Il Nissan Patrol GR Y60, un fuoristrada iconico, è celebre per la sua robustezza e versatilità. Questa guida si concentra sulla revisione del ponte anteriore, fornendo informazioni utili per mantenere e migliorare le prestazioni di questo veicolo leggendario.
Il Nissan Patrol: Un Mito del Fuoristrada
Il Nissan Patrol è una pietra miliare nella storia dei fuoristrada. La prima serie, introdotta alla fine degli anni Ottanta, è tuttora apprezzata per la sua robustezza e mobilità off-road. Nato nel 1951 come veicolo militare per le forze armate giapponesi, il Patrol si è evoluto nel tempo, passando da un motore 6 cilindri a benzina di 3.6 litri a versioni diesel di 3.3 litri.
Nel 1987, il Patrol GR (Grand Raid), con sigla di progetto Y60 (o GQ in alcuni Paesi), ha introdotto importanti innovazioni come le sospensioni a ponte rigido con molle elicoidali, un differenziale posteriore bloccabile al 100% e mozzi anteriori a ruota libera ad azionamento automatico o manuale. Il motore più diffuso era il 6 cilindri 2.8 turbodiesel. La prima serie del GR è rimasta in commercio fino al 1997, quando è stata sostituita dalla serie Y61, con meccanica identica ma con carrozzeria e interni ridisegnati.
Il Patrol GR Y60: Un 4x4 "Puro e Duro"
Il GR Y60 è un 4x4 "puro e duro" tra i più apprezzati e versatili nella storia del fuoristrada. Grazie all'ottima mobilità su qualsiasi tipo di terreno, è una vettura che si adatta perfettamente a qualsiasi tipo di utilizzo, dal raduno "soft" ai percorsi più estremi, passando per le competizioni tout terrain come la Dakar, dove ha ottenuto brillanti risultati. Le prestazioni sono penalizzate dal peso elevato e dalle generose dimensioni, ma questi aspetti sono surclassati dalla struttura tradizionale da fuoristrada "puro" (telaio a longheroni, ponti rigidi con molle elicoidali), dalla presenza di serie del differenziale posteriore bloccabile al 100% e dalla straordinaria robustezza della meccanica e del telaio. Tutte caratteristiche che hanno reso il GR un'icona nel mondo delle quattro ruote motrici e ne fanno un'ottima base per elaborazioni a tutti i livelli e per tutti gli impieghi.
Pneumatici e Cerchi: L'Importanza della Scelta
I pneumatici di primo equipaggiamento del Patrol GR Y60 hanno misura 10 R 15 o 31×10.50 R 15. Alcune versioni estere montavano la 205 R 16 e, in Australia, la 215/80 R 16. Come misure alternative è possibile ottenere dalla Nissan Italia, tramite il Cetoc, il nullaosta per la 265/70 R 15 o la 205 R 16. Anche le 285/75 R 16, 255/85 R 16 e 33” (che si possono installare senza problemi effettuando un rialzo dell’assetto di almeno 6 cm, ancor meglio se unito a un leggero body lift).
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Oggi si vedono GR equipaggiati con pneumatici da 35” e misure anche più grandi, come la 9.00 o la 38”, che impongono un rialzo di almeno 10-12 cm e un body lift di 5 cm. In questi casi, è opportuno sostituire le coppie coniche dei differenziali con una versione con rapporto più corto o modificare gli ingranaggi del riduttore. Per quanto riguarda la sostituzione dei cerchi originali, il mercato offre una vasta scelta di modelli, colori e misure, sia in acciaio che in lega. Le misure più utilizzate, sempre rapportate alle dimensioni dei pneumatici da montare, sono: 7×15, 8×15, 7×16 e 8×16, con offset negativo (l’ET più richiesto è -20).
Sospensioni: Ottimizzazione per Ogni Utilizzo
Il sistema sospensivo del GR Y60 è costituito da assali a ponte rigido con molle elicoidali. L’anteriore è guidato da due puntoni longitudinali che si vincolano al ponte in due punti e da una barra Panhard, mentre al posteriore troviamo un 5 link composto da due puntoni superiori, due inferiori e la Panhard. La modifica dell’assetto del GR Y60 risulta favorita dalle innumerevoli soluzioni e prodotti presenti sia sul mercato nazionale che internazionale. Si consiglia di abbassare l’attacco al telaio della Panhard posteriore per riportarla il più possibile nelle condizioni di lavoro ottimali.
In seguito a un rialzo fino a 6 cm non si evidenziano vibrazioni dell’albero di trasmissione posteriore, tuttavia quest’inconveniente può manifestarsi in qualche esemplare. Se l’utilizzo diventa più specialistico, tipo competizioni di estremo, le soluzioni prescelte variano. La prima prevede di rialzare abbondantemente la vettura di 10-12 cm e, in alcuni casi, abbinare un leggero rialzo della scocca per agevolare l’utilizzo di grossi pneumatici. In commercio si trovano anche dei puntoni anteriori modificati, come i Super Flex proposti da Traction 4×4, i quali oltre a correggere il caster, grazie alla disposizione e allo speciale materiale delle boccole permettono di massimizzare l’escursione del ponte anteriore. Per evitare interferenze tra l’assale e gli ammortizzatori, bisogna prestare attenzione nel regolare la lunghezza dei puntoni, verificando che la rotazione del ponte non crei mai interferenze tra l’assale e gli ammortizzatori. Quanto ai puntoni posteriori inferiori, che sono molto esposti agli urti e facilmente soggetti a deformazioni, vengono prodotte delle versioni rinforzate che sono l’ideale per chi pratica il fuoristrada pesante. Infine, Mattouno propone una soluzione che offre due indiscutibili vantaggi, uno funzionale ed uno economico, e che consiste nell’utilizzare un kit di rialzo di 6 cm al quale abbinare degli ammortizzatori a lunga escursione (in questo caso sono necessari dei ferma molle) ed applicare un body lift di altri 6 cm.
Per quanto riguarda gli ammortizzatori, il mercato propone una vastissima scelta di prodotti con caratteristiche molto diverse tra loro: si parte da quelli economici solo idraulici per arrivare alle versioni più performanti a gas e regolabili. L’importante è utilizzare degli ammortizzatori di lunghezza adeguata al rialzo effettuato, mentre per la scelta come sempre entrano in gioco molte variabili come il tipo di fuoristrada praticato, la sensibilità e le esigenze personali e, non ultimo, il budget che si vuole spendere. Il consiglio che vi possiamo dare, se non avete esigenze particolari, è quello di acquistare un kit completo in quanto i vari elementi sono stati progettati per esprimere il massimo della performance quando abbinati insieme.
Allargamento Carreggiate: Pro e Contro
Non si evidenzia alcun tipo di problema se si decide di allargare le carreggiate del GR ricorrendo ai distanziali applicati sui mozzi delle ruote ma, per evitare di stressare i cuscinetti delle ruote raccomandiamo di non superare la larghezza di 30 mm per lato (60 mm totali).
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Motore RD28T: Interventi e Migliorie
Le tipologie di intervento che si possono effettuare sui propulsori del GR Y60 sono numerose, per la maggior parte non invasive, sino ad arrivare a soluzioni più drastiche e comunque sempre consigliate per particolari utilizzi. Naturalmente approfondiamo la trattazione del motore RD28T, il più diffuso in Italia. Si tratta di un turbodiesel 6 cilindri in linea di 2.8 litri a iniezione indiretta con pompa rotativa che eroga di serie 115 CV. I principali difetti che caratterizzano quest’unità sono la facile tendenza al surriscaldamento generale, abbinato ad un limitato raffreddamento dell’ultimo cilindro, e la notevole delicatezza della testata, che con il tempo tende a creparsi, a dare problemi alle valvole e a far consumare olio.
Nel 1992 vennero introdotte alcune migliorie tra cui alcune espressamente dedicate alla risoluzione di questi inconvenienti. Infatti venne introdotto un radiatore per l’olio motore e venne adottata una versione della testata più affidabile. Inoltre per tutti, e in particolare per chi mette parecchio sotto sforzo il GR, si raccomanda di installare un radiatore maggiorato per il liquido di raffreddamento e, a discrezione, un intercooler per introdurre aria più fresca nei cilindri. Per migliorare le prestazioni, ma anche per mantenere più puliti i condotti di aspirazione, è possibile escludere la valvola EGR; sui motori molto sfruttati si suggerisce di far precedere questo intervento da una lucidatura dei condotti di aspirazione. Innanzitutto si può adottare un filtro dell’aria sportivo e lavabile per migliorare l’aspirazione e collegare il tutto, dopo aver reso la scatola filtro stagna, ad uno snorkel che permette di avere dell’aria in entrata più pulita. Qualche cavallo in più e una migliore erogazione della coppia si possono ottenere con la realizzazione di uno scarico diretto, privo cioè dei due silenziatori centrale e terminale, meglio se in acciaio inox.
Tra le prime modifiche che in genere si effettuano c’è l’aumento della pressione del turbo (consigliamo un aumento non superiore ad 1 bar) ed il conseguente incremento della mandata del gasolio da parte della pompa d’iniezione. Per chi è intenzionato, o deve, sostituire la turbina originale Garrett T25, è possibile utilizzare dei kit come quelli, ad esempio, della Saito, che propone un kit con turbo a geometria fissa (SSP150 WG) e uno a geometria variabile (SSP150 VGT). Dopo aver installato un nuovo turbocompressore si rende necessario ritarare la pompa di iniezione e regolare l’LDA per adeguare l’alimentazione e massimizzare così le prestazioni del motore. Un’altra modifica abbastanza diffusa, poi, è quella che interessa la distribuzione dei motori con parecchi chilometri sulle spalle: poiché ai regimi molto alti le punterie idrauliche originali, se usurate, tendono a far rimanere le valvole chiuse o aperte, con conseguente “perdita” di qualche cilindro e quindi di potenza, si preferisce sostituirle con delle punterie meccaniche, che garantiscono un’azione immediata. In tal modo agli alti regimi il motore non “sfarfalla”, risultando più pieno. Per questa modifica molti preparatori utilizzano le punterie meccaniche, opportunamente lavorate, prodotte per il motore Ford 1.8 turbodiesel che equipaggiava alcuni modelli della Casa americana (Escort, Courier e altri).
Concludiamo con la raccomandazione di effettuare, sempre ed in qualsiasi caso, una accurata revisione di ogni singolo componente del motore allo scopo di prolungarne la durata e l’affidabilità.
Trasmissioni: Manuale o Automatico
I cambi disponibili sul GR Y60 sono un manuale a 5 rapporti (sigla FS5R50A) ed un automatico a 4 rapporti con convertitore di coppia (RE4R03A).
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Carrozzeria e Accessori: Personalizzazione e Funzionalità
Con una larghezza di 1,93 metri il Patrol GR Y60 è uno tra i fuoristrada più larghi ed ingombranti in circolazione, ma questa caratteristica non gli ha precluso un’ampia diffusione. La sua robustezza e la sua buona mobilità fanno infatti accettare senza problemi qualche difficoltà di manovra sia nei percorsi stretti di montagna che nei tracciati tecnici artificiali. La lunghezza di 4,24 metri del passo corto, il più diffuso in Italia, è più che accettabile anche se bisogna prestare un po’ di attenzione nell’uscita dai dossi a causa dello sbalzo posteriore abbastanza pronunciato. I più esigenti hanno risolto questo problema modificando e accorciando, in alcuni casi con interventi molto raffinati, la parte posteriore della carrozzeria. È doveroso puntualizzare che per i paraurti ad uso gravoso, e in particolare per quello anteriore, di cui molti modelli sono predisposti per alloggiare il verricello, è bene avvalersi di prodotti certificati e che rispettino le normative vigenti. Infatti questi elementi devono mantenere un certo grado di deformabilità in caso di urto, sia per motivi di sicurezza altrui ma anche per non provocare dei danni irreparabili al telaio. Infine, sul GR Y60 risultano essere molto esposte e soggette a facili rotture le luci posteriori presenti nel paraurti, ecco perché si trovano in commercio dei nuovi gruppi ottici posteriori che sostituiscono quelli verticali incassati nella carrozzeria e che inglobano anche le funzioni delle luci del paraurti.
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