La Ford Mustang del 1967 rappresenta un capitolo significativo nella storia di questa iconica muscle car americana. Introdotta nel settembre del 1966, la Mustang del '67 subì un deciso restyling estetico che ne accentuò il carattere e la sportività. Questo articolo esplora i dettagli degli interni, le modifiche estetiche e le caratteristiche tecniche che hanno reso questo modello un classico intramontabile.

Restyling Esterno: Un Nuovo Look per un Mito

La linea della fiancata della Ford Mustang 1967 risultava più marcata rispetto ai modelli precedenti, conferendo all'auto un aspetto più muscoloso e dinamico. Il pannello posteriore si presentava concavo, conservando le classiche luci posteriori a tripla lente, un elemento distintivo del design Mustang. Sulla griglia anteriore tornò il listello centrale, mentre sparirono i tre segni sul lamierato tra la calandra e i fanali, un dettaglio che caratterizzava i modelli precedenti. Un'altra novità era rappresentata dal disegno della finta presa d'aria laterale, ora divisa in due parti. Questa calandra specifica fu adottata esclusivamente per il model year '67.

Interni Rivoluzionati: Modernità e Comfort

Gli interni della Ford Mustang del 1967 furono profondamente rinnovati, con l'adozione di una nuova plancia molto più moderna e funzionale. Il quadro strumenti presentava cinque indicatori, offrendo al conducente una visione completa delle informazioni sul veicolo. Il tunnel centrale, precedentemente esclusiva della Mustang GT, fu esteso a tutte le versioni, migliorando l'ergonomia e l'estetica dell'abitacolo. L'aria condizionata, disponibile come optional, contava su bocchette d'areazione integrate direttamente nella plancia.

Con il pacchetto "Interior Decor Group", si aggiungevano pannelli in alluminio spazzolato sul cruscotto e sui nuovi pannelli delle portiere, conferendo all'abitacolo un tocco di eleganza e sportività. Il "Convenience Control Panel" rappresentava uno dei pacchetti più interessanti, includendo le luci di segnalazione cinture, il parking brake, il segnalatore livello del carburante e il segnalatore apertura delle portiere, migliorando la sicurezza e la praticità d'uso.

La Ford Mustang Fastback del '67: Un Profilo Aerodinamico

A meno di due anni dalla sua introduzione, la Fastback fu ripensata con una nuova linea del tetto che si estendeva fino alla parte concava del posteriore. L'allestimento introdusse il "Silent-Flo Ventilation", un sistema di ventilazione a finestrini chiusi che nel 1967 era una esclusiva per questa carrozzeria.

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Su richiesta era disponibile il pannello posteriore a lamelle, il lunotto in vetro oscurato, i copriruota completi e i pacchetti "GT Group Equipment" e "Reflective Group". Con l'opzione "Sport Deck Option" il sedile posteriore si ripiegava fornendo uno spazio di carico lungo circa 180 cm triplicandone il volume di carico. La vettura era personalizzabile in 18 colori per gli interni e ben 16 tinte per la carrozzeria. Le motorizzazioni previste erano condivise con le altre versioni del modello.

Motorizzazioni e Innovazioni Tecniche

Il motore più potente della gamma 1967 era il 390 big block, che rappresentava meno dell'1% di tutte le vendite. La stragrande maggioranza delle vetture era equipaggiata con uno dei motori base. Un'importante innovazione tecnica fu l'introduzione di un doppio sistema idraulico per i freni, che migliorava la sicurezza e l'efficacia della frenata. La trasmissione manuale a tre velocità fu offerta per la prima volta completamente sincronizzata, mentre il cambio automatico passò al SelectShift Cruise-O-Matic, che ne consentiva l'uso manuale.

La Mustang GT 1967 Side-Oiler: Un'Esemplare Rarità

Tra le versioni più rare e ambite della Ford Mustang del 1967, spicca la GT equipaggiata con il motore 427 side oiler, un propulsore nato per le competizioni e capace di erogare una potenza impressionante. Un esemplare in particolare, verniciato nella livrea Raven Black con interni deluxe in vinile Saddle, rappresenta un autentico unicorno nel panorama del collezionismo mondiale. Questa Mustang hardtop è una delle sole 33 non-Shelby ad aver ricevuto dalla fabbrica il leggendario Competition Handling Package.

Il cuore pulsante di questa Mustang non è più il classico 390 big block, ma un autentico Ford 427 side oiler, ulteriormente arricchito con testate 428 Cobra Jet e un sistema di alimentazione a doppio carburatore. La storia di questa Mustang è altrettanto affascinante, con un restomod che rispetta l’autenticità e la patina del tempo. A certificare l’unicità di questa Mustang ci pensa il celebre Marti Report: solo 2.932 esemplari vennero prodotti nel 1967 con la combinazione 390/cambio manuale.

Il Successo di Vendite e l'Eredità

La Ford Mustang del 1967 fu un grandissimo successo di vendite, confermando il ruolo di questa vettura come icona dell'automobilismo americano. Il suo design innovativo, gli interni confortevoli e le prestazioni brillanti la resero desiderabile per un vasto pubblico di appassionati. Ancora oggi, la Mustang del '67 è una delle versioni più ricercate dai collezionisti, con valutazioni che possono raggiungere cifre considerevoli, soprattutto per gli esemplari in condizioni originali o restaurati con cura.

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Mustang Restomod: Un Esempio dalla Repubblica Ceca

Una restomod su base Ford Mustang non è certo una novità negli Stati Uniti, ma è un po' meno comune se un progetto di questo tipo arriva dalla Repubblica Ceca, in particolare dall'azienda Mean Machine Garage di Praga. Una brutale Mustang restomod che rompe tutti i limiti di prestazioni, design e tecnologia. Il telaio è invece di provenienza Roadster Shop e ospita interni completamente ridisegnati nei quali l'unico elemento mantenuto invariato è il tradizionale cruscotto in metallo, segno distintivo delle Ford Shelby che Mean Machine Garage ha preferito mantenere. Il motore della Hellenor è un V8 di 7 litri di cilindrata abbinato a due turbocompressori che arriva a erogare una potenza di oltre 1.215 cavalli se alimentato con normale benzina.

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