Dagli albori del Fordson nel 1917 fino ai modelli più recenti, i trattori Ford hanno segnato profondamente la meccanizzazione agricola a livello globale. Pur non figurando sempre come i migliori in assoluto e presentando occasionalmente problematiche di varia natura, i trattori Ford hanno avuto il merito di essere tra i primi ad essere prodotti su vasta scala, rendendoli accessibili a un'ampia fascia di agricoltori che altrimenti non avrebbero potuto permettersi un trattore degno di questo nome.
L'intuizione di Henry Ford: un trattore per un mondo migliore
Ad Henry Ford va riconosciuta una straordinaria lungimiranza nel concepire il progetto industriale di produzione di trattori. Credeva fermamente che i suoi trattori potessero contribuire all'eliminazione delle guerre e al miglioramento delle condizioni umane, una speranza che, in parte, si è avverata.
Il primo prototipo di trattore Ford, testimonianza degli inizi pionieristici, è tuttora esposto nel museo dedicato ad Henry Ford. Realizzato nel 1907 sotto la supervisione dell'ingegnere capo Galamb, questo mezzo sperimentale non ricevette mai un nome ufficiale, ma fu semplicemente definito "car plow" (automobile aratro), poiché molti dei suoi componenti derivavano direttamente dalle automobili Ford, al fine di contenere i costi di sviluppo e produzione.
Sarebbe stato necessario attendere quasi un decennio prima che il primo modello di trattore Ford venisse alla luce: il Fordson modello F.
Ford Motor Company: dalla Model T ai trattori
La Ford Motor Company fu fondata nel giugno del 1903. Dopo un inizio segnato da difficoltà, la società conobbe un successo clamoroso con il lancio della celebre Model T nel 1908, vendendone oltre 15 milioni di esemplari fino al 1927.
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Ford, figlio di un agricoltore, comprese ben presto l'importanza di applicare la tecnologia automobilistica al settore agricolo. Il suo impegno nello sviluppo di un moderno trattore agricolo è testimoniato dal lavoro sperimentale iniziato nel 1907. Tuttavia, i suoi sforzi per avviare la produzione furono ostacolati da un consiglio di amministrazione che, soddisfatto dei profitti derivanti dalla Model T, non vedeva di buon occhio l'approccio alla produzione industriale di una macchina agricola, in un settore nuovo e sconosciuto per gli azionisti.
Nonostante le resistenze, Ford proseguì nello sviluppo del suo trattore, nominando Eugene Farkas capo ingegnere del progetto in sostituzione di Joseph Galamb. Lo scoppio della Prima Guerra Mondiale nel 1914, con la conseguente mobilitazione degli uomini e l'urgente necessità di produrre cibo per alimentare gli eserciti, fornì un forte impulso alla diffusione del trattore come strumento indispensabile per la coltivazione dei campi.
Ford non inventò il trattore, così come non aveva inventato l'automobile, ma, come aveva fatto con l'automobile, progettò e realizzò un trattore accessibile alle masse, rivoluzionando l'industria. L'era degli aratri trainati da cavalli era giunta al termine. La Ford Henry & Son Company avrebbe costruito la macchina che avrebbe cambiato per sempre il mondo dell'agricoltura.
Il Fordson modello F: una rivoluzione accessibile
Il modello F Fordson fu introdotto nel 1917, in produzione limitata, e prodotto su larga scala nel 1918 per soddisfare l'urgente necessità di trattori da parte dei governi. Quando Henry Ford riassunse il controllo totale della Ford nel 1920, la società Henry Ford & Son Company rientrò nella Ford Motor Company, ma il nome Fordson fu mantenuto su tutta la produzione di trattori.
Il Fordson era rivoluzionario, innanzitutto, perché era notevolmente più piccolo della maggior parte dei trattori prodotti da altre aziende, che operavano con la convinzione errata che "più grande è meglio". Le dimensioni ridotte del Fordson ne agevolarono la produzione, consentendo di contenerne i costi e rendendolo accessibile a una vasta gamma di agricoltori.
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Un'altra innovazione significativa del Fordson fu l'adozione di un progetto senza una struttura portante. Il motore, la trasmissione e il gruppo differenziale erano imbullonati tra loro per formare la struttura di base del trattore.
"L'innovazione tecnologica si può definire tale solo se è accessibile a tutti": come era accaduto 10 anni prima con l'automobile, Henry Ford era riuscito a diffondere su larga scala un fondamentale strumento di lavoro come il trattore agricolo.
La Grande Depressione e il Fordson Model N
Verso la seconda metà del 1920, la Grande Depressione costrinse la Ford a sospendere per alcuni mesi la produzione di trattori agricoli nel 1928. Gli stabilimenti furono poi riaperti per far fronte alla forte domanda di trattori da parte dell'Unione Sovietica e all'urgente necessità di pezzi di ricambio, riattivando lo stabilimento di Cork, in Irlanda. Da questo stabilimento riprese la produzione del nuovo trattore Fordson, riprogettato e denominato Model N. La principale modifica riguardò l'aumento di potenza del motore, ottenuto incrementando l'alesaggio del cilindro.
In questo periodo, dal 1928 al 1939, i trattori Ford persero la leadership di mercato a favore dei competitor americani. Si tentò di migliorare le vendite sul mercato americano con il lancio del Fordson All-Around, una versione rowcrop della N che ebbe solo un modesto successo nel mercato britannico, ma non ottenne alcun riscontro in America, dove fu commercializzato come Row Crop Fordson.
L'incontro con Ferguson e il modello 9N
La situazione era inaccettabile per Henry Ford, che decise di tornare ad occuparsi direttamente della produzione di trattori. Nella seconda metà degli anni '30, commissionò lo sviluppo di un trattore totalmente nuovo e innovativo per sostituire il Fordson, che potesse essere prodotto su larga scala per il mercato americano.
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Mentre i primi prototipi sembravano soddisfare le aspettative, l'incontro con Harry Ferguson sconvolse i piani di Henry Ford. Ferguson presentò un suo prototipo, prodotto in collaborazione con David Brown in Inghilterra, le cui prestazioni impressionarono talmente Henry Ford che, con una stretta di mano, venne siglato uno storico accordo con il quale la Ford si impegnava a produrre i propri trattori adottando i brevetti Ferguson.
Il modello 9N ebbe un grande successo e rappresentò una vera rivoluzione nel design rispetto al Fordson. L'utilizzo del Sistema Ferguson per il sollevatore e per il controllo fu un grande miglioramento rispetto al vecchio Fordson. Questo modello riportò ai vertici la diffusione e la popolarità della Ford trattori, e con essa anche la capillare diffusione del sistema del sollevatore idraulico, che divenne ben presto una dotazione indispensabile per tutti i trattori. Grazie alla consueta politica Ford, il sollevatore idraulico divenne un'opportunità alla portata di moltissime aziende agricole, contribuendo al ritorno di Ford in cima alle classifiche di vendita.
La Seconda Guerra Mondiale e il modello 2N
Il 9N avrebbe avuto un successo ancora maggiore in termini di vendite se non fosse stato per lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale e la partecipazione americana nel 1941, che resero difficile il reperimento delle materie prime per la produzione di trattori agricoli Ford. Per questo motivo, nel 1942, Ford fu costretta a cessare la produzione del 9N a favore del 2N, una versione riveduta del trattore progettata per utilizzare materiali meno nobili e più facilmente reperibili. Il 2N era fondamentalmente lo stesso del 9N in termini di specifiche, ma montava ruote in acciaio e sostituiva il generatore e la batteria con un magnete.
Nel frattempo, in Inghilterra, i Fordson dominavano ancora il mercato, con grande irritazione di Harry Ferguson, che accusò la Ford di non predisporre sufficienti risorse per la diffusione del suo sistema (o meglio, della serie N) nel Regno Unito.
La Seconda Guerra Mondiale costrinse a ritardare tutti gli sforzi per produrre un nuovo modello con il sistema Ferguson in Inghilterra. Questo nuovo modello sarebbe stato un Fordson, basato sul design di base dell'originale del 1917, il trattore che aveva lanciato Ford nell'industria del trattore.
Il Fordson E27N Major
Considerando che negli States il modello 9N Ford ha rappresentato una partenza importante, lo sviluppo della nuova trattore per il mercato inglese ed europeo sarebbe stato una evoluzione minore e meno innovatrice. Infatti questo sviluppo ha portato alla Fordson E27N Major, al quale fu affidato la diffusione del marchio Ford in Inghilterra ed in Europa.
La morte nel 1943 del figlio Edsel, spinge Henry Ford a tornare ancora una volta Presidente della Ford Motor Company, ma l’ età non gli consente di gestire con efficacia la società, e ben presto si fece da parte in favore di suo nipote, Henry Ford II, nel settembre del 1945. La morte del fondatore fu in breve causa dell'annullamento dell’accordo a suo tempo suggellato dalla stretta di mano con Ferguson.
Il Ford 8N e la causa con Ferguson
Henry Ford II non amava l’ interferenza di Harry Ferguson sulla determinazione delle strategie commerciali del segmento trattoristico dell Ford Motor Company dal momento che l’intera commercializzazione e distribuzione doveva, secondo l’accordo originale, essere gestita da Ferguson ed annunciò che, sotto la sua guida, la Ford sarrebbe tornata ad occuparsi integralmente dei propri trattori introducendo una versione migliorata del 9N .
Il Ford 8N rappresentò quindi un affinamento della linea 9N / 2N. Uno degli sviluppi più importanti fu l’adozione di un nuovo cambio con quattro velocità che rese il trattore molto più produttivo e flessibile. Il nuovo sistema di controllo di posizione adottato risultò molto apprezzato in quanto permetteva una regolazione precisa dell’altezza dell’attrezzo rispetto al trattore, migliorando il sistema di controllo della profondità automatico introdotto da Ferguson.
Il Ford 8N utilizzava ancora fondamentalmente lo stesso sistema di Ferguson che era stato inserito nella / 2N 9N, e questo uso non autorizzato del brevetto fu una delle tesi principali nella causa Ferguson. Infatti, dopo la risoluzione unilaterale del contratto, Harry Ferguson citò in giudizio la Ford Motor Company sia per il danno economico subito dall’interruzione del rapporto, sia per la palese e reiterata violazione dei suoi brevetti utilizzati sul modello 8N. Questa causa si ricorderà come una delle più lunghe e costose nel suo genere.
Il Ford NAA "Golden Jubilee" e il Fordson Major (1952)
Il Ford 8N avrebbe riscosso un successo ancor maggior se non oscurata dalla forte concorrenza del trattore Ferguson TO-30, ed anche perché la sentenza sfavorevole costrinse la Ford ad modificare il sistema di controllo idraulico per evitare di utilizzare brevetti Ferguson, e questo ne pregiudicò in parte la popolarità. Queste modifiche furono incorporate nella nuova Ford NAA, chiamato Jubilee. Il logo Golden Jubilee fu usato per celebrare il 50 ° anniversario della fondazione della Ford, al momento del lancio NAA nel 1953.
Nel frattempo, il modello E27N cominciava a manifestare i sintomi di obsolescenza sul mercato europeo ed inglese soprattutto dopo il lancio anche in Europa della linea di trattori TE della Ferguson. Il successo di questo modello sul mercato britannico cominciava ad offuscarsi. Per combattere il calo delle vendite, presso lo stabilimento di Dagenham venne messo a punto un rivoluzionario nuovo motore Diesel da introdurre nel successore del Fordson Major. In combinazione con molti altri miglioramenti partendo dalla buona base data dalla versione precedente , venne presentato il Fordson Major nel 1952.
Aggiornamenti e innovazioni negli anni '50 e '60
Il 1957 è l'anno in cui Ford ha decide di attualizzare l'aspetto dei propri trattori. Ford in seguito presentò versioni aggiornate di ciascuno di questi trattori. Questi due saranno gli ultimi modelli costruiti negli stabilimenti di Dagenham, infatti la produzione fu spostata, sempre in UK, a Basildon nel 1964. Nel 1959, Ford introduce la trasmissione Select-O-speed sui modelli prodotti in America 601, 701, 801 e 901. In pratica è un full power-shift con dieci marce in avanti e due retromarce.
Nel 1965, l'intera gamma dal 2000 al 4000 fu rinnovata, con un nuovo motore diesel tre cilindri.
Ford Bronco: un'icona americana sbarca in Europa
La Ford Bronco, prodotta in cinque serie dal 1965 al 1996, è un'icona negli Stati Uniti, tanto da spingere la casa di Dearborn a realizzarne una nuova generazione, lanciata nel 2020. Questa vera fuoristrada, proposta in America con carrozzeria a due o quattro porte, è stata introdotta anche sul mercato europeo in un numero limitato di unità a partire dalla fine del 2023.
Stile retrò e design funzionale
Lo stile della nuova Ford Bronco si ispira al modello originale del 1966, riprendendo l'aspetto robusto e le capacità fuoristradistiche che l'hanno resa celebre. Si distingue per linee muscolose e funzionali, con un frontale caratterizzato dalla tipica mascherina a tutta larghezza, dai fari circolari e dalla scritta con il nome del modello. I pannelli della carrozzeria sono progettati per rendere più visibili gli angoli esterni della fuoristrada.
Essendo pensata per l'utilizzo in off road, la Ford Bronco presenta alcune peculiarità come i pannelli rimovibili, punti di montaggio integrati progettati appositamente per gli accessori e materiali facili da pulire. È poi possibile scegliere tra un'ampia gamma di accessori. Dettagli intelligenti includono i passaruota in plastica imbullonati, l'hard top rimovibile (completo di headliner fonoassorbente) che si separa in quattro pannelli con borse dedicate per i pannelli anteriori. Tutte le porte possono essere rimosse completamente e singolarmente con un solo attrezzo e in appena otto minuti, garantendo così una maggiore visibilità in fuoristrada. Possono essere rimossi anche la griglia anteriore e il paraurti, e sostituiti con versioni alternative.
Attrezzata per l'off-road
Le prestazioni in off road della Ford Bronco sono assicurate dal sistema di trazione integrale e dal Trail Control, che dispone di sette modalità di guida differenti. Il guidatore, attraverso il Terrain Management System, può selezionare la modalità necessaria in base alle condizioni del terreno. Oltre alle modalità su strada come Normal, Eco, Sport e Slippery, sono presenti modalità dedicate all'off-road, che includono Mud/Ruts, Sand e Baja, ciascuna delle quali ottimizza l’acceleratore, i momenti di cambio di marcia e la risposta dello sterzo.
Il Bronco è disponibile a scelta con un ripartitore di coppia elettronico a due velocità che consente di cambiare marcia in movimento oppure uno elettromeccanico a due velocità con una modalità automatica, che consente al sistema di passare dalle due alle quattro ruote motrici a seconda delle condizioni. Il differenziale posteriore bloccabile è di serie, sono invece optional il differenziale anteriore bloccabile e il sistema di disconnessione della barra stabilizzatrice anteriore, che offrono la massima articolazione in condizioni difficili.
Il Bronco offre anche una funzione come il Trail Control, che funziona in maniera simile al cruise control; il conducente può selezionare una velocità fino a 31 km/h e il veicolo gestirà automaticamente l’accelerazione e la frenata per mantenere la velocità selezionata, dando al conducente la possibilità di doversi impegnare solo sullo sterzo. Altre funzioni specifiche per l’off road sono il Trail Turn Assist, che utilizza il controllo dinamico della trazione basato sui freni per ridurre il raggio di sterzata fino al 40% durante i fuoristrada in spazi ristretti, e il Trail One-Pedal Drive, che consente al conducente di accelerare e frenare utilizzando solo il pedale dell’acceleratore.
Telaio resistente e sospensioni performanti
Il telaio della Ford Bronco è realizzato in acciaio ad alta resistenza con sette traverse, con delle sospensioni HOSS (High-Performance Off-Road Stability Suspension), che comprendono bracci indipendenti con molle elicoidali a lunga escursione all'anteriore, che riducono il peso non sospeso fino al 20% rispetto ai modelli ad asse solido. Sul posteriore, è di serie l’assale a cinque bracci con molle a lunga escursione a taratura variabile.
Interni robusti e tecnologici
Gli interni del Ford Bronco ricalcano l’anima off road del modello. All’interno dell’abitacolo sono presenti maniglioni integrati nel cruscotto e nella console centrale per garantire il comfort dei passeggeri in ogni situazione. La console centrale è dotata di un pad di ricarica wireless progettato per mantenere il telefono cellulare in posizione anche in caso inclinazioni estreme.
Le superfici del cruscotto sono lavabili e gli interruttori fisici nell’abitacolo sono sigillati con silicone e dotati di punti di contatto in gomma per garantire la protezione dagli agenti atmosferici e la facilità di pulizia. La tecnologia comunque non manca poiché il quadro strumenti TFT da 8 pollici è abbinato a un touchscreen centrale da 12 pollici con il sistema di infotainment SYNC 4, che beneficia degli aggiornamenti software wireless Ford Power-Up e la compatibilità con Apple Car Play e Android Auto.
Motorizzazioni
Non sono stati comunicati i motori per il mercato europeo, ma negli USA la Ford Bronco è disponibile con i benzina della famiglia EcoBoost: il 4 cilindri turbo 2.3 da 274 CV e 420 Nm di coppia, e il 6 cilindri bi-turbo 2.7 da 314 CV e 542 Nm.
Ford SYNC: connettività avanzata a bordo
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