La storia di BMW nel settore dei motori marini è un affascinante intreccio di innovazione tecnologica e adattamento alle esigenze del mercato nautico. Sebbene BMW sia rinomata principalmente per le sue automobili e motociclette, la sua incursione nel mondo dei motori marini ha radici profonde e ha contribuito a plasmare l'industria.
Gli Albori di BMW: Dagli Aerei al Mare
Fino al 1923, BMW si era concentrata principalmente sulla produzione di motori aeronautici, marini e per autocarri. Già dal 1920, l'azienda costruiva motori boxer per conto terzi, aprendo la strada allo sviluppo di una motocicletta a marchio BMW. Il 28 settembre 1923, BMW presentò al pubblico la R 32 al Motor Show di Berlino, segnando l'inizio della sua produzione di motociclette. La R 32 era dotata di un motore bicilindrico boxer a quattro tempi raffreddato ad aria, con cilindri montati orizzontalmente, un cambio manuale azionato direttamente da una frizione e un albero di trasmissione a cardano. Questo concetto di propulsione è ancora oggi utilizzato in molti modelli BMW.
La BMW R 32 fu sviluppata in poche settimane dal Direttore Tecnico Max Friz e dal suo team. La moto, spinta da un motore da 494 cc che sviluppava 6,25 kW/8,5 CV, offriva manovrabilità sicura, prestazioni eccezionali e ottima affidabilità. A differenza dei suoi concorrenti, che si basavano soprattutto sulla geometria della bicicletta, la BMW R 32 fu concepita come veicolo a sé stante, posizionandosi come modello premium.
L'Acquisizione da Parte di Mercury e la Collaborazione con VM Motori
Il diesel leggero iniziò a farsi strada prepotentemente nell'industria automobilistica europea e approdò nel settore nautico con il piede poppiero. A questo punto, Mercury si trovò di fronte a due opzioni: progettare un motore diesel internamente o stringere accordi strategici. L'azienda optò per la seconda strada, acquisendo il diesel marino BMW e stipulando un accordo esclusivo con l'italiana VM Motori. Questa mossa si rivelò vantaggiosa per Mercury, poiché la culla dei diesel leggeri era l'Europa, in particolare la Germania e l'Italia. Inoltre, grazie a prodotti di origine europea, Mercury poté espandersi nei mercati europei, i principali utilizzatori del diesel nautico.
Roger Miller, vicepresidente di Mercury Marine, presentò alla stampa i primi diesel Mercury a Genova. Nel 1996, le linee VM dedicate a Mercury confermarono l'adozione del diesel italiano da parte di Mercury. Nel frattempo, Mercury non trascurò il mercato americano, avviando una joint venture con Cummins. Nel 2007, a Charleston, fu testato il primo Joystick al mondo, un'invenzione che permette di variare direzione, senso e potenza di ciascun motore indipendentemente dall'altro, consentendo alla barca qualsiasi movimento.
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L'Evoluzione dei Motori Marini e l'Influenza di FPT
Il joystick, inizialmente applicato a motori entrofuoribordo, fu presto esteso ai POD, presentati a Miami nel 2006 e realizzati in collaborazione con la tedesca ZF. Il POD, simile al piede poppiero, ha una collocazione più centrale nello scafo e consente l'utilizzo di potenze più elevate. Questo sviluppo portò Mercury a ricercare un motore evoluto, compatto e potente.
FPT, la società del gruppo Fiat che costruisce i diesel conosciuti come AIFO e IVECO, divenne un partner importante per Mercury. L'acquisizione di Chrysler da parte del gruppo Fiat portò benefici commerciali a Mercury, grazie alle innovazioni tecniche introdotte da Fiat nei diesel, soprattutto nella gestione elettronica e nel controllo della combustione con il "common rail". Il common rail, un condotto che porta il combustibile agli iniettori a pressione elevata e controllata da una pompa elettrica, consente un'iniezione a pressione costante variandone l'inizio e la durata, riducendo le emissioni.
La versione per il diporto del motore FPT fu sviluppata in circa due anni, tenendo conto anche dell'aspetto estetico. Il motore 6.7, offerto in tre diverse potenze (480, 500 e 550 cavalli), è un sei cilindri in linea turbocompresso e postraffreddato, con 4 valvole per cilindro, conforme ai limiti imposti da EPA Tier 3, IMO Tier 2 e RCD 2.
VM Motori Oggi: Innovazione e Sostenibilità
VM Motori continua a essere un attore chiave nel settore dei motori marini, offrendo una gamma di motori affidabili e performanti. La gamma di motori marini MR500, MR700 e il nuovo MR506 sono progettati per offrire il massimo livello di affidabilità, rendendoli adatti a tutte le condizioni d'uso. I motori VM si distinguono per la loro compattezza.
VM Motori ha partecipato al 65° Salone Nautico Internazionale di Genova, presentando le ultime innovazioni nella propulsione marina, tra cui:
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- MR506 V6 - 290 HP: Un motore compatto ed elegante, progettato per offrire alte prestazioni, silenziosità e durata.
- MR504 - da 40 a 170 HP: Un motore versatile, adatto a una vasta gamma di esigenze operative.
VM Motori ha avviato una collaborazione con Orefice Generators, annunciata durante l'Open Day di Orefice Generators nel 2025. Durante l'evento, VM Motori ha presentato la nuova gamma di motori Power Pack Common Rail Stage V, in fase di sviluppo, che copriranno potenze da 30 a 105 kVA. VM Motori sta anche lavorando all'evoluzione dei suoi motori per consentire l'alimentazione a idrogeno, un passo importante verso un futuro energetico più sostenibile e a zero emissioni.
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