Introduzione
La storia dei veicoli trainati da cavalli è ricca e complessa, con origini che risalgono a millenni fa. Questo articolo esplora l'evoluzione di questi mezzi di trasporto, dalle prime slitte ai sontuosi cocchi, analizzando le diverse tipologie e il loro impatto sulla società.
Origini e sviluppo dei carri
Le origini del carro si fanno risalire alla slitta e al carretto a scivolo, considerati gli archetipi del carro a quattro e a due ruote. La documentazione figurativa mesopotamica del III millennio a.C. attesta già l'uso dei carri e del sistema del timone/giogo per il traino. Gli egiziani ebbero i carri, ed i loro principi inventarono i carri falcati, armati di falce o lame taglienti. La sacra Scrittura fa menzione dei carri di Faraone.
Carri nell'antico Egitto e in Mesopotamia
Nell'antico Egitto, i carri erano usati sia per la guerra che per le cerimonie. I carri da guerra egizi erano leggeri e veloci, trainati da due cavalli e guidati da un auriga e un arciere. In Mesopotamia, i carri erano utilizzati anche per la caccia, come dimostrano le raffigurazioni di re assiri che cacciano leoni a bordo dei loro carri.
Carri in Grecia e a Roma
I Greci adottarono il carro, utilizzandolo principalmente per le corse negli ippodromi. A Roma, i carri erano usati per le parate trionfali e per le corse nel circo. Il carro trionfale romano era un veicolo a quattro ruote, riccamente decorato e trainato da cavalli bianchi.
L'evoluzione della carrozza
La carrozza, intesa come veicolo chiuso e confortevole, fece la sua comparsa in Italia nel XVI secolo. In Francia, l'origine delle carrozze rimonta al 1457, quando Ladislao V, re d’Ungheria e Boemia, fece presentare a Parigi un carro sospeso.
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Carrozze nel Rinascimento e nell'età moderna
Nel Rinascimento, le carrozze divennero un simbolo di status sociale. Le carrozze erano riccamente decorate e trainate da un numero variabile di cavalli, a seconda dell'importanza del proprietario. Nel XVII e XVIII secolo, le carrozze si diffusero in tutta Europa, diventando un elemento essenziale della vita di corte e dell'aristocrazia.
Innovazioni e tipologie di carrozze
Nel corso dei secoli, le carrozze subirono numerose innovazioni. Furono introdotte le sospensioni, per migliorare il comfort di marcia, e i vetri, per proteggere i passeggeri dalle intemperie. Si svilupparono diverse tipologie di carrozze, ognuna con caratteristiche specifiche.
- Biroccio: Un carro leggero a due ruote, utilizzato per il trasporto di persone e merci.
- Calesse: Un carro a due ruote, con un sedile per il guidatore e un piccolo spazio per i passeggeri.
- Phaeton: Un carro sportivo a quattro ruote, leggero e veloce.
- Mylord: Un carro elegante a quattro ruote, con un abitacolo chiuso e un sedile per il cocchiere all'esterno.
- Brougham: Un carro a quattro ruote, con un abitacolo chiuso e un sedile per il cocchiere all'esterno, più piccolo del Mylord.
- Coupé: Un carro a quattro ruote, con un abitacolo chiuso per due persone.
- Landau: Un carro di lusso a quattro ruote, con un abitacolo apribile.
- Coach: Un carro grande e lussuoso a quattro ruote, utilizzato per i viaggi lunghi.
- Carretta: Un carro da lavoro, utilizzato per il trasporto di merci pesanti.
Gli attacchi: sport e tradizione
Gli attacchi sono un insieme di discipline sportive basate sulla guida di veicoli trainati da cavalli. Sin dall'antichità l'uomo utilizzò il cavallo per trainare carichi e persone, e nel XVIII secolo questa attività divenne una disciplina sportiva.
Tipi di competizioni di attacchi
Esistono diverse tipologie di competizioni di attacchi, che si differenziano per le azioni richieste. Ogni tipologia ha le sue categorie relative al tipo di attacchi (a uno, due o quattro cavalli) e al livello tecnico. Il concorso di attacchi è costruito sul modello del concorso completo di equitazione e si svolge in tre giorni, durante ognuno dei quali si svolge una prova. Vince la competizione l'equipaggio che ha totalizzato il minor numero di penalità.
Le prove principali sono:
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- Dressage: Si svolge in un rettangolo di 100x40 metri ed è valutato da uno, tre o cinque giudici. Consiste nell'eseguire alcune figure al passo, al trotto riunito, di lavoro o allungato.
- Maratona: Mette alla prova velocità e resistenza dei cavalli. Si svolge su un percorso di 20 km al massimo, con ostacoli fissi, che possono essere naturali o artificiali.
- Gimcana: È caratterizzata da massimo venti porte costituite da due coni in cima ai quali si trova una pallina. Cavalli e vettura devono passare in mezzo ai due coni senza urtarli per non far cadere la pallina.
Attacchi di tradizione
Gli attacchi di tradizione non necessitano vere e proprie doti sportive da parte di cavalli e mostrano equipaggi tali e quali a quelli usati nei secoli precedenti. Ne esistono due tipi: l'eleganza e la tradizione.
Tipologie di attacchi
Esistono numerosi modi di attaccare i cavalli. Negli attacchi con più di un cavallo si distinguono sempre i cavalli di timone, normalmente più vicini alla carrozza e che tirano la maggior parte del carico, e quelli di volata, che sono generalmente davanti a quelli di timone e servono proprio ad "invogliarli" ad andare avanti e a definire maggiormente la traiettoria dell'equipaggio. Le disposizioni più comuni sono:
- Singolo: Un unico cavallo.
- Pariglia: Due cavalli uno accanto all'altro.
- Tandem: Due cavalli uno di seguito all'altro, dei quali quello davanti è detto di volata e quello dietro di timone.
- Tiro a quattro: Quattro cavalli in totale, di cui una pariglia davanti di volata e una dietro di timone.
Carrozze del Museo di Castelporziano
Il Museo delle Carrozze di Castelporziano presenta i carri utilizzati dalla corte per le caccie reali, nonché legni per le passeggiate nei viali della tenuta e mezzi agricoli per il lavoro nei campi. Fra le carrozze proprie della caccia deve essere menzionato l’Hunting break detto anche Grand break de chasse, il modello più imponente della famiglia dei break, fu realizzato nel 1891 per il Principe di Napoli da Carlo Ferretti. Ugualmente importanti sono i Break wagonette utilizzati per accompagnare gli ospiti nel sito prescelto per la caccia reale e per addestrare i cavalli. Oltre le carrozze adibite alla caccia molti sono i legni usati dalla regina per recarsi ai siti archeologici di Castelporziano o per passeggiate in carrozza accompagnata dalle dame di corte: si tratta sia di Calessi di varie tipologie che di eleganti Vis-à-vis in canna d’India. Nella Collezione sono presenti anche i carri da lavoro nei campi e carretti dove si deponevano le prede uccise durante la battuta. Per testimoniare il lavoro nei campi svolto nella Tenuta è stato restaurato il Carro agricolo realizzato dalla ditta Macchi di Varese nel 1915. Unico legno della grande fabbrica milanese Crespi è il Governess car, tipico calesse per il trasporto dei bambini da parte della governante. In una nota manoscritta riportata sull’inventario del 1882 leggiamo infatti che le carrozze “erano le carrozze di cui abitualmente si serviva il Gran Re Vittorio Emanuele II” e l’esemplare ora esposto nel Padiglione “fu l’ultima adoprata in Roma avanti la sua morte”. Deve essere ricordato il bell’esemplare del Duc realizzato da Cesare Sala nel 1891 prevalentemente utilizzato da Umberto I nei suoi soggiorni presso la Reggia di Monza. Per quanto non direttamente in relazione alla Tenuta, nel Padiglione è conservata l’elegante Clarence della Regina Madre Margherita.
Il sistema di attacco e il rendimento dell'animale
Tecnicamente il progresso della locomozione a traino animale deve essere esaminato sotto due punti di vista differenti: il miglioramento del sistema di attacco e il miglioramento dell’ambiente da traino, ovvero la strada. La bardatura principale del cavallo sino dall’antichità remota consisteva in un collare di gola ed in una cinghia pettorale.
Capacità di traino
Un cavallo è capace di sforzi di trazione momentanei di ragguardevole entità, ma tali sforzi non servono che al primo distacco della vettura. Pertanto un cavallo del peso di Kg. 350 può trainare facilmente al passo, su di un piano press’a poco orizzontale, 1750 Kg. Percorrendo circa 3 ½ chilometri all’ora e per la durata di 8 a 9 ore. Attaccato ad una carrozza, il cavallo di media statura, può trainare da 350 a 500 chilogrammi oltre il veicolo, e percorrere al trotto da 8 a 12 chilometri all’ora ed anche più per la durata di 5 ore.
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