La Ford Focus Cabrio, conosciuta anche come Ford Focus CC (Coupé-Cabriolet), rappresenta un capitolo interessante nella storia delle auto scoperte della casa automobilistica americana. Prodotta tra il 2006 e il 2010, questa vettura è nata dalla collaborazione tra Ford e Pininfarina, combinando lo stile italiano con l'ingegneria Ford. In questo articolo, esploreremo la storia, i modelli, le versioni, i motori e le recensioni della Ford Focus Cabrio, offrendo una panoramica completa di questa vettura.

Storia e Contesto

Ford ha una lunga tradizione nella produzione di modelli sportivi e pensati per il tempo libero. Tuttavia, fino a poco tempo fa, la Mustang era l'unica vettura a ricoprire questo ruolo. In passato, Ford offriva anche altre vetture al di fuori delle classiche categorie di berline, compatte e SUV, come la Ford Focus Cabrio.

Già con la prima generazione della Escort, Ford propose versioni più sportive per carrozzeria o motorizzazioni. La prima Escort Cabriolet arrivò nel 1983, una variante aperta della terza generazione realizzata dalla carrozzeria tedesca Karmann. La Escort Cabrio segnò il ritorno di una Ford a tetto aperto dagli anni ’60.

Dopo il successo della StreetKa, Ford e Pininfarina collaborarono per creare una seconda scoperta, la Ford Focus CC, la prima Ford con tetto retrattile in metallo. Lanciata nel 2006 e prodotta fino al 2010 sulla base della seconda generazione della compatta americana, la Ford Focus Cabrio è stata costruita a Torino da Pininfarina. Dopo la fine della produzione, non è stata sostituita da una nuova generazione, lasciando la sola Mustang a riempire il ruolo di Ford scoperta.

Modelli e Design

L'unico modello di Ford Focus Cabrio è stato lanciato nel 2006 sulla base della Focus II, la seconda generazione della compatta della Casa dell’Ovale prodotta dal 2004 al 2010. La nascita della Focus CC è dovuta all’enorme successo che ottennero all’inizio degli anni ’00 le coupé-cabriolet, scoperte derivate da modelli di grande serie con tetto retrattile in metallo. Questo trend, iniziato dalla Mercedes-Benz SLK del 1996 e poi portato nel mondo dei costruttori generalisti dalla piccola Peugeot 206 CC del 2000, si è poi diffuso a macchia d’olio su diversi altri brand, generalisti e Premium, compresa proprio la Ford Focus CC.

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Come per la precedente StreetKa, nonché per la “cugina” Volvo C70 di seconda generazione, realizzata sulla medesima piattaforma, la Focus Coupé-Cabriolet è disegnata dalla carrozzeria torinese Pininfarina, che si è occupata anche dell’assemblaggio di questa particolare versione nei suoi stabilimenti torinesi.

A livello dimensionale, la Focus CC è il modello più lungo della famiglia della Focus Mk2: è infatti lunga 4,51 metri, ben 4 centimetri più della Focus Station Wagon. Il frontale è identico a una normale Focus di seconda generazione, ma il parabrezza è più inclinato e dalle portiere anteriori in poi cambia tutto. Il tetto retrattile in metallo è contenuto in lunghezza, lasciando spazio in coda per un terzo volume pronunciato e alto, tipico delle convertibili a quattro posti con tetto in lamiera.

Per questa tipologia di automobili, è necessario riservare molto spazio per l’alloggiamento del grande tetto rigido, che ruba qualche litro di capacità nel bagagliaio. Sulla Focus CC, il generoso bagagliaio da 534 litri viene più che dimezzato a 248 litri quando si viaggia aperti. In coda, le linee del posteriore devono fare i conti con queste proporzioni particolari, completando la coda con dei fari trapezoidali di dimensioni generose, uniti da una spessa banda cromata, mentre il paraurti ha un disegno semplice.

Con il restyling di metà carriera della compatta nel 2008, la Ford Focus Cabrio ha adottato il nuovo frontale del “Kinetic Design”. I grandi fari trapezoidali hanno lasciato spazio a proiettori più affilati e moderni, e anche la mascherina è cambiata, assottigliandosi. Se le altre Focus sono cambiate anche in altri aspetti, la Focus CC made by Pininfarina non ha beneficiato di altre modifiche, confermando la propria estetica laterale e posteriore. All’interno, la Focus CC condivide l’abitacolo con le altre Focus, eccezion fatta per i sedili posteriori. Con il restyling del 2008, la Focus CC ha adottato una nuova consolle centrale, più moderna e raffinata, con una finitura in simil-alluminio al centro della quale spicca la radio Sony. Non manca poi un comando dedicato all’apertura e alla chiusura del tetto in metallo, mentre i sedili posteriori sono più sacrificati rispetto alle altre Focus.

Motori e Meccanica

A livello di meccanica e motori, la Ford Focus Cabrio condivide il pianale con la Focus tradizionale, offrendo solo alcuni motori per il mercato italiano. Come tutte le altre Focus Mk2, anche la Coupé-Cabriolet è realizzata sull’apprezzata piattaforma Ford C1, pianale modulare utilizzato su tantissimi modelli del Gruppo Ford, dalle sorelle C-Max e Kuga alle Mazda 3, 5 e CX-7, fino alle Premium Volvo C30, S40/V50 e C70. Si tratta di una base meccanica apprezzata per un’ottima rigidità strutturale e un attento tuning delle sospensioni, che ha permesso a tutti i modelli realizzati su questa base di avere un ottimo comportamento stradale. Proprio la Focus Mk2 è stata una delle più apprezzate in questo senso, e la Focus CC riprende dalla sorella a tetto rigido l’intera meccanica.

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Troviamo quindi una sospensione anteriore McPherson mentre dietro c’è un sofisticato Multilink, che garantiscono sulla gamma Focus una bella guidabilità. A causa della lunghezza maggiorata, della necessità di irrigidire molto il telaio e per il peso del tetto rigido in lamiera, però, la Focus CC ha un aggravio di peso importante rispetto alla normale Focus. Sulla bilancia, la CC pesa oltre 200 kg in più a parità di motorizzazione rispetto ad una Focus 5 porte, superando i 1.600 kg, avendo quindi un comportamento dinamico più tranquillo, rilassato e pacato.

Al lancio, i motori disponibili per la Focus CC erano due, un benzina e un Diesel. Il motore a benzina è il 2.0 quattro cilindri aspirato Duratec da 145 CV e 185 Nm di coppia, scaricati sulle ruote anteriori da un cambio manuale a 5 marce. Nonostante un peso di quasi 1.550 kg, la scoperta scatta da 0 a 100 km/h in 10,8 secondi e arriva a 208 km/h di velocità massima. Per chi cerca consumi più contenuti, è disponibile un motore Diesel, il 2.0 TDCi quattro cilindri turbo da 136 CV e 340 Nm, con cambio manuale a 6 marce e trazione anteriore. Le prestazioni sono in linea con il 2.0 benzina, con un’accelerazione 0-100 km/h in 10,3 secondi e 205 km/h di velocità massima.

Con il restyling del 2008, la Ford Focus CC ha confermato il 2.0 TDCi, ma ha sostituito il 2.0 benzina con un più tranquillo 1.6 Ti-VCT da 101 CV e 150 Nm di coppia.

Versioni e Allestimenti

A livello di motorizzazioni ci sono due momenti distinti per la coupé-cabriolet tra pre e post-restyling. La versione pre-restyling è stata proposta in due allestimenti, quello d’accesso denominato Sport e quello più ricco, Titanium. La Sport ha già una buona dotazione di serie, con cerchi in lega da 17 pollici, computer di bordo, clima manuale, fendinebbia, radio CD, sospensioni sportive e vetri anteriori e posteriori elettrici.

Dopo il restyling, oltre ad aver cambiato il frontale sono arrivate delle nuove versioni della Ford Focus Cabrio, la versione base e la top di gamma Titanium. La nuova Focus Cabrio base è dotata di serie di cerchi in acciaio da 16 pollici, clima manuale, computer di bordo, ESP e TCS e la predisposizione per la radio, disponibile a richiesta a 500 euro. La Titanium, invece, è dotata di cerchi da 17 pollici, Cruise Control, computer di bordo, sedili in pelle parziale, tergicristalli e luci automatiche, clima automatico bizona, sedile guida elettrico, specchietti elettrici riscaldabili e volante in pelle.

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Recensioni e Impressioni di Guida

La Ford Focus Coupé-Cabriolet è stata progettata per aggiungere valori emotivi al marchio Ford. Progettata, disegnata e costruita nelle officine Pininfarina di Grugliasco (To), è la prima cabrio Ford-Europa con hard-top elettrico.

Uno dei punti di forza della Focus Coupé-Cabriolet è il tettuccio rigido a scomparsa diviso in soli due segmenti, il che vuol dire maggior spazio nel portabagagli anche viaggiando aperti (248 litri), maggior rigidità torsionale e ridotta complessità dei meccanismi cinetici. Il design Pininfarina è un valore aggiunto.

Durante un test sulle strade delle colline senesi, le motorizzazioni di lancio includevano un 2.0 litri diesel Duratorq da 136 cv (205 km/h e 0-100 in 10,3 sec) e un 2.0 litri da 145 cv (208 km/h e 0-100 in 10,3 sec). Il diesel è risparmioso, tranquillo e neutro nella guida, mentre sul benzina è bello tirare le marce, la macchina va “guidata” di più perché spingendo sull’acceleratore tende ad anticipare le curve, è molto silenziosa anche agli alti regimi pur esprimendo una certa “sportività”.

Alcune recensioni notano che il peso si sente soprattutto in accelerazione (da 0-100 in 10,3s) e anche in curva i chili di troppo le fanno pagare un pò di sottosterzo. In compenso nei lunghi viaggi e nelle passeggiate estive si è accompagnati solo dal fruscio del vento grazie al silenziosissimo motore TDCI da 136 CV capace di una velocità massima di 205km/h. In città è un gioco da ragazzi cambiare le marce sfruttando l'ottimo cambio a 6 rapporti.

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