L'Automobile Club d'Italia (ACI) ha sempre svolto un ruolo cruciale nella promozione e nella tutela dell'automobilismo in Italia. La sua storia è intrecciata con quella dell'industria automobilistica italiana e con la passione degli italiani per le auto. Attraverso le sue pubblicazioni, l'ACI ha documentato l'evoluzione del settore, gli eventi sportivi, i progressi tecnologici e le sfide affrontate dagli automobilisti. Questo articolo esplora la storia delle riviste pubblicate dall'ACI, offrendo uno sguardo approfondito sul loro contenuto, la loro evoluzione e il loro impatto sulla cultura automobilistica italiana.
Le Origini: Rivista per l'Industria e il Commercio del Ciclo e dell'Automobile (1908-1919)
Il percorso editoriale dell'ACI inizia con la "Rivista per l'industria e il commercio del ciclo e dell'automobile", fondata il 1° maggio 1908 (a. I, n. 1). Questa pubblicazione, edita da Mario Morasso & C. a Milano, si occupava inizialmente dei settori del ciclo e dell'automobile, estendendo poi i suoi interessi all'aeronautica e alla motonautica. La rivista si qualificava come "Rivista industriale e commerciale della locomozione meccanica - Automobilismo - Aeronautica - Motonautica - Ciclismo - Letteratura tecnica e sportiva".
Un Organo Ufficiale di Riferimento
La rivista fungeva da organo ufficiale di diverse istituzioni, tra cui:
- Automobile Club d'Italia
- Automobile Club di Torino
- Automobile Club di Milano
- Automobile Club di Genova
- Automobile Club di Sicilia
- Comitato per le gare automobilistiche di Parma
- Sindacato industriale aeronautico italiano
Questo ruolo centrale le conferiva un'importanza significativa nel panorama industriale e sportivo dell'epoca.
Focus e Contenuti Iniziali
Il periodico si concentrava sui problemi relativi alle industrie automobilistiche, motonautiche, aeronautiche e ciclistiche. Seguiva con attenzione le manifestazioni sportive, le mostre e le fiere di settore. In particolare, la rivista mostrava grande entusiasmo per i primi sviluppi dell'aviazione, con resoconti dei primi voli e presentazioni dettagliate dei velivoli.
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Gli Anni della Guerra e la Trasformazione
Durante la Prima Guerra Mondiale, la rivista cambiò denominazione in "Rivista della mobilitazione industriale e della locomozione meccanica", riflettendo l'importanza della produzione bellica. Nonostante questo cambiamento, mantenne il suo ruolo di organo ufficiale delle principali istituzioni automobilistiche italiane.
Articoli di respiro più ampio iniziarono ad apparire sul finire del conflitto; tra questi se ne segnala uno pubblicato sul n. del 31 luglio - 6 agosto 1918 che valuta l’andamento del commercio con l’estero dell’Italia: “Dobbiamo innanzitutto notare che la guerra ha portato un incremento notevolissimo al nostro commercio estero preso nel suo insieme. Al termine del conflitto il periodico prese posizione contro i primi provvedimenti governativi tendenti a limitare la produzione di materiale bellico: “Con la solita mentalità burocratica si è ordinato di arrestare oggi tutte le lavorazioni belliche per iniziare domani le lavorazioni pacifiche. Pare che da un momento all’altro, mentre siamo tuttora in armistizio e non in pace, ci si sia spaventati al pensiero che la produzione di arnesi militari si prolungasse di un’ora in più, all’idea di possedere qualche centinaio di cannoni, di aeroplani, di automobili oltre quelli già ritirati in servizio […].
Le caratteristiche di fondo del giornale in tempo di pace non mutarono sostanzialmente, pur sostituendosi man mano all’attenzione predominante per l’industria bellica quella per l’industria civile. Si infittirono altresì dopo l’armistizio gli articoli che criticavano la politica economica dell’esecutivo. Il periodico si fece interprete delle lamentele delle associazioni industriali che chiedono al governo di “ispirare la politica finanziaria dello Stato ad intenti più conformi alla necessità del momento tenendo presente che il colpire i mezzi di produzione ne inaridisce ed estingue la fecondità e l’agglomerare nell’azienda statale difformi iniziative d’industria e di commercio, come rende più pesante e difficile a muoversi la macchina dello Stato e ne falsa il carattere e la funzione (poiché esso fu sempre […] industriale e commerciante mediocrissimo e meno abile e diligente dei privati) così a questi ultimi sottrae rami d’attività che affidati ai singoli possono convertirsi in cospicue fonti di ricchezza perennemente feconde” (La fiera requisitoria dell’industria contro il governo, 7-14 febbraio 1919).
L'Evoluzione delle Pubblicazioni ACI: Un "Tridente" per gli Appassionati
Nel corso dei decenni, l'ACI ha continuato a evolvere le sue pubblicazioni per soddisfare le esigenze degli appassionati di auto. Oggi, l'ACI porta in edicola ogni mese un "tridente" di riviste, tutte dirette da David Giudici ed edite da ACI Editore. Questo tridente è composto da:
- ACI: Lo storico magazine ACI racconta l’auto di oggi e del futuro. È il mensile di riferimento di ACI per i collezionisti di vetture d’epoca.
- Youngclassic: Un mensile che punta a indirizzare i giovani verso il collezionismo responsabile, concentrandosi sulle auto cult del recente passato (anni '70 in poi) che avranno un futuro nel mondo del collezionismo. Offre consigli per non sbagliare mossa sul mercato, storie esclusive, informazioni sugli eventi e guide all'acquisto divise per fasce di prezzo.
- l’Automobile Classica: Si propone come la nuova voce del motorismo storico. Sempre mensilmente, si occuperà, tra le altre cose, di riflettere sulle annose vicende che affliggono il sistema: ridefinizione del parco circolante storico, certificazioni non sempre adeguate, lotta ai falsi e così via, attraverso il dialogo continuo e costruttivo con i club affiliati ad ACI Storico.
- l’Automobile: Tratta i temi più attuali del mondo della mobilità, con lo scopo di essere riferimento utile, autorevole e pratico per gli automobilisti. Cinque i pilastri fondamentali del magazine: Sicurezza, Tecnologia, Transizione ecologica, Utilità e Mobilità.
Ogni componente del tridente ha la sua declinazione su tutte le piattaforme digitali ed è online su lautomobile.aci.it.
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Un Approccio Multimediale e Interattivo
L'ACI ha compreso l'importanza di raggiungere il pubblico più giovane attraverso i canali digitali. Il progetto Youngclassic, in particolare, si sviluppa in buona parte anche online per incontrare i consumatori dove realmente li si trova. Questo approccio multimediale e interattivo permette all'ACI di coinvolgere un pubblico più ampio e di promuovere la passione per l'automobilismo tra le nuove generazioni.
ACI e la Promozione del Patrimonio Automobilistico Italiano
L'ACI non si limita a pubblicare riviste, ma è anche attivamente impegnata nella promozione e nella conservazione del patrimonio automobilistico italiano. La partecipazione dell'ACI alla XXVII edizione della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico (BMTA) ne è un esempio lampante.
L'Esposizione alla BMTA di Paestum
Allo stand dell'ACI, l'opera più ammirata e fotografata è stata l'elegante vetturetta Parisiénne del 1903, messa a disposizione in esclusiva dal MAUTO - Museo Nazionale dell’Automobile. Questa vettura, la prima immatricolata nella provincia di Sondrio, ha attirato l'attenzione del pubblico, che ha potuto scoprirne tutti i segreti grazie alla presenza di una restauratrice del Museo.
Modellini e Immagini Storiche
Numerosi visitatori sono stati attratti anche dai 12 modellini di auto anteguerra provenienti dalla collezione della Biblioteca Storica dell’ACI. Tra questi vi erano modelli in scala di BUGATTI Royale Type 41, FORD V8 Roadster, PEUGEOT 203, MERCEDES - BENZ 300S, LANCIA AURELIA B24 spider e BMW 502.
Ad arricchire l’esposizione, inoltre, alcune immagini storiche di competizioni automobilistiche degli anni ’30, tratte dall’archivio della rivista RACI, raffiguranti le celebri “Coppa della Principessa di Piemonte” e “Coppa del Principe di Piemonte”, disputate rispettivamente sui circuiti di Napoli e Avellino.
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ACI: Un Punto di Riferimento per gli Automobilisti Italiani
L'Automobile Club d'Italia, con la sua lunga storia e il suo impegno costante, rimane un punto di riferimento essenziale per gli automobilisti italiani. Come ha affermato Angelo Sticchi Damiani, presidente dell’Automobile Club d’Italia: “Riteniamo che vadano fatti tutti gli sforzi possibili per informare, affiancare e tutelare i 37 milioni di automobilisti italiani”.
Un Impegno Continuo
L'ACI continua a svolgere un ruolo attivo nella promozione della sicurezza stradale, nella tutela degli interessi degli automobilisti e nella valorizzazione del patrimonio automobilistico italiano. Le sue pubblicazioni, il suo impegno nella conservazione delle auto storiche e la sua presenza attiva nel mondo digitale testimoniano la sua dedizione a servire gli automobilisti italiani e a promuovere la passione per l'auto in tutte le sue forme.
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