Gianna Nannini, una delle figure più iconiche del rock italiano, ha recentemente condiviso dettagli inediti sulla sua vita, tra cui un terribile incidente che ha avuto un impatto profondo non solo sulla sua carriera, ma anche sulla sua identità. In un'intervista al Corriere della Sera, la cantante senese ha ripercorso i momenti chiave della sua esistenza, rivelando particolari sconosciuti su un evento traumatico che le ha cambiato la vita per sempre.
L'incidente in pasticceria e la perdita delle dita
La storia di Gianna Nannini è intrisa di passione per la musica, ma anche di sacrifici e momenti difficili. Fin da giovane, Gianna ha coltivato il sogno di diventare una cantante, ma le sue aspirazioni si sono scontrate con le aspettative familiari. Figlia di un pasticcere, Gianna ha iniziato a lavorare nell'azienda di famiglia per guadagnare i propri soldi e inseguire la sua passione.
È proprio durante il lavoro in pasticceria che si è verificato l'incidente che ha segnato la sua vita. Come racconta nell'intervista a BSMT, Gianna lavorava alla macchina per fare i ricciarelli, tipici dolci senesi: "Lavoravo nella pasticceria di mio padre che stava rinnovando per farla diventare una fabbrica di ricciarelli. Aveva comprato una macchina nuova e io mi alzavo la mattina alle cinque, facevo 2 ore prima di andare a scuola per imparare a fare questi ricciarelli. Meditavo di scappare di casa e mettevo soldi da parte: già avevo un piano. Quindi quel giorno, la macchina era un po' rotta e io cercavo di sistemare queste teglie".
A soli 17 anni, mentre era intenta a sistemare le teglie nella macchina, un malfunzionamento ha causato un terribile incidente: "Sono arrivata un po' in ritardo a sistemarne una e mi è entrato nell'ingranaggio la mano". L'ingranaggio le ha tranciato le falangi del medio e dell'anulare della mano sinistra. "Dopo un mese avevo l'esame di pianoforte e quindi mi ha tagliato queste falangi di netto. È un dolore bestiale e dico sempre che la mia voce è nata da questo urlo rock di dolore".
La cantante toscana ha raccontato: "A 5 anni scappai. Nessuno se ne accorse: erano tutti a lavorare in pasticceria. Cominciai bambina a decorare le torte. Lasciai nella macchina per i ricciarelli le falangi del medio e dell’anulare della mano sinistra”. "Finirono nell'impasto dei dolci, ma nessuno li ha mangiati; li ritrovarono il giorno dopo, troppo tardi per riattaccarli. Cacciai un urlo terribile, la voce roca mi è venuta allora. Poi svenni."
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L'impatto sulla carriera musicale e la nascita di una voce unica
L'incidente ha avuto un impatto devastante sulla carriera musicale di Gianna Nannini. Studente di pianoforte al conservatorio Luigi Boccherini di Lucca, si è vista compromettere la possibilità di suonare lo strumento a causa della perdita delle dita. "Al conservatorio mi bocciarono: al pianoforte le scale venivano un po' zoppicanti".
Tuttavia, Gianna non si è lasciata abbattere e ha trasformato questa tragedia in una forza motrice per la sua musica. Come lei stessa racconta, l'urlo di dolore che ha emesso durante l'incidente ha contribuito a definire il timbro rauco e potente della sua voce, diventato uno dei suoi tratti distintivi. "È un dolore bestiale e dico sempre che la mia voce è nata da questo urlo rock di dolore".
Per poter continuare a suonare il pianoforte, Gianna si è fatta fare delle protesi a Parigi: "Poi sono andata a Parigi e me le sono fatte fare finte per poter suonare il pianoforte".
La fuga a Milano e l'inizio del successo
Dopo l'incidente, Gianna ha deciso di lasciare Siena e trasferirsi a Milano per inseguire il suo sogno di diventare una cantante. "L'assicurazione versò due milioni. Mi ci pagai la fuga a Milano. Per anni non parlai coi miei genitori". A Milano, Gianna ha iniziato a frequentare l'ambiente musicale e a esibirsi in vari locali, attirando l'attenzione di Mara Maionchi e Claudio Fabi, che l'hanno scritturata come voce femminile del gruppo Flora Fauna Cemento.
Nel 1979 è nato il suo primo singolo, California, che ha ottenuto un enorme successo, aprendo la strada a una carriera costellata di successi e riconoscimenti.
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Fotoromanza: un successo nato dal dolore
Anche la nascita di uno dei suoi brani più iconici, Fotoromanza, è legata all'incidente e al dolore che ha provato. Come racconta la cantautrice: "Dormivo a casa di un mio manager svizzero e c'era un pianoforte proprio dove dormivo. Mi è venuta in mente questa melodia tutta sui tasti neri (del pianoforte), è nata molto punk. Poi appena l'ho scritta, visto che non avevo finito tutte le parole, mi sono dovuta tagliare una mano per scrivere ‘Questo amore è una camera a gas'. Mi è venuta la parola mentre mi son tagliata con una mandorla".
Sei nell'anima: il docu-film su Netflix e l'autobiografia
La storia di Gianna Nannini è stata raccontata in un docu-film pubblicato su Netflix il 2 maggio, intitolato Sei nell'anima, che ripercorre i suoi primi 30 anni di carriera. Il film, interpretato da Letizia Toni, è tratto dall'autobiografia della cantante, pubblicata nel 2016, dal titolo Cazzi Miei, in cui svela anche la rinascita artistica del 1983.
Il film svela finalmente perché la rockstar senese considera il suo vero anno di nascita il 1983. Quell'anno, la Nannini, che aveva già raggiunto il successo con il singolo 'America' e con l'album 'California' e che stava lavorando all'album 'Latin Lover' in Germania, ha un crollo psicologico, probabilmente sotto la pressione della richiesta di sfornare nuove hit entro i tempi stretti richiesti dalla discografia. Un crollo che si manifesta con allucinazioni e attacchi psicotici e di panico, tanto da farle rischiare il ricovero in una struttura psichiatrica, evitato solo dalla vicinanza della famiglia e del suo primo grande amore femminile, Carla (interpretata da Selene Caramazza), diventata poi la compagna di una vita.
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