Il Gruppo Volkswagen sta affrontando un periodo di trasformazioni significative, che includono la revisione delle strategie sull'elettrificazione, la gestione della concorrenza cinese e il rilancio tecnologico. In questo contesto, emergono notizie di possibili trasferimenti di produzione, inclusa la valutazione di spostare la produzione della Golf in Messico, mentre si rafforza l'impegno in Italia con nuove nomine ai vertici dei brand italiani.

Rivisitazione delle Strategie di Elettrificazione

Il colosso tedesco e i suoi marchi stanno rivalutando e adattando ai tempi i piani di investimento nel settore dell'elettrico. In gioco c'è la sopravvivenza in una duplice sfida: la concorrenza cinese e il rilancio sulla tecnologia. Il de profundis dell’auto tedesca, con vendite in calo e la chiusura di stabilimenti in Germania, è una situazione che sempre più spesso viene associata all’industria automobilistica germanica.

Nonostante l'approccio "all-in" sull'elettrico, il gruppo guidato da Oliver Blume sta dimostrando una maggiore flessibilità, investendo anche in vetture a combustione interna. Un esempio è la piattaforma PPC (Premium Platform Combustion) utilizzata dalla nuova Audi A5 e Q5, che supporta l'architettura elettronica E3 1.2 (End-to-End Electronic Architecture).

L'Architettura Elettronica E3 1.2

La nuova architettura elettronica E3 1.2, forte di cinque “piattaforme informatiche” che controllano tutte le funzioni del veicolo, costituisce la base per la digitalizzazione dei futuri modelli. L’obiettivo principale della E3 1.2, portata al debutto dalla Q6 e-tron, era quello di creare un’architettura elettronica scalabile e a prova di futuro che potesse essere utilizzata in tutto il gruppo, evitando così ritardi come successo a causa della divisione Cariad.

Possibile Trasferimento della Produzione della Golf in Messico

La casa automobilistica Volkswagen sta valutando la possibilità di trasferire la produzione della Golf all'estero. Lo riporta il quotidiano tedesco Handelsblatt che cita ambienti aziendali. Secondo il quotidiano i vertici aziendali stanno discutendo di trasferire la produzione del veicolo da Wolfsburg al Messico. Questo è uno dei diversi scenari attualmente sul tavolo. La fabbrica del MaggiolinoVolkswagen gestisce la più grande fabbrica di automobili del Paese nordamericano a Puebla, in Messico. In questo stabilimento la VW ha prodotto per quasi quarant'anni l'auto di culto, il Maggiolino. La Golf potrebbe presto seguirla. Finora l'icona è stata costruita nello stabilimento principale. L'azienda non ha voluto commentare la notizia.

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Questo scenario è emerso nel contesto delle trattative per il rinnovo del contratto di lavoro e per la definizione di un piano di ristrutturazione, con la direzione aziendale che ha paventato la necessità di chiudere stabilimenti e procedere con massicci licenziamenti per rimettere in carreggiata l'azienda. Le altre ipotesi parlano anche dell'ipotesi Poznan. Del resto, la Polonia e il Messico sono considerati più convenienti della Germania come luoghi di produzione.

La Golf è un simbolo non solo della Volkswagen e della sua storia, ma anche dell'intera industria automobilistica tedesca. Non deve quindi stupire il clamore generato in tutta Europa dalle indiscrezioni di stampa lanciate prima dal quotidiano Handelsblatt e poi da altri organi di informazione, sulla possibilità che la produzione venga trasferita dalla sua sede storica a Wolfsburg all'impianto messicano di Puebla. Per ora non c'è nulla di certo, e la Casa non ha rilasciato alcun commento. Una lunga storia. La Golf, come detto, è un'emblema della Volkswagen da ormai 50 anni. La due volumi disegnata da Giorgetto Giugiaro venne svelata nel 1974 e da allora, con le sue otto generazioni, ha conquistato un enorme fetta del mercato europeo: per anni è stata la vettura più popolare tra i consumatori del Vecchio Continente grazie soprattutto all'affidabilità, ai bassi consumi e all'elevato rapporto prezzo/qualità. Non solo. Il suo lancio ha consentito all'azienda di Wolfsburg di chiudere la pesante crisi nei primi anni '70, ridare slancio alle sue attività commerciali e produttive e di porre le basi per un'espansione senza soste, culminata con la realizzazioni di fabbriche in tutto il mondo e l'acquisizione di diversi marchi automobilistici come la Seat, la Skoda e la Porsche. Attualmente prodotta solo nella fabbrica della Bassa Sassonia, a Puebla tornerebbe a legare il suo destino a un altro modello cruciale per la storia della Volkswagen.

La Strategia "In Cina, per la Cina"

Il Ceo della Volkswagen, Oliver Blume, ha promesso di continuare a tagliare i costi mentre la casa automobilistica tedesca traccia una nuova rotta per la Cina, dove sta lottando contro una domanda debole e una rilevanza in calo. Il manager è comparso qualche giorno fa alla Tongji University di Shanghai per celebrare il 40esimo anniversario della presenza della Volkswagen nel Paese. Ha detto a un gruppo di studenti che la casa automobilistica proseguirà con la sua strategia «in Cina, per la Cina», che dà priorità alla tecnologia locale e alla competitività dei costi. «Quest'anno è stato un anno molto impegnativo per il gruppo Volkswagen», ha affermato Blume. «Il nostro piano è di portare più di 30 nuovi modelli sui nostri mercati entro il 2030.

Scioperi e Tensioni Sindacali in Germania

Secondo il sindacato Ig Metall, più di 100 mila persone hanno preso parte agli scioperi di avvertimento alla Volkswagen in Germania, cominciati lunedì scorso. Il sindacato ha annunciato che un totale di 102.600 dipendenti hanno interrotto il lavoro in nove sedi e filiali Volkswagen a livello nazionale dal turno mattutino al turno notturno. I sindacati: «Un momento storico»L'Ig Metall ha parlato di un «momento storico» al quale avrebbe «rinunciato volentieri». Il negoziatore Thorsten Gröger ha dichiarato che «nessuno di noi vuole un conflitto con l'azienda, ma l'azione senza precedenti di risoluzione dei nostri contratti collettivi da parte della Volkswagen lo rende inevitabile». La Ford vuole tagliare in Germania«Vogliamo anche che tutta l'Europa faccia uno sforzo», ha aggiunto il premier Scholz sulla questione Volkswagen, dichiarazione ripresa dai media tedeschi. A suo avviso, un premio di acquisto europeo sarebbe «naturalmente» la soluzione migliore. Un'altra possibilità sarebbe l'aiuto del governo tedesco, previa approvazione delle autorità europee, «concentrandosi su ciò che viene prodotto qui», ha proseguito.

Impatto Economico e Ristrutturazioni

Il Gruppo Volkswagen ha chiuso il terzo trimestre del 2025 con un risultato operativo negativo di 1,3 miliardi di euro. Un dato in forte calo rispetto all’utile di 2,8 miliardi registrato nello stesso periodo dell’anno precedente. Nei primi nove mesi dell’anno, l’utile operativo si riduce del 58%, attestandosi a 5,4 miliardi, nonostante una lieve crescita dei ricavi (+0,6%) a quota 238,7 miliardi. A zavorrare i conti del colosso tedesco sono stati principalmente i dazi imposti dagli Stati Uniti e la profonda ristrutturazione del marchio Porsche. Queste operazioni hanno generato oneri straordinari per complessivi 7,5 miliardi di euro. Nel dettaglio, la Porsche registra una perdita operativa di 228 milioni di euro, contro un utile di 3,8 miliardi del 2024. I ricavi scendono del 7,9%, a 23,8 miliardi.

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Nomine in Volkswagen Group Italia

Cambio alla guida dei brand di Volkswagen Group Italia. Francesco Cimmino è il nuovo brand manager della marca Volkswagen. Il manager ha iniziato la carriera nell’allora Gruppo Fiat,, dove ha svolto diversi incarichi manageriali prima nell’ambito industriale e poi in quello commerciale sino alla direzione del brand Alfa Romeo. Entrato in Volkswagen Group Italia nel 2010 con il ruolo di direttore marketing della marca Volkswagen, è direttore Škoda da aprile 2014. Andrea Calcagni assumerà l’incarico di direttore della marca Škoda. Calcagni ha cominciato il proprio percorso in Volkswagen Group Italia nel 2010, ricoprendo ruoli di crescente responsabilità in Volkswagen, in qualità di direttore Mmarketing prima e vendite successivamente. Dopo 3 anni di esperienza internazionale alla guida del brand Volkswagen in Volkswagen Group Japan KK, è rientrato in Volkswagen Group Italia a inizio 2025 come direttore Volkswagen Veicoli Commerciali. A Lorenzo Megoli viene affidata la direzione di Volkswagen Veicoli Commerciali. Megoli vanta oltre vent’anni di esperienza nel settore automotive, maturata interamente in Volkswagen Group Italia. Ha mosso i primi passi in Azienda all’interno della Divisione Audi acquisendo solide competenze in vari ambiti del business, nel marketing e nelle vendite, per poi passare a Volkswagen. Attualmente è direttore network strategy del brand, posizione nella quale si occupa della gestione della rete di vendita e della customer experience, con uno spiccato focus nell’ambito digital. Andrea Alessi concluderà il proprio percorso in Volkswagen Group Italia dopo una lunga carriera nell’automotive. Le nuove nomine avranno effetto dal 1° novembre.

Tensioni Commerciali e Dazi

Volkswagen non eslude di spostare parte della produzione del marchio Audi (ma non di Porsche) negli Stati Uniti per rispondere all’offensiva dazi di Trump, mentre Trump torna ad attaccare Jerome Powell e a pensare di sostituirlo. George Glass sbarca in Giappone mentre Washington e Tokyo stanno negoziando le misure tariffarie del Presidente Donald Trump, che hanno suscitato preoccupazione in tutto il mondo per il loro impatto sull'economia e sul commercio globale. "Sono estremamente ottimista… Il gruppo automobilistico tedesco Volkswagen potrebbe trasferire una parte della produzione del marchio Audi negli Stati Uniti per evitare i dazi statunitensi. La Volkswagen vuole fare "tutto il possibile per continuare a essere un investitore e un partner affidabile negli Stati Uniti", ha spiegato Blume. Per Audi, "la produzione negli Stati Uniti rientrerebbe nella nostra strategia di sviluppo", ha aggiunto il responsabile della casa automobilistica che gestisce dieci marchi, tra cui la gamma di veicoli di fascia alta Audi. "Abbiamo una strategia aggressiva con progetti entusiasmanti e su misura, interessanti per il mercato americano. Questo è ciò che stiamo proponendo. Il Ceo del gruppo tedesco ha escluso una produzione negli Stati Uniti per il marchio Porsche, per le quali gli Stati Uniti rappresentano il mercato più grande, a causa dei bassi volumi, circa 70.000 veicoli all'anno. La casa automobilistica leader in Europa, la Volkswagen, è stata particolarmente colpita dall'aumento dei dazi doganali americani. Le vendite del suo storico marchio Vw negli Stati Uniti sono costituite per il 65% da veicoli importati dall'Europa o dal Messico, nonostante la presenza di uno stabilimento Vw nel Tennessee. "Se avessimo un capo della Fed che sa cosa fare taglierebbe i tassi d'interessi. Dobvrebbe tagliarli". L'amministrazione Trump sta valutando il licenziamento del presidente della federal reserve jerome powell. A lasciarlo intendere è stato il consigliere economico della casa bianca Kevin Hassett che, quando gli è stato chiesto se un cambio al vertice della banca centrale americana fosse un'opzione, ha risposto che "il presidente e il suo team continueranno a studiare la questione”.

I clienti cinesi di Deutsche Bank stanno riducendo la loro esposizione verso i Treasury americani in favore del debito europeo - con acquisti sul bund tedesco, sui Btp o i bonos spagnoli - dopo l'elevata incertezza creata da Trump con i dazi. "Abbiamo osservato una diversificazione con uscite dal dollaro nei portafogli degli investitori cinesi", dice a Bloomberg Lilian Tao, responsabile delle vendite su Cina e mercati emergenti globali della banca tedesca. Lo spread tra Btp e Bund tedeschi apre stabile a 118 punti base, per poi scendere a 117,5. I dazi e l'incertezza causeranno una minore crescita di -0,3% del Pil italiano nel 2025-2026, a causa di una più bassa dinamica dell'export di beni (-1,2%) e degli investimenti in macchinari (-0,4%).

Dialoghi e Negoziati Internazionali

La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, avranno nella giornata di oggi un colloquio telefonico per fare il punto dopo l'incontro di Meloni di ieri con il presidente americano, Donald Trump, alla Casa Bianca. Lo rende noto una portavoce della Commissione europea. L'export italiano sale a febbraio 2025 su base annua dello 0,8% in termini monetari, Ma se aumenta in modo consistente quello verso alcuni paesi europei come Germania e Spagna, tracolla quello verso gli Stati Uniti con un -9,6%. La Cina ha bloccato completamente da oltre dieci settimane le importazioni, scrive il Financial Times sulla base di dati delle spedizioni. Tutto nel mezzo della guerra commerciale fra le due superpotenze, tra dazi e controdazi. Secondo il Financial Times, non ci sono state più spedizioni da quando il 6 febbraio è arrivata nella provincia cinese del Fujan una nave cisterna con 69 mila tonnellate di Gnl dal Texas. “Le nuove tasse portuali decise dagli Stati Uniti sono dannose per tutti”. Lo ha detto il ministro degli Esteri di Pechino in merito ai nuovi dazi alzati da Washington sulle navi di fabbricazione cinese. 0,11%, Shenzhen poco mossa in rialzo dello 0,18%. Chiusa per festività la Borsa di Hong Kong. L'indice principale Nikkei sale dell'1,02% a 34.730 punti, il Topix guadagna l'1,14% a 2.559 punti. Inizio di mattinata con prezzo del Brent in forte ascesa. Il presidente Donald Trump ha dichiarato di voler negoziare accordi commerciali con ogni paese, inclusa la Cina. "Concluderemo un accordo con tutti. Le Borse cinesi aprono la seduta in territorio negativo nel mezzo delle tensioni commerciali Cina-Usa: l'indice Composite di Shanghai sale dello 0,30%, a 3.270,35 punti, mentre quello di Shenzhen segna una flessione dello 0,13%, a quota 1.877,93. L'ultima seduta di settimana per la Borsa di Tokyo si apre nel segno della cautela. In apertura l'indice Nikkei apre a quota 34.369,98 (-0,02%). I ministri dell'agricoltura dei BRICS si sono impegnati giovedì a "eliminare le barriere commerciali" che sono "incompatibili" con gli standard internazionali e hanno concordato di approfondire la cooperazione all'interno del blocco per garantire l'approvvigionamento alimentare e mitigare la volatilità dei prezzi. L'Ufficio del Rappresentante per il Commercio degli Stati Uniti (Ustr) ha confermato una serie di azioni annunciata a febbraio per combattere il predominio cinese nella cantieristica navale globale, con l’obiettivo dichiarato di rilanciare l’industria cantieristica americana e allo stesso tempo mitigare potenziali interruzioni al commercio e al trasporto marittimo internazionale.

Problemi di Inventario e Semiconduttori

Non c’è pace per la Volkswagen che si vedrà costretta a sospendere la produzione di Golf e Tiguan a causa di problemi di inventario. I rumor fanno riferimento a un guaio ben più impattante per la gamma del marchio di Wolfsburg. La Cina ha bloccato le esportazioni di chip dopo che l’Olanda ha assunto il controllo di Nexperia, produttore di semiconduttori. Preoccupazioni anche sul fronte dell’approvvigionamento di semiconduttori. La crisi legata al produttore olandese Nexperia (qui per saperne di più), controllato dalla cinese Wingtech, rischia di impattare la produzione in Germania. Le tensioni tra Paesi Bassi e Cina hanno portato al blocco delle esportazioni dai siti cinesi di Nexperia.

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