La Volkswagen Polo, un'auto che ha segnato la storia dell'automobilismo europeo, celebra 50 anni di successi. Nata come una risposta alla crisi petrolifera degli anni '70, la Polo ha saputo evolversi nel tempo, diventando un'icona di stile e affidabilità. La sua storia è una testimonianza dell'evoluzione del mercato automobilistico, dalla fine delle utilitarie al fenomeno del cross sizing.

Le Origini: Dalla Audi 50 alla Prima Polo (1975)

La storia della Volkswagen Polo inizia nel 1974, anno in cui viene lanciata la Golf. In Europa si comincia a ragionare di hatchback, berline a due volumi, una formula che il gruppo Volkswagen decide di replicare sempre nel 1974 con una vettura che ci sarà utile, l’Audi 50, a trazione anteriore. Come sapete, la casa dei quattro Anelli dovrà aspettare il modello A1 datato 2010 per ottenere un vero successo tra le citycar. Trentasei anni prima, Audi 50 fu un sostanziale fiasco, per questioni di prezzo. Nel 1975 arrivò l’idea di dare però un nuovo senso a questa vettura, producendone una variante identica nella meccanica ma più razionale negli equipaggiamenti e nel listino, questa volta a marchio Volkswagen. L’idea fu quella di inventare la Polo.

La prima Polo, lanciata nel maggio 1975, era lunga 351 centimetri, larga 156 e alta 134, con un peso che non superava i 700 kg: questa è la carta di identità della sua prima generazione. Era una city car a due porte, progettata per essere pratica ed economica, in risposta alla crisi petrolifera e al rincaro della benzina. Rispetto all'Audi 50, la Polo offriva un ottimo rapporto qualità/prezzo e una grande praticità, con spazio sufficiente per quattro persone e i loro bagagli.

La Seconda Generazione: Un'Icona degli Anni '80 (1981)

Nel 1981 viene il momento della Polo seconda generazione, una vettura praticamente eterna, considerando il fatto che restò in produzione fino al 1994, un tempo quasi doppio rispetto all’attuale vita utile di qualsiasi modello. Polo 2, con il suo design da mini station wagon e una solidità costruttiva divenuta proverbiale si ritrova ad essere perfino una protagonista storica nell’epoca della caduta del muro di Berlino. C’è lei tra i primi desideri degli ex cittadini della Germania Est in fuga dal comunismo e dalla dittatura delle Trabant.

La Polo 2 presentava un design da mini station wagon a tre porte e una solidità costruttiva divenuta iconica. Questa generazione è rimasta in produzione fino al 1994, quasi il doppio del tempo di un qualsiasi altro modello.

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Accanto ad un motore 1.000 benzina “di ingresso” debutta un 1.3 da 113 cv equipaggiato con compressore volumetrico: Polo G40 apre un’epoca per Volkswagen, con Golf G60 che la seguirà. Su questo modello fanno la loro comparsa anche l’iniezione elettronica al posto del carburatore e il catalizzatore.

La Terza Generazione: Crescita e Innovazione (1994)

Della terza generazione parliamo soltanto a patto che ricordiate la lunghezza della prima: 351 cm. Polo 3 ne misura 371. L’evoluzione della specie che si scatena dal 1994 in poi regala a questa vettura un nomignolo del tutto immeritato di “Baby Golf”. È ingeneroso per un modello che ha una qualità sua e anche generosità, visto che apre la strada alla nuova Seat, entrata a far parte ormai da tempo della galassia Volkswagen, ma bisognosa di un modello di alto livello per riproporsi. Sul pianale della Polo 3 nasce infatti la nuova Ibiza.

La Polo 3 segnò un'ulteriore evoluzione, con una lunghezza di 371 cm. Per la prima volta, la vettura veniva venduta anche con una carrozzeria a cinque porte. I suoi materiali e assemblaggi erano di altissima fattura.

Molti i motore a disposizione, dal 1.000 a benzina da 50 Cv all’ottimo 1.4 16V in edizioni da 75 cv e 101 cv.

Nel 1995 è l’anno di uno dei modelli più curiosi nei 50 anni di storia della Polo: la già citata Harlequin, ispirata a un Arlecchino, sulla quale quattro colori di carrozzeria (verde, blu, giallo e rosso) erano combinati su elementi diversi dell’auto. Nel 1997 arriva invece il modello station wagon mentre l’anno successivo è la volta della GTI, sigla mitica che arriva per la prima volta sulla citycar tedesca grazie a un 1.6 da 125 cavalli.

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La Quarta Generazione: Un Design Discusso (2002)

Se poi anche Polo sbaglia, lo fa nettamente con la sua quarta generazione. Nel 2002 debutta una vettura con un design ben poco elegante e soprattutto reso pesante dalla scelta di adottare non due ma quattro fari anteriori. È oggettivamente brutta e fa proposte discutibili come la sua versione Fun con passaruota di plastica scura che anticipavano, piuttosto male, il look di un Suv urbano.

Nel 2005 Volkswagen corre ai ripari ristilizzando completamente il frontale, tornato ad una unica coppia di proiettori e mettendo mano alle motorizzazioni. Da ricordare per Polo 4 non c’è certo il 3 cilindri 1.2 da 60 cv, ma piuttosto l’arrivo del 1.4 FSI da 86 cv, ovvero con la tecnologia di iniezione diretta di benzina che il gruppo porta avanti ancora oggi. In cima alla gamma spunta la Polo GTI con motore 1.8 litri turbo a cinque valvole per cilindro di derivazione Audi e 150 cv, disponibile anche in una versione da 180 cv.

La Quinta Generazione: Il Rilancio (2009)

Volkswagen comunque poteva solo non ripetere l’errore, e nel 2009 non successe. Polo quinta generazione, quella per altro appena andata in pensione, rappresenta il modello del rilancio. Il design diventa molto aggressivo nel frontale e avvolgente al posteriore: dal confronto con Golf ne esce in modo magnifico. Volkswagen non si risparmia sulla meccanica, con sospensioni curatissime e un avantreno molto direzionale che consente una guida veloce e precisa. Polo 5 ha un telaio irrigidito, ma anche alleggerito, più spazio per i passeggeri e una qualità costruttiva degli interni degna di una categoria superiore. Non a caso, viene eletta Auto dell’Anno 2010: prima di lei solo la ottima Golf terza generazione aveva conquistato questo premio, nel 1992. Succederà ancora con Golf nel 2013 e Passat nel 2015.

Tra le grandi, Polo 5 non si priva di nulla. Propone motori a benzina tre cilindri 1,2 a basso consumo, riceve dalla banca del Gruppo il cambio DSG a doppia frizione 7 marce e si prende anche il lusso di andare oltre i limiti di velocità che finora si era concessa. La versione GTI adotta un propulsore quattro cilindri turbo 1.8 da 192 cv di potenza. Oltre c’è la strabiliante variante R Wrc, finora la Polo più potente mai prodotta.

La Sesta Generazione: Un Nuovo Capitolo (2017)

Proprio lui, il motore 2.0 TSI turbo benzina “depotenziato” a soli 200 Cv batte nella GTI 2017, edizione più sportiva della Polo sesta generazione disponibile in Italia dallo scorso ottobre. È alta 144 centimetri, larga 175 e soprattutto lunga 405 centimetri, ovvero 54 cm in più del modello presentato nel 1975.

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Il passo di questa Volkswagen Polo è aumentato di ben 9,4 cm, migliorando l’abitabilità e la capienza del bagagliaio, che passa dai 280 litri della quinta serie a 351. All’interno, l’abitacolo è totalmente rimodernato. Viene inoltre installato per la prima volta l'Active Info Display e la strumentazione interamente digitale, entrambi disponibili solo nella versione Highline.

Il nuovo modello del 2021 fa ancora parte di questa sesta generazione, ma ha un design totalmente rivisitato e dotazioni tecnologiche superiori, al top della categoria. La nuova Polo sbarca dunque sul mercato italiano con credenziali decisamente molto forti. La versione sportiva della piccola tedesca compie 25 anni e per celebrare l’evento, la VW presenta la Polo GTI Edition 25 prodotta in soli 2500 esemplari. Il motore, un due litri turbo da 207 CV, è lo stesso del standard

Polo GTI Edition 25: Un Omaggio alla Storia

La Polo GTI Edition 25 celebra i 25 anni della prima Polo GTI, lanciata nel 1998. Questa versione speciale è basata sull'attuale GTI, mossa dal due litri turbo a iniezione diretta da 207 CV abbinato a un cambio elettroattuato a doppia frizione con 7 rapporti. Nel pacchetto sono incluse le sospensioni sportive, il bloccaggio elettronico del differenziale XDS e alcuni particolari estetici che distinguono la Edition 25. La vettura verrà prodotta in 2500 esemplari e sarà in vendita dal 1° giugno.

La Polo GTI Edition 25 sottolinea il classico look GTI, con pinze dei freni rosse, la griglia a nido d’ape e i terminali di scarico cromati. Specifici della GTI Edition 25 i cerchi in lega Adelaide da 18 pollici in Black Glossy, il tetto nero e gli specchietti retrovisori esterni neri. L’abitacolo offre invece sedili sportivi in pelle traforata rosso-nera con loghi GTI e finiture decorative nere lucide con scritte GTI rosse. Il badge “One of 2500” sul battitacco sottolinea poi l’esclusività di questa Special Edition a tiratura limitata. Oltre ai colori GTI Pure White, Kings Red Metallic, Reef Blue Metallic, Smoke Grey Metallic e Deep Black Pearl Effect, la Polo celebrativa è disponibile anche nel colore Ascot Grey. Da ricordare inoltre i fari a matrice di Led, il volante sportivo multifunzione in pelle con paddle e logo “25”. La strumentazione comprende il sistema di infotainment Ready2Discover con display ad alta risoluzione da 8 pollici.

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