Il colosso automobilistico tedesco Volkswagen sta attraversando un periodo di profonda trasformazione, segnato da sfide globali, concorrenza agguerrita e la necessità di adattarsi a un mercato in rapida evoluzione verso l'elettrico. Questo articolo esamina la situazione attuale del gruppo, con un focus particolare sul numero di dipendenti, le strategie di ristrutturazione e le implicazioni per il futuro.

Un Gigante in Difficoltà

Volkswagen, con i suoi 87 anni di storia, si trova ad affrontare una sfida senza precedenti. La concorrenza cinese, in particolare nel settore delle auto elettriche, sta mettendo a dura prova la sua leadership di mercato. Per la prima volta, si parla della possibilità di chiudere stabilimenti in Germania, una decisione che segnerebbe una svolta epocale per l'industria automobilistica tedesca e l'economia del paese.

Il gruppo Volkswagen, che comprende marchi prestigiosi come Audi, Porsche, Lamborghini, Bentley e Ducati, ha annunciato un piano di ristrutturazione che prevede la chiusura di tre fabbriche e il taglio di decine di migliaia di posti di lavoro. Questa decisione è il risultato di settimane di tensioni con i sindacati e si inserisce in un contesto di crisi per l'industria automobilistica europea.

Piano di Ristrutturazione e Tagli al Personale

Secondo quanto riportato da Reuters e confermato dal quotidiano economico Handelsblatt, il consiglio di amministrazione del gruppo ha predisposto un piano di risparmio da circa 4 miliardi di euro. Le misure includono la chiusura di almeno tre dei dieci stabilimenti che il gruppo possiede in Germania e il taglio di decine di migliaia di posti di lavoro tra i circa 300.000 dipendenti che il gruppo ha nel paese. La situazione è talmente grave che l'azienda ha deciso di imporre una riduzione del 10% sugli stipendi e di congelare gli aumenti salariali per il 2025 e 2026.

Volkswagen ha annunciato che circa 20.000 dipendenti hanno firmato un accordo per la risoluzione volontaria del proprio contratto di lavoro. L’iniziativa rientra nel piano di trasformazione e riduzione dei costi lanciato a dicembre sotto il nome di Zukunft Volkswagen (il «Futuro di Volkswagen») e punta a un taglio complessivo di 35.000 posti entro il 2030, pari a oltre un quarto della forza lavoro tedesca del gruppo. L’obiettivo è rendere la più grande casa automobilistica europea di nuovo competitiva e pronta per il futuro entro il 2029. Le uscite, tutte su base volontaria e definite attraverso accordi con i sindacati, prevedono incentivi fino a 400.000 euro per i dipendenti più anziani.

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Il piano non prevede licenziamenti forzati né chiusure di stabilimenti, e punta a rendere il gruppo più snello e competitivo in vista delle grandi trasformazioni dell’industria automobilistica europea. Le misure, sottolinea Volkswagen, sono pensate per essere «socialmente accettabili» e vengono accompagnate da una drastica riduzione degli apprendistati annuali, che passeranno da 1.400 a 600 posti a partire dal 2026. L’operazione consentirà al gruppo tedesco di tagliare 1,5 miliardi di euro l’anno sui costi del lavoro, in un contesto di crescente pressione sulla redditività e sui margini, anche per via delle sfide legate all’elettrificazione e alla concorrenza internazionale.

La Sfida Cinese e i Costi di Produzione

Il problema principale di Volkswagen è legato ai costi di produzione elevati in Germania. Thomas Schaefer, il capo della divisione Volkswagen, ha ammesso che "le fabbriche tedesche non sono abbastanza produttive e hanno costi del 25-50% superiori agli obiettivi, il che significa che alcuni siti sono due volte più costosi rispetto alla concorrenza". Questo svantaggio nei costi è diventato insostenibile con lo spostamento del mercato verso le auto elettriche.

La Cina, mercato cruciale per Volkswagen (il 40% delle sue auto sono vendute lì), rappresenta una sfida significativa. I costruttori cinesi, guidati da Byd, stanno rivoluzionando il mercato delle auto elettriche con prezzi più bassi, grazie a costi di produzione inferiori. Byd ha superato Tesla diventando il primo produttore mondiale di auto elettriche e ibride plug-in, mentre Volkswagen perde clienti e quote di mercato.

Tensione con i Sindacati e Reazione del Governo

La tensione è alta in Germania. I sindacati accusano il management di scaricare sui lavoratori le conseguenze di scelte strategiche sbagliate, in particolare sulla transizione verso l'elettrico e sulle politiche di prezzo. Il portavoce del governo tedesco ha dichiarato che Berlino è in stretto dialogo con l'azienda e i rappresentanti dei lavoratori, sottolineando che l'obiettivo è mantenere e garantire i posti di lavoro dei circa 300.000 dipendenti che Volkswagen ha nel paese.

Nel frattempo, i sindacati hanno già annunciato che, se non si raggiungerà un accordo, dal primo dicembre potrebbero iniziare gli scioperi in tutti gli stabilimenti tedeschi del gruppo.

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Struttura dei Costi e Competitività

Il costo della manodopera in Volkswagen è un fattore critico. La percentuale dei ricavi spesi per la manodopera in Volkswagen a livello globale è scesa dal 18,2% nel 2020 al 15,4% nel 2023, tuttavia resta superiore a Bmw, Mercedes e Stellantis. La Germania ha il costo del lavoro più alto di qualsiasi altro settore automobilistico a livello mondiale, con una media di 62 euro all’ora nel 2023.

Daniel Schwarz, analista di Stifel, sostiene che Wolfsburg spenda di più in manodopera perché produce internamente molti componenti e software. I costi sono particolarmente elevati perché comprendono il personale che svolge funzioni amministrative per l'intero gruppo Volkswagen, come le vendite, la gestione e lo sviluppo tecnico, spesso con stipendi più alti.

Tagli e Nuove Assunzioni

Negli ultimi anni il costruttore ha operato numerosi tagli di posti di lavoro in Germania, compreso un accordo con i sindacati stipulato dal precedente ceo Herbert Diess per 23.000 esuberi in Volkswagen entro il 2025. Ma l’avvento dell’auto elettrica e l'inasprimento delle normative Ue sulle emissioni ha portato a fare numerose assunzioni in settori come il software e l'amministrazione tanto che il numero di colletti bianchi sta raggiungendo quello delle tute blu. Un documento interno visionato da Reuters mostra che, mentre il numero di operai impiegati in Wolkswagen è diminuito di oltre 8.000 unità tra giugno 2019 e settembre 2024, il numero di personale amministrativo è aumentato di circa 4.000 unità.

Negoziati e Prospettive Future

I negoziati tra azienda e sindacati sono in corso, con questi ultimi che chiedono un aumento in busta paga del 7%, mentre Wolfsburg minaccia un taglio del 10%. Il sindacato e il consiglio di fabbrica hanno presentato un «piano futuro» in base al quale i dipendenti e i dirigenti rinunceranno temporaneamente a parte dei loro bonus e aumenti di stipendio, in cambio di un orario di lavoro più breve, per affrontare il problema della sovracapacità in alcuni stabilimenti.

Implicazioni per l'Economia Tedesca e Europea

La crisi della Volkswagen si ripercuote sull’intero sistema economico tedesco e riflette problemi che interessano tutte le case automobilistiche occidentali, spiazzate dall’arrivo sui mercati globali di auto cinesi (elettriche e tradizionali) dotate di ottime tecnologie a prezzi bassissimi.

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Luca de Meo, l’amministratore delegato della Renault, propone la creazione di un consorzio europeo dell’auto elettrica, sul modello che ha permesso all’Europa, con la nascita di Airbus, di sfidare il colosso statunitense Boeing nel settore dell’aviazione. Serve una politica che sostenga le tecnologie e le competenze e rilanci l’industria nel vecchio continente.

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