L'Audi Quattro è un modello che ha contribuito in modo significativo a consolidare il prestigio della casa automobilistica dei quattro anelli. Prodotta tra il 1980 e il 1991, questa coupé grintosa e possente è stata la prima auto di grande serie dotata di trazione integrale. Il progetto di questa vettura rivoluzionaria è iniziato nel 1977 sotto la supervisione di Ferdinand Piech, all'epoca direttore tecnico del colosso di Ingolstadt, e tre anni dopo si è tradotto in un'auto che avrebbe cambiato per sempre il mondo dei motori e dello sport automobilistico.

Genesi di un Mito: Dalle Prime Idee alla Produzione

Alla fine degli anni '70, Jörg Bensinger, telaista con esperienze in BMW, Porsche e Mercedes, intuì i limiti delle auto a trazione anteriore, soprattutto in condizioni di scarsa aderenza come quelle su fondi bagnati. Questa intuizione, unita all'esperienza di Volkswagen con il veicolo militare Iltis, portò Bensinger a proporre a Ferdinand Piech lo sviluppo di un sistema di trazione integrale per auto stradali.

Il progetto partì dalla coupé Audi 80 GT, con l'obiettivo di integrare un sistema di trazione integrale abbinato a tre differenziali. Questa soluzione era necessaria per gestire la potenza del motore scelto per alimentare la nuova berlina: un 5 cilindri 2.1 turbocompresso da 200 CV, con 285 Nm di coppia e iniezione meccanica Bosch.

Presentata al Salone di Ginevra nel 1980, l'Audi Quattro catturò immediatamente l'attenzione per il suo stile aggressivo e "muscoloso". Le sue prestazioni da supercar, con una velocità massima di 220 km/h e un'accelerazione da 0 a 100 km/h in 7,1 secondi, erano finalmente gestite in modo ottimale dalla trazione integrale, che diede il nome al modello.

Caratteristiche Tecniche: Un Concentrato di Innovazione

Sotto il cofano dell'Audi Quattro "pulsa" il cinque cilindri di 2,1 litri della berlina 200, sovralimentato mediante turbocompressore con intercooler per una potenza massima di 200 CV (147 kW). Questo motore rappresenta una forza della natura, ma il vero "gioiello" è la trazione su tutte le ruote del tipo sempre in presa, ottenuta con un differenziale centrale che ripartiva in egual misura la coppia motrice sui due assali. Il differenziale anteriore era sempre libero, mentre gli altri due, all'evenienza, erano bloccabili dal pilota direttamente dall'abitacolo.

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Il differenziale centrale, in particolare, era un capolavoro di ingegneria: oltre ad essere bloccabile, era dotato di un albero di trasmissione cavo che ospitava un altro albero. L'albero di trasmissione proveniente dal motore avvolgeva quello che azionava le ruote anteriori. Questo design non solo era compatto e leggero, ma, abbinato al motore montato longitudinalmente, offriva una distribuzione del peso laterale quasi perfetta.

Evoluzione nel Tempo: Le Tre Fasi dell'Audi Quattro

La carriera dell'Audi Quattro può essere riassunta in tre fasi, ognuna contraddistinta da una sigla specifica:

  • WR (1980-1987): Le prime versioni, rimaste in produzione fino al 1987 e declinate in molte varianti via via sempre più raffinate sotto il profilo meccanico, sono identificate dal codice interno WR. Queste versioni sono passate alla storia per aver fatto da base ai mostri da rally che hanno furoreggiato negli anni "folli" del Gruppo B.
  • MB (1987-1989): L'Audi Quattro che la sostituisce, siglata MB, è mossa da un motore sempre a cinque cilindri, ma con cilindrata aumentata a 2226 cc e una coppia più generosa. Inoltre, un nuovo differenziale centrale inviava automaticamente fino al 75% della coppia disponibile all'assale con maggiore trazione.
  • RR (1989-1991): L'ultima versione dell'Audi Quattro, conosciuta anche come RR, arrivò nel 1989. Esternamente, l'auto si distingueva solo per il doppio terminale di scarico, ma il motore, aggiornato con una testa a 4 valvole per cilindro e intercooler maggiorato, raggiungeva una potenza di 220 CV.

Le linee di montaggio si fermarono nel 1991, dopo 11.452 esemplari prodotti.

L'Audi Quattro nel Mondo dei Rally: Una Rivoluzione Inarrestabile

Il nome Audi Quattro è indissolubilmente legato al mondo dei rally, rappresentando una vera e propria rivoluzione nel panorama automobilistico degli anni '80. L'Audi Quattro nacque anche e soprattutto per dimostrare che le gare rally si sarebbero in futuro vinte con auto a trazione integrale. La Quattro debuttò infatti nel Rally di Austria del 1980.

Quando Audi presentò la Quattro nel 1980, molti guardarono con scetticismo a questo nuovo concetto di auto da rally. Ma ciò che inizialmente poteva sembrare una mossa audace, si rivelò una strategia vincente. Il 1981 vide la prima grande vittoria dell'Audi Quattro al Rally di Svezia, con Hannu Mikkola al volante. Fu una vittoria storica, la prima di una trazione integrale in un rally del Campionato del Mondo. Da quel momento, l'egemonia dell'Audi nei rally crebbe esponenzialmente.

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La superiorità della trazione integrale permanente dell'Audi Quattro emerse su qualsiasi fondo, dallo sterrato all'asfalto. Dal 1982 al 1984, l'Audi Quattro conquistò ben 4 titoli mondiali, diventando la prima auto campione mondiale rally con la trasmissione sulle 4 ruote. Da quel momento in poi, solo auto 4x4 vinsero un mondiale rally.

Le Evoluzioni da Rally: Dalla A1 alla Sport Quattro S1

Nel 1983, arrivò l'Audi Quattro A1, caratterizzata dal blocco cilindri in alluminio del motore, portato a 370 CV. Sempre in quell'anno, la A1 si evolse nella A2, più leggera di 100 kg e con cilindrata ridotta da 2.144 a 2.109 cc. Questo nuovo modello consentì a Mikkola di conquistare il primo titolo Piloti della storia della casa di Ingolstadt. Il 1984 fu l'ultimo anno vincente della Quattro, con la conquista del mondiale piloti e del mondiale costruttori.

Dopo questo incredibile successo, Audi decise di evolvere ulteriormente la A2 nella Audi Sport Quattro. Questo nuovo modello, totalmente rinnovato e creato soprattutto per una maggiore competitività nelle gare su asfalto, presentava un motore a 20 valvole con potenze comprese tra 400 e 510 CV, un passo più corto di 32 cm per migliorare l'agilità e una larghezza maggiorata. Questa nuova versione, più muscolosa e rabbiosa, si rivelò però meno efficace delle precedenti, a causa di problemi nella tenuta di strada.

Nel 1985, Audi cercò di mettere a punto l'Audi Sport Quattro realizzando la versione S1. Caratterizzata da uno spoiler anteriore più pronunciato, un vistoso alettone posteriore, una distribuzione dei pesi più equilibrata e un'aerodinamica più curata, la nuova auto aveva una potenza di 550 CV. Nonostante i miglioramenti, la S1 non si rivelò sufficientemente vincente, segnando la fine della breve, spettacolare, ma intensa storia dell'Audi nel mondo del Rally.

Tuttavia, come tutte le storie di grande successo, anche quella dell'Audi Quattro nei rally ebbe un capitolo finale. Dopo una serie di incidenti gravi e crescenti preoccupazioni per la sicurezza, l'era delle auto del Gruppo B, tra cui l'Audi Quattro, arrivò al termine nel 1986.

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Pikes Peak: Un'Ultima, Gloriosa Vittoria

Come menzionato, una delle competizioni più iconiche in cui Audi ha dimostrato la superiorità della sua trazione integrale quattro è stata la famosa gara di salita di Pikes Peak. Walter Röhrl, con la sua Audi Sport Quattro S1 (E2), conquistò la montagna stabilendo un nuovo record nel 1987. Il cuore pulsante di questo straordinario veicolo era un motore a cinque cilindri da 2,1 litri, capace di erogare una potenza di 440 kW (598 CV) a 8.000 giri al minuto. Questo propulsore sviluppava una coppia di 590 newton metri (435,16 lb-ft) a 5.500 giri/min.

L'Eredità dell'Audi Quattro: Un'Influenza Duratura

Anche se le competizioni automobilistiche sono state fondamentali per dimostrare le capacità della trazione integrale quattro, Audi ha utilizzato questi successi come piattaforma per promuovere la tecnologia quattro anche nelle sue auto stradali.

Audi ha avuto un'influenza significativa e ha ottenuto numerose vittorie nel mondo del motorsport. Tuttavia, è importante notare che l'Audi Quattro, come la conosciamo dal mondo dei rally, non ha partecipato al DTM a causa delle regole del campionato che limitano le auto a trazione posteriore. Nonostante ciò, Audi, con la sua vasta esperienza e competenza nel mondo delle corse, ha comunque dominato diverse stagioni del DTM con altri modelli, come l'Audi V8 Quattro (vincitrice nel 1990 e 1991) e, più recentemente, l'Audi RS5 DTM.

Oggi, il logo quattro appare su una vasta gamma di modelli Audi, dalle hatchback alle berline, dalle station wagon ai SUV, rappresentando una pietra miliare nella storia dell'automobile e un simbolo di innovazione tecnologica e prestazioni eccezionali. Il marchio Quattro è oggi sinonimo di una vasta gamma di soluzioni a trazione integrale, tra cui quelle con motori montati trasversalmente, giunto Haldex e ingegnosi dispositivi elettronici. Sebbene queste soluzioni siano lontane anni luce dalla tecnologia di trasferimento della potenza originariamente sviluppata per i rally, si può sempre contare sulla trazione quattro.

Un'Esperienza di Guida Unica

Guidare un'Audi Quattro è un'esperienza unica, che permette di apprezzare la personalità chiara e determinata di questa vettura. Pur con i suoi limiti, come l'assetto morbido, la gommatura e i freni non all'altezza degli standard moderni, la Quattro offre tanta trazione, un'aderenza insospettabile e una regolabilità eccelsa, oltre che un'erogazione davvero impressionante.

L'Audi Quattro non necessita presentazioni: è una rivoluzionaria, punto e basta, e poche auto hanno lasciato così tanto il segno nella produzione automobilistica mondiale. Ha mostrato la via a tutti i mostri da Rally che tanto veneriamo, e questo basta e avanza per guardarla con gli occhi a cuore.

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