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Introduzione
L'analisi delle azioni di una società come Volkswagen richiede una valutazione multidimensionale che va oltre la semplice osservazione del prezzo di mercato. Comprendere il dividendo storico, la salute finanziaria dell'azienda e le sue prospettive future è fondamentale per prendere decisioni di investimento informate. Questo articolo esamina in dettaglio la performance delle azioni Volkswagen, il suo dividendo storico, e le strategie aziendali che influenzano il suo valore.
Il Dividendo Speciale di Volkswagen AG
Volkswagen AG ha confermato un "regalo" natalizio sostanzioso, dopo l'approvazione nell'assemblea generale straordinaria della proposta del consiglio di amministrazione e del consiglio di sorveglianza sulla distribuzione del dividendo. Con una maggioranza del 99,9974%, è stata approvata una distribuzione speciale di 19,06 euro per azione ordinaria e per azione privilegiata avente diritto al dividendo. Ciò corrisponde a un rapporto di pagamento del 49% dei proventi lordi totali ottenuti dalla parziale quotazione in borsa della Porsche, che da lunedì entra ufficialmente a far parte del listino dei 40 titoli più trattati al DAX di Francoforte.
Valutazione delle Azioni: Oltre il Prezzo di Borsa
Quanto valgono le azioni di una società? E il mercato le sta sopravvalutando o sottovalutando? La risposta a queste domande rappresenta il primo pilastro del nostro modello di valutazione. Per rispondere ci concentriamo su tre aspetti giudicati particolarmente rilevanti da diversi studi in letteratura finanziaria.
Indicatori di Convenienza
Rapporto Prezzo/Utile per Azione (P/E): Questo rapporto confronta il prezzo di borsa di un'azione con l'utile per azione generato dalla società. L'utile è il risultato dell'attività in un determinato periodo (l'anno fiscale) e corrisponde alla differenza tra le entrate e i costi. L'utile per azione è semplicemente l'utile diviso per il numero di azioni della società.
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Rapporto Prezzo/Valore Contabile per Azione (P/B): Questo rapporto confronta il prezzo di borsa di un'azione con il valore contabile per azione. Il valore contabile corrisponde a quanto resta di una società ipotizzando di vendere tutte le sue attività e di ripagare tutti i suoi debiti ai valori di bilancio. Anche questo valore viene diviso per il numero delle azioni della società.
Rapporto Enterprise Value/EBITDA (EV/EBITDA): L'enterprise value è il valore in Borsa delle azioni di una società sommato al valore dei suoi debiti (al netto della eventuale liquidità in cassa). L'EBITDA è invece un acronimo che indica l'utile industriale di una società, ovvero i ricavi a cui vengono sottratti i costi operativi (materie prime, personale…), ma non la quota parte degli oneri pluriennali, i costi finanziari e le tasse. Questi due elementi - che vengono considerati in valori assoluti e non “per azione” - ci permettono di valutare anche società giovani, che per loro natura non sono ancora in grado di produrre utili.
Questi indicatori sono confrontati con i valori medi delle azioni del settore, del paese e mondiali, basandosi sui risultati societari stimati per il futuro e sull'evoluzione storica dei dati di bilancio degli ultimi 10 anni.
Qualità della Società
Il dividendo pagato da una società rientra nel secondo pilastro di analisi delle azioni, quello relativo alla qualità della società. I bilanci sono sottoposti a diversi test di qualità. Per esempio si valuta a quanto ammonta il ROE di una società - è una misura di quanto rendono i tuoi soldi investiti nell’azienda (si calcola come il rapporto tra l’utile netto e il valore contabile della società). A questo punto andiamo a confrontare il valore del ROE della singola società con un parametro di riferimento (calcolato analizzando i ROE delle altre società mondiali): se il valore ROE della società si attesta al di sopra del valore di riferimento diamo un punteggio di 1. Altrimenti diamo un punteggio di 0. Questo lo facciamo per altri otto criteri. Alcuni, come il ROE o come il rapporto tra il free cash flow (la liquidità effettivamente generata in un anno al netto degli impatti contabili) e le attività dell’azienda, attengono alla redditività della società. Tra questi indicatori ci sono anche il rapporto tra i ricavi totali e le attività delle azienda, il ROA, che ti dice se gli investimenti fatti dall’azienda stanno generando valore (si calcola come rapporto tra gli utili aziendali e il valore complessivo delle attività aziendali) e l’EBIT margin (quanta parte dei ricavi resta in forma di utile industriale dopo aver detratto i costi e la quota parte degli oneri pluriennali). Altri, come il rapporto tra l’indebitamento finanziario e i mezzi propri versati dagli azionisti nelle casse della società attengono alla solidità di quest’ultima. Tra questi c’è anche la valutazione della variazione delle azioni della società da un anno all’altro (serve a verificare ampiezza e frequenza degli aumenti di capitale). Infine, altri ancora attengono all’efficienza gestionale: se una società è ben guidata verosimilmente avrà la forza di pagare un dividendo in modo stabile - ecco che rientrano i dividendi - o di generare con costanza utili (lo verifichiamo per gli ultimi 10 anni). Alla fine è come una pagella: se la società ottiene 9 la sua qualità è eccellente, se ottiene 0 è pessima.
I criteri di valutazione applicati alle società industriali possono differire per altri tipi di società.
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Rischiosità dell'Azione
Le azioni sono nel complesso un investimento rischioso. Tra le varie azioni ce ne sono, però, alcune più rischiose di altre. Per quanto possa sembrare un controsenso, diversi studi dimostrano che, nell’ambito delle azioni, quelle meno rischiose tendono a offrire maggiori rendimenti delle colleghe più rischiose. Per questo il nostro terzo pilastro di valutazione per dare un consiglio azionario è la rischiosità dell’azione. Come la calcoliamo? Il primo passo è rappresentato da quanto un titolo è storicamente ballerino: usiamo criteri statistici basati sulle variazioni mensili dei prezzi degli ultimi 7 anni. Il secondo passo è rappresentato dalla valutazione di una serie di criticità specifiche della società: per esempio verifichiamo quanto il settore in cui opera può esporla a rischi - può accadere se la concorrenza è elevata o se c’è il rischio di variazione normative che condizionino la sua attività. Inoltre valutiamo la sua diversificazione geografica, la sua dimensione, l’eventuale avvio di ristrutturazioni societarie… tutti elementi che potrebbero condizionare la crescita dei risultati.
Momentum
Non sempre il mercato premia le società che rispettano i criteri fin qui enunciati: ci sono azioni ballerine, di società con conti non proprio in ordine e con valutazioni già elevate che tendono comunque a salire in Borsa. Abbiamo deciso di non trascurare questo aspetto includendo nel processo di valutazione anche il momentum: l’ipotesi alla sua base è che l’andamento passato dell’azione possa essere un buon indicatore del suo comportamento in futuro.
Circostanze Specifiche
Esistono, infine, tutta una serie di circostanze specifiche che, stando alla letteratura finanziaria e alle osservazioni empiriche, tendono a condizionare negativamente l’andamento delle azioni. Per esempio, alcuni studi mostrano che le azioni delle società di nuova quotazione si comportano peggio del mercato - il fenomeno è stato osservato nei 3 anni dopo lo sbarco in Borsa. Il che non significa che una “matricola” debba per forza comportarsi male, ma il fatto che un’azione sia di recente quotazione deve far comunque alzare l’attenzione in sede di valutazione.
Sfide e Strategie di Volkswagen per il Futuro
Le principali sfide per il 2025 riguardano «l’incertezza politica, l’intensificarsi delle tensioni commerciali e geopolitiche, la crescente competizione nel settore, nonché la volatilità dei prezzi delle materie prime ed energia. Inoltre, l’evoluzione delle normative sulle emissioni richiederà ulteriori investimenti e strategie mirate per mantenere la competitività del gruppo».
Mercato Indiano
Volkswagen non si arrende nel mercato indiano, ma ha bisogno di un partner per avere successo in quel contesto», ha dichiarato Antlitz, aggiungendo che il gruppo sarebbe a buon punto nei colloqui. «Abbiamo molti prodotti di successo, ma non abbiamo lo stesso successo in termini di volume. L’India ha condizioni molto specifiche. Devi essere molto competitivo in termini di costi, devi essere localizzato, devi avere scala», ha aggiunto il direttore finanziario e operativo. «Vogliamo continuare a lavorare nel mercato indiano, ma ci riusciremo solo con un partner», ha aggiunto.
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Crescita negli Stati Uniti e Ruolo di Cupra
Volkswagen scommette sul marchio Cupra per il mercato statunitense. L’azienda riconosce l’attrattiva del brand e sta studiando strategie di esportazione e localizzazione dei prodotti. Tuttavia, la decisione definitiva dipenderà dall’evoluzione del mercato (a cominciare dai dazi) e dalla regolamentazione in materia di veicoli elettrici e a combustione interna negli USA.
Oltre a Cupra, il gruppo prevede una crescita significativa del brand Volkswagen negli Stati Uniti. Il marchio ha registrato un aumento delle vendite del 15% nel 2024 e punta a espandere il proprio portafoglio con modelli come la nuova Tyron, l’ID.4 e l’ID.Buzz. Un investimento chiave è il progetto Scout, che permetterà a Volkswagen, ha ricordato il ceo Oliver Blume, di competere nei segmenti di pick-up e suv full-size, particolarmente redditizi negli Usa. Inoltre, l’azienda sta sviluppando una gigafactory per batterie in Ontario, Canada.
Strategie in Cina e Transizione all’Elettrico
La Cina resta un mercato cruciale per Volkswagen, che attraverso le jv storiche con Saic Motors e Faw detiene il 12,2% delle quote di mercato (il leader BYD ha il 16,2%, dati China Passenger Car Association). I veicoli con motore a combustione interna rappresentano ancora poco più della metà delle nuove immatricolazioni nel mercato del Dragone. L’obiettivo di Wolfsburg è rafforzare la propria competitività nel settore elettrico. L’anno scorso il gruppo tedesco ha venduto 207.400 vetture a batteria (+8,1%), crescita che però non è valsa a tenere testa ai concorrenti locali in un mercato da circa 7 milioni di unità.
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