La Mercedes Classe A è un'auto che ha segnato la storia dell'automobilismo, non solo per le sue innovazioni tecnologiche e di design, ma anche per un evento specifico: il test dell'alce. Questo articolo esplora l'evoluzione della Classe A, i risultati del test dell'alce nelle sue diverse generazioni e l'importanza di questo test per la sicurezza stradale.
La Nascita di un'Icona: La Prima Generazione (W168)
Nel 1997, Mercedes-Benz lanciò la prima generazione della Classe A (W168), una monovolume compatta che rivoluzionò il segmento. La sua silhouette inedita e le dimensioni contenute la resero immediatamente riconoscibile. Tuttavia, la Classe A divenne famosa per un motivo inaspettato: il test dell'alce.
Il Test dell'Alce: Un Inizio Difficile
Il test dell'alce è una prova di evitamento ostacoli che simula la manovra di emergenza per evitare un alce (o un altro animale di grandi dimensioni) sulla strada. Durante questo test, la Classe A del 1997 si ribaltò, mettendo in luce problemi di stabilità. Questo evento ebbe un impatto significativo sull'immagine della vettura e costrinse Mercedes-Benz a intervenire rapidamente.
La Risposta di Mercedes-Benz: ESP e Modifiche all'Assetto
In risposta al fallimento nel test dell'alce, Mercedes-Benz prese misure immediate. La produzione fu interrotta e la vettura fu sottoposta a modifiche sostanziali. L'intervento più significativo fu l'introduzione di serie dell'ESP (Electronic Stability Program), un sistema che aiuta a mantenere il controllo del veicolo in situazioni di emergenza. Furono apportate anche modifiche all'assetto e furono adottati nuovi pneumatici.
La Classe A divenne così la prima vettura a introdurre di serie l’ESP (Electronic Stability Program) a causa dei non felici risultati ottenuti dalla compatta tedesca nel fatidico Test dell’Alce.
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Il Ruolo di Pinerolo e la Comunicazione
Per gestire le modifiche necessarie, Mercedes-Benz scelse Pinerolo, in Italia, come centro operativo. Qui, oltre 150 persone tra meccanici e personale specializzato lavorarono per quattro mesi per modificare circa 3.000 vetture provenienti da tutta Europa.
Mercedes-Benz gestì la crisi comunicando apertamente quanto accaduto e rassicurando il pubblico che tecnici e ingegneri stavano lavorando per risolvere il problema. Questa trasparenza contribuì a trasformare un potenziale disastro commerciale in un successo.
Le Generazioni Successive: Evoluzione e Miglioramenti
Dopo la prima generazione, la Classe A continuò a evolversi, con modifiche al design, alla tecnologia e alla sicurezza.
Seconda Generazione (W169): Continuità e Affinamenti
La seconda generazione, presentata nel 2004, non introdusse modifiche sostanziali o novità particolari ne negli esterni ne tanto meno negli interni.
Terza Generazione (W176): La Rivoluzione Hatchback
Nel 2012 arrivò la prima e vera rivoluzione con la terza generazione che si presentava sul mercato con una inedita silhouette hatchback, tante novità tecnologiche e interni molto più giovanili.
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Quarta Generazione (W177): Tecnologia e Design Moderno
A quattro anni da questa epocale rivoluzione la Casa della Stella introduce il quarto capitolo di una fantastica storia di successo.
Confermata la variante di carrozzeria hatchback, la nuova compatta di Stoccarda porta in dote una nuova piattaforma caratterizzata da maggiori dimensioni generali, una superiore rigidità torsionale e una più elevata filtrazione di vibrazioni. Fin dal primo sguardo si capisce subito come i designer non abbiano voluto modificare un design di successo. Rispetto alla sua antecedente la nuova hatchback tedesca apporta linee più dolci, sinuose ed eleganti che ben si sposano con le maggiori dimensioni esterne donandole una immagine più filante e slanciata. Forse i più “tamarri” o i più affini con le linee sportive e taglienti potrebbero storcere un pò il naso vedendo queste superfici più “vellutate” ma sicuramente in quanto a qualità e prestigio la nuova Classe A ne ha guadagnato sicuramente.
Dove, invece, la nuova Mercedes Classe A (W177) è cambiata maggiormente è negli interni. Il nuovo abitacolo, più curato, confortevole, silenzioso e corredato di materiali di migliore qualità, è ora un tripudio di sistemi tecnologici, di connettività e di sicurezza a cominciare dalla plancia e dal quadro strumenti. Addio a qualsiasi tipologia di indicatori analogici per lasciare unicamente spazio a modernissimi schermi LCD ad alta definizione. Già dalla versione “entry-level” la nuova Classe A adotta due schermi digitali da 7 pollici l’uno, schermi che negli allestimenti superiori possono raggiungere i 10,25 pollici.
Ma ciò che rende davvero speciale questa nuova Classe A è il forte incremento del livello tecnologico a bordo, al punto tale da farla assomigliare alla sorellona Classe S sia per l’infotainment che per i sistemi di sicurezza. Seppur la versione d’ingresso della gamma, la nuova Classe A è la prima a implementare il nuovo sistema d’infotainment MBUX, un sistema multimediale talmente evoluto da integrare persino l’intelligenza artificiale, i comandi vocali semplificati, la realtà aumentata, la comunicazione Car-to-X e la connessione internet 4G LTE e Over The Air. La vettura è in grado di imparare percorsi e abitudini del guidatore, di apprendere facilmente anche un linguaggio quotidiano, di interagire con il guidatore e con l’ambiente che la circonda, di comunicare con le altre auto circolanti, di interagire con i satelliti e i sensori sparsi per la vettura, di fornire informazioni aggiuntive per rendere migliore l’esperienza di guida, di funzionare anche offline e di interpretare le nostre intenzioni.
Infine, anche sul fronte della sicurezza la nuova Classe A strizza l’occhio all’ammiraglia Classe S integrando l’Intelligent Drive Next Level di livello 4.5 che, facendo affidamento su mappe, antenna GPS e su numerosi sensori come radar e camere stereo, permette un sistema di guida semi-autonoma di livello più preciso e un livello di sicurezza e di assistenza alla guida mai visto prima su una compatta.
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Le novità non potevano però mancare anche sotto pelle. Fin dal lancio la nuova Mercedes Classe A porta in dote 3 diverse motorizzazioni, due benzina dotati di filtro antiparticolato e un diesel dotato di catalizzatore SCR e AdBlue. Si parte dal 1,4 litri 4 cilindri turbo benzina (M282) da 163 CV e 250 Nm per la A200, si continua con il 2,0 litri 4 cilindri turbo benzina (M260) da 224 CV e 350 Nm per la A250 e si termina con il 1,5 litri 4 cilindri turbodiesel (OM608) da 116 CV e 260 Nm per la A180d. Tutte e tre le motorizzazioni sono installate trasversalmente sotto il cofano della nuova hatchback tedesca ma se le due unità più piccole possono essere abbinate sia al cambio manuale a 6 rapporti che al cambio automatico a doppia frizione 7G-DCT con 7 rapporti, l’unità più grande adotterà unicamente la trasmissione automatica. Non manca, infine, la possibilità di scegliere tra la semplice trazione anteriore, che comporta al posteriore una sospensione a ponte torcente, o la più sofisticata trazione integrale che integra al posteriore una sospensione Multilink a quattro leve.
Declinata nei classici allestimenti (Executive, Business, Sport, Premium ed Edition 1), la nuova Classe A sarà commercializzata in Italia a partire da maggio 2018 ma potrà essere ordinata già da marzo cioè subito dopo il Salone dell’Auto di Ginevra quando la nuova hatchback tedesca farà il suo debutto in pubblico. Per i prezzi, invece, non sappiamo ancora nulla di preciso ma a detta della Casa non dovrebbero variare più di tanti rispetto alla precedente generazione.
Il Test dell'Alce Oggi: Una Prova di Sicurezza Ancora Rilevante
Il test dell'alce è diventato uno standard per valutare la sicurezza delle auto. Anche se alcune auto sportive falliscono il test, molte auto normali ed elettriche ottengono ottimi risultati.
Regine del Test dell'Alce
Tra le regine della specialità troviamo la Ford Focus e le elettriche Tesla Model 3 e Tesla Model Y, che nelle prove degli spagnoli di KM77 transitano tra i coni a 83 km/h.
Criticità nelle Auto Sportive
Auto sportive come la BMW M4 Competition non riescono a compiere il doppio cambio di direzione senza abbattere nemmeno un cono alla velocità minima richiesta (pari a 78 km/h) può far sorgere più d'un dubbio. Infatti non desta perplessità se a perdere il controllo è un veicolo alto, pesante e dalle gomme con la spalla alta qual è il pick-up Toyota Hilux del 2016, che quasi cappottava nel corso della prova. Non ci vuole una laurea in fisica nucleare per capire che un elefante in cima a una scala è meno stabile di un tappeto steso a terra.
Tra le auto ad alte prestazioni che si sono dimostrate critiche da gestire un caso eclatante è quello della Toyota GR86, che nel video qui sotto effettua il miglior passaggio tra i coni ad appena 75 km/h, e persino la Porsche elettrica Taycan Turbo ha passato la prova con una sufficienza stiracchiata: a 78 km/h precisi, nonostante il baricentro basso garantito dal suo pacco batterie nel sottoscocca che l'accomuna alle primatiste di Tesla.
L'Oggettività del Test dell'Alce
L'obiezione che emerge nei confronti del test dell'alce è che sì la procedura è standardizzata, ma non è possibile standardizzare la capacità del pilota, introducendo un grave rischio d'errore nei risultati.
Dopo le modifiche, la Casa tedesca chiese aiuto a molti guidatori esperti tra cui Niki Lauda, guidatori normali e giornalisti per condurre nuovamente il test e assicurarsi che le soluzioni avessero avuto successo. I risultati sono stati pubblicati in uno studio di Joerg J.
Certificata la validità delle modifiche, Mercedes ha però riscontrato elementi che mettevano seriamente in dubbio l'utilità del test. In particolare, rispetto ai giornalisti e ai conducenti normali, gli esperti riuscivano a passare tra i coni a ''velocità significativamente più elevate, con valori inferiori per l'angolo del volante e la velocità di sterzata''. Inoltre, si evidenziava che ''la frenata o la frenata combinata con lo sterzo era la reazione più frequente'' dei conducenti: una prassi ben diversa dalla procedura standardizzata, che prevede il solo rilascio dell'acceleratore, ma non l'uso del freno.
Tanti dubbi sull'oggettività e il realismo della prova dell'alce rendono però ancora più chiara un'assoluta certezza: chi è più preparato nella guida è anche un automobilista più sicuro.
Il Tannistest: Una Prova Collettiva
Il Tannistest è un appuntamento rituale che esiste da quarantacinque anni e nel corso del tempo ha assunto una enorme importanza enorme. Non soltanto perché i test si svolgono a confronto diretto, ma anche perché al Tannistest viene eseguita una prova molto particolare che identifica la maneggevolezza e la buona dinamica di guida di un’automobile: il cosiddetto test dell’alce.
La prova dell’alce serve proprio a valutare la capacità di un’auto di schivare improvvisamente un ostacolo imprevisto in velocità senza entrare in crisi durante la manovra, sbandare o ribaltarsi.
Il test viene svolto a velocità crescenti fra i 50 e gli 80 km all’ora in un’area appositamente allestita con birilli e rilevamento elettronico della velocità; per superarlo positivamente serve un buon assetto, ottima taratura di sospensioni e buona reattività dello sterzo altrimenti l’auto finisce per avvitarsi su se stessa travolgendo i birilli e finendo fuori strada.
Risultati del Tannistest 2023
L’auto che è risultata la migliore di tutte nel test dell’alce al Tannistest 2023 è stata la Lucid Air Touring, una berlina elettrica americana doi gradce taglia. Rivale in patria di Tesla 3 e Tesla S. A sorpresa, la Lucid ha passato il test prima a 68 km/h, poi a 77 km/h infine è riuscita a percorrere lo slalom senza abbattere i birilli addirittura a 83 km/h fallendo invece il tentativo a 89 km/h. Dietro la Lucid, le migliori sono state la cinese Nio ET5 (test superato a 78 km/h) e la Nio ET5 Touring (77 km/h), poi la Honda CR-V (76 km/h).
Alla velocità di 75 km/h il test è stato superato dalla Honda e:NY1 (elettrica), dalla Nio EL6 e ET7, dalla BMW i5 (novità elettrica anch’essa) e dalla nuova generazione della Toyota Prius.
Mercedes CLA: Un Risultato Deludente
La Mercedes-Benz Classe CLA è andata in crisi nel test dell’alce con risultati assolutamente deludenti. La nuova Mercedes CLA non riesce a superare il test dell’alce, travolge i coni e si mostra instabile. La nuova Mercedes-Benz CLA è costruita sulla piattaforma compatta della Classe A ma ha un passo maggiore e sospensioni specifiche. Queste cose da sole avrebbero dovuto renderla capace di superare il test dell’alce.
Solo abbassando la velocità di ingresso a 66 km/h i collaudatori sono stati in grado di farle superare il test dell’alce.
ESP: Un Quarto di Secolo di Sicurezza
Festeggia un quarto di secolo l’Esp, uno dei dispositivi di sicurezza attiva più longevi e preziosi nel mondo dell’automobile, sistema elettronico di stabilità lanciato sul mercato nel 1995 dall’azienda tedesca Bosch. La prima auto a montare l’Esp? Fu l’ammiraglia di Mercedes-Benz (Daimler-Benz collaborò allo sviluppo dell’Esp), la Classe S, che nell’allestimento al top di gamma con motore 12 cilindri portò al battesimo il dispositivo di serie, optional per gli altri allestimenti. L’Esp divenne quindi di serie su tutti i modelli della Stella dopo un celebre incidente di percorso. Quale? Il ribaltamento della Classe A Mercedes - prima serie - durante il Test dell’alce condotto nel 1997.
L’Esp combina la funzioni dell’Abs, il sistema frenante anti-bloccaggio, e del controllo di trazione detto Tcs; in aggiunta va ricordato che l’Esp monitora i movimenti di slittamento del veicolo contrastandoli attivamente. Concretamente, quindi, il sistema di stabilità Esp (tramite sensori intelligenti che confrontano l’angolo di sterzata e la traiettoria del veicolo 25 volte al secondo) verifica se l’auto stia percorrendo la traiettoria scelta (tramite il volante) dal guidatore.
In 25 anni di storia Bosch ha prodotto oltre 250 milioni di dispositivi Esp che, secondo le stime condotte dai ricercatori della medesima azienda, hanno salvato circa 15 mila vita solo nell’Unione Europea.
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