Per comprendere appieno i punti di forza e le debolezze dei SUV, è fondamentale ripercorrerne la storia, analizzandone l'evoluzione tecnica.
Dalle Origini Rude e Pure al Confort Moderno
Inizialmente, i SUV erano veicoli robusti e spartani. L'ammiraglia Land Rover rappresentava un connubio tra lo stile e la qualità (in termini di comfort e gradevolezza) delle berline di lusso e le caratteristiche fondamentali delle fuoristrada tradizionali: trazione integrale e posizione di guida rialzata, ottenuta aumentando la distanza dei sedili dal pavimento dell'auto e dalla strada. In un'epoca priva dei moderni controlli elettronici, la ripartizione della trazione tra gli assi avveniva tramite differenziali autobloccanti, il che comportava costi elevati. Si interveniva meccanicamente sui cambi, dotandoli di un rapporto più corto o di un gruppo aggiuntivo per le marce ridotte, per affrontare le pendenze tipiche dei percorsi off-road. Le sospensioni venivano irrigidite e l'escursione aumentata, seguendo un approccio "rude e duro".
Quasi trent'anni dopo, modelli come la Mercedes ML hanno affinato la meccanica per migliorare il comfort, pur mantenendo un'elevata capacità di trazione su forti pendenze. Tuttavia, questo ha portato a un aumento del peso, un'evoluzione considerata negativa da alcuni esperti, soprattutto su terreni scivolosi.
Il Salto di Specie: Toyota RAV4 e BMW X5
Prima della Classe M, nel 1994, la Toyota RAV4 ha rivoluzionato il mercato. Questa sport utility giapponese non derivava da un veicolo 4x4, ma utilizzava la piattaforma della Corolla, presentando un aspetto meno aggressivo, dimensioni più gestibili e un peso contenuto, pur offrendo una notevole capacità di trazione.
Nel segmento di prestigio, la BMW X5 del 1999 ha rappresentato un ulteriore salto di specie. Progettata dalla filiale statunitense, ha introdotto concetti e tecnologie più vicini alle prestazioni delle berline di serie in termini di comfort e guidabilità.
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La Chiave del Successo: Il Punto H e la Dittatura dei Margini
Nel frattempo, all'interno delle case automobilistiche, una nuova classe dirigente, composta da ingegneri, designer e controllori dei costi, ha contribuito a rendere i SUV le carrozzerie preferite dai clienti, prima nel segmento C e poi, dal 2010, con i B-SUV, che oggi rappresentano la maggioranza.
La chiave di questo successo risiede nell'introduzione, anche in queste fasce di mercato, di un'impostazione che prevede una distanza significativa tra il pavimento del veicolo e l'articolazione tra anca e bacino del guidatore, il cosiddetto punto H (di cui Quattroruote pubblica da sempre, nelle sue prove, uno schema chiarissimo). La seduta alta, riproposta anche nei nuovi segmenti, è diventata un'arma di seduzione: tutto è più comodo, entrare e uscire, e la visuale migliora drasticamente.
Tuttavia, dal punto di vista tecnico, la variazione del punto H comporterebbe importanti modifiche alla piattaforma meccanica. Ma qui entrano in gioco i controllori dei costi, che vincono la partita decidendo di minimizzare gli interventi. Anche l'altra componente accattivante dei SUV, la trazione integrale, non viene adottata in modo generalizzato. Si punta tutto sul maquillage estetico. In alcuni casi, l'aumento del diametro delle ruote, apprezzato dal cliente, non comporta un ridimensionamento del rapporto finale di trasmissione.
La proliferazione dei SUV sembra inarrestabile perché, partendo dalla piattaforma base di una berlina o di una due volumi di pari segmento, è facile portare sul mercato un nuovo modello a ruote alte, con un vantaggioso premium price per il costruttore, a costi industriali simili a quelli dell'auto di partenza. Poco importa se il baricentro si alza, se la ripartizione dei pesi rimane spostata in avanti o se la variazione dell'altezza da terra è ottenuta impostando le escursioni delle sospensioni con prevalenza nella corsa di rimbalzo rispetto alla compressione.
Piattaforme Specifiche e Piacere di Guida
Oggi, la piattaforma general purpose, utilizzata per allestire modelli e tipologie differenti, è motivo di orgoglio per le case automobilistiche. Fortunatamente, esistono anche SUV con piattaforme meccaniche specifiche, con modifiche tecniche alle sospensioni, ai centri di rollio, alla posizione del baricentro e con una ripartizione della coppia motrice correttamente distribuita tra gli assi, per garantire il meglio della guidabilità, delle prestazioni e del confort. Esempi di ciò sono la Porsche Macan e l'Alfa Romeo Stelvio.
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Il Mercato Italiano: SUV Dominanti
In Italia, i SUV e i crossover rappresentano oltre il 55% del mercato, mentre le monovolume, con un'offerta sempre più ridotta, non superano il 2%. Le famiglie, anche quelle numerose, si adeguano al diktat delle ruote alte, scegliendo tra i modelli a sei o sette posti disponibili. Le B-SUV sono particolarmente apprezzate dagli italiani: nel 2023, il 27% delle immatricolazioni riguardava proprio le vetture attorno ai quattro metri di lunghezza, con carrozzeria rialzata.
Quattroruote ha esaminato a fondo dieci tra le B-SUV più gettonate, tra cui la Volkswagen T-Cross, la Jeep Avenger, la Peugeot 2008, la Opel Mokka, la Toyota Yaris Cross, la Suzuki Vitara, la Fiat 500X, la Renault Captur, la Ford Puma e la Nissan Juke.
Analisi Dettagliata: Abitabilità, Consumi, Prestazioni e Sicurezza
Nella scelta di un modello, è fondamentale considerare l'abitabilità, i consumi, le prestazioni, la sicurezza e la presenza di un moderno infotainment. Quattroruote ha analizzato a fondo tutti questi aspetti, rivelando che alcune B-SUV, come la Suzuki Vitara, la Renault Captur e la Volkswagen T-Cross, si distinguono per l'abitabilità, mentre la Ford Puma e la Toyota Yaris Cross spiccano per il baule. La Toyota Yaris Cross eccelle anche nei consumi.
Costi Operativi: Un Confronto Complesso
Usare solo i consumi per paragonare i costi operativi di due auto non porta a risultati univoci. Un'auto a gasolio o benzina può avere delle percorrenze maggiori rispetto a una bifuel, ma non è detto che sia più "risparmiosa": a seconda del prezzo dei carburanti, infatti, il costo di un viaggio può variare in base all'alimentazione della vettura. Per questo, Quattroruote ha stilato la classifica delle SUV con motori termici che percorrono più strada con la stessa cifra, indipendentemente dal tipo di carburante.
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