La Opel Corsa, fin dal suo debutto nel 1982, ha rappresentato una pietra miliare nella storia dell'automobilismo, accumulando un impressionante totale di oltre 14,5 milioni di unità prodotte. Questo modello di successo ha saputo rinnovarsi nel tempo, mantenendo intatto il suo fascino e la sua popolarità. Nel 2021, ad esempio, è stata l'auto più venduta nel Regno Unito e l'utilitaria più apprezzata in Germania negli ultimi due anni. La nuova Opel Corsa si presenta oggi più moderna, digitale e versatile che mai, offrendo per la prima volta due versioni con diversi livelli di prestazioni a batteria, come nella versione elettrica.

Gli inizi: Opel Corsa A

Il lancio della prima generazione della Opel Corsa, conosciuta come Corsa A, segnò l'inizio di una storia di successo. La produzione iniziò nel 1982 nello stabilimento di Figuerelas, in Spagna. Questa vettura, con il suo design semplice e vivace, conquistò subito il pubblico.

Opel Corsa B: Un'evoluzione stilistica e funzionale

Esattamente 30 anni fa, la Opel Corsa B fece il suo ingresso sul mercato, segnando un'ulteriore evoluzione rispetto al modello precedente. Grazie a un design originale, caratteristiche innovative in termini di sicurezza, comfort e praticità, la Corsa B superò il traguardo dei quattro milioni di unità vendute nel 2000.

I designer, guidati da Hideo Kodama, optarono per un design più morbido e arrotondato, ispirandosi alla concept car Junior. Questa scelta stilistica mirava a rendere la Corsa B più attraente per il pubblico femminile. Un'altra caratteristica distintiva era la differenza tra i modelli a tre e a cinque porte, ognuno con un carattere unico. La versione a tre porte presentava una silhouette sportiva, mentre quella a cinque porte era pensata per le famiglie, con un portellone posteriore più verticale.

La Opel Corsa B offriva una vasta gamma di versioni, con cinque livelli di equipaggiamento (Eco, Swing, Joy, Sport e GSi) e un'ampia scelta di tessuti e colori. Rispetto alla generazione precedente, la Corsa B migliorò in termini di comfort e sicurezza. La vettura crebbe di 10 centimetri, raggiungendo una lunghezza di 3,73 metri, con un passo più lungo e sbalzi ridotti. Il parabrezza fu spostato in avanti e la parte posteriore del modello a cinque porte fu inclinata verso il basso, offrendo più spazio per la testa, le spalle e le gambe.

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La Opel Corsa B stabilì nuovi standard di sicurezza nel segmento delle utilitarie. La rigidità torsionale della carrozzeria aumentò del 40% rispetto al modello precedente. Per la prima volta in questa classe, furono montate di serie doppie travi antintrusione in acciaio nelle portiere e tenditori meccanici delle cinture di sicurezza sui sedili anteriori. Altre caratteristiche di sicurezza includevano cinture di sicurezza regolabili in altezza e rampe anti-submarining nei telai dei sedili.

Opel Corsa GSi 16V: L'anima sportiva

Nel 1993, Opel lanciò una variante particolarmente sportiva: la Corsa GSi 16V. Questo modello, caratterizzato da minigonne laterali, paraurti in tinta e spoiler anteriori e posteriori, era in grado di accelerare da 0 a 100 km/h in 9,5 secondi e raggiungere una velocità massima di 195 km/h. Il telaio sportivo e gli ammortizzatori a gas contribuivano a migliorare le prestazioni su strada.

La Corsa GSi montava un motore 1.6 con sistema di iniezione elettronica Bosch LE Jetronic, una carrozzeria larga, spoiler, splitter, sedili e volante sportivi a tre razze e strumentazione dedicata con voltometro e manometro dell’olio.

Impegno per l'ambiente

Opel dimostrò di coniugare piacere di guida e responsabilità ambientale. La Corsa B si distinse per i suoi efficienti propulsori a benzina con iniezione e convertitori catalitici. Nel 1993, la Corsa con motore da 1,2 litri (33 kW/45 CV) rispettava già le norme sulle emissioni che sarebbero entrate in vigore solo tre anni dopo. La Corsa Eco, con un consumo medio di 4,66 l/100 km, fu definita "l'auto più efficiente d'Europa" dall'ADAC e dall'ÖAMTC.

Opel fu anche la prima casa automobilistica a creare un circuito di riciclo delle plastiche per autoveicoli nel 1990. Il riciclo dei veicoli fuori uso fu preso in considerazione già durante la progettazione della Corsa B, grazie all'utilizzo di materiali plastici compositi non miscelati e tecniche di fissaggio dei componenti facili da smontare.

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La Opel Kadett GT/E

La Opel Kadett, prodotta dal 1936 al 1991, ebbe numerose versioni, tra cui la Kadett GT/E, una coupé con un motore quattro cilindri 1,9 litri da 105 CV.

Opel Manta GSI

La Opel Manta di seconda generazione (B) fu la prima ad utilizzare la sigla GSI (Grand Sport Injection) nel 1985, con un motore 2 litri da 110 o 159 Cv. La Manta 400, realizzata per le competizioni, fu poi proposta in versione stradale in soli 245 esemplari.

Opel Calibra e Opel Astra GSI

La Opel Calibra del 1989, coupé basata sulla Vectra, non ebbe lo stesso successo sportivo della Manta. L'Astra, erede della Kadett, ebbe una versione di punta, la GSi con motore 2,0 litri 16 valvole da 150 CV.

Opel Astra GSe: L'ibrido sportivo

La Opel Astra GSe rappresenta il presente e il futuro del marchio, con una versione ibrida plug-in sportiva.

Un viaggio nella storia: Dalla Spagna alla Germania a bordo di una Corsa GT

Un esemplare di Opel Corsa GT, prodotto in Spagna e immatricolato nello stesso paese, fu ritrovato in Portogallo, dove era rimasto fermo per molto tempo. Dopo un controllo in officina, la vettura fu pronta per un viaggio verso la Germania.

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La Corsa GT si dimostrò una granturismo tascabile, agile e confortevole. Dopo alcune ore di viaggio, il consumo di carburante si rivelò in linea con le specifiche del produttore, con quasi 16 km/l.

Sulle strade del Parque Natural de Montesinho, la Corsa GT si arrampicò con un passo degno delle migliori auto da rally. Dopo una sosta in un piccolo villaggio di montagna, il viaggio proseguì verso Bilbao, dove l'equipaggio visitò il Museo Guggenheim.

La Corsa GT attraversò la regione vinicola della Rioja e arrivò a Saragozza, la sua città natale. Dopo aver superato le strette vie della città, la vettura fu ospite d'onore nello stabilimento di Figuerela, dove fu accolta come un vecchio amico.

Il viaggio proseguì verso Barcellona, dove la Corsa GT percorse l'imponente Montjuïc e visitò la Sagrada Família. Dopo un breve controllo da parte della polizia, l'equipaggio ripartì verso la Germania.

Superato il confine con la Germania, la Corsa GT raggiunse la sua destinazione finale, offrendo un'esperienza di guida unica e un tuffo negli anni '80.

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