La Nissan Skyline è una delle auto sportive più iconiche e amate nella storia dell'automobilismo giapponese. Nata come una berlina modesta, si è evoluta nel corso dei decenni in una leggenda delle corse e un simbolo di potenza, tecnologia e design. La sua storia è ricca di successi, innovazioni e modelli indimenticabili che hanno segnato il panorama automobilistico mondiale.
Le Origini: Prince Skyline e la Nascita della GT-R
La storia della Skyline inizia nel 1952, quando un ingegnere della Prince Motor Company utilizza il nome "Hakosuka", ovvero "scatola elegante" (tradotto poi in "Skyline", panorama), per una berlina modesta con 4 porte e motore quattro cilindri da 60 cv. La Prince Motor Company fu poi assorbita da Nissan.
Verso la fine degli anni '60, Nissan, sfruttando l'esperienza acquisita grazie alla Nissan R380 nelle competizioni, iniziò a lavorare al progetto C10, guidato da Shinikiro Sakurai. Sakurai seguì poi gli sviluppi delle altre Skyline, fino al 1983, anno in cui iniziò il progetto della R31.
La prima generazione di GT-R (acronimo di Gran Turismo Racer) viene presentata al Salone di Tokyo del 1968 con la sigla KPGC10. La base è quella di una berlina a quattro porte a trazione posteriore pensata appositamente per le corse, monta un motore 6 cilindri in linea 2,0 litri a 24 valvole con doppio albero a camme in testa e con una potenza di 160 Cv a 7000 giri.
Questa prima GT-R, conosciuta anche come Hakosuka, è l'unione di due parole: Hako, che significa scatola, e Suka (tranquilli, non è un insulto), l'abbreviazione di sukairain, le tipiche strade di montagna giapponesi. La Hakosuka è considerata il samurai per eccellenza a quattro ruote di fine anni '60, una vettura che solo i più fortunati ed i più valorosi combattenti potevano guidare.
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Esistono due versioni della Hakosuka: la berlina, denominata PGC10, e la coupé, denominata KPGC10, la più iconica e ricordata da tutti con molta gioia. Uscirono entrambe nel 1971. La KPCG10, in confronto alla sua sorella a quattro porte, è più veloce, grazie alla - quasi - totale assenza di comfort e… un serbatoio da 100 litri.
Gli Anni '70: La Kenmeri GT-R e l'Interruzione
Nel 1972 viene presentata la seconda generazione di GT-R, con la sigla H/T 2000GT, soprannominata "Kenmeri" (per via di una curiosa pubblicità americana con due protagonisti, Ken e Mary). La nuova GT-R è poco più grande della precedente (446 cm di lunghezza), ma ha un passo più corto (2,6 metri contro i 2,75) e sfoggia molti più muscoli. La 2000 GT monta sempre un sei cilindri 1,9 litri DOHC abbinato ad un manuale a 5 rapporti, ma stavolta è dotata anche di quattro freni a disco.
Tuttavia, la crisi petrolifera degli anni '70 e le nuove normative sulle emissioni portarono Nissan a interrompere la produzione della GT-R nel 1973. La Skyline continuò a vivere, ma sotto forma di berlina tranquilla.
Il Ritorno di Godzilla: La R32 e il Dominio nelle Corse
Dopo un'assenza di 16 anni, la GT-R fece il suo trionfale ritorno nel 1989 con la R32. Questa nuova generazione era una coupé a trazione integrale spinta da un motore biturbo a 6 cilindri in linea da 2,6 litri, il leggendario RB26DETT.
La R32 era una macchina da corsa nata per dominare le competizioni. Equipaggiata con motori biturbo a 6 cilindri in linea da 2,6 litri, due R32 Skyline GT-R hanno brillantemente trionfato in tutte e sei le gare del campionato giapponese di auto turismo. La Calsonic Skyline blu brillante, in particolare, ha ottenuto cinque delle sei vittorie per conquistare il campionato della serie.
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La Tekkamen riscuote un grande successo nel motorsport: la vettura da competizione Super Silhoutte con livrea Tomica partecipa alla All Japan Sports Prototype Championships entrando nella storia. Sarà lei la base su cui verrà sviluppata la terza generazione di GT-R, la R32.
La Nissan GT-R R32 nasce nel 1989 con una linea già molto morbida, pronta per gli anni ’90. È una coupé piuttosto pulita, con cofano lungo, fiancate tese e un alettone fisso. Sotto il cofano pulsa un nuovo sei cilindri in linea DOHC 2.6 RB26DETT da 276 Cv e 361 Nm di coppia. La potenza effettiva in realtà supera 320 Cv, ma in Giappone all’epoca c’era un accordo per cui le sportive arrivavano “solo” a 276 Cv. Le prestazioni sono notevoli: 0-100 km/h in meno di 6 secondi e i 400 metri in circa 14 secondi.
La R32 divenne rapidamente nota come "Godzilla" per la sua potenza, la sua maneggevolezza e la sua capacità di sconfiggere auto molto più costose e blasonate.
Le Evoluzioni: R33 e R34
Negli anni '90, Nissan continuò a sviluppare la Skyline GT-R, introducendo la R33 nel 1995 e la R34 nel 1999.
La R33 era basata sull’auto di serie 4WD, ma era invece dotata di trazione posteriore. Nel 1993, la Calsonic Skyline è stata trasformata in una macchina GT e presentata per il Japan GT Championships, dove ha ottenuto il massimo dei voti per tre anni consecutivi.
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La R34, in particolare, è considerata da molti come l'apice della serie GT-R. Rispetto al suo predecessore, l’R33, l’R34 è stato costruito in modo più compatto, con un passo stretto. È stata sviluppata per sfruttare il telaio rinforzato utilizzato sul modello di produzione uscito nel gennaio di quell’anno. Fatta eccezione per il tetto, la carrozzeria è stata completamente rifatta in fibra di carbonio e dotata di un’ampia ala curva nella parte posteriore, solo un esempio della sua forma aerodinamica ed elegante.
Sottoposto a continui miglioramenti dal 1990, il motore biturbo DOHC a 6 cilindri in linea della R34 è massimizzato con una trasmissione sequenziale a 6 velocità e trazione posteriore. L’ultima incarnazione della Skyline GT-R, la R34, promette di aggiungere altri titoli di campionato GT all’illustre storia delle corse di Nissan.
Al cuore dell’R34 troviamo il motore RB26DETT, un sei cilindri in linea turbo da 2.6 litri capace di erogare ufficialmente 280 CV, cifra limitata da un accordo tra i costruttori giapponesi per evitare una guerra dei cavalli, anche se in realtà le prestazioni erano significativamente superiori. Il sistema di trazione integrale ATTESA E-TS Pro e il sistema di sterzo a quattro ruote HICAS contribuivano a rendere l’R34 straordinariamente agile e reattiva, stabilendo nuovi standard per le auto sportive del suo tempo. L’attenzione al dettaglio si estendeva anche all’aerodinamica e al design, con un corpo vettura che bilanciava perfettamente estetica e funzionalità.
Nel 1993 nasce una versione speciale denominata “V-Spec” (Victory Specification) dotata di impianto frenante Brembo, seguita dalla V-Spec II, che monta pneumatici più larghi (245/45). Sotto il cofano troviamo sempre è il collaudato RB26DETT da 280 Cv (326 Cv reali), messi a terra dal sistema integrale con un sistema ATTESA-ETS Pro evoluto. Nell’abitacolo compare anche uno schermo display chiamato MFD (Multi Function Display) che mostra tutti i dati che potrebbero interessare a uno smanettone: forza G, tempi sul giro, pressione del turbo e temperature varie. Nel 2000 viene lanciata la V-Spec II, dotata di sospensioni più dure, cofano in fibra di carbonio con presa d’aria Naca, pedaliera in alluminio, e sedili sportivi neri in simil-alcantara. Segue poi la V-Spec II Nur, dedicata al celebre Nurburgring, con motore RB26DETT 2.6 sei cilindri da 450 Cv di potenza derivato dalla N1; mentre nel 2002 nasce la M-Spec, dove la M sta per Mizuno, il nome dell’allora ingegnere capo della Nissan.
Tecnologia Avanzata: ATTESA ETS e Super HICAS
La Skyline GT-R era famosa per le sue tecnologie avanzate, tra cui il sistema di trazione integrale ATTESA ETS (Advanced Total Traction Engineering System for All: Electronic Torque Split) e il sistema a quattro ruote sterzanti Super HICAS.
Il sistema ATTESA ETS, introdotto nel 1987, è un sistema di ripartizione elettronico della coppia fra i due assi che agisce tramite un differenziale centrale a giunto viscoso attuato da una pompa idraulica comandata dalla centralina motore. La sua centralina legge le condizioni del veicolo tramite le ruote foniche dell’ABS sulle 4 ruote e un G-sensor sotto al bracciolo tra i sedili anteriori (100 letture/secondo). In pratica, l’auto è una trazione posteriore che diventa, quando serve, integrale con prevalenza posteriore.
Il sistema Super HICAS permette alle ruote del retrotreno di sterzare a seconda di quanto richiesto dalla centralina. Dietro ai sedili posteriori, vicino alla batteria, sono piazzati un sensore di imbardata e una centralina con precaricata una mappa di valori di imbardata che corrispondono alle varie situazioni reali in cui si trova il veicolo.
Questi sistemi contribuivano a rendere la Skyline GT-R estremamente agile e stabile, sia su strada che in pista.
Un'Icona Culturale: Fast & Furious e Gran Turismo
La Nissan Skyline GT-R ha guadagnato una grande popolarità anche grazie alla sua presenza nei media, in particolare nei film di Fast & Furious e nei videogiochi come Gran Turismo.
La sua fama fu amplificata dal cinema e dai videogiochi, dove la R34 divenne una protagonista indiscussa, simbolo di velocità, potenza e ingegneria giapponese. Apparizioni in film come “Fast and Furious” e la sua presenza costante nei videogiochi di corse, da “Gran Turismo” a “Need for Speed”, hanno cementato il suo status di leggenda, facendo conoscere le sue linee inconfondibili e le sue prestazioni strabilianti a un pubblico globale e trasversale.
Queste apparizioni hanno contribuito a cementare il suo status di icona culturale, amata dagli appassionati di auto di tutto il mondo.
L'Eredità: La GT-R R35 e il Futuro
Nel 2007, Nissan ha lanciato la GT-R R35, un modello completamente nuovo che non faceva più parte della famiglia Skyline. Tuttavia, la GT-R R35 ha ereditato lo spirito e le prestazioni dei suoi predecessori, continuando a rappresentare l'apice dell'ingegneria giapponese.
La storia della Nissan Skyline GT-R è una storia di passione, innovazione e successo. Dai suoi umili inizi come berlina modesta alla sua evoluzione in una leggenda delle corse, la Skyline GT-R ha lasciato un segno indelebile nel mondo dell'automobilismo. La sua eredità continua a vivere nella GT-R R35 e nell'immaginario collettivo degli appassionati di auto di tutto il mondo.
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