La Ford Escort Mk1, lanciata nel 1968, rappresenta una pietra miliare nella storia dell'automobilismo europeo, incarnando per decenni lo spirito del marchio dell'Ovale Blu. Quest'anno ricorre il 50° anniversario di quest'auto, simbolo di un'epoca e protagonista di innumerevoli successi commerciali e sportivi.
Genesi e Design: Un'Auto Globale con Radici Britanniche
Presentata al Salone dell'Automobile di Bruxelles nel gennaio 1968, l'Escort Mk1 fu prodotta inizialmente negli stabilimenti britannici di Ford, per poi essere assemblata anche in Belgio e Germania per i mercati con guida a sinistra. Il progetto era interamente firmato dalla filiale inglese di Ford Europa, il cui lavoro aveva poco in comune con quello svolto a Detroit.
La linea della Escort Mk1, pur presentando un design tipicamente inglese con linee morbide, mostrava un frontale deciso, chiaramente ispirato alle berline americane. Disponibile inizialmente nelle versioni berlina a due e quattro porte, la Escort Mk1 ereditò il testimone dalla Ford Anglia, proponendosi come una vettura solida e affidabile, adatta sia all'uso quotidiano che alle competizioni rallystiche.
Caratteristiche Tecniche: Semplice, Robusta e Affidabile
Al suo debutto, la Ford Escort Mk1 era disponibile con due motorizzazioni: un motore da 940 cc e 44 cavalli e un motore da 1098 cc e 53 cavalli. L'auto era offerta in due allestimenti: base (solo con motore 940 cc) e De Luxe (con entrambi i motori). Pochi mesi dopo il lancio, venne introdotta anche una versione familiare a tre porte, disponibile solo con il motore 1100, sia in versione base che De Luxe.
La meccanica della Escort Mk1 era semplice ma robusta, con trazione posteriore, motore a 4 cilindri e cambio a 4 marce. Le sospensioni anteriori utilizzavano montanti MacPherson, mentre al posteriore era presente un semplice assale montato su molle a balestra.
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Successi Sportivi: L'Escort e il Mondo dei Rally
La Ford Escort Mk1 si distinse particolarmente nel mondo dei rally, diventando una delle vetture più vincenti della sua epoca. Nel 1968, la Ford Escort fece il suo debutto ufficiale al Rally dei Fiori (Sanremo), con l'equipaggio composto da Ove Andersson e John Davenport che conquistò un ottimo terzo posto.
Il primo successo arrivò al Circuito d'Irlanda, con Roger Clark che batté la Mini Cooper S di Paddy Hopkirk. Seguirono numerose vittorie, tra cui il Tulip Rally, l'Acropoli, lo Scottish Rally, l'Alpi Austriache e il 1000 Laghi.
Nel 1969, il motore della Ford Escort 1.6 TC fu potenziato fino a raggiungere i 170 cavalli, permettendo alla vettura di conquistare il titolo costruttori per il secondo anno consecutivo.
Nel 1970, fu introdotta la RS 1600 (berlina solo due porte), dotata di un motore bialbero da 1601 cc e 110 cavalli, destinata a una clientela sportiva. Nel 1971, per soddisfare un'utenza meno esigente, arrivò la Mexico (solo berlina due porte), con un motore monoalbero da 86 cavalli e 1601 cc.
Le versioni 1300 GT e RS 1600 furono utilizzate con successo nelle competizioni rallystiche, conquistando due titoli iridati nel World Rally Championship.
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Nel 1970, la sigla RS fu legata all'operazione di marketing della Londra-Mexico, una maratona automobilistica che si sarebbe conclusa a Città del Messico in concomitanza con l'inaugurazione dei Campionati Mondiali di Calcio. Hannu Mikkola, al volante di una Ford Escort GT equipaggiata con un motore 1.850 cc, si dimostrò il più veloce.
Al Rally Safari, la Ford utilizzò per la prima volta il collegamento radio tra le vetture e un aereo, anticipando gli interventi ai punti assistenza. Mikkola e la Ford si dimostrarono ancora una volta i più veloci.
Successivamente, fu approntata la versione da gara della Escort RS con il motore BDA bialbero 16 valvole Cosworth. La Escort fu il primo modello Ford con il marchio RS, diventato in seguito sinonimo di tutte le Ford da corsa.
Nel 1972, la Escort MK1 RS raggiunse i 235 cavalli di potenza e iniziò a mietere successi, aggiudicandosi, tra gli altri, lo Scottish Rally, il Rally Galles, il Manx Rally e il Giro del Belgio.
Nel 1973 e nel 1974, la Escort RS continuò ad arricchire il proprio palmares sportivo, adottando il cambio ZF a cinque marce, il differenziale a slittamento limitato e i freni a disco sulle quattro ruote.
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Le Versioni Sportive: RS1600, Mexico e le altre
Oltre alle versioni base, la Ford Escort Mk1 fu declinata in diverse versioni sportive, destinate sia all'uso stradale che alle competizioni.
Escort RS1600
Introdotta nel 1970, la RS1600 era equipaggiata con un motore bialbero da 1601 cc e 110 cavalli, ed era caratterizzata da un assetto sportivo e da una carrozzeria a due porte.
Escort Mexico
Lanciata nel 1971, la Mexico era una versione più accessibile della RS1600, dotata di un motore monoalbero da 1601 cc e 86 cavalli.
Altre Versioni
Nel corso degli anni, la Ford Escort Mk1 fu ulteriormente sviluppata con motori Cosworth BDB da 1701 cc e BDC ad iniezione, culminando nel modello RS2000 con motore 2000 cc Pinto (OHC).
La Fine di un'Era e l'Eredità
La produzione della Escort Mk1 cessò nel 1975, con l'introduzione della Ford Escort Mk2. Tuttavia, l'eredità della Escort Mk1 è ancora viva, grazie ai numerosi successi sportivi e al suo status di icona dell'automobilismo europeo.
Il Ritorno al Futuro: MST e Boreham Motorworks
Oggi, il mito della Ford Escort Mk1 rivive grazie a iniziative come quelle del riparatore gallese MST e dello specialista britannico Boreham Motorworks.
MST ha presentato due nuovi progetti, chiamati Mk1 e Mk2 Sports, che riproducono fedelmente le auto originali, utilizzando gli stampi originali degli stabilimenti inglesi e le sospensioni e i rinforzi per telaio e carrozzeria utilizzati per il rally del 1970.
Boreham Motorworks ha sviluppato un modello ispirato alla Ford Escort RS, con componenti completamente riprogettati ma fedeli all'originale, costruiti con materiali moderni e tecniche di produzione avanzate. I clienti possono scegliere tra due opzioni di motore: un 4 cilindri Twin Cam da 1845 cc e 185 Cv, oppure un nuovo motore Ford 2,1 litri da 300 CV e 10.000 giri/min.
Queste iniziative dimostrano come la Ford Escort Mk1 continui ad affascinare gli appassionati di auto di tutto il mondo, rappresentando un simbolo di stile, prestazioni e successo sportivo.
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