La BMW M 1000 XR rappresenta una svolta nel segmento delle crossover sportive, combinando prestazioni da superbike con il comfort e la versatilità tipici delle moto da turismo. Questo articolo esplora le recensioni e le opinioni degli esperti e degli appassionati, analizzando il design, la tecnica, la dinamica di guida e il senso di una moto così estrema.

Genesi di un Progetto Inusuale

Si narra che la BMW M 1000 XR sia nata da un'idea un po' folle di un ingegnere stanco delle "moto intelligenti". Immaginate una riunione tra i vertici di BMW, uomini di marketing, finanza e un ingegnere appassionato di moto. Stanco delle discussioni sui veicoli elettrici del futuro, l'ingegnere estrae un foglio stropicciato con il bozzetto di una moto completamente folle: alta, nera, minacciosa e spaventosamente potente.

Questo aneddoto, che sia vero o meno, sottolinea l'unicità della M 1000 XR, una crossover con oltre 200 CV e alette aerodinamiche, un progetto che sfida le convenzioni e che non ha gli attacchi per le borse laterali.

Design: Un Rinoceronte Affascinante

Il design della BMW M 1000 XR è polarizzante. Dominik Blass, Product Manager di BMW, la definisce "una sportiva per le lunghe distanze, ideale per le scampagnate come per la guida tra i cordoli". Tuttavia, le sue forme ricordano più un rinoceronte che una gazzella, e le alette aerodinamiche non sono di certo aggraziate.

Nonostante ciò, nella colorazione nera a strisce rosse e blu, la M 1000 XR è talmente aggressiva e minacciosa da superare il concetto di bello. È un tipo, e questo per molti basta e avanza. Anche il codone è inedito e, come avrete notato, non ci sono gli attacchi per le borse laterali.

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Tecnica: Un Concentrato di Tecnologia

Se sul design si può discutere, sulla tecnica c'è poco da criticare. La BMW M 1000 XR è un concentrato di tecnologia, a partire dal motore 4 cilindri in linea con tecnologia ShiftCam della S 1000 RR, che offre una potenza massima di 201 CV a 12.750 giri (+31) e 113 Nm. Numeri impressionanti che la eleggono a crossover più potente al mondo e che le consentono di raggiungere una velocità massima "maggiore di 270 km/h".

Questo risultato è stato ottenuto nonostante i rapporti accorciati, sia la finale (- 2 denti di corona), sia le singole marce di quarta, quinta e sesta. Per chi non si accontenta, è disponibile il pacchetto M Competition che comprende cerchi carbonio, ideali per ridurre le masse non sospese e migliorare la dinamica di guida. Sulla M 10000 XR sono montate anche le alette aerodinamiche, per generare carico sulla ruota anteriore alle alte velocità: il dato dichiarato è di 12 kg a 220 km/h.

A livello di ciclistica, la M sfrutta il medesimo telaio perimetrale in alluminio della S, ma le sospensioni possono contare sulla forcella con idraulica a cartuccia chiusa gestita dal sistema di sospensioni elettroniche DDC (Dynamic Damping Control) di serie. Il precarico di forcella e mono si regola manualmente. Rispetto alla S 1000 XR il manubrio è più basso e ruotato verso la ruota anteriore e non manca una piastra di sterzo fresata. Non mancano nemmeno i freni M (realizzati da Nissin) con un’inedita pompa radiale.

Il pacchetto elettronico è completo: alle modalità di guida Rain, Road, Dynamic, Race, Race Pro 1-3 si affiancano quattro opzioni di risposta dell’acceleratore, tre del freno motore, il launch control per stacchi fulminei, il Pit Lane Limiter per limitare la velocità in corsia box e l’Hill Start Control Pro per le partenze in salita. Non manca nemmeno il Brake Slide Assist, che sfruttando i dati del sensore di sterzo permette derapate controllate in ingresso curva. Tutto si regola dalla strumentazione TFT a colori di 6,5 pollici con una nuova visualizzazione del contagiri più racing. Optional l’M GPS Laptrigger e l’M GPS Datalogger, attraverso i quali visualizzare i tempi sul giro e tanti altri parametri e analizzarli al computer. Sulla bilancia, la M 1000 XR fa segnare 223 kg col pieno.

Dinamica di Guida: Emozioni Forti

La BMW M 1000 XR è una moto che regala emozioni forti, ma che richiede esperienza e consapevolezza. Come sottolinea BMW, "è una sportiva per le lunghe distanze, non una moto da turismo sportiva". Chi cerca comfort e borse laterali rigide può optare per la S XR, mentre chi sceglie la M cerca una sportiva senza troppi compromessi, efficace, rigida e rabbiosa, con una posizione di guida rialzata.

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Rispetto alla XR standard, la M monta un manubrio più basso e orizzontale, montato su riser ribassati. Il risultato è che ci si trova sporti in avanti, inseriti in una possente massa di carbonio e materiali pregiati, con un imponente serbatoio tra le gambe. Non è scomoda, ma è meno rilassante della "sorella buona".

La protezione dall’aria offerta dal cupolino (regolabile su due posizioni) è limitata e agli alti regimi si segnalano vibrazioni ad alta frequenza. L’altezza della sella è considerevole, 850 mm (ma si possono scegliere diverse selle) e muoverla a motore spento richiede braccia forti. Una volta seduti, non c'è grande libertà di movimento.

Nelle situazioni cittadine la M XR non si trova a disagio, grazie alla risposta sorniona del motore e all’equilibrio della distribuzione dei pesi. Le sospensioni, anche nella taratura più morbida, sono piuttosto sostenute. Il quickshifter è perfetto, corto, preciso e velocissimo.

In autostrada, la devastante capacità di accelerazione del motore sorprende. La fasatura variabile permette di avere una stupefacente ampiezza di erogazione, come se il contagiri fosse suddiviso in tre zone. Ai bassi arriva un gancio da pugile professionista, che vi fa schizzare rapidamente ai 6.000 giri. Qui la storia cambia, il pugno diventa un treno in corsa che ti aggancia e che ti trasporta in un baleno ai 10.000 giri. Se si ha cuore, testa e polso per insistere, si scopre un ulteriore impulso che ti trasporta in una dimensione diversa, fino a poco oltre 13.000 giri; una spinta così intensa che il cervello, nella guida su strada (ma sospetto anche in pista) fatica ad accettare.

Le prestazioni di questa moto sono speciali, ma non sono per tutti. Per quanto affilata di ciclistica e sicura grazie all’elettronica, questo genere di prestazioni è riservato a pochi, esperti motociclisti, che sanno quando si può e quando invece non si può.

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La M XR ha un avantreno rigoroso, che sembra chiedere sempre più aderenza alle gomme per come "spinge" sul davanti. Le gomme di primo equipaggiamento, le Bridgestone Battlax RS11, assicurano ottime prestazioni se l’asfalto è perfetto e le avete scaldate come si deve, ma in caso contrario hanno poco grip e comunicano poco col pilota.

Stabile e rigorosa come una vera sportiva, la M-XR permette di tenere tranquillamente ritmi da naked ipersportiva. Si può inserirla in curva avendo ancora il freno tirato, la forcella non si lamenterà. Si può aprire il gas in anticipo, sicuro che manterrà la traiettoria. L’unica differenza tra lei e una streetfighter è il peso; non tanto in termini di puri chili, quanto per l’altezza del baricentro. In frenata si percepisce chiaramente la massa che "spinge", soprattutto quando si guida su una strada in discesa. Anche per i cambi di direzione bisogna prendersela un pelino più comoda: il "piega-a-destra-pam-piega-a-sinistra" richiede qualche decimo di secondo in più.

L’elettronica è identica alla sorella supersportiva RR: per strada, i Riding Mode Race PRO offrono un grado di personalizzazione eccessivo. Dynamic è ben più che sufficiente a togliersi qualunque prurito. È proprio quest’ultimo Riding Mode ad assecondare al meglio lo spirito della M XR. La risposta al gas è decisa, senza esitazioni, e le sospensioni sono sostenute quanto serve per guidare forte(issimo).

S1000XR vs M1000XR: Differenze Chiave

La BMW ha presentato la versione 2024 della S1000XR e ha lanciato un inedito concetto di crossover ad altissime prestazioni con la M1000XR. La M1000XR è una moto che va al di là di qualsiasi follia ingegneristica vista finora nel mondo delle moto da sparo.

La M1000XR è una crossover col motore di una SBK, le ruote alleggerite e i rapporti accorciati. La M1000XR monta la versione a fasatura variabile del 4 in linea BMW (addolcito a “soli” 201cv, ma comunque sempre 31 in più della nuova S-XR), ha le marce più alte e la finale accorciata con +2 denti di corona e vengono usate le sospensioni semiattive DDC (invece delle “semplici” Dynamic ESA), sembra proprio studiata per fare un altro mestiere rispetto alla S. La possibilità di montare le valigie non è prevista in alcun modo - non c’è proprio il telaietto - il manubrio è sensibilmente più basso, per assicurare una postura più sportiva, l’elettronica prevede gli stessi controlli della RR, con tanto di riding mode Race Pro personalizzabili e Brake Slide Assist (per la gestione delle derapate in ingresso di curva), e i freni sono gli stessi con pinze M delle top di gamma sportive BMW.

Le uniche cose in comune con la S1000XR sono il telaio e il design delle sovrastrutture.

Comfort e Versatilità

Il comfort è una caratteristica distintiva della M 1000 XR. La posizione di guida risulta naturale grazie ai manubri rilassati e larghi, completati da un sedile confortevole, cruise control, manopole riscaldate e uno schermo regolabile. Abbinata alla qualità di guida morbida della sospensione semi-attiva, poche moto offrono un mix così potente di prestazioni scatenate e comfort.

Alcuni svantaggi includono uno schermo che potrebbe sembrare piccolo per i motociclisti più alti e la rimozione dei supporti posteriori che significa che i bagagli rigidi non possono essere facilmente montati, limitando le opzioni di stivaggio a bagagli morbidi che devono essere saldamente legati.

Costo ed Alternative

Esclusiva, unica, esagerata, la BMW M 1000 XR costa 26.690 euro. Il pacchetto M Competition costa 5.500 euro, che oltre ai cerchi in carbonio prevede anche parafango posteriore con paracatena integrato, pannelli laterali, parafango anteriore, pedane M completamente regolabili, pedane passeggero e il Laptrigger M GPS.

Come concorrente ci viene in mente la Multistrada V4 RS, che però costa ancora di più (37.490 euro).

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