Introduzione: Nascita e Ascesa di un Impero

Il marchio Ford, sinonimo di innovazione e produzione di massa nell'industria automobilistica, nasce il 16 giugno 1903 a Dearborn, in Michigan. L'idea è di Henry Ford e di altri undici investitori, dando il via a una storia centenaria costellata di successi, innovazioni rivoluzionarie, ma anche controversie.

Gli Inizi: Produzione Artigianale e la Visione di Henry Ford

Durante i primi anni, la compagnia produceva solamente poche auto al giorno, con piccoli gruppi di operai che lavoravano su ciascuna macchina. Henry Ford, fin da subito, dimostrò una visione chiara: rendere l'automobile accessibile a tutti.

La Rivoluzione della Catena di Montaggio e lo "Stipendio per l'Efficienza"

Henry Ford fu il primo ad inventare la catena di montaggio. Grazie a questa produzione standardizzata, riuscì a ridurre i costi e ad aumentare la sicurezza e la qualità dei prodotti. Un'altra mossa audace fu il raddoppio dello stipendio dei suoi dipendenti nel 1914, portandolo a 5 dollari al giorno. Questo fu l'inizio di ciò che è noto come "stipendio per l'efficienza", poiché Ford dimostrò che pagando di più i suoi lavoratori si poteva guadagnare di più.

L'Espansione Globale e le Curiosità

Negli anni, Ford riuscì ad espandersi in tutto il mondo, diventando un marchio di riferimento nel settore. Attualmente, lavorano nell'azienda oltre 150 mila dipendenti, distribuiti nelle varie sedi internazionali della casa automobilistica.

Il Tentativo Fallito di Acquisizione della Ferrari

Nei primi anni '60, periodo non molto favorevole per la Ferrari, Henry Ford II (nipote del leggendario imprenditore) offrì a Enzo Ferrari 16 milioni di dollari per l'azienda. Ford vedeva nell'acquisto della Ferrari un'opportunità unica per aumentare la notorietà del marchio, migliorando nelle competizioni automobilistiche. Nel maggio del 1963, Henry Ford II e alcuni dirigenti si recarono a Maranello per firmare il contratto di acquisto della Ferrari, ma questo fu annullato: durante l'incontro, Enzo Ferrari scoprì una clausola che non gli piaceva.

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La Ford Mustang: Un'Icona Nata per Errore

La prima Ford Mustang fu prodotta nel 1964. Questa prima copia è stata venduta per errore in un salone dell'auto in Canada, in quanto era solo un campione per la mostra.

La Rivincita a Le Mans: La Ford GT40 Contro la Ferrari

Henry Ford si pose l'obiettivo di battere la Ferrari alla 24 Ore di Le Mans. Fu così che la Ford GT 40, creata dall'ingegnere Carrol Shelby, vinse la gara per 4 anni consecutivi, ponendo così fine all'egemonia della Ferrari.

Controversie: L'Ombra del Nazismo

Il costruttore automobilistico Henry Ford, come diversi altri americani dell'epoca, non nascose mai la sua ammirazione per Adolf Hitler. Un sentimento evidentemente contraccambiato, poiché il Führer gli concesse nel 1938 la massima onorificenza del Reich riservata ai cittadini stranieri: la Gran Croce del Supremo Ordine dell’Aquila Tedesca.

Mentre Hitler saliva al potere, la Ford Motor Company realizzava a Colonia la prima utilitaria destinata al mercato tedesco. Il giornalista investigativo Edwin Black ha ricostruito la vicenda: «La società ha pubblicato il suo rapporto del 2001, compilato dallo storico Simon Reich, oltre alla documentazione originale, che è stata messa a disposizione del pubblico senza restrizioni… Il rapporto sul Reich concluse, tra le altre cose, che Ford-Werke, la consociata tedesca della società, usò il lavoro schiavo nel campo di concentramento di Buchenwald nel 1944 e nel 1945 e funzionò come parte integrante della macchina da guerra tedesca.

Il giornalista Flavio Pompetti riassume bene la faccenda: «Wallace sostiene che la Ford ha avuto un ruolo fondamentale nella costruzione dell’arsenale bellico tedesco (un terzo dei 350.000 camion dell’esercito nazista nel 1942 era prodotto da lei, così come le turbine di alcuni reattori). La fabbrica di Colonia godette fino all’ultimo di un regime di relativa autonomia del tutto atipico, e la filiale di Parigi, trasferita poi in Algeria continuò a mantenere rapporti vietati dalla legge americana con la fabbrica Ford in territorio occupato dai tedeschi a Poissy. Ford fu un uomo di affari che non cedette mai alle lusinghe della politica e il suo operato obbediva al solo imperativo del profitto.

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La filiale Ford di Parigi, cui accenna Pompetti, si trovava a Poissy e iniziò la produzione di automezzi espressamente destinati all’esercito tedesco nel giugno 1940, sotto la direzione di Maurice Dollfus, che già dal 1930 collaborava con la Ford Motor Company. La fabbrica costruita nel 1941 in Algeria dalla filiale francese della Ford, si trovava a Orano e produsse i carri armati per l’Afrikakorps di Rommel. Fra l’altro lo stabilimento della Ford, costruito alla periferia di Colonia, durante la guerra non fu mai colpito dai bombardamenti.

Il giornalista Nicola Loda ricordava anche «l’intervista a Claudio Sommalunga, al tempo ufficiale italiano prigioniero dei tedeschi e costretto al lavoro forzato nello stabilimento della Glanzstoff & Courtaulds. Sommalunga afferma che lo stabilimento dove lavorava “fu l’unica fabbrica di Colonia a non essere bombardata. Anzi, ci fu un altro caso. Anche la Ford non fu mai bombardata. Caso strano: la Glanzstoff che era mezza inglese e la Ford che era mezza americana. Idem la Ford”. In mezzo a questo mare di distruzione, bombe senzienti erano riuscite a evitare con chirurgica precisione questi due obiettivi, e grazie alla loro pietà Sommalunga e molti altri suoi colleghi forzati riuscirono a salvarsi.

Anche lo scrittore Michael Parenti ricorda che “Colonia fu quasi rasa al suolo dai bombardamenti alleati, ma lo stabilimento della Ford, che forniva equipaggiamento militare per l’esercito nazista, non venne toccato; infatti i civili tedeschi cominciarono a utilizzare lo stabilimento come rifugio antiaereo”. Quindi, quale logica di intelligenza spingeva quelle bombe a evitare accuratamente i due stabilimenti? La Glaznstoff produceva fibre sintetiche per i paracadute mentre lo stabilimento Ford autocarri per l’esercito. In realtà anche Glanzstoff & Courtaulds all’epoca dei fatti aveva parte del capitale che proveniva dagli Stati Uniti, poiché American Enka Company, fondata nel 1928 con uno stabilimento ad Asheville in Carolina del Nord, pur avendo il 56% del pacchetto azionario in mano all’azienda olandese Nederlandse Kunstzijdefabriek, (che apparteneva comunque alla holding Algemene Kunstzijde Unie - AKU, di cui faceva parte anche la tedesca Vereinigte Glanzstoff-Fabriken - VGF), di fatto era gestita da americani. L’inglese Courtaulds non c’entrava per niente, anzi, rifiutò di partecipare all’investimento negli Stati Uniti.

Lo storico Jacques R. Pauwels fornisce altri dettagli sulle attività di Ford in favore della Germania nazista: «Quella società non solo produceva per i nazisti nella stessa Germania, ma esportava anche camion parzialmente assemblati direttamente dagli Stati Uniti in Germania. Questi veicoli furono assemblati nella Ford-Werke a Colonia e furono pronti appena in tempo per essere usati nella primavera del 1939, nell’occupazione di Hitler della parte della Cecoslovacchia che non gli era stata ceduta nel famigerato Accordo di Monaco dell’anno precedente. Inoltre, alla fine degli anni ‘30, Ford spedì materie prime strategiche in Germania, a volte tramite filiali in paesi terzi; solo all’inizio del 1937, queste spedizioni includevano quasi 2 milioni di libbre di gomma e 130.000 libbre di rame.

Nella Ford-Werke, Robert Schmidt, presumibilmente un fervente nazista, prestò servizio come direttore generale durante la guerra, e la sua esibizione soddisfaceva notevolmente sia le autorità di Berlino che i dirigenti della Ford in America. Messaggi di approvazione e persino congratulazioni - firmati da Edsel Bryant Ford - venivano regolarmente inviati dalla sede centrale della Ford a Dearborn… Per quanto riguarda la Ford-Werke, nel 1939 questa azienda sviluppò anche un camion all’avanguardia - il Maultier (‘mulo’) con ruote sul davanti e una carreggiata sul retro. La Ford-Werke creò anche una società di copertura, la Arendt GmbH, per produrre equipaggiamenti di guerra diversi dai veicoli, in particolare parti di lavorazione per aerei.

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Per quel che concerne invece Robert Hans Schmidt, il direttore dello stabilimento Ford di Colonia, ma anche importante membro del partito nazista, è certo un suo incontro nel 1943, in Portogallo, con i dirigenti della casa madre, a conferma che questi conoscevano bene le vicende che interessavano le sue filiali in Germania.

Innovazione Continua: Dal Transit all'Elettrificazione

Il suo primo veicolo è stato il furgone Ford Transit con motore anteriore. Introdotto nel 1965, il Transit è diventato immediatamente il furgone preferito dai lavoratori. L'azienda ha continuato a innovare. Nel 1993, ha lanciato la rivoluzionaria Ford Mondeo, che ha ottenuto rapidamente numerosi premi.

Nei primi giorni del millennio, Ford ha iniziato a lavorare sul motore EcoBoost, con l'obiettivo di creare il motore a combustione interna più efficiente possibile. Nel frattempo, l'azienda si è concentrata sul prossimo cambiamento industriale. Il primo passo ha riguardato la creazione di uno dei veicoli completamente elettrici più belli al mondo, Mustang Mach-E. Nel 2021, Ford ha annunciato un investimento di circa 28 miliardi di euro nell'elettrificazione.

Henry Ford: Un Uomo, un'Epoca

Nato nel 1863 in una fattoria di Dearborn, nello stato del Michigan, da William Ford, di origini irlandesi e da Mary Ford, nata in America da immigrati del Belgio, fin da giovanissimo si avvicina al mondo del lavoro. Da piccolo, mostra una passione nel riparare orologi da tasca e a soli 13 anni, inizia a guadagnare i primi dollari sistemando quelli di amici e vicini di casa. Dopo la scomparsa della madre, nel 1876, il giovane Ford si rifiuta di aiutare il padre nella fattoria di famiglia e tre anni più tardi, appena 16enne, inizia a lavorare come apprendista macchinista a Detroit, prima nella compagnia James F. Flower&Bros e, con la Detroit Dry Dock Co, poi. Questa esperienza si rivela determinante, in quanto gli permette di apprendere le prime conoscenze in ambito automobilistico, un settore ancora poco sviluppato ma che prometteva una forte crescita.

Tornato nella fattoria di famiglia, mette a frutto le competenze acquisite nel riparare le macchine agricole prodotte da Westinghouse che, successivamente, lo assume per riparare i motori a vapore dell’azienda. Sempre molto attivo, si dedica contemporaneamente agli studi di contabilità presso il Bryant&Stratton Business Collage di Detroit.

Il primo passo importante nella sua carriera avviene nel 1893, quando Ford inizia a lavorare come capo ingegnere nella Società di Elettricità Edison Illuminating Company, dopo essersi sposato e aver avuto un figlio, Edsel. Il suo naturale talento lo porta a creare un’automobile con il motore a combustione interna, inventato pochi anni prima da Karl Benz e Gottlieb Daimler, un mezzo innovativo sperimentato su strada ed è il famoso Thomas Edison che lo incoraggia a costruirne un secondo modello.

Dopo anni di esperienza maturati con la Edison e, successivamente, con la Detroit Automobile Company, Ford prende la decisione più importante della sua vita: fondare la Ford Motor Company a Dearborn. Il suo obiettivo è quello di contenere i prezzi dei beni prodotti, riducendo i tempi di lavorazione: questo è il momento che segna l’invenzione della catena di montaggio, un sistema di produzione innovativo che avrebbe reso, nel giro di pochi anni, i prezzi accessibili, avviando una produzione di massa.

Pur non essendo l’inventore dell’automobile, l’imprenditore americano ne rivoluzionò la storia: il 26 luglio 1903 è la data in cui lancia sul mercato la prima autovettura marchiata “Ford”, chiamata “Model T” o, comunemente, “Lizzie, la prima dell’azienda a essere prodotta su grande scala. Un business che aumenta a ritmo accelerato e che porta ben presto l’azienda a fatturati importanti, tanto che Ford coinvolge anche suo figlio Edsel, nominandolo Presidente della Società.

Ford nel Mondo: Europa e Collaborazioni

Ford ha stabilimenti e interessi in tutto il mondo. Lo sbarco in Europa è datato 1929, a Colonia, dove ancora oggi ha sede la filiale europea del colosso americano conosciuto anche come Casa dell’ovale blu, grazie al suo iconico logo. Note le partecipazioni, negli anni, in diverse case automobilistiche: Mazda, Volvo, Jaguar, Aston Martin e ultimamente Volkswagen per la realizzazione sulla stessa piattaforma di una nuova generazione di auto elettriche.

Il Fordismo: Un'Eredità di Innovazione e Benessere per i Lavoratori

Ford ha avuto un ruolo determinante nell’evoluzione del mondo dell’auto: lo stesso Henry Ford ha creato la catena di montaggio e altre innovazioni che sono passate alla storia come Fordismo: non meno importante il trattamento economico riservato agli operai, nell’ottica di migliorare le condizioni di lavoro.

Modelli Storici: Dalla Model T alla Fiesta

Il 1903 è l’anno in cui Henry Ford fondò la Ford Motor Company a Dearborn e il primo modello popolare prodotto è stata la famosa Ford Model T, rinominata talvolta “Tin Lizzy”, traducibile come lucertola di latta. Prodotta per quasi vent’anni, dal 1908 al 1927, è riconosciuta a livello mondiale come l’auto economica che contribuì a cambiare le abitudini della classe media americana, tanto da diventare simbolo di un’epoca come in Italia lo è stata la 500 a partire dal 1957. Prima auto a essere costruita sfruttando la catena di montaggio, oggi uno standard.

La Ford Model A è, invece, la prima auto a proporre un parabrezza in vetro laminato, importante ai fini della sicurezza e montato ancora oggi sulla quasi totalità delle vetture perché in caso di urto non si scompone in mille pezzi. Sulla falsariga di quella che oggi è la Mustang, è del 1932 la Model B, prima auto “economica” a proporre un motore V8.

Altri modelli storici sono la Mustang, prodotta dal 1964, nel 1976 la famosa Ford Fiesta che è arrivata alla fine della sua carriera nel corso del 2023.

Il Futuro Elettrico di Ford

Il futuro è elettrico anche per Ford: gli esempi arrivano dalla nuova Explorer, creata sulla piattaforma MEB di origine Volkswagen, mentre non sono pochi i modelli elettrici già in vendita sia in Europa sia in America: Mustang Mach-e, F-150 Lightning e i veicoli commerciali come l’E-Transit.

I Modelli Attuali: Puma, Focus, Kuga e l'Elettrificazione della Gamma

I modelli di Ford devono contare la perdita, recente, di una pedina fondamentale come la Fiesta. Dal 1976 al 2023 ha caratterizzato un’epoca, anche grazie alle versioni sportive molto amate dai giovani automobilisti. Per motivi ancora in parte incomprensibili Ford ha sacrificato la sua compatta che iniziava, in realtà, ad accusare fortemente la rivalità con la più venduta Ford Puma. Proprio la Puma, che dal 2019 ha ripreso il nome della sportivetta di inizio anni 2000, è oggi tra i modelli di Ford più venduti. Viene venduta nella sola versione turbo benzina ST, con il 1.5 da 200 CV dal piglio sportivo, mentre gli altri motori sono tutti dotati di tecnologia mild hybrid con potenze di 125 e 155 CV.

Tra le medie Focus sembra destinata alla pensione come la Fiesta ma resiste: ha ricevuto un corposo aggiornamento nel corso del 2021 e oggi viene venduta ancora con motori a gasolio insieme ai mild hybrid fino alla potente 2.3 Ecoboost ST da 280 CV. La Focus Wagon è più lunga della berlina di 28 centimetri e offre un miglior bagagliaio. Simile per ingombri la Tourneo: è un minivan realizzato sulla stessa base di Volkswagen Caddy, offre motori puramente endotermici turbo benzina e turbodiesel, con potenze discrete (rispettivamente 114 e 122 CV). Resiste stoicamente l’unica monovolume, la S-Max, proposta con motore ibrido 2.5 Hybrid da 190 CV, motore condiviso con Ford Kuga.

Tra i modelli di Ford proprio la Kuga ha un ruolo da protagonista essendo stata con la nuova generazione tra i SUV più elettrificati disponibili sul mercato. L’ibrida full è la 2.5 da 190 CV, la plug-in ha 225 CV mentre la Diesel propone il 2.0 EcoBlue da 120 CV. Presente anche un motore turbo benzina, il 1.5 Ecoboost da 150 CV.

C’è la Mustang, con la nuova generazione e l’iconico V8, e c’è la Mustang Mach-E che raggiunge i 487 CV con la potente GT. Qualcuno ha storto il nome quando ha scoperto che Ford aveva l’intenzione di utilizzare il nome Mustang per la sua prima elettrica dai grandi volumi, che viene prodotta in Messico. Tra i grandi SUV c’è la Explorer, modello ereditato dal mercato americano e proposto unicamente con il 3.0 V6 ibrido plug-in da 457 CV. Dalla vocazione tipicamente off-road è il Ford Bronco e il Ford Ranger.

Prezzi: Nuove e Usate

I prezzi delle Ford nuove partono da quello che è il prezzo d’attacco della Focus, ora che la Fiesta è uscita dai listini ufficiali. La Ford più economica è dunque la Puma, il crossover dell’Ovale Blu, che parte da un prezzo di 27.000 euro, questo il valore della 1.0 Ecoboost Hybrid ST-Line: motore 1.0 tre cilindri mild hybrid, 125 CV e una dotazione già molto buona visto che sono ridotti a due gli allestimenti. Riassumendo i prezzi Ford nuove, il Marchio americano con radici ormai molto solide anche in Europa offre auto di tutti i tipi e ai prezzi più disparati, anche se la più cara è la Explorer ibrida plug-in che arriva a costare 92.250 euro con il suo 3.0 V6 ricaricabile alla spina. Le Ford sono conosciute come auto dal prezzo simile alle Case premium: un esempio? La Ford Focus Diesel parte da 34.250 euro, valore superiore ai 32.250 euro della BMW 116d da 116 CV.

Le Ford sono molto famose anche in Italia, ragione per cui è facile trovare le Ford usate più disparate e a prezzi molto variabili. Il mercato d’occasione offre innumerevoli esemplari di Focus, Fiesta e anche di Puma, tra i modelli più amati in Italia. Se per le prime due il prezzo dipende dal chilometraggio e dalla generazione, per l’ultima si parte da circa 15.000 euro, mentre la Puma sportiva e compatta di inizi anni 2000 si trova a cifre decisamente inferiori. Anche la Kuga si può comprare con prezzi a partire da poco meno di 4.000 euro, intendendo con questo valore le Kuga delle precedenti generazioni, mentre per l’ultima lanciata tra 2019 e 2020 si parte da circa 16.000 euro per esemplari con chilometraggi elevati. Non è raro trovare tra i prezzi delle Ford usate veicoli convenienti, basti pensare che si possono già trovare Fiesta post restyling, le ultime versioni prima del pensionamento, che partono da cifre sotto i 20.000 euro. Non è impossibile trovare anche Ford storiche in vendita sul mercato delle occasioni. Una Model A da collezionisti, del 1931, costa 21.000 euro. Sono interessanti anche le Ford degli anni ‘50 e ‘60 tra cui la Fairlane e la Thunderbird. A 11.000 euro si può acquistare una Ford Capri con 10.700 chilometri.

Brand Concorrenti

Tra i principali brand concorrenti di Ford sono di scena brand generalisti del calibro di FIAT, Volkswagen, Toyota, Renault, Nissan, Opel, Peugeot, Citroen, Hyundai e Kia, per non parlare delle case rivali americane come Chevrolet e Cadillac. Gamme simili, basti pensare che tra i B-SUV la popolare Puma deve confrontarsi nelle vendite come veicoli come Toyota Yaris Cross, Renault Captur, Peugeot 2008, Opel Mokka, FIAT 500X, Volkswagen T-Cross, Nissan Juke, Citroen C3 Aircross, Hyundai Kona e Kia Niro. Esclusive di Ford, che non sempre i brand concorrenti di Ford possono vantare, sono alcuni veicoli come il Ford Bronco e il Ranger. Solo Toyota, con i suoi Land Cruiser e l’Hilux, rende onore alla rivalità storica con Ford.

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