La Ford, celebre per aver introdotto la produzione in serie con la catena di montaggio, ha prodotto quasi 200 modelli diversi in oltre un secolo di attività, tra cui la Fiesta e l'Escort, modelli proposti per diverse generazioni. Tra questi, un posto di rilievo occupa la Ford Capri, una coupé sportiva che ha segnato un'epoca e di cui ricorre il cinquantesimo anniversario dal debutto. Ripercorriamo la sua storia appassionante, tra successi commerciali, competizioni sportive e modelli iconici.

Gli Anni '60: Nascita di un'Idea

All'inizio degli anni '60, Ford inglese e Ford tedesca erano entità separate. Nel 1964, durante la presentazione del Transit, si tenne il primo summit per creare un'unica Ford europea, complice il successo della Mustang in America. Henry Ford II incaricò John Andrews di unificare le filiali tedesca e inglese, e nel 1967 nacque ufficialmente Ford of Europe, con sede nell'Essex.

La Capri, il cui primo prototipo fu la GBX di Phil Clark, doveva portare in Europa il fascino della Mustang, adattandola alle strade e alla cultura automobilistica europea. Doveva essere più economica, con motori più piccoli e consumi ridotti. Esteticamente, riprendeva molti stilemi della Mustang, come il muso lungo e la coda compatta.

Nel luglio del 1966, il progetto Colt, frutto del lavoro degli ingegneri inglesi, ottenne il via libera per la produzione in serie. Gran parte dei componenti meccanici provenivano dalla Cortina, per contenere i costi di produzione.

1969: Il Debutto della Ford Capri Mk1

Il 21 gennaio 1969, la nuova Ford Capri fu presentata alla stampa in Germania e, tre giorni dopo, debuttò al Salone dell'Automobile di Bruxelles. Ford Europe puntò sulla personalità e sull'unicità dell'auto, sicura che la qualità del prodotto sarebbe emersa naturalmente. Lo slogan "Capri, la macchina che hai sempre promesso a te stesso" faceva leva sul desiderio degli automobilisti di distinguersi.

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La Capri piacque subito e trasmise un senso di sportività. Le qualità dinamiche erano nella media, con una buona tenuta di strada e frenata. Le versioni meno potenti offrivano prestazioni modeste, e nemmeno la "3000" era paragonabile alla Mustang. Il primo anno, il successo commerciale superò le previsioni, con 218.000 esemplari venduti.

La Capri veniva assemblata negli stabilimenti Ford di Colonia in Germania e Halewood in Inghilterra. Al lancio, erano disponibili ben 26 combinazioni possibili, considerando le varie cilindrate.

Caratteristiche e Motorizzazioni della Capri Mk1

La Capri Mk1 si distingue per i suoi motori V4, tranquilli e con bassa potenza specifica, che danno il meglio tra i 1500 e i 4000 giri. L'affidabilità era garantita dalla compattezza dell'albero motore, dalla distribuzione a cascata di ingranaggi senza manutenzione, dalla bassa potenza specifica e dal contralbero di equilibratura delle forze di inerzia.

Il motore 1300 consentiva alla Capri di affrontare tutte le situazioni, con una velocità massima di poco superiore ai 130 km/h. Il V4 1700, con 75 cavalli e coppia massima a soli 2500 giri/min, era elastico e adatto alle salite, con una velocità massima di poco superiore ai 150 km/h. I motori V6, il 2000, il 2300 e il 2600 offrivano prestazioni crescenti, con il 2600 RS che si distingueva come autentica granturismo, capace di superare i 200 km/h.

Difetti e Pregi della Capri Mk1

Il principale difetto della Capri Mk1 era il ponte posteriore, costituito da un semplice assale rigido ancorato al telaio tramite balestre e due corti bracci longitudinali. Questo sistema funzionava bene su strade regolari, ma andava in crisi su strade accidentate, compromettendo il comfort e la direzionalità in frenata. Un altro difetto era una vibrazione che si innescava nel ponte anteriore tra gli 80 e i 100 km/h.

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La tenuta di strada era buona, con un assetto rigido e un posto guida arretrato che consentiva di sentire il retrotreno. Lo sterzo a cremagliera era preciso e diretto. L'abitacolo era silenzioso e la climatizzazione efficace.

1974: La Ford Capri Mk2

Nel 1974, debuttò la Capri Mk2, con una carrozzeria ridisegnata, più pratica grazie al portellone posteriore e con linee più semplici. Gli interni furono rinnovati e i freni a disco maggiorati. La meccanica restò quella dell'ultima evoluzione della prima serie. I motori, derivati dalla gamma Taunus e Granada, erano a 4 o 6 cilindri, con cilindrate tra 1.300 e 3.000 cm³.

L'ampia gamma di allestimenti (L, GL, S e Ghia) e l'offerta di motorizzazioni costituivano un punto di forza della Capri II. Su richiesta era disponibile anche la versione 2.3 V6 Ghia (2293 cm³, 108cv).

La crisi petrolifera del 1973 cambiò il modo di pensare della società europea, e le coupé divennero simbolo di spreco. Questo, insieme alla linea meno accattivante, non consentì alla Capri II di ottenere il successo della prima serie.

1978: La Ford Capri Mk3

Nel 1976, al Salone di Ginevra, fu presentata la Capri Mk3, un restyling della Mk2 con un frontale simile alla Escort RS. La terza versione era più aerodinamica, veloce e potente, con consumi ridotti.

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Nel 1981, il 3.0 V6 fu sostituito dal nuovo 2.8 litri V6 ad iniezione, con 160 cavalli e una velocità massima di 210 km/h. La Capri 2.8 diede nuova linfa alla gamma.

Nel 1982, Ford of Germany sviluppò un'edizione limitata, con guida a sinistra, motore turbo da 190 cavalli e 220 km/h. Un'altra versione speciale fu la Tickford Capri, con il 2.8 Injection potenziato a 206 CV, interni in pelle e moquette Wilton, un largo alettone posteriore e body kit disegnato da Simon Saunders.

Dal novembre 1984, la Capri fu venduta solo in Inghilterra. I propulsori da 1.6 e 2.0 litri furono associati all'allestimento Laser, con cambio e volante in pelle, mascherina e specchietti retrovisori verniciati, oltre ai finestrini elettrici.

Nel 1986, per celebrare l'uscita dalla produzione, fu realizzata l'ultima versione limitata: la Capri 280, con differenziale a slittamento limitato, interni Recaro in pelle e cerchi da 15 pollici a sette razze. Il 19 dicembre 1986, dalle catene di montaggio uscì l'ultima Capri.

L'Impegno nelle Competizioni

La Ford Capri legò il suo successo commerciale all'attività sportiva professionistica, partecipando al campionato tedesco sport riservato alle vetture di Gruppo 5, il Deutsche Rennsport Meisterschaft (DRM), tra il 1978 e il 1983.

Le vetture preparate da Zakspeed dominarono la serie, imponendosi anche dove a dettar legge erano le Porsche 935. Nel 1979, con Heyer, la Capri terminò seconda nella Divisione 2. Nel 1980, Ludwig terminò terzo della Divisione 1. Nel 1981, la Capri si aggiudicò con Ludwig la Divisione 2 e con Winklehock centrò la terza posizione della Divisione 1.

Le Capri da corsa avevano in comune con quelle di serie solo il parabrezza, il tetto, il passo e lo schema delle sospensioni. Le cilindrate variavano dai 1.745 cm³ turbo per la Divisione 1 ai 1.426 cm³ turbo per la Divisione 2. La potenza arrivava a 510 cavalli per il motore da 1,5 litri e a 580 per quello da 1,8.

Capri Club Italia

In Italia, il punto di riferimento per gli appassionati è il Capri Club Italia (www.capriclubitalia.it), che organizza raduni annuali dal 1999. Il club ha contribuito a far tornare a galla le Capri, considerate un usato invendibile negli anni '90.

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