitazioni esercitate sui materiali.

L'approvvigionamento di pezzi di ricambio dalla qualità giusta non è un compito semplice quando si lavora con delle vetture da competizione preparate. Gli specialisti di BMW Classic Motorsport vogliono aiutare i proprietari a superare questi problemi e ciò significa a volte ricostruire dei componenti speciali. In futuro, BMW Classic offrirà anche un servizio di manutenzione, di riparazione e di ricostruzione per le vetture interessate maggiormente da danni e usura.

Nel corso dell'anno, gli specialisti costruiranno due vetture da competizione da esporre. La prima sarà una Mini Cooper S Mark 1 del 1964, utilizzabile nelle gare su circuiti. La seconda invece sarà una BMW 1602 da turismo degli anni Settanta.

Con la costituzione di un reparto di Motorsport, BMW Group Classic soddisfa la crescente domanda di un servizio competente per le automobili classiche da corsa, in grado di rispettare il concetto originale.

La BMW M1: Un'Auto Sportiva Iconica

La BMW M1, il Progetto E 26, rappresentava tutto il know-how della casa di Monaco in termini di sport motoristico. Essendosi già creata un nome sulla scena internazionale delle competizioni con la veloce BMW 2002 e con la fantastica BMW 3.0 CSI, la divisione sportiva ora intendeva portare questo successo ad un livello ancora più alto con un’auto da competizione costruita e preparata appositamente per le gare dei Gr.

Il problema era che la BMW Motorsport GmbH non era in grado di sviluppare e costruire da sola una simile vettura. Nelle sue linee di progettazione, la nuova coupé doveva chiaramente evidenziare lo stile italiano così speciale. Partendo da uno studio di progetto con le sue linee arrotondate, Giorgio Giugiaro creò il profilo filante dell’M1 con le sue linee e con i suoi angoli quasi taglienti.

Dopo congetture di ogni genere da tutte le parti, nella primavera del 1977 la BMW svelò il segreto, confermando ufficialmente lo sviluppo della nuova auto super sportiva. Poi, nell’autunno dello stesso anno, BMW pubblicò le prime foto dell’M1 in versione stradale e la vettura fece quindi la sua prima apparizione in pubblico sei mesi più tardi.

Con dimensioni di 4.360 mm di lunghezza, 1.824 mm di larghezza e 1.140 mm di altezza, la M1 evidenziava la sua genuina propensione sportiva. All’interno di questa testata, la sezione inferiore formava la camera di combustione e di raffreddamento, mentre la metà superiore comprendeva i cuscinetti dell’albero a camme ed i bicchierini delle valvole.

La potenza veniva trasmessa dal motore attraverso un cambio ZF a cinque marce collegato al motore per mezzo di una frizione a doppio disco a secco. Il sei cilindri si dimostrava fluido e privo di vibrazioni ad ogni regime, rimanendo docile anche alle basse velocità. Ma tutto cambiava istantaneamente non appena la lancetta raggiungeva i 5.000 giri/min. e l’M88 continuava a spingere l’M1 verso il regime massimo di 7.000 giri.

L’M1 fu concepita e costruita per le corse fin dall’inizio con le elaborate sospensioni a doppi bracci oscillanti su ciascuna ruota, ammortizzatori a gas e due barre antirollio. Quattro dischi ventilati assicuravano una forza frenante fenomenale a qualsiasi velocità.

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