La Ford Mustang, un nome che evoca immediatamente immagini di libertà, potenza e stile americano, ha una storia ricca e affascinante che abbraccia oltre sei decenni. Dalle sue umili origini come una "pony car" accessibile alle sue incarnazioni moderne come una muscle car ad alte prestazioni e persino un SUV elettrico, la Mustang ha saputo reinventarsi pur rimanendo fedele al suo spirito originale.

Le Origini: La Visione di Lee Iacocca

La storia della Mustang inizia nel 1959, quando Lee Iacocca, figlio di immigrati italiani e con una solida formazione in ingegneria, fu nominato vicepresidente e direttore generale della divisione Ford. Iacocca, intuendo il potenziale del mercato giovanile emergente, concepì l'idea di un'auto sportiva, personalizzabile e accessibile.

Per sviluppare questa idea, Iacocca creò un gruppo di lavoro chiamato "Fairlane Committee", che si riuniva in un motel per definire le caratteristiche della nuova vettura. Nel 1961, il comitato stabilì i parametri chiave della Mustang: un'auto sportiva con spazio per quattro passeggeri, un ampio bagagliaio, un peso massimo di 2.500 libbre (1135 kg) e un prezzo di 2.500 dollari.

Per lo stile, Iacocca lanciò un concorso di progettazione tra i diversi centri stile del gruppo Ford, cercando di ottenere idee innovative e accattivanti.

Il Lancio e il Successo Iniziale (1964-1966)

Il 17 aprile 1964, la Ford Mustang fece il suo debutto al pubblico durante l'esposizione universale di New York, aprendo immediatamente le vendite della prima serie. Ford investì pesantemente in una campagna pubblicitaria senza precedenti, acquistando spazi commerciali in tutti i programmi TV in prima serata e su migliaia di quotidiani e riviste.

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Il risultato fu un successo travolgente. Le concessionarie furono letteralmente prese d'assalto, con storie di acquirenti che offrivano somme superiori al prezzo di listino e rivenditori costretti a chiudere le porte per gestire la folla.

La Mustang si rivelò un successo di vendite senza precedenti. Le prime Mustang, costruite tra marzo e agosto 1964, furono assemblate durante il ciclo di produzione Ford del 1964 e includevano le caratteristiche del 1964.

Aggiornamenti e Nuove Versioni (1965-1966)

Ad aprile 1965, per celebrare il primo anniversario della Mustang, Ford introdusse diversi pacchetti opzionali, tra cui il "GT Equipment Group" per migliorare le prestazioni tecniche e l'"Interior Decor Group" per arricchire gli interni con sedili goffrati, pannelli porta plissettati e inserti in simil noce.

La novità più significativa del 1965 fu l'introduzione della Mustang Fastback 2+2, una versione con un tetto allungato che conferiva all'auto un aspetto ancora più sportivo.

Come da tradizione americana, ogni anno i produttori commercializzavano una versione aggiornata identificata con il Model Year (MY). Il Model Year 1966, commercializzato a partire dal settembre del 1965, aggiornò la vettura nella versione standard con una nuova griglia a barre orizzontali anziché a nido d'ape. La Mustang GT presentava un mix tra le due calandre, ossia barre orizzontali, listello centrale e fendinebbia installati sulla griglia stessa.

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Si aggiunsero tre nuovi elementi decorativi in prossimità della finta presa d'aria laterale e nuovi copriruota. Per quanto riguarda le motorizzazioni il "200 Six" sostituì il 6 cilindri "170", mentre il "289" in 3 differenti tagli di potenza rimpiazzò il "260".

Il Restyling del 1967 e la Crescita delle Dimensioni

Nel settembre del 1966, Ford introdusse un restyling significativo per il Model Year 1967. La linea della fiancata divenne più marcata, mentre il pannello posteriore si presentava concavo, conservando le classiche luci posteriori a tripla lente. La griglia tornò ad avere un listello centrale e scomparvero i tre segni sul lamierato tra calandra e fanali. Anche la presa d'aria laterale fu ridisegnata, divisa in due parti.

Gli interni furono completamente rinnovati, con una plancia più moderna, un nuovo quadro strumenti a cinque indicatori e il tunnel centrale della Mustang GT su tutte le versioni. L'aria condizionata opzionale aveva le bocchette d'areazione direttamente sulla plancia.

La Fastback fu ripensata con una nuova linea del tetto che si estendeva fino alla parte concava del posteriore. L'allestimento introdusse il "Silent-Flo Ventilation", un sistema di ventilazione a finestrini chiusi che nel 1967 era un'esclusiva per questa carrozzeria.

Il motore più potente della gamma 1967 era il 390 big block che rappresentava meno dell'1% di tutte le vendite. La stragrande maggioranza delle vetture era equipaggiata con uno dei motori base. Nuovo doppio sistema idraulico. La trasmissione manuale a tre velocità fu offerta per la prima volta completamente sincronizzata, mentre il cambio automatico passò al SelectShift Cruise-O-Matic, che ne consentiva l'uso manuale.

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L'impianto frenante venne rivisto in modo significativo con l'adozione di un doppio sistema idraulico, doppio cilindro master e linee separate tra anteriore e posteriore.

La Mustang degli Anni '70: Modernizzazione e Sfide

L'introduzione del model year '70 rese la Mustang decisamente più moderna. Nelle versioni standard furono rimossi i fanali supplementari mentre i principali furono riposizionati più al centro della calandra. Sui lati comparvero due aperture e i side markers anteriori in verticale.

Sulle fiancate fu rimossa definitivamente la finta presa d'aria dei freni. Al posteriore si adottò un pannello non più curvo e di conseguenza gli iconici fanali divisi in tre furono ridisegnati.

La Mustang 1970 era disponibile in versione hardtop, SportsRoof, Convertible, Grandè, Mach 1 e Boss 302. Come consuetudine, la commercializzazione del model year del 1970 ebbe inizio già durante il 1969.

La Grandè del 1970 giocava con il tetto parzialmente rivestito in vinile a contrasto nei colori nero o bianco. Per accrescere la sensazione di lusso, gli interni si arricchirono di inserti in tessuto pied de poule e finiture con venature di legno.

Sulla Mustang Mach 1 del 1970 il nero opaco del cofano fu sostituito da due strisce di dimensioni ridotte e gli adesivi laterali furono sostituiti da un inserto posizionato nella parte bassa della fiancata. Al posteriore un pannello a nido d'ape nero univa i classici fanali a tre elementi e fendinebbia rettangolari furono installati sulla griglia.

La Mustang Boss 302 del 1970 presentava una grafica vistosa composta da due strisce laterali che correvano per l'intera lunghezza della carrozzeria partendo dal cofano e diramandosi sui parafanghi in prossimità dello stesso. Il pannello posteriore era nero. Secondo alcune fonti Ford ha venduto 8.642 Boss 302 durante gli unici due anni di commercializzazione, 1.628 nel 1969 e 7.014 l'anno successivo.

Tra gli optional di maggior successo figuravano lo spoiler posteriore "Shinoda" e sulle SportsRoof le lamelle nel lunotto. I sedili avvolgenti con schienale alto divennero di serie su tutte le vetture del 1970.

I Model Year '71 - '73: Un Restyling Profondo

Il model year del 1971 portò il più profondo restyling della Mustang prima serie. Il restyling non si fermò ai soli esterni della vettura, gli interni videro un drastico cambiamento soprattutto nell'impostazione della plancia più squadrata e con quadro strumenti a tre elementi.

Ancora una volta rimase una netta distinzione tra la Grandé e la Mach 1 (versioni di "lusso") e la versione standard in cui il rivestimento delle portiere e dei sedili erano decisamente semplici.

Per la Mach 1 fu introdotto un nuovo pacchetto opzionale chiamato "Sports Interior Option" che tra l'altro aggiungeva: sedili avvolgenti dotati di schienale alto con inserti in vinile lavorato a maglia, volante deluxe a 2 razze con inserto color legno, orologio elettrico, pedaliere illuminate, indicatore di pressione dell'olio, temperatura dell'acqua e amperometro, posacenere nel sedile posteriore e quadro strumenti rifinito con materiali specifici.

I modelli Hardtop, SportsRoof, Grandé e Convertible erano disponibili di serie con motore 250 Six, mentre la Mach 1 con il 302 V8 e la Boss 351 esclusivamente con il 351 v8 da 330 bhp.

Tutte le motorizzazioni, ad eccezione della Boss, erano opzionali per tutti i modelli. La trasmissione, in abbinamento in relazione alla motorizzazione, comprendeva 3 marce manuali, Select-Shift, 4 marce manuali in versione "wide-ratio" (su alcuni modelli) e "close-ratio" sui 429. Per via delle stringenti norme anti inquinamento, nel 1972 il 429 CobraJet uscì dal listino mentre gli altri motori furono ridisegnati per utilizzare benzina low-octane. A partire dal '72 negli Stati Uniti i valori di potenza passarono da lordi a netti e per questo motivo diventa difficile confrontare i dati.

1973: L'Ultimo Anno della Prima Serie

Durante il 1972 Ford presentò l'ultimo restyling della Mustang prima serie, il model year '73. Ancora una volta si intervenne sul frontale, rivedendo la griglia e integrando direttamente su di essa le luci di direzione. Il paraurti anteriore era in tinta su tutti i modelli e conforme alle nuove normative americane in tema di sicurezza. Al posteriore sul pannello verticale era presente una banda nera.

La Mustang del 1973 era disponibile nelle versioni Hardtop, SportsRoof, Convertible, Mach 1 e Grandé. La Grandé in versione hardtop offriva di serie l'opzione "Vinyl Roof" ossia l'intero tetto rivestito in vinile nei colori bianco, nero, blu, ginger, avocado o marrone. Un'opzione simile era presente anche sulla SportsRoof dove 3/4 di tetto era rivestito in vinile negli stessi colori sopra citati.

Il pacchetto "Tutone Hood" visibile applicato su carrozzeria Convertible nell'immagine centrale qui sopra, includeva il cofano con verniciatura nera o argento opaco, fermi del cofano twist-type e doppia presa d'aria stile "NASA" di tipo funzionali esclusivamente nelle vetture equipaggiate dal 351 V8 e dal "Dual Ram Induction".

La Mustang Mach 1 del 1973 cambiò più di qualsiasi altra Mustang grazie a nuove strisce laterali; le precedenti strisce a mazza da hockey dei modelli 1971-1972 divennero un'opzione all'interno di un pacchetto di decorazioni esterne disponibile su hardtop e convertible.

L'ultimo anno di produzione della Mustang prima serie vide una inversione di tendenza delle vendite, oramai in discesa dal 1966 in poi.

Dalla Mustang II alla Rinascita degli Anni '90

Dopo la prima generazione, la Mustang subì diverse trasformazioni, riflettendo i cambiamenti nel mercato automobilistico e le normative ambientali. La Mustang II, introdotta nel 1974, era più piccola e orientata all'efficienza dei consumi. Le generazioni successive, pur mantenendo lo spirito sportivo, cercarono di bilanciare prestazioni ed economia.

Negli anni '90, la Mustang conobbe una rinascita, con un design più aggressivo e motori più potenti. La quarta generazione, lanciata nel 1994, segnò un ritorno alle radici della Mustang, con uno stile che richiamava i modelli classici.

La Mustang del XXI Secolo: Retro-Futurismo e Innovazione

Il nuovo millennio ha visto la Mustang abbracciare il "retro-futurismo", un design che combina elementi classici con tecnologie moderne. La quinta generazione, introdotta nel 2005, si ispirava chiaramente alle Mustang fastback degli anni '60, con linee muscolose e un aspetto imponente.

La sesta generazione, lanciata nel 2015, ha segnato un passo importante per la Mustang, con l'introduzione delle sospensioni posteriori indipendenti e di un motore turbo EcoBoost a quattro cilindri, oltre ai tradizionali V6 e V8.

La Mustang Mach-E: Un Futuro Elettrico

Nel 2020, Ford ha sorpreso il mondo con la Mustang Mach-E, un SUV completamente elettrico che porta il nome e lo spirito della Mustang in un nuovo segmento di mercato. Pur suscitando qualche polemica tra i puristi, la Mach-E ha dimostrato che la Mustang può adattarsi ai tempi che cambiano, offrendo prestazioni entusiasmanti e un'esperienza di guida innovativa.

La Settima Generazione: Un Omaggio alla Tradizione

L'ultima e più recente versione della Mustang è influenzata nello stile dalla generazione precedente, con una griglia frontale molto ampia e fari anteriori sottili e allungati. In Italia viene venduta unicamente con il motore V8 aspirato di 5,0 litri, da 446 CV nella versione base e da 453 CV nella più aggressiva variante Dark Horse.

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