La Nissan Patrol è uno dei capisaldi del settore delle vetture fuoristrada, vantando una storia pluridecennale di successi. Il celebre fuoristrada giapponese ha ottenuto innumerevoli successi commerciali e sportivi. Per gli appassionati di fuoristrada, il nome Patrol non ha bisogno di presentazioni: la sua storia inizia nel 1951 e si sviluppa in sessant’anni di modelli sempre più evoluti tecnicamente ma con il denominatore comune della robustezza e della capacità di disimpegno su qualunque terreno.

Le Origini: Un Progetto Militare (1951-1959)

Il Patrol nacque nel 1951, prodotto dalla Nissan Motor Co. come veicolo militare destinato alle forze armate giapponesi, con compiti di pattugliamento (da qui il nome Patrol che in inglese significa appunto pattuglia). La necessità di un veicolo meccanicamente semplice e funzionale per muoversi agevolmente sul difficile territorio nazionale, dalle coste all’entroterra, spinse alla creazione del progetto 4W60.

Nel 1951 la Nissan mise in produzione il progetto 4w60 allo scopo di mettere a disposizione delle forze militari giapponesi un fuoristrada in grado di pattugliare agevolmente gli aspri sentieri montuosi dell’isola. Questa prima serie era equipaggiata con un motore 6 cilindri a benzina di 3.6 litri da 85 cavalli. Questa prima serie era equipaggiata con un motore 6 cilindri a benzina di 3.6 litri da 85 cavalli. L'altezza da terra doveva essere elevata, le sospensioni a balestra efficaci, la capacità di carico elevata, gli sbalzi ridotti: le forme del Nissan Patrol erano necessariamente cubiche, spigolose e poco aerodinamiche. Il veicolo ottenne così il nome Patrol, che in inglese significa appunto pattuglia: la motorizzazione era molto semplice, sei cilindri a benzina. La cilindrata salì dai 3.700 centimetri cubici iniziali ai quattromila, con una potenza di 125 Cv.

Il primo Patrol (sigla progetto 4W60) era molto spartano ed essenziale dato l utilizzo prettamente militare, con lamierati semplici e funzionali ed un cambio altrettanto essenziale (4 rapporti). Le motorizzazioni erano fin in principio alcune già sulla prima versione in quanto, dal 1951 al 1960, venne utilizzato esclusivamente per usi Militari,di Polizia e per i Servizi d Emergenza. Il 4W61 era equipaggiato con il nuovo 3,7 litri Nissan NB, che sviluppava ben 92 CV (69 kW), e in seguito ripotenziato e ricilindrato a ben 105 CV (78 kW) e 4.0 litri con il nome motore NC. Nel Ottobre del 1958, il 4W61 venne sospeso dalla produzione e venne sostituito con il 4W65. Il 4W65 era simile al 4W61 tranne che per la griglia, che aveva tutte le barre cromate e i parafanghi anteriori e il cofano più addolciti. Un badge "Nissan" era sulla griglia, e distintivi "Patrol" appaiono per la prima volta ai lati delle fiancate. Con la sigla progetto 4W66 il Nissan Patrol si presento' al mondo nel dicembre 1956 con l unico cambiamento che consisteva nel motore da ben 125 CV 4.0 L benzina siglato motore P. Il 4W66 trovo' il pensionamento nel Giugno del 1960. Aveva una trasmissione manuale di tipo F3B83L con tre e poi a quattro velocità, ripartitore a due velocità con part-time a quattro ruote motrici.

La Patrol si contraddistinse anche per la possibilità di integrare alla trazione posteriore anche una trazione anteriore. Il mezzo, prodotto sotto la “etichetta” Datsun, riscosse subito molti consensi e nel 1959 venne prodotta anche una versione “civile”.

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L'Evoluzione: La Serie G60 (1959-1980)

Lo stesso anno uscì la seconda serie della Patrol, la G60, destinata a rimanere in produzione per ventiquattro anni. Nel 1959 è il momento del G60, la seconda serie leggermente evoluta, esportata in tutto il mondo per ben 20 anni. In questo periodo il Nissan Patrol costruisce la sua reputazione di fuoristrada robusto e affidabile, quasi inarrestabile.

L'Ascesa: La Serie 160 (1980-1988)

Fu però con l’introduzione della Patrol 160, nel 1980, che questo modello assunse lo status di “gemma” nel settore dei fuoristrada. Arriviamo alla serie 160 introdotto nel 1980 per sostituire la serie 60. In Australia, questi sono ufficialmente conosciuta come Patrol MQ. Nel 1980, i motori disponibili erano la L28 , P40 e SD33 . Tutti i modelli sono disponibili con un cambio manuale a quattro marce, anche se le tre marce automatico era opzionale su veicoli a passo lungo equipaggiati con il turbodiesel L28. Tutti i modelli hanno 4 balestre come sospensione. I SD33 con il 3.3 diesel, dispongono di impianto elettrico a 24 volt. Diverse erano le opzioni di assetto e di colori disponibili, con opzioni tra vinile o moquette e rivestimenti interni blu o marrone.

La Patrol 160 fu anche il primo modello ad essere costruito fuori dai confini giapponesi: la Motor Iberica lo produsse nella sua fabbrica di Barcellona sia con il tradizionale marchio Nissan - subentrato a quello Datsun a partire dal 1984 - che con quello locale Ebro. La Patrol “europea” disponeva di due motorizzazioni diesel rispettivamente da 2.700 e da 3.300 centimetri cubici, mentre le motorizzazioni a benzina erano da 2.800 e 4.000 centimetri cubici entrambe a sei cilindri. Il successo sui mercati del Vecchio continente fu immediato, lanciando la moda delle 4WD asiatiche soprattutto tra i giovani. In Italia divenne richiestissimo grazie a prestazioni di gran lunga superiori a quelle delle “colleghe” e ad una resistenza meccanica mai vista prima. Con la terza serie le linee si fanno più moderne ma sempre squadrate. Il Nissan Patrol dopo essere stato per molti anni la scelta di chi lavora con il proprio mezzo, inizia finalmente a spopolare anche tra gli amanti del mondo offroad.

Nel 1983, il modello MQ è stato aggiornato. Questi sono comunemente noti come MK Patrol, tuttavia questo non appare sul tutta la storia ufficiale o nei manuali Nissan. Aggiornamenti estetici come il frontale con i fari rettangolari e una sospensione anteriore aggiornata non modificò il nome progetto. Il cambio a quattro rapporti è stato rivisto ed una quinta marcia è stata aggiunta per la maggior parte dei modelli. Un tetto alto ( "Super Tetto") fu proposto quando il motore , l' SD33T ,fu opzionabile al turbo. Con 110 CV (81 kW), il turbodiesel 3.3 raggiungerà i 145 chilometri all'ora (90 mph). Il Motore SD33 venne migliorato e rivisto, incluso l'uso di 5 fasce elastiche invece di 3,squirters olio dei pistoni e filtro olio tipo di cartuccia di carta. In Australia e in alcune altre parti del mondo, i SD33 sono stati rivisti per elettronica standard a 12-volt.

L'apice: Patrol GR (Y60) e Y61 (1988-2010)

La vera rivoluzione arriva nel 1980 con la terza serie, chiamata Patrol 160. È infatti un modello interamente nuovo che soddisfa ora non solo le esigenze degli appassionati di offroad o le persone a cui serve un mezzo a trazione integrale per lavoro. Il vero successo avviene dopo la vittoria del 1987 di un Patrol a gasolio nella Parigi-Dakar.

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Nel 1988 nasce il Patrol GR, sigla di progetto Y60. Era il chiaro segnale che Nissan voleva piazzare il suo prodotto tra i Big di produzione in ambiente fuoristradistico proponendo soluzioni di stile e confort assimilati alla mobilità fuoristradistiche che furono i precursori degli attuali Sport Utility e Crossover i quali hanno perso la maggior parte delle qualità di trazione e di mobilità dei loro progenitori. Il motore più diffuso del Patrol GR in Europa è il turbodiesel RB28T di 2.800 cm³, 6 cilindri in linea con 116cv.

GRAND RAID, LA PATROL “CAPOLAVORO”- Il vero “tocco da maestro” della gamma Patrol fu comunque nel 1988 con la introduzione della Patrol GR o Grand Raid, basata sulle Patrol impiegate alla Parigi-Dakar. Il telaio era a longheroni con sospensioni a ponte rigido e molle ad elica al posto delle tradizionali balestre: il comfort raggiunse livelli mai visti prima rendendo la Patrol GR una vera “limousine off-road” grazie anche ad optional come l’Abs, i differenziali a bloccaggio manuale ed altri accessori come l’aria condizionata, il tettuccio apribile, l’impianto stereo e le cromature sulla carrozzeria. Anche la GR era dotata del nuovo motore turbodiesel 2.8 sei cilindri capace di erogare 116 Cv, ma erano disponibili anche imponenti motori da 4.200 cc sia diesel che a benzina.

Dieci anni più tardi è il momento della quinta serie (Y61). Le novità sono nella carrozzeria e negli allestimenti perché la meccanica rimane la stessa della quarta serie. Nel 1998 esce la nuova serie del Patrol GR, sigla di progetto Y61. La meccanica è identica, con qualche miglioria, alla vecchia serie, mentre la carrozzeria e gli interni sono completamente nuovi. Viene abbandonato, per quel che riguarda gli interni, il concetto di fuoristrada spartano, rendendo l'abitacolo ricco di comodità. Sono disponibili due tipi di carrozzeria, una a tre porte e cinque posti a sedere e una a cinque porte e sette posti a sedere, con gli ultimi due sedili comodamente ribaltabili lateralmente per ottenere più volume di carico. Rispetto alla vecchia serie ora sono presenti gli airbag anteriori, il climatizzatore automatico , tettuccio elettrico,specchietti riscaldabili e un pulsante che comanda un dispositivo per sganciare la barra stabilizzatrice posteriore per aumentare l'escursione delle sospensioni in fuoristrada, mentre rimane la possibilità di inserire il blocco del differenziale posteriore. Inoltre non mancano i sedili in pelle, scamosciata di serie e lucida come optional, riscaldabili e regolabili elettricamente per le versioni Luxury. Di serie alcune finiture dei pannelli e della plancia in radica, una bussola digitale integrata nella plafoniera assieme all'indicatore della temperatura esterna, l'inclinometro con altimetro fissato sulla plancia per la versione Anniversary e i tergilavafari. Il Patrol GR Y61 viene offerto con cambio manuale a 5 rapporti di serie oppure con un automatico a 4 rapporti più overdrive su richiesta, entrambi con riduttore. Nelle versioni con cambio automatico è prevista la possibilità di bloccare il cambio nel primo rapporto o nel secondo, per ottenere freno motore nelle discese anche molto ripide e brillantezza di accelerazione nelle salite.

La Patrol Grand Raid fu aggiornata nel 1998 con la serie Y61, dotata anche di dotazioni di sicurezza di avanguardia sia attive che passive, di cambio manuale da cinque rapporti ed automatico a quattro con overdrive e soprattutto a partire dal 2000 di una motorizzazione TDi intercooler ad iniezione quattro cilindri da 3.000 centimetri cubici, capace di erogare 158 Cv. Il successo del nuovo GR spinse ad un ulteriore leggero “upgrade” estetico nel 2003. In alcuni mercati, come quello arabo ed in Australia, vennero proposte versioni con motorizzazioni “estreme” come la 4.500 e la 4.800 entrambe a benzina e la 4.200 turbodiesel tutte a sei cilindri. Fu anche prodotta una versione “pick up” affiancata al classico King Cab. Nel 2005 la dicitura Grand Raid fu definitivamente abbandonata ed il motore 3.000 fu ulteriormente potenziato arrivando a 163 Cv. I dettagli esterni furono ulteriormente raffinati: in particolare furono introdotti nuovi cerchi da diciassette e diciotto pollici e mezzo.

Le novità sono per lo più estetiche: frontale e passaruota più squadrati, abbandono definitivo dei tergilavafari per i semplici rostri lavafari e un nuovo cruscotto più lussuoso( causa di una infinita classe action dovuta ad un malproggettazione dei materiali), con finiture in radica anche sulla corona del volante. Il posteriore ospita fanali di forma più allungata ed il copriruota è rigido di serie con stampata la scritta "PATROL". Verso la fine del 2009 il Patrol non viene più venduto in Italia, ma rimane nei listini di alcuni paesi africani, arabi, e quello australiano affiancato al nuovo modello attuale.

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Le Ultime Versioni: Y62 e Y63 (2010-Presente)

Introdotta nel 2010, la Patrol Y62 introdusse alcune soluzioni tecniche molto ardite tra cui le sospensioni indipendenti controllate elettricamente, un vero e proprio “strappo” con la tradizione Nissan che aveva sempre mantenuto lo schema a doppio asse rigido nel mezzo secolo precedente. Patrol però non è scomparsa nel 2010, ha semplicemente intrapreso un’altra carriera: la serie Y62 lanciata in quell’anno è diventata un Suv lussuoso e potente (poco meno del modello Infiniti QX80 a cui fa da base), senza perdere la sua attitudine per gli ambienti difficili, destinato al mercato americano (con il nome di Armada) e a quello mediorientale. Il design fu completamente rinnovato con una scocca bombata per assicurare un comfort ancora maggiore. Due le motorizzazioni previste, una 4.000 V6 ed una 5.600 V8 entrambe a benzina: la seconda poteva erogare una potenza di 400 Cv, regolata da una trasmissione a sette marce automatica. Nel 2015 inoltre fu proposta la Patrol Nismo, con una motorizzazione ancor più esasperata capace di erogare 428 Cv: il successo fu immediato in particolare sui mercati arabi. Negli States, tuttavia, questa versione viene commercializzata come Nissan Armada; sempre dalla Patrol Y62 deriva la Infiniti QX80, modello “di lusso” spesso preferito a quello originale nipponico.

Oggi, la Y63 si spinge ancora oltre, mantenendo il passo invariato ma aggiungendo altri 20 cm alla lunghezza totale che arriva così a ben 5,35 metri. I contenuti sono sempre più high tech e così lo stile: essenziale come richiedono i canoni moderni, visto che quasi tutte le funzioni sono accessibili dal grande display touch da 28”, integrato con tecnologia NissanConnect 2.0, al centro della plancia, unito a quello della strumentazione che è alloggiato nello stesso pannello. Oltre a questo c’è soltanto un essenziale plancia all’estremità del tunnel centrale con comandi fisici per attivare i programmi di marcia specifici per i vari terreni, blocchi dei differenziali e climatizzazione. Il ruolo di 4×4 di lusso vere e proprie rimane appannaggio delle cugine a marchio infiniti, ma Patrol, visti anche i mercati di destinazione, non si tira indietro offrendo estesi rivestimenti n pelle, tetto panoramico e una serie di accessori votati al comfort come gli schermi interattivi per i passeggeri posteriori. Le forme sono solide e massicce, vestite da linee tutto sommato piuttosto semplici. Resta la calandra con griglia a maglie larghe, mentre i fari con profilo a doppia C sono uniti dalla parte superiore da un elemento luminoso. La gamma è composta da due potenti benzina V6 che sostituiscono i precedenti V8. Un downsizing parziale, perché le potenze ovviamente sono sempre elevate e adeguate all’utilizzo. L’unità di base è aspirata, con cilindrata di 3,8 litri e 316 CV di potenza per 386 Nm di coppia. Entrambi i motori sono abbinati a un cambio automatico a nove rapporti e naturalmente alla trazione integrale corredata, come già accennato, con bloccaggi a comando elettronico e programmi per adattare il comportamento di tutto il gruppo motopropulsore alle diverse situazioni. I programmi, che vanno da “Eco” per ottimizzare i consumi a quelli specialistici per sabbia, rocce, fango ecc… adattano la risposta del motore, del cambio e dei controlli di trazione adattando la strategia per muoversi al meglio sui differenti fondi. Non ancora dichiarati ma importanti, vista la mole, con un peso che va da 2,700 a 2.800 kg, la potenza e la complessa meccanica. A titolo di confronto, la serie precedente dichiarava una media di circa 14 litri per 100 km, corrispondenti a poco più di 7 km/litro, una media che i nuovi V6 più snelli ed efficienti potrebbero migliorare un pochino anche se la massa da portare a spasso rimane importante. Gli allestimenti della nuova generazione della Nissan Patrol non sono ancora stati comunicati.

Successi Sportivi

Ed oltre ai successi commerciali, la Patrol ha saputo farsi valere anche a livello sportivo con innumerevoli esemplari preparati per le gare Cross Country e per la Parigi-Dakar. Nel 1987 la Patrol TR “Fanta Limon”, al debutto assoluto tra le dune della Dakar, vince tra le vetture diesel e chiude nona assoluta. Da lì moltissimi piloti privati decidono di affidarsi alla vettura giapponese per il massacrante raid africano, tra cui il nostro Maurizio Traglio capace di ritagliarsi innumerevoli soddisfazioni sia nel Sahara che nelle altre gare della coppa del mondo Cross Country. In ambito italiano, molte Patrol sono state anche preparate per manifestazioni locali dedicate ai fuoristrada oppure per il Campionato italiano velocità fuoristrada, con soluzioni tecniche decisamente originali. Una ulteriore conferma della enorme popolarità della Patrol, uno dei modelli più longevi della storia dell’automotive.

Dopo trent’anni dal successo al rally sahariano, Nissan riporta alla gloria uno dei suoi iconici modelli sportivi. Lo straordinario Nissan Patrol Fanta Limon che partecipò alla Parigi-Dakar nel 1987 è stato completamente restaurato e ha fatto ritorno tra le dune del deserto per rievocare le sue imprese agonistiche.Il veicolo è una leggenda del rally africano: trionfatore nella categoria diesel, è stato il primo veicolo diesel della storia a completare la gara nei primi 10 posti, classificandosi nono. Oggi tutti i contenenti più temibili sono alimentati a diesel.

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