La Ford Escort ha rappresentato per decenni una pietra miliare nel mercato europeo delle berline medie, un successo costruito in 40 anni. La sua storia è costellata di innovazioni, restyling e, soprattutto, trionfi nel mondo dei rally. Questo articolo si concentra in particolare sulla Ford Escort Rally del 1980, ripercorrendo le tappe salienti che l'hanno resa un'icona.

Le Origini di un Mito: Nascita e Prime Serie (1968-1980)

La Ford Escort nasce alla fine degli anni '60 dalla collaborazione tra le divisioni inglese e tedesca di Ford Europa, con l'obiettivo di creare un'erede per la Ford Anglia. La prima generazione, lanciata nel 1968, si distingue per le sue linee morbide di ispirazione britannica, combinate con un frontale che richiama le berline americane. Proposta inizialmente solo in versione berlina a 2 o 4 porte, la Escort si fa apprezzare per la sua solidità meccanica, l'affidabilità del motore a 4 cilindri con trazione posteriore e il classico cambio a 4 marce.

La seconda serie, prodotta tra il 1975 e il 1980, presenta un design più audace, con linee squadrate tipiche dell'epoca, sviluppato principalmente in Germania, a Colonia. Questo modello, noto internamente con il nome in codice "Brenda", eredita la meccanica e la struttura della prima serie, ma si distingue per un'estetica più moderna, soprattutto nelle versioni berlina. La gamma si amplia con l'introduzione di tre varianti di carrozzeria (2 porte, 4 porte e station wagon a 3 porte), cinque motorizzazioni e sei allestimenti.

L'Ascesa nel Mondo dei Rally: La RS1800 e il Titolo Mondiale

L'adattamento della Ford Escort alle competizioni fu quasi immediato. Già alla fine degli anni '60, Hannu Mikkola vinse il Rally dei Mille Laghi con la prima versione della Escort, inaugurando una proficua collaborazione tra Ford e i piloti finlandesi. Uno dei primi grandi successi fu il trionfo al London-Mexico City Rally nel 1970, dove quattro Escort si classificarono nei primi sei posti.

Nel 1975, pochi mesi dopo il debutto della seconda serie (MK2), Ford presenta la versione RS1800, con motore bialbero di 1834 cc e 115 cavalli, sviluppata da Brian Hart. Questa versione, prodotta dal 1975 al 1977, rappresenta il modello di punta di Ford nel Campionato del Mondo Rally, sostituendo la leggendaria Ford Escort RS1600. La RS1800, inizialmente basata sulle versioni Escort Sport o Escort Mexico, viene successivamente modificata per rientrare nelle specifiche del Gruppo 4, con un motore 2 litri da 250 cavalli, cambio ZF a cinque marce e blocco in alluminio.

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La Ford Escort RS1800 Gruppo 4 si dimostra subito competitiva, vincendo quattro prove del WRC nel 1977: il Safari e l'Acropoli con Bjorn Waldegaard, il 1000 Laghi con Kyosti Hamalainen e il RAC con Waldegaard. Nel 1979, a dieci anni di distanza dall'ultimo titolo Costruttori vinto dalla Escort TC, la RS1800 conquista il titolo mondiale rally Costruttori, con cinque primi posti (tre di Mikkola e due di Waldegaard) e due secondi posti. Nello stesso anno, Bjorn Waldegaard e Hannu Mikkola realizzano una doppietta nel Mondiale Piloti, separati da un solo punto.

L'Eredità della Escort Rally: Dalla RS2000 alla RS Cosworth

Sulla base della RS1800, Ford lancia nel 1977 la RS2000, equipaggiata con un motore bialbero DOHC di 1993 cc da 130 cavalli, caratterizzata da un frontale più pronunciato con quattro fari circolari e paraurti neri integrati. La RS2000 fa da base per la versione che, impiegata nel Campionato del Mondo Rally, vince il titolo nel 1979.

Negli anni '80, con l'avvento delle Gruppo B, la Escort è costretta a cedere il passo alle più potenti Audi e Peugeot. Tuttavia, la sua eredità continua a vivere nella nuova versione RS Cosworth, dotata di un motore 2,0 litri, 16 valvole e turbocompressore, in grado di erogare 227 CV a 6.500 giri/min. Il telaio era basato sulla Ford Sierra e la carrozzeria era stata costruita dai tedeschi di Karmann.

La versione Gruppo A venne sostituita nel 1997 dall'ultima versione da rally, la WRC. Era la prima Ford costruita da M-Sport per il team ufficiale, ma le risorse di Malcolm Wilson e compagni erano già concentrate principalmente sulla futura Focus WRC.

Ford Escort MK2: Un'Analisi Dettagliata

La Ford Escort MK2, lanciata nel gennaio 1975, rappresentò un'evoluzione significativa rispetto alla sua predecessora. Pur conservando la solida meccanica della MK1, la MK2 si distingueva per una carrozzeria completamente nuova, almeno per le berline.

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Estetica e Design

L'estetica della MK2 era più moderna e squadrata, in linea con le tendenze stilistiche dell'epoca. La coda era fortemente discendente, quasi una fastback, anche se l'impostazione era a tre volumi, con bagagliaio separato dall'abitacolo. Questo design, pur non convincendo tutti gli addetti ai lavori, contribuì a dare alla MK2 un aspetto distintivo e riconoscibile.

Gamma e Allestimenti

La gamma della Ford Escort MK2 era particolarmente ampia e articolata, con tre varianti di carrozzeria (2 porte, 4 porte e station wagon a 3 porte), sei allestimenti (base, L, GL, Ghia, Sport e RS) e cinque motorizzazioni. Questa ampiezza dell'offerta, unita alla tradizionale fama di robustezza e affidabilità, costituì una delle carte vincenti del modello.

Motorizzazioni

Le motorizzazioni disponibili per la Ford Escort MK2 spaziavano da un piccolo 900 cc, introdotto in Italia per rispondere al successo delle utilitarie a bassa cilindrata, fino al più potente 2.0 litri della RS2000. Tra le altre opzioni, figuravano motori 1.1, 1.3 e 1.6 litri, in grado di soddisfare diverse esigenze e fasce di clientela.

Interni e Comfort

Gli interni della Ford Escort MK2 erano progettati per offrire un comfort moderno e razionale. L'abitacolo era spazioso, con cinque posti veri per adulti, e offriva ampie superfici vetrate per una buona visibilità. Un nuovo impianto di aerazione, rifiniture accurate ed eleganti, e una vasta gamma di accessori contribuivano a creare un ambiente confortevole e piacevole.

Prestazioni e Dinamica di Guida

Le prestazioni della Ford Escort MK2 erano modeste in rapporto alla cilindrata, e la tenuta di strada sul bagnato era scarsa a causa della trazione posteriore e del motore anteriore. Tuttavia, la vettura si dimostrava solida e stabile, con un assetto che la rendeva adatta a una guida tranquilla e senza strappi sportivi.

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La Campagna Pubblicitaria in Italia

In Italia, la campagna pubblicitaria di Ford descriveva la Escort come "La piccola per muoversi in grande", sottolineando i suoi bassi consumi, la spaziosità dell'abitacolo, il comfort e la maneggevolezza. La pubblicità enfatizzava anche la sicurezza della vettura, grazie al bagagliaio rinforzato in acciaio e alle sospensioni MacPherson che garantivano una perfetta tenuta di strada.

L'Importanza Storica della Ford Escort

Al di là dei successi sportivi, la Ford Escort ha rappresentato un'auto fondamentale nella storia della Ford, soprattutto per quanto riguarda la filiale europea con sede in Germania. Pur non essendo particolarmente all'avanguardia dal punto di vista tecnico, la Escort ha saputo conquistare il pubblico grazie alla sua affidabilità, alla sua versatilità e al suo prezzo competitivo.

La Ford Escort ha attraversato diverse generazioni, mantenendo sempre un forte legame con il passato, ma sapendosi rinnovare per rispondere alle esigenze del mercato. La sua storia è un esempio di come un'auto possa diventare un'icona, simbolo di un'epoca e di un modo di intendere l'automobile.

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