L'articolo ripercorre la storia della Ford Escort RS Cosworth, un'auto che ha segnato un'epoca nel mondo dei rally e tra gli appassionati di auto sportive. Dalle sue origini come progetto per vincere il Campionato del Mondo Rally, alle sue vittorie europee e al suo impatto culturale, l'articolo esplora le caratteristiche tecniche, le versioni speciali e le curiosità che hanno reso questa vettura un'icona intramontabile.
Le Origini: Un Progetto Nato per Vincere
Negli anni '90, Ford decise di omologare la Escort per il mondiale rally, preparando una versione con motore e meccanica Cosworth. Tuttavia, gli ingombri del motore prescelto rappresentavano una sfida. La soluzione fu quella di ispirarsi al progetto Sierra Cosworth, già dotato di un motore performante, e di adattarlo alla carrozzeria Escort. Da qui nacque il progetto Escort RS Cosworth, con il motore Cosworth montato longitudinalmente.
Il Motore Cosworth: Cuore Pulsante della Escort RS
Il vero segreto della Ford Escort RS Cosworth risiedeva nel suo motore Cosworth "YBT", un propulsore 2 litri con una cilindrata di 1.993 cc, dotato di un turbocompressore che si prestava bene alle elaborazioni sportive. Nella configurazione standard, erogava 224 CV a 6.250 giri/min e una coppia massima di 304 Nm a 3.500 giri/min. La spinta del turbocompressore Garrett AiResearch “T3/T04B” era di 0,8 bar, con picchi di overboost a 1,0-1,1 bar.
Inizialmente, i primi esemplari erano equipaggiati con un turbocompressore ibrido Garrett T3/T04B Hybrid (noto come T34) e un intercooler aria/acqua. Questa configurazione produceva un significativo "turbo lag" fino a 3.500 giri/min, con un'erogazione violenta che ricordava le auto da rally del Gruppo B. Successivamente, a partire dal 1994, venne introdotto un turbocompressore Garrett T25 più piccolo per ridurre il ritardo del turbo e migliorare la fruibilità nell'uso quotidiano, mantenendo prestazioni simili.
Il motore Cosworth era un'evoluzione del BDA (Belt Drive, series A), già all’epoca con testata a 4 valvole per cilindro e che si prestava ad elaborazioni estreme. Il motore era interamente preparato dalla Cosworth con basamento in ghisa su base Ford Cortina, 4 valvole per cilindro e carburatori Weber da 40 millimetri, capace di erogare già all’epoca 120 cavalli nella versione di serie e 170 cavalli nella versione Gruppo 2.
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Aerodinamica e Design: Un'Icona di Stile
L'aerodinamica giocava un ruolo fondamentale nella Escort RS Cosworth, con uno spoiler iconico che la rendeva immediatamente riconoscibile. Frank Stephenson, il designer dello spoiler, si ispirò agli aeroplani tedeschi Dreidecker usati nella prima guerra mondiale. Le prime versioni includevano soluzioni che avrebbero reso più efficace l’auto da competizione, ma Ford cercò di rendere l'auto più gestibile anche in condizioni di guida quotidiane.
I pannelli della carrozzeria erano gli stessi della Ford Escort RS di serie, operazione necessaria in quanto il pianale della normale Ford Escort era stato progettato inizialmente solo per la trazione anteriore. Successivamente, venne presentata una versione a 4 ruote motrici, la RS2000 4X4. La trazione integrale permanente prevedeva una ripartizione anteriore/posteriore 34/66%. Il cambio manuale a cinque marce venne irrobustito per far fronte alla coppia maggiore.
Versioni e Allestimenti Speciali
La Ford Escort RS Cosworth era disponibile in diversi allestimenti: Motorsport/Roadsport, Standard e Lux. Le versioni Motorsport erano pensate per le elaborazioni di team privati e non includevano alzacristalli elettrici, radio, tettuccio apribile, chiusura centralizzata e fari fendinebbia. Le versioni Standard e Lux potevano montare degli optional e includevano l'impianto elettrico completo.
Nel corso degli anni, furono realizzate diverse edizioni limitate che celebravano i risultati sportivi o alcuni piloti, tra cui la Monte Carlo Edition, Miki Biasion Edition, Acropolis Edition e Martini Edition. Ci furono anche serie speciali realizzate tra alcuni sponsor e le concessionarie, come la “Arrows”.
L'Escort RS Cosworth nel Motorsport: Successi e Obiettivi Mancati
L’idea alla base del progetto della Escort RS Cosworth era vincere il Campionato del Mondo Rally. Pur non raggiungendo questo obiettivo, la Escort RS Cosworth ottenne otto importanti vittorie tra il 1993 e il 1996 come vettura di gruppo A, e altre due in veste di World Rally Car nel 1997-98.
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Il debutto sportivo avvenne al Rally di Montecarlo del 1993, dove Delecour e Biasion si classificarono rispettivamente secondo e terzo. Successivamente, Delecour vinse il Rally di Portogallo. Nel corso della stagione, Delecour vinse in Corsica e Biasion in Grecia, portando l’Ovale blu in testa nel titolo costruttori. Tuttavia, nella seconda metà della stagione, i risultati furono scarsi e Toyota si aggiudicò il titolo costruttori.
Nonostante le vittorie europee e il successo nei campionati nazionali, la Ford Escort Cosworth non riuscì a conquistare il titolo mondiale rally, rimanendo un obiettivo mancato.
L'Escort RS Cosworth Oltre le Competizioni: Un'Auto da Sogno
Al di fuori del Campionato del Mondo, la Escort Cosworth ebbe un grande successo nei campionati europei, dove fece incetta di titoli. Nel 1994, il pilota belga Patrick Snijers vinse il Campionato Europeo Rally alla guida di una vettura preparata da RAS Sport. La Ford Escort Cosworth è stata molto apprezzata anche nel Gruppo N, grazie alla facilità di reperire componenti per la messa a punto, consentendo a molti privati di gareggiare ad un costo relativamente basso.
La Escort RS Cosworth fece anche un'incursione in Formula Uno, come Safety Car, durante due Gran Premi nella stagione 1992.
Curiosità e Aneddoti
- La produzione della carrozzeria e l’assemblaggio delle vetture venne affidata alla storica carrozzieria Karmann presso lo stabilimento di Rheine, in Germania.
- All’interno spiccavano i sedili sportivi Recaro, di serie.
- Come la precedente Ford Sierra Cosworth, anche la Escort venne soprannominata "Cossie" dagli appassionati.
- Due Ford Escort RS Cosworth giacciono abbandonate in Europa, un vero e proprio tesoro dell’automobilismo.
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