La vicenda che coinvolge Sandro Biasotti, figura di spicco della politica ligure ed ex amministratore della holding Biasotti Group Srl, si arricchisce di nuovi capitoli. Una condanna per false comunicazioni sociali getta ombre sulle sue responsabilità passate e solleva interrogativi sul suo ruolo attuale nel consiglio di amministrazione di Iren. Allo stesso tempo, emergono dettagli sulle presunte irregolarità contabili che hanno interessato le società del gruppo, tra cui Novelli 1934, Autobì e Bimauto, e sulle complesse dinamiche di cessione delle partecipazioni societarie.

La Condanna di Sandro Biasotti per False Comunicazioni Sociali

Sandro Biasotti è stato condannato a cinque mesi di reclusione, con la condizionale, per false comunicazioni sociali relative ai bilanci della holding Biasotti Group Srl chiusi al 31 dicembre 2017 e al 31 dicembre 2018. Oltre alla pena detentiva, è stata disposta l'interdizione dagli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese per la stessa durata della pena. Biasotti è stato l’unico dei dieci coimputati a decidere di affrontare il dibattimento, mentre per gli altri nove e per le quattro società coinvolte - Biasotti Group, Novelli 1934, Autobì e Bimauto - la sentenza era già stata emessa a dicembre 2023.

Le accuse mosse a Biasotti riguardano la presunta sopravvalutazione di alcune voci di bilancio, in particolare quelle relative alle autovetture usate, ai crediti da riscuotere e ai premi da incassare dalle case-madri Mercedes, Volkswagen e Bmw. Secondo l’accusa e la valutazione dei giudici, questi dati sarebbero stati "gonfiati" proprio negli anni in cui Biasotti stava cedendo le società partecipate all’imprenditore piemontese Marco Utili. Inoltre, la holding non avrebbe fornito adeguata informazione sulla garanzia assunta nei confronti del compratore, legata alle eventuali passività derivanti dai falsi in bilancio. La procura aveva chiesto la condanna a un anno.

Le Richieste di Dimissioni da Iren

La condanna di Biasotti ha immediatamente suscitato reazioni nel mondo politico. Partito Democratico e Movimento 5 Stelle sono intervenuti per chiedere le dimissioni di Sandro Biasotti dal consiglio di amministrazione di Iren, la multiutility che opera nei settori dell'energia, dell'acqua e dell'ambiente.

Simone D’Angelo, segretario metropolitano PD Genova e consigliere regionale della Liguria, ha dichiarato: "Pur riconoscendo che si tratta di una sentenza di primo grado e che Biasotti avrà la possibilità di dimostrare la sua estraneità durante il processo di appello, riteniamo che, in attesa del giudizio definitivo, non possa continuare a rappresentare il Comune di Genova in un ruolo di responsabilità come quello nel cda di Iren". D'Angelo ha aggiunto: "La sua permanenza in una posizione così rilevante sarebbe incomprensibile per i cittadini e in contrasto con i principi di trasparenza e integrità che ogni ente pubblico deve rispettare. Per questo, chiediamo che si dimetta immediatamente. Le istituzioni devono sempre essere un esempio di legalità".

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Anche il capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle Stefano Giordano è intervenuto, affermando: "Biasotti rinunci subito al suo posto nel Cda di Iren: chi è stato condannato per falso in bilancio non può ricoprire il ruolo di consigliere in una grande multiutility come Iren".

Implicazioni per il Gruppo Biasotti e Novelli 1934

La vicenda giudiziaria di Sandro Biasotti e le accuse di false comunicazioni sociali gettano una luce problematica sul Gruppo Biasotti e sulle società ad esso collegate, tra cui Novelli 1934, Autobì e Bimauto. Le indagini si sono concentrate sulla presunta sopravvalutazione di alcune voci di bilancio, in particolare quelle relative alle autovetture usate, ai crediti da riscuotere e ai premi da incassare dalle case-madri Mercedes, Volkswagen e Bmw.

Queste presunte irregolarità contabili sarebbero avvenute negli anni in cui Biasotti stava cedendo le società partecipate all’imprenditore piemontese Marco Utili. L'accusa sostiene che la holding non avrebbe fornito adeguata informazione sulla garanzia assunta nei confronti del compratore, legata alle eventuali passività derivanti dai falsi in bilancio.

La vicenda solleva interrogativi sulla gestione finanziaria del gruppo e sulle possibili conseguenze per le società coinvolte, in particolare per Novelli 1934, storica azienda genovese attiva nel settore automobilistico.

Novelli 1934: Una Storia di Tradizione e Innovazione

Novelli 1934 rappresenta un punto di riferimento nel settore automobilistico genovese da quasi un secolo. L'azienda ha saputo adattarsi ai cambiamenti del mercato, offrendo una vasta gamma di servizi e prodotti, dalla vendita all'assistenza, fino alle soluzioni di mobilità innovative.

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In particolare, Smart Center Genova, parte del gruppo Novelli 1934, si distingue per l'offerta di soluzioni di mobilità innovative, ecologiche e perfette per la città. Con un design moderno e tecnologie avanzate, le auto 100% elettriche Smart garantiscono una guida agile, sicura e sostenibile, pensata per chi vuole muoversi con stile e praticità. La gamma Smart include modelli come la Smart #1, un crossover compatto e spazioso ideale per la vita urbana, e la Smart #3, dal carattere sportivo e dinamico, perfetta per chi cerca un’esperienza di guida ancora più emozionante. Ogni Smart è progettata per offrire efficienza, comfort e connettività, senza rinunciare al piacere di guida. Oltre alla vendita, Smart Center Genova offre consulenze personalizzate, assistenza tecnica specializzata e soluzioni di finanziamento flessibili.

Nonostante il successo e la reputazione consolidata, Novelli 1934 si trova ora a fare i conti con le implicazioni della vicenda giudiziaria che coinvolge il suo ex amministratore, Sandro Biasotti.

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