"Alan Ford" vede la luce nel maggio 1969 con i testi di Luciano Secchi (Max Bunker) e i disegni di Roberto Raviola (Magnus). Il duo “Magnus & Bunker” ben noto al pubblico dell’epoca per aver firmato numerose pubblicazioni “nere”. Menzioni speciali almeno “Kriminal” e “Satanik”. Il formato era lo stesso: 120 pagine in formato tascabilesuddivise in due vignette ciascuna. Il fumetto ha dato vita a un universo narrativo che fonde noir, grottesco, commedia surreale e critica sociale in una forma assolutamente originale. Nel panorama del fumetto italiano, pochi titoli possono vantare l’influenza culturale, la longevità editoriale e la portata satirica di Alan Ford.

Genesi di un Mito: Magnus & Bunker

Nato dalla fantasia di Max Bunker (Luciano Secchi) e inizialmente disegnato da Magnus (Roberto Raviola),Alan Ford è apparso per la prima volta in edicola nel 1969 e la serie mensile continua tuttora. Nato a Bologna nel 1939 ha frequentato il liceo artistico e l'Accademia delle Belle Arti. Ha lavorato quasi sempre in coppia con lo scrittore Max Bunker per l'editoriale Corno di Milano. Magnus è un disegnatore con uno spiccato gusto del grottesco,il suo segno è riconoscibile a prima vista per l'originalità del tratto. "Alan Ford" vede la luce nel maggio 1969 con i testi di Luciano Secchi (Max Bunker) e i disegni di Roberto Raviola (Magnus), ossia il duo "Magnus & Bunker" ben noto al pubblico dell'epoca per aver firmato numerose pubblicazioni "nere", fra cui merita menzionare almeno "Kriminal" e "Satanik". Il formato era lo stesso delle succitate pubblicazioni, ossia 120 pagine in formato tascabile rigorosamente suddivise in due vignette ciascuna. Alan Ford sconcertò i lettori dell'epoca perché si allontanava drasticamente dal genere finora proposto dai due autori, trattandosi di una parodia a sfondo spionistico che sfociava spesso e volentieri nel grottesco e nella denuncia sociale. In Alan ogni valore tradizionale veniva letteralmente stravolto, fatto a pezzi, con una forza dissacratoria molto superiore a quella dei due pure innovativi antieroi "neri".

Difficile stabilire se il successo di Alan Ford (che arrivò tardi ma arrivò, travolgente) sia più legato agli arguti testi di Bunker o agli splendidi disegni di Magnus. Certo è che tra i due, come mai prima d'allora, si stabilì una perfetta simbiosi, un sodalizio artistico che ci ha lasciato storie indimenticabili e che durò per 75 numeri consecutivi, fino all'abbandono di Magnus. Con Magnus non se ne andava semplicemente un disegnatore. Si staccava un pezzo dell'anima della serie. Non a caso tutti i disegnatori che seguiranno, fra cui anche riconosciuti professionisti come Paolo Piffarerio, Raffaele della Monica e, oggi, Dario Perucca, cercheranno quanto più possibile di replicare lo stile del creatore grafico, finendo inevitabilmente per soccombere al confronto.

Contesto Storico e Culturale

La nascita di Alan Ford avviene nel clima turbolento dell’Italia di fine anni Sessanta: contestazioni giovanili, crisi economiche e trasformazioni politiche fanno da sfondo alla serie. La serie sfrutta il linguaggio fumettistico per esprimere un disincanto radicale verso le istituzioni, il consumismo, la guerra e la società borghese. L’aspetto visivo di Alan Ford, opera di Magnus nei primi 75 numeri, si distingue per un uso espressivo del chiaroscuro, dei volumi caricaturali e delle inquadrature teatrali. Sul piano linguistico, la serie ha anticipato l’uso dello slang italiano reinventato, con neologismi, dialettismi e riferimenti colti che rielaborano continuamente la realtà in chiave comica. Le battute funzionano a livelli multipli: gag visive, riferimenti alla storia, e giochi di parole sottili.

Trama e Personaggi Principali

Alan Ford è un grafico pubblicitario squattrinato che, per un equivoco, finisce forzatamente arruolato da un'improbabile organizzazione di agenti segreti, il Gruppo T.N.T., la cui prima preoccupazione non è sventare piani per la conquista del mondo o proteggersi dalle insidie delle spie nemiche, bensì sbarcare il lunario. Alan è un giovane di bell'aspetto, ingenuo, servizievole, imbranato con le donne, che tutto potrebbe essere tranne che un agente segreto. Eppure il suo essere "fuori posto" è perfettamente intonato all'organizzazione di cui fa parte, dove nessuno rispecchia i canoni classici dei film di spionaggio e che proprio in questo trova il suo punto di forza, l'arma segreta che permette di dipanare le matasse più intricate (si fa per dire ;-) ). Alan, dicevamo, è buono, quasi remissivo, sempre pronto a cogliere il lato positivo delle cose, novello Candido volteriano, ma questa sua bontà non ha fini moralistici, anzi. Il destino lo punisce in modo crudele, spietato, sistematico. Se una morale si può cogliere, essa è che non c’è posto per i buoni in un mondo di lupi.

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Il Gruppo T.N.T.: Un'Armata Brancaleone

In primis, ovviamente, i membri del Gruppo T.N.T. cominciando dal capo supremo, il Numero Uno, un vecchietto paralitico inizialmente presentatoci (nel n.11) come un semirimbambito ma che rapidamente si rivela una mente acutissima e cinica, sempre pronto ad approfittare della situazione a scapito dei suoi uomini, che sfrutta ignobilmente. La sua età è imprecisata e, benché i suoi presunti "racconti di vita vissuta" ambientati anche migliaia di anni fa siano altamente improbabili, è un fatto che conosce vita, morte e miracoli di qualsiasi essere umano del pianeta, il tutto annotato in un libriccino di minuscole dimensioni.

Vengono poi la Cariatide, comandante in seconda inizialmente molto attivo ma poi invecchiato e imbolsito; il Conte Oliver, nobile (?) inglese in disgrazia con la spiccata caratteristica di rubare tutto quello che gli capita a tiro, ma dotato di intelligenza e capacità di adattamento non comuni che lo rendono il più efficiente fra gli agenti del gruppo; Bob Rock, autocaricatura di Magnus, piccolo di statura e dal naso spropositato, pieno di complessi, impulsivo, irascibile e sfortunato, ma anche dotato di una fortissima carica di simpatia e, per certi aspetti, patetico; Grunf, immigrato tedesco, reduce delle due guerre mondiali, un vecchio nostalgico un po' lento di comprendonio ma fedelissimo al Numero Uno e capace, con mezzi quasi inesistenti, di inventare i macchinari più strampalati che però, incredibilmente, funzionano (anche se non si sa fino a quando); Geremia, ossia la summa di tutte le malattie che possono colpire un essere umano, quasi sempre confinato alla base e raramente coinvolto nelle missioni; Cirano, cane bracco italiano, il segugio del gruppo con una spiccata predilezione per Bob Rock, spesso determinante per il successo delle missioni; Clodoveo, pappagallo linguacciuto e insolente dotato di intelligenza umana nonché compagno-consigliere del Numero Uno, unico personaggio dell'era dopo-Magnus che ci pare degno di menzione.

Nemici Iconici: Da Margot a Superciuk

I nemici del gruppo T.N.T. sono numerosi e pittoreschi, ed è impossibile elencarli tutti. Limitandoci ad alcuni nomi dei primi numeri possiamo citare Margot, affascinante spia che ricorre spesso nella saga; il dottor Kroizer, folle scienziato nazista; il Cospiratore, perennemente incappucciato; Tromb, che sogna di distruggere la Terra che lo ha sempre disprezzato; Arsenico Lupon, assai galante e molto ladron; il Barone Wurdalak, versione caricaturale dell'omonimo vampiro comparso su "Satanik".

Ma è Superciuk il super-nemico per eccellenza, la quintessenza del ribaltamento, della sovversione ideologica di Alan Ford. Superciuk è uno spazzino che si trasforma in un Robin Hood alla rovescia, che ruba ai poveri per dare ai ricchi. Possiede super poteri che gli derivano dal vino (che beve in quantità spropositate), vale a dire super-forza e una fiatata puzzolente capace di tramortire chiunque e di fondere perfino i metalli. Paladino dei capitalisti contro i soprusi del proletariato, Superciuk è guidato nella sua folle crociata da un ideale, quello di un mondo lindo e pulito, popolato da gente che non sporca.

E' volutamente paradossale che nell'universo alanfordiano, dove i "buoni" sono mossi unicamente da bassi istinti di sopravvivenza, sia un "cattivo" a permettersi di essere idealista, ad agire non per sé ma per un fine superiore. E, in quanto idealista, Superciuk entra in crisi, conosce il vero volto dei ricchi e passa temporaneamente dall'altra parte, ma solo per ricevere nuove delusioni. E così, al termine di un travagliato percorso interiore, dismette i panni del superuomo per tornare alla sua vera vocazione, quella di tenere il mondo pulito, imbarcandosi su una nave come uomo di fatica e rinunciando alla vita di agi che i suoi superpoteri gli avrebbero facilmente consentito di ottenere.

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Satira Sociale e Ambientazioni

La sede del Gruppo T.N.T. è un fatiscente negozio di fiori sito nella Sesta Strada di New York, ma è una New York molto simile alla Milano dove Max Bunker vive e lavora. Alan Ford è principalmente un fumetto di satira e per questo, dopo un inizio che parodizza dichiaratamente i film di spionaggio alla James Bond, la serie si sposta sempre più verso ambientazioni urbane, minimaliste, in cui la trama è un pretesto per mostrarci la vita di questi "agenti" in lotta con problemi di sopravvivenza quotidiana in una città moralmente degradata.

La satira di Magnus & Bunker riesce nella difficile impresa di farsi apprezzare a destra come a sinistra, perché non risparmia nessuno. La borghesia e i capitalisti sono ferocemente fustigati, è vero, ma il popolo, i lavoratori, i proletari, sono tutt'altro che idealizzati, mostrando difetti altrettanto marcati e, soprattutto, una moralità altrettanto bassa. A questa regola non sfuggono nemmeno i nostri eroi, dimostrando che in una società-giungla, se si vuol sopravvivere, non c'è posto per idealità utopistiche.

Longevità Editoriale e Eredità Culturale

Il primo numero di Alan Ford esce nel maggio del 1969 per i tipi dell'Editoriale Corno. In seguito alla chiusura della casa editrice la testata passa alla Max Bunker Press, casa editrice di proprietà dallo stesso Secchi, che ne continua la pubblicazione a tutt'oggi. Oltre alla serie originale, negli anni si sono succedute diverse ristampe e serie parallele, in diversi formati e, ad esclusione delle raccolte, tutte con periodicità mensile. La storia del fumetto italiano non sarebbe stata la stessa senza l’influenza di Max Buncker, al secolo Luciano Secchi, e Magnus alias Roberto Raviola. Con le loro opere, i fumetti hanno assunto un nuovo ruolo, iniziando ad affrontare tematiche di denuncia sociale.

Sebbene in Italia Alan Ford abbia goduto di una diffusione popolare ma relativamente marginale nel discorso accademico, in ex-Jugoslavia il fumetto è diventato un vero fenomeno culturale. Tradotto fin dagli anni Settanta, ha goduto di una popolarità straordinaria in Serbia, Croazia e Slovenia, diventando un simbolo pop e politico allo stesso tempo. Negli ultimi anni, Alan Ford ha iniziato a essere oggetto di studio anche in ambito universitario.

Alan Ford Oggi

Alan Ford non è solo un fumetto: è uno specchio critico, esilarante e corrosivo della società. Testata umoristica e grottesca che presenta le storie di Alan Ford e della strampalata agenzia investigativa, il gruppo TNT. Ideata dalla fervida immaginazione di Max Bunker (Luciano Secchi) e dalle magiche matite di Magnus (Roberto Raviola), la serie - edita nel formato tascabile utilizzato per i fumetti neri con tavole basate su due grandi vignette per ogni pagina - esordisce nel 1969 e viene pubblicata dall'Editoriale Corno fino al 1982, anno in cui la testata passa alla Max Bunker Press. Tutti i numeri pubblicati sono stati sceneggiati da Max Bunker mentre Magnus ha disegnato le storie di Alan Ford dal 1 al numero 75 (tornando solo nel numero 200). La serie vanta ormai 50 anni di vita editoriale e la pubblicazione di oltre 600 numeri.

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