La Opel Kadett è un modello che ha segnato la storia dell'automobile, evolvendosi nel tempo e adattandosi alle esigenze del mercato. Dalle sue origini negli anni '30 fino all'attuale Opel Astra, la Kadett ha rappresentato una felice sintesi di praticità, versatilità e agilità cittadina.
Le origini: Opel Kadett (1936-1940)
Gli anni '30 furono un periodo di grande vitalità aziendale per Opel. In questo contesto, nel 1935, la Casa tedesca presentò due nuovi modelli destinati a influenzare notevolmente i suoi futuri progetti: la Opel Olympia e la P4. La Opel Kadett rappresentò una felice sintesi di questi due modelli. Dalla Olympia, rispetto alla quale si posizionava nel segmento di mercato immediatamente inferiore, ereditava la modernità generale del progetto e l’idea della carrozzeria autoportante; della più economica e tradizionale Opel P4 riprendeva invece il concetto di vettura utilitaria ed il motore di 1.073 cc.
La Opel Kadett aveva una carrozzeria compatta e leggera che veniva proposta sul mercato tedesco nella duplice versione berlina 2 porte e cabriolet. La versione berlina 4 porte con le porte incernierate ai montanti esterni per aprirsi al centro della fiancata era riservata invece all’esportazione. La sua linea, che oggi potremmo definire “a due volumi”, ricordava quella della Opel Olympia: parafanghi anteriori e fari parzialmente inseriti nella carrozzeria, due finestrini laterali (quello anteriore provvisto di deflettore), bagagliaio integrato all’esterno del quale era agganciata la ruota di scorta.
Il motore era un 4 cilindri in linea di 1.073 cc a corsa lunga con distribuzione a valvole laterali che sviluppava 23 CV (12 kW). Disposto longitudinalmente all’interno del vano, trasmetteva il moto alle ruote posteriori attraverso un cambio a 3 marce ed un albero di trasmissione centrale. La sospensione anteriore era indipendente tipo Dubonnet con molle elicoidali incapsulate, mentre quella posteriore era a ponte rigido con balestre longitudinali semi-ellittiche. Questa prima Opel Kadett del 1936 raggiungeva una velocità massima di 98 km/h e percorreva 100 chilometri con 7,5 litri di benzina.
Nel 1938 Opel presentò un’edizione parzialmente rinnovata della Opel Kadett. La nuova serie manteneva praticamente la stessa meccanica della precedente, ma la linea esterna, più arrotondata, finiva per farla assomigliare maggiormente alla Olympia di cui proprio quell’anno Opel proponeva una nuova edizione equipaggiata con un motore a valvole in testa di 1.500 cc. La gamma si articolava ora su quattro diverse versioni. Il modello d’entrata era la berlina a 2 porte che, offerta all'”incredibile prezzo” di soli 1.795 Marchi, rappresentava una più che valida alternativa all’economica P4 da poco uscita di produzione. Per i clienti più esigenti c’erano invece le berline Special a 2 ed a 4 porte (al prezzo rispettivamente di 2.100 e 2.350 Marchi), riconoscibili esternamente per la presenza di copriruota, paraurti e modanature laterali cromate.
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Quando nell’ottobre del 1940 la produzione automobilistica dovette essere interrotta, dallo stabilimento di Rüsselsheim erano già uscite 107.608 Kadett.
Il ritorno: Opel Kadett A (1962-1965)
Dopo una lunga pausa causata dalla Seconda guerra mondiale, Opel nel 1962 ripropose la Kadett A, più spaziosa, con motori nuovi e soprattutto bassi costi di manutenzione: il comun denominatore di tutti i modelli futuri. Opel ne costruì quasi 650mila unità fino al 1965. La sua carrozzeria raccolta ed essenziale, come si richiedeva per una vettura di un solo litro di cilindrata, presentava linee squadrate, pinne verticali ai lati del cofano motore e del bagagliaio, paraurti e fari cromati, finestrini deflettori anteriori apribili, pneumatici con banda di colore bianco. La vettura inoltre pesava solo 670 kg in ordine di marcia (ovvero con ruota di scorta, attrezzi e tutti i liquidi di rifornimento, benzina compresa). Con un motore da soli 40 cavalli la Opel Kadett A aveva prestazioni quasi analoghe a quelle della più grande Opel Rekord. Per questo, oltre ad utilizzare un pianale allungato, venne posta una particolare attenzione nella progettazione del motore, che venne rivisto e sottoposto a profondi aggiornamenti in maniera tale da ottenere un soddisfacente aumento di prestazioni, ma anche un soddisfacente calo dei consumi.
L'internazionalizzazione: Opel Kadett B (1965-1973)
La Opel Kadett B è “Das Auto”: la macchina. Più lunga e potente, contribuì a esportare il marchio anche oltre confine. Fu l’auto internazionale di Opel, venduta in oltre 120 Paesi: tra il 1965 e il 1973 ne furono prodotti 2,6 milioni di esemplari. La Kadett B venne svelata nel settembre del 1965 al Salone di Francoforte in un clima di ottimismo, visti i soddisfacenti risultati di vendita della precedente Kadett. Opel affiancò alla Kadett B anche una variante più raffinata: la Olympia A, proposta dal 1967 con finiture pregiate, moquette dedicate, inserti in legno e motorizzazioni fino a 90 CV. La gamma complessiva era impressionante: ben otto stili di carrozzeria e quattro cilindrate diverse, senza dimenticare che proprio sulla Kadett B Opel sperimentò i primi progetti elettrici, come la concept XEP del 1970. La carriera della Kadett B si concluse nel 1973, dopo oltre 120 mercati raggiunti e milioni di clienti conquistati.
La sportività e l'economia: Opel Kadett C (1973-1979)
I primi disegni e modelli in scala 1:1 della futura Kadett C ci furono nel 1967. Fu solo nell’estate del 1970 che venne avviato il progetto 1865, noto anche come progetto T-Car. Tale progetto venne impostato in maniera tale da porre ulteriormente l’accento sull’esigenza, da parte della General Motors (all’epoca proprietaria del marchio Opel), di creare una “world-car” da poter produrre in ogni angolo del mondo per venire incontro alle esigenze dei vari mercati disseminati sul pianeta. La Kadett C è quella più sportiva (c’è anche la versione coupé) ma anche la più economica, specie a livello di riparazioni. La vettura finita venne presentata alla fine dell’estate 1973 al Salone di Francoforte, ma già ad agosto ne venne avviata la produzione unendola alla generazione Opel Astra.
La svolta: Opel Kadett D (1979-1984)
La Kadett D è l’auto della svolta, la prima a introdurre la trazione anteriore, testata su 1,5 milioni di chilometri. Si rompeva la frizione? Nessun problema: non occorreva smontare mezzo motore per sostituirla. Fu venduta in oltre 2 milioni di unità. Era il 1979 quando il Marchio del Fulmine presentò la D, il primo modello Opel a trazione anteriore. Fin dal suo debutto sui mercati europei, la tedesca era disponibile in configurazione berlina a tre e cinque porte, ma anche con carrozzeria station wagon.
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Nel 1975, la City fu la risposta intelligente alla crescente domanda di compatte capaci di adattarsi alla vita quotidiana con un tocco di sportività. Ecco allora la Kadett City: berlina a tre porte con ampio portellone, dimensioni compatte - lunga appena 3,90 metri - ma una straordinaria capacità di adattamento. Sotto il cofano, motori a quattro cilindri da 1.0 a 1.6 litri, potenze tra i 40 e i 75 CV, cambio automatico disponibile - un lusso non comune all’epoca - e prestazioni oneste, con la versione più potente capace di raggiungere i 157 km/h.
Per questo il progetto 2040 nacque e si sviluppò proprio sui punti cardine relativi a trazione anteriore e carrozzeria hatchback con portellone. Durante la seconda metà degli anni settanta i prototipi allestiti percorsero circa 1,5 milioni di chilometri per i test sulla meccanica. L’investimento stanziato per questo progetto fu di ben 500 milioni di marchi, ma alla fine il progetto prese forma e nell’agosto del 1979 venne svelata la nuova Kadett D.
La regina del mercato: Opel Kadett E (1984-1991)
La regina del mercato è però stata la Kadett E - eletta “Auto dell’anno” nel 1984 - che sfiorò quota 4 milioni di immatricolazioni. Fu la Opel più venduta dell’epoca: solo in Europa nel 1987 la scelsero 625mila automobilisti. Il maggior pregio? L’aerodinamica.
L’ultima versione della Opel Kadett fu presentata 40 anni fa, precisamente nell’agosto del 1984, si rifaceva al modello precedente più di quanto l’inedita carrozzeria cuneiforme, vagamente a goccia, lasciasse presupporre. Per confrontarsi meglio con le dirette concorrenti, oltre a preparare una nuova versione GSi ad alte prestazioni che raggiungeva i 203 km/h, Opel volle incrementare il vantaggio che Kadett aveva già in fatto di abitabilità senza per questo variare sostanzialmente gli ingombri esterni. Lunga esattamente come il modello precedente, la nuova Opel Kadett-E era più larga di appena 2 centimetri. Per definire la migliore forma aerodinamica gli ingegneri Opel trascorsero 1.200 ore nelle gallerie del vento, ma il risultato finale fu all’altezza dell’impegno profuso: Opel Kadett-E aveva un coefficiente di penetrazione aerodinamica (Cx) di 0,32 che sarebbe poi sceso addirittura a 0,30 nella versione sportiva GSi.
Inizialmente la nuova Opel Kadett-E fu prodotta con due soli tipi di carrozzeria: berlina due volumi e station wagon. I propulsori non differivano sostanzialmente da quelli adottati sulle precedenti Opel Kadett-D. Si trattava infatti della più recente generazione dei monoalbero Opel con monoblocco in ghisa e testata in lega leggera ed albero a gomiti su 5 supporti. L’impostazione meccanica era quella della serie precedente (motore trasversale, trazione anteriore) abbinata un cambio a 5 marce. Le sospensioni anteriori erano sempre di tipo McPherson, ma con la variante del triangolo inferiore in lamiera stampata, soluzione che permetteva di non dover montare anche una barra anti-rollio. Quelle posteriori avevano bracci longitudinali stampati ed interconnessi mediante una trave, che fungeva anche da elemento stabilizzante, molle coniche ed ammortizzatori non coassiali. L’impianto frenante era misto (dischi anteriori, tamburi posteriori), sdoppiato e servoassistito su tutte le versioni. L’adozione di silent-block di maggiori dimensioni favoriva la leggerezza di guida ed il comfort.
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Nel 1990 la Opel vivacizzò l’interesse del pubblico verso la Kadett-E realizzando una serie di “edizioni speciali” come la Champion, versione elegante della sportiva GSi 16V, e la Life, basata sulla berlina a 4 e 5 porte.
Quando il 20 luglio 1991 l’ultima Opel Kadett-E uscì dagli stabilimenti di Bochum ne erano state prodotte 3.878.000 unità e 603.000 Vauxhall Astra.
Il passaggio di testimone: Opel Astra (1991-presente)
Da Kadett all’Astra il passo è breve E proprio l’aerodinamica distingue in positivo anche l’Opel Astra presentata l’anno scorso al salone di Francoforte. Kadett e Astra sono legate a doppio filo, perché la seconda sostituì la prima ereditandone il nome. In Gran Bretagna, infatti, dal 1980 la Kadett era commercializzata con la denominazione Vauxhall Astra. In tutto contiamo undici generazioni di autovetture. La vettura che succedette alla Kadett prese il nome del modello britannico (la quarta generazione di Kadett era stata venduta nel Regno Unito con il nome di Vauxhall Astra dal 1980). Tutte le Astra avevano di serie un sistema di cinture di sicurezza attive con tensionatori sulle cinture anteriori, cinture regolabili in altezza e protezioni laterali come le doppie barre di rinforzo in acciaio in tutte le portiere.
Tra il 1991 e il 1997 furono costruite circa 4,13 milioni di Astra F, che diventò così la Opel più venduta di tutti i tempi. Al debutto, nella primavera del 1998, Astra era disponibile in versione 3 e 5 porte e come station wagon. La berlina 4 porte, la coupé e la cabriolet entrarono in gamma in un secondo momento. La seconda generazione di Opel Astra era una vettura completamente nuova. La sicurezza attiva fu incrementata aumentando del 30% la luminosità dei fari anteriori alogeni trasparenti H7 e con il telaio Dynamic Safety (DSA) completamente ridisegnato, che abbinava comfort, agilità e sicurezza, anche a pieno carico. Con dodici motori da 90 a 240 CV e sette versioni, la scelta di Astra H era infinita. Ne furono vendute oltre 2,7 milioni di unità.
Più leggera di 200 kg, con un abitacolo più spazioso nonostante la minore lunghezza e più efficiente grazie all’adozione di motori di nuova generazione: nuova Opel Astra rappresenta un considerevole passo in avanti in termini di sviluppo e debutta in anteprima mondiale al Salone dell’Automobile di Francoforte (IAA) a settembre 2015. I prezzi della nuova Opel Astra con motore benzina 1.4 litri partono da soli 17.260 euro, non un centesimo in più del modello precedente. 53 anni dopo essere stato presentato per la prima volta su una Kadett, un motore 1.000 cc torna sotto il cofano di una Opel compatta. Ma adesso l’unità tre cilindri turbo a iniezione diretta vanta quasi il doppio della potenza (77 kW/105 CV). L’Astra del 2015 è stata la prima vettura a portare nel segmento delle compatte i fari attivi IntelliLux LED Matrix. Sono inoltre disponibili efficienti motori benzina e diesel, in abbinamento ai cambi ad attriti ridotti manuale a sei rapporti e automatico a otto rapporti.
L’attuale Opel Astra discende direttamente dalla Kadett. Quella presentata nel 2019 in Germania è il restyling di quella datata 2015. Riduzione fino al 21% delle emissioni di C02 e consumi brillanti sono i punti forti di un’auto su cui Opel ha lavorato tantissimo in galleria del vento: il Cx è pari a 0,26, tra i migliori della categoria.
La telecamera anteriore Opel Eye riconosce i cartelli stradali e comunica a chi guida limiti di velocità e divieto di sorpasso, oltre ad avvisare in caso di allontanamento involontario dai limiti di carreggiata. Con i fari anteriori AFL+, Astra può guardare in curva e, se necessario, abbassare automaticamente le luci o passare agli abbaglianti.
L'elettrificazione: Opel Kadett Impulse e Opel Astra Electric
Prima di Opel Corsa-e c’era una Kadett Infine, un’ultima chicca: l’antenata della Opel Corsa-e è una Kadett. Si chiamava Opel Kadett Impulse ed era nel 1990 una vettura propriamente elettrica, progettata per scopi scientifici e di ricerca. L’obiettivo era capire come un’auto mossa dall’energia elettrica, ma con gli stessi spazi abitativi di una Kadett “normale”, potesse disimpegnarsi sulle strade di città. La potenza massima era di 16 kW (22 CV). Per andare da zero a 50 km/h servivano 10 secondi. La velocità massima della vettura era di 100 km/h. Le batterie al nichel-cadmio erano inserite nel vano motore e sotto il bagagliaio, pesavano 310 kg per 14,3 kWh di energia e avevano un volume di 170 litri.
La prima generazione elettrificata di Opel Astra mostra cosa significhi oggi il piacere di guida moderno e responsabile. L’attuale Opel Astra, con diversi motori ibridi e motori a combustione efficienti, nonché la Opel Astra Electric completamente elettrica, è emozionante, efficiente e, a seconda della variante, a zero emissioni locali. Il motore elettrico eroga 115 kW (156 CV) e una potente coppia di 270 Nm, entrambi disponibili fin dal primo tocco del pedale dell’acceleratore, garantendo partenze rapide e un’accelerazione convincente. Opel Astra Electric e Astra Sports Tourer Electric sono in grado di percorrere rispettivamente fino a 418 o 413 chilometri (WLTP1) a zero emissioni locali, a dimostrazione di cosa significhi oggi il piacere di guida moderno e responsabile!
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